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venerdì 14 agosto 2009

"AULA VERDE" E "CICLABILE" PER LA VALLE DEL BOSSO

Nei giorni scorsi è apparso sulle pagine del Resto del Carlino un interessante articolo in merito alle bellezze naturalistiche della Valle del fiume Bosso presso Cagli.
In merito interviene Vincenzo Mei, Capogruppo di Uniti per Cagli in Consiglio Comunale:

“Spesso si parla di salvaguardia e valorizzazione del territorio delle zone interne ma poi quando abbiamo proprio “ sotto casa “ emergenze naturalistiche importanti, non si fa proprio nulla per la loro salvaguardia e valorizzazione.
E’ il caso dei nostri bellissimi fiumi e delle loro valli. Il problema torna di attualità soprattutto nel periodo estivo, poi cala il silenzio.


Nel citato articolo è stato opportunamente sottolineato proprio questo aspetto. La valle del fiume Bosso rappresenta un bene da salvaguardare e tutelare, se ne parla spesso ma nulla si fa in proposito.
Credo sia giunto il momento che Amministrazione Comunale e Provinciale, ciascuna per le proprie competenze intervengano con un progetto comune di valorizzazione e tutela.
Non è necessario ipotizzare interventi “pesanti” che sarebbero probabilmente dannosi; basterebbe solo qualche intervento di pulizia delle sponde,la realizzazione di adeguati cartelloni turistici con informazioni sui siti più interessanti, oltre ad una forte azione della amministrazione per ottenere quei “ rilasci” sul Certano e Giordano di cui si parla da tempo immemorabile.

Sarebbe poi utile realizzare, a fianco della strada provinciale,una “ciclabile” tra Cagli e Secchiano, intervento possibile, non invasivo e relativamente costoso .

Voglio ricordare che negli uffici del comune di Cagli giace, fin dagli anni novanta, uno studio del prof. Alberto Ferretti in cui si propone la realizzazione di un “parco fluviale “ e di una Aula Verde della valle del Bosso.
Di quella proposta fino ad oggi non se ne è fatto nulla. Sarebbe davvero opportuno che la amministrazione comunale la riprendesse in esame valutando ,finalmente, la possibilità di concretizzarla”.

Vincenzo Mei

domenica 2 agosto 2009

PRONTA LA BOZZA DEL "REGOLAMENTO D'USO DELLE AREE DI MONTE PETRANO"

Il Vice Sindaco Mazzacchera ha sottoposto agli amici di Facebook la bozza del "Regolamento d'uso delle aree di Monte Petrano" recentemente presentata in Giunta, invitandoli a proporre suggerimenti per migliorarne o integrarne il testo. Una iniziativa, questa, che va nella direzione giusta di riconoscere finalmente il pianoro di M.te Petrano come una risorsa eccellente del nostro territorio. Una risorsa da proteggere da eventuali usi impropri, da valorizzare individuandone le possibili destinazioni d’uso e da rendere più produttiva per il pubblico erario anche attraverso l’iniziativa privata.

La bozza non porta grandi novità, a parte la palese intenzione di offrire in concessione alcune aree del pianoro per lo svolgimento di attività turistiche, sportive e produttive in genere, per la prestazione di servizi a pagamento. Infatti la maggior parte degli articoli (ben 50) che ne costituiscono il testo non sono altro che il richiamo di norme già esistenti in quanto previste dal codice civile e dalle leggi nazionali, regionali, provinciali e comunali. Norme che tuttavia rischiano spesso di essere ignorate e violate in un ambiente lontano dalla città e privo di controllo.
Il regolamento sarà quindi utile se con esso si riuscirà ad avviare un sistema di sfruttamento produttivo del pianoro attraverso un’offerta turistica di qualità, in modo da poterne sostenere il controllo nel rispetto dell’ambiente e del vivere civile.

Ecco quindi il testo della bozza.



COMUNE DI CAGLI(Provincia di Pesaro e Urbino)________________________________________
Regolamento d’uso delle aree di Monte Petrano

________________________________________

Premessa


Il presente Regolamento ha lo scopo prioritario di armonizzare la tutela della qualità estetica e biologica delle aree verdi di Monte Petrano (in antico denominato Monte dei Cavalli) con l'uso sociale, turistico, culturale, sportivo e agricolo proprio di ciascuna di esse, assicurando al contempo che la fruizione (in particolare dei prati del pianoro) sia, compatibilmente con le differenti esigenze, estesa alla totalità dei cittadini, i quali possono attivamente concorrere alla protezione del Monte.

Titolo I - Disposizioni generali

Art. 1- Oggetto

Il Regolamento disciplina la fruizione e l’uso del territorio di Monte Petrano da parte del pubblico (in forma singola o associata), degli utenti, degli imprenditori turistici, degli enti che perseguono finalità di tipo agricolo, dei proprietari, possessori o detentori di immobili.Il presente Regolamento integra per quanto applicabili le norme contenute nella legislazione nazionale e regionale in materia di protezione della natura.Il presente Regolamento, limitatamente alle aree di Monte Petano disciplinate, prevale su eventuali contrastanti norme dei Regolamenti comunali, anche per la parte relativa alla misura delle sanzioni.

Art. 2- Campo di applicazione

Le norme del Regolamento si applicano a tutto il territorio di Monte Petrano ricompreso nel territorio del Comune di Cagli con esclusione delle zone edificate ad uso turistico, residenziale o agricolo di proprietà privata. Il regolamento non si applica all'interno degli edifici.Le norme, tuttavia, degli articoli 10, 32, 33, 34, 35, 36, 40, 42, 44, 46 e relativo sistema sanzionatorio, si applicano anche alle aree libere da edifici delle zone edificate. Le disposizioni regolamentari non si applicano nelle aree del demanio, salvo che nelle porzioni aperte alla pubblica fruizione limitatamente al pubblico e agli utenti.

Titolo II - Fruibilità

Art. 3- Utilizzazione del verde

Il verde, i percorsi, le attrezzature pubbliche sono da tutti fruibili per il tempo libero e lo svolgimento di attività fisico-motorie e sociali, il riposo, lo studio e l'osservazione della natura.La Giunta comunale può, tuttavia, individuare aree verdi da gestire direttamente o in concessione anche sul pianoro del Monte (per pianoro si intendono le aree verdi sopra i 900 m di altitudine) il cui accesso può essere sottoposto al pagamento da parte del pubblico di un biglietto d’ingresso al fine di meglio tutelare e valorizzare tali superfici. L’eventuale gestione da parte di terzi in concessione, individuati secondo criteri di trasparenza e pubblicità, è sottoposta alla corresponsione di un importo a favore del Comune di Cagli e l’ammontare del possibile biglietto d’accesso è determinato preventivamente nel bando. Qualora la gestione sia effettuata direttamente dal Comune di Cagli il possibile biglietto è determinato periodicamente dalla Giunta Comunale.

Art. 4- Criteri di comportamento

Tutti sono tenuti a rispettare le aree verdi ed agricole e i manufatti su di esse insistenti.Tutti sono inoltre, tenuti a rispettare gli altri frequentatori, evitando di tenere comportamenti e di svolgere attività che possono arrecare disturbo al normale uso del verde.

Art. 5- Responsabilità

Ognuno è responsabile dei danni di qualsiasi natura arrecati personalmente, da minori o da inabili a lui affidati e da animali o cose di cui ha la custodia.

Art. 6- Limitazioni alla fruibilità

Il Comune di Cagli può disporre la chiusura temporanea di aree per la manutenzione o per motivi di sicurezza. Può, inoltre impedire o limitare l'accesso del pubblico in aree specifiche, indicate da appositi cartelli, per tutelare aspetti particolari della vegetazione o l 'insediamento e la nidificazione della fauna.Il verde pubblico fruito da gruppi organizzati, enti o associazioni per iniziative di interesse turistico o culturale (in regime di convenzione con il Comune di Cagli) è accessibile secondo le norme e gli orari stabiliti dal concessionario in ottemperanza a quanto previsto nella convenzione e dalle disposizioni del presente Regolamento.

Titolo III - Norme di comportamento per la tutela dei frequentatori

Art. 7- La quiete del monte

Non sono consentite attività rumorose (eccettuate quelle agricole come la sfalciatura del fieno, ecc.), che per la loro intensità o durata disturbano la quiete dei luoghi.Sono vietati in particolare: gli schiamazzi, l'uso degli strumenti musicali e riproduttori amplificati, generatori di corrente non silenziati, ecc..Radio, televisione, impianti hi-fi e simili, possono essere ascoltati in cuffia o a volume tale da non recare disturbo agli altri frequentatori.Deroghe possono essere concesse limitatamente a manifestazioni autorizzate dal Comune di Cagli e per il tempo e con le modalità indicate nell’autorizzazione.

Art. 8- Ambulanti

E' vietato effettuare la vendita ambulante di qualsiasi prodotto, o la prestazione di servizi o l'esercizio di giochi o di altre attività economiche, in forma ambulante, senza la concessione del Comune di Cagli. In caso di concessione l’attività può essere svolta dall’ambulante solo nel sito e nel rispetto dei giorni e degli orari indicati. La concessione è sottoposta al pagamento della tariffa determinata periodicamente dall’Amministrazione Comunale.

Art. 9- Manifestini

E' vietato apporre o distribuire manifesti, locandine, avvisi, depliant o simili, senza l'autorizzazione del Comune di Cagli e al di fuori degli spazi a tal fine indicati nell'autorizzazione.

Art. 10- Pubblicità

E' vietato apporre, anche temporaneamente, cartelli o manufatti pubblicitari di qualunque tipo e natura se non autorizzati dal Comune di Cagli e nel rispetto delle modalità dallo stesso indicate.

Art. 11- Segnaletica

E' vietato ogni tipo di segnaletica, ad eccezione: della segnaletica interna al pianoro e parti di Monte; della segnaletica stradale e della segnaletica mobile per le manifestazioni autorizzate (quest'ultima deve essere rimossa a cura degli organizzatori).E' vietato imbrattare con vernici o manifesti adesivi i manufatti e le attrezzature del Monte o appendere cartelli sugli alberi.

Art. 12- Costume

I visitatori e gli utenti sono tenuti a mantenere comportamenti conformi all'ordine pubblico e alla pubblica decenza e buon costume.E' vietato esercitare sul pianoro del Monte il nudismo, o comunque circolare o stazionare nudi all'aperto, anche in luogo appartato. E' vietato circolare e sostare in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze psicotrope.

Art. 13- Danneggiamenti

Fatte salve le sanzioni penali, è fatto divieto a chiunque di deteriorare, manomettere, imbrattare, o cagionare danno alle pubbliche e private proprietà; ed in particolare agli arredi, alle attrezzature ed ai manufatti del Monte.

Art. 14- Giochi pericolosi e molesti

Sono vietati tutti i giochi e le attività potenzialmente pericolose per i frequentatori in relazione alle specifiche funzioni dell'area e quelli che possano causare rischio per la pubblica incolumità o pericolo di danno alle pubbliche e private proprietà.E' vietato il tiro con l'arco, la balestra, la fionda, il giavellotto, il boomerang e ogni altro mezzo di tiro pericoloso; è altresì vietato l'esercizio del modellismo a motore.E’ ammesso l’aquilonismo acrobatico e l’aquilonismo da trazione ed in genere l’esercizio degli sport del vento (tipo kitesurfing, snowkite, skikite, kitebugging, landboarding, ecc.) solo nell’ambito di iniziative promosse da associazioni o enti convenzionati, limitatamente alle aree oggetto della convenzione e con le modalità e tempi specificati. Prima della sottoscrizione della convenzione comunale dovrà essere verificata la compatibilità della specifica pratica sportiva con l’esigenza primaria della conservazione del manto erboso dei prati interessati.E' vietato portare sul Monte, lanciare, o depositare corpi incendiari o esplodenti o simili.E' vietato il lancio dei sassi o di altri corpi potenzialmente contundenti.

Titolo IV - Circolazione dei veicoli

Art. 15- Transito di veicoli a motore

E' vietato il transito e l'accesso di ogni mezzo motorizzato, compresi motocicli e ciclomotori anche se condotti a mano e con il motore spento, sui prati del Monte.

Sono esclusi dal divieto:

a) i mezzi motorizzati e i mezzi agricoli dei proprietari, degli affittuari, concessionari, o comunque di aventi diritto, limitatamente all'uso e ai percorsi di proprio diritto;

b) i mezzi motorizzati del Comune di Cagli per lo svolgimento dei propri compiti d'istituto;

c) i mezzi motorizzati dei servizi di polizia, forestali, emergenza in genere ed antincendio;

d) le motocarrozzette permanentemente adibite al trasporto di persone con difficoltà di deambulazione solo se munite dell'apposito distintivo rilasciato dal Sindaco del comune di residenza;

e) i mezzi motorizzati specificatamente autorizzati dal Comune di Cagli e muniti dell'apposito distintivo;

Art. 16- Sosta e parcheggio

Sui prati del Monte è sempre vietata la sosta e il parcheggio dei veicoli a motore. E' vietato sostare dinanzi agli ingressi carrai dei prati, agli altri accessi veicolari, pedonali e ciclistici.I motocicli ed i ciclomotori devono utilizzare gli appositi parcheggi. Sul pianoro del Monte il divieto di sosta e parcheggio ha le seguenti eccezioni per:- i mezzi motorizzati di cui alla lettera a) del precedente art. 15, nei tratti ove consentito dal Codice della Strada o dagli Enti proprietari;- i mezzi motorizzati di cui alle lettere b) c) d) e) del precedente art. 15;- i mezzi motorizzati parcheggiati o in sosta nei parcheggi o negli spazi a tal fine predisposti e specificatamente segnalati;- i mezzi motorizzati parcheggiati o in sosta nei parcheggi attrezzati gestiti dal Comune di Cagli o dallo stesso dati in concessione e di cui al seguente articolo.

Art. 17- Parcheggi attrezzatiI parcheggi attrezzati gestiti o dati in concessione dal Comune di Cagli sono aree del Monte specificatamente destinate alla sosta temporanea, anche a pagamento, dei mezzi motorizzati utilizzati dai fruitori del Monte.Essi sono così regolamentati:- i parcheggi sono aperti nelle ore diurne salvo occasioni particolari con gli orari di apertura esposti agli ingressi;- nei parcheggi, anche a pagamento, una quota di posti auto è riservata gratuitamente ai portatori di handicap (a questi è fatto obbligo di apporre in modo visibile sulla vettura il prescritto distintivo);- nei parcheggi attrezzati è vietato:

1) transitare o sostare al di fuori degli orari di apertura, se non diversamente autorizzato;

2) l 'accesso a furgoni adibiti al trasporto cose, autocaravan o roulotte, autocarri di qualsiasi portata, mezzi d 'opera;

3) sostare al di fuori degli spazi consentiti;

4) lavare gli automezzi od eseguire operazioni di manutenzione, riparazione o simili;

5) bivaccare nell'automezzo in sosta;

6) montare tende, tavolini, barbecue, accendere fuochi, condurre cavalli, effettuare giochi.

Art. 18- Cautele di conduzione dei veicoli

I mezzi motorizzati autorizzati per iscritto a transitare nella viabilità interna del Monte (inclusi i prati), devono di norma percorrere con scrupoloso rispetto dell'ambiente e dei fruitori del Monte esclusivamente le strade, le carrarecce o le piste, nell'osservanza delle seguenti ulteriori prescrizioni:- non deve essere superato il limite di velocità di 30 Km/h;- ai ciclisti e ai pedoni deve essere data la precedenza sugli automezzi;- chiunque, avendone titolo, acceda ai prati da uno degli accessi di servizio o chiusi da sbarra è tenuto a richiudere lo sbarramento se non diversamente autorizzato;- è vietato duplicare o consegnare a terzi le chiavi degli sbarramenti degli accessi ai prati.

Art.19- Biciclette e veicoli non motorizzatiLe biciclette devono di norma transitare sulle piste ciclabili (quando esistenti), sui sentieri e sulle piste consolidate con esclusione delle zone riservate ai pedoni, rispettando le norme generali della circolazione stradale; sui pendii e sulle scarpate è vietata la circolazione fuoripista.I ciclisti devono procedere sul pianoro ad andatura moderata, lasciare la precedenza ai pedoni, regolare la velocità in modo da non superare i 15 Km/h, e da non arrecare pericolo a persone o animali.La conduzione delle biciclette deve essere comunque improntata alla massima prudenza, anche in relazione alle condizioni di affollamento del Monte.Le stesse norme si applicano all'uso di pattini, monopattini, tavole su ruote e simili. Questi non possono essere utilizzati sui prati del Monte.

Titolo V - Norme per i cani

Art. 20- Conduzione dei cani

I cani devono essere sempre condotti al guinzaglio.Con appositi segnali sono indicate le aree in cui i cani possono essere lasciati liberi nonché le aree nelle quali è fatto loro divieto di accesso.E' vietato introdurre cani nei fontanili, canali, corsi d'acqua e zone umide.E' comunque vietato condurre i cani in modo da porre in pericolo l'incolumità delle persone e degli altri animali.Gli agenti di vigilanza possono, qualora ravvisino pericolo per la pubblica incolumità, disporre l'immediato allontanamento dai prati di cani, ovvero ordinare ai proprietari l'uso congiunto della museruola e del guinzaglio.

Art.21- Addestramento cinofilo

Su tutta l'area del Monte è vietato addestrare cani da caccia, difesa o guardia fatte salve le iniziative di gruppi organizzati, associazioni o enti appositamente convenzionati con il Comune di Cagli nel rispetto dei periodi e modalità indicati nella convenzione e sempre entro le porzioni di area opportunamente specificate.

Art.22- Abbandono di animali

E' vietato abbandonare cani o altri animali sul Monte.Gli agenti di vigilanza hanno facoltà di catturare i cani rinvenuti legati o abbandonati sul monte e di custodirli per 24 ore; trascorso tale termine gli animali sono consegnati ai servizi veterinari della competente A.S.U.R..

Titolo VI - Norme per l'equitazione

Art.23- Equitazione

Sui prati del pianoro del Monte è vietato l'accesso e il transito di cavalli ed equini di qualsiasi specie.Il divieto non si applica a:

a) cavalli in dotazione alle forze di polizia, sia nell'espletamento del servizio di presidio del territorio che in attività di addestramento;

b) equini portati al pascolo sul Monte (ad esclusione del pianoro) in forza di apposita concessione rilasciata dal Comune di Cagli e nel rigoroso rispetto delle condizioni indicate nell’avviso pubblico;

c) cavalli autorizzati ai sensi degli articoli successivi, nonché cavalli nell’ambito di attività o singole iniziative convenzionate con il Comune.Eventuali attività di maneggio devono essere autorizzate dal Comune di Cagli.L'accesso e il transito nel Monte degli equini, di cui alla lettera c), è effettuato nell'osservanza delle cautele stabilite dall'articolo seguente.

Art.24- Equitazione ludica o sportiva

L'attività ludica di equitazione, autorizzata ai sensi del successivo articolo, è consentita nel rispetto delle seguenti norme:

- l'equitazione è consentita dall'alba al tramonto ad eccezione di determinati giorni nei periodi di maggiore rilevanza turistica;

- il cavallo può essere condotto sul pianoro esclusivamente al passo; è vietato condurre gli animali in altro modo, compiere salti, esibizioni, prove o comunque mettere in atto qualsiasi atteggiamento che possa costituire pericolo per la pubblica incolumità o danno al patrimonio pubblico;

- l'equitazione è vietata nelle giornate di pioggia, neve o maltempo;- l'equitazione, sul Monte, di norma deve svolgersi sulle piste sterrate, sui prati a lato dei percorsi ciclabili o pedonali e a lato delle piazzole attrezzate;

- l'equitazione è vietata nelle aree di rimboschimento, compresi i percorsi che le attraversano, nelle zone arbustive, nei canali, e nelle zone umide adiacenti, nelle altre zone espressamente vietate con cartelli segnalatori, nelle zone con irrigazione automatica e a meno di mt. 3,00 dalle giovani piante in filare;

- ai pedoni e ciclisti, è riservato il diritto di precedenza sui cavalieri;

- i titolari di maneggi autorizzati sono tenuti a rimuovere le deiezioni dei cavalli dai percorsi;

- l'equitazione è vietata ai minorenni non accompagnati da un adulto e agli inesperti.

Fatte salve le sanzioni penali e civili, il conduttore del cavallo, in caso di inosservanza delle disposizioni regolamentari, risponde con il pagamento delle sanzioni pecuniarie previste dal presente Regolamento in solido con il proprietario dell'animale.Gli agenti di vigilanza possono in ogni momento, per motivi di sicurezza o di tutela del patrimonio pubblico, disporre l'allontanamento immediato di cavalieri dal Monte o da singole zone di esso.

Art.25- Autorizzazione all'equitazione

L'autorizzazione all'equitazione ha la durata di un anno e viene rilasciata al proprietario del cavallo con le seguenti modalità

a) richiesta al Comune di Cagli corredata di copia del documento di possesso dell'animale;

b) versamento del rimborso richiesto alla tesoreria dell'Ente;

c) sottoscrizione di presa visione e di perfetta conoscenza delle norme sull'equitazione stabilite dal presente Regolamento;

e) consegna di copia della polizza di assicurazione contro la responsabilità civile.

Il cavaliere deve essere sempre in possesso di una copia dei documenti autorizzativi al fine della loro pronta esibizione su richiesta.Il proprietario del cavallo è tenuto ad avere polizza assicurativa per i danni contro terzi. Le persone diverse dal proprietario (oltre la validità della copertura assicurativa) devono sottoscrivere e portare al seguito una dichiarazione di presa visione e conoscenza del Regolamento.Il numero annuo di autorizzazioni può essere contingentato con deliberazione di Giunta Comunale, in relazione al carico compatibile con l'ambiente.L'autorizzazione può essere assoggettata a rimborso forfettario delle conseguenti spese per diritti di segreteria e riparazione dei percorsi. Il rimborso è determinato con deliberazione di Giunta.L'autorizzazione è sempre revocabile.

Titolo VII - Tutela del territorio

Art.26- Occupazione di suolo pubblico e utilizzo di aree

E' vietata l'occupazione anche temporanea del suolo pubblico senza concessione del Comune di Cagli e pagamento del relativo tributo.Il divieto non si estende alle occupazioni del suolo e sottosuolo stradale consentite dall'Ente proprietario della strada.L’utilizzo di aree delimitate del Monte per fini turistici, culturali, sportivi, sociali è oggetto di specifica concessione (o di contratto di affitto) e contestualmente assoggettato al pagamento di una tariffa determinata periodicamente dalla Giunta per unità di 1000 mq per ciascun giorno di utilizzo. L’utilizzo del Monte per fini agricoli (tra i quali il pascolo di equini, bovini, ovini, ecc.) è assoggettato al pagamento di una tariffa o di un corrispettivo ed è oggetto di concessione o affitto per aree o per singole attività (pascolo, sfalcio, ecc.). La Giunta nel dare pubblico avviso determina l’importo minimo e procede con l’aggiudicazione al miglior offerente entro i termini stabiliti. La concessione per attività agricola non può in nessun modo precludere o comunque limitare eccessivamente le attività turistiche, culturali, sportive o sociali sul pianoro.Il pascolo sui prati del pianoro del Monte è vietato. I prati del Monte, con particolare riguardo a quelli del pianoro, non possono essere sottoposti ad attività agricole che modificano o comunque alterano sensibilmente il manto erboso. Perciò sul Monte è sempre esclusa ogni attività arativa mentre è consentita quella del pascolo, del taglio dei boschi, della riforestazione, del falcio del fieno e attività similari.

Art.27- Manifestazioni

Le attività collettive e manifestazioni turistiche, sportive (escluse quelle a carattere motoristico), folcloristiche, propagandistiche, culturali, promozionali del territorio e della città di Cagli, didattiche, ricreative e simili, che si svolgono sul Monte (anche per più giorni) ed in particolare sui prati del pianoro devono essere sempre preventivamente autorizzate dal Comune di Cagli che le subordina ad eventuali prescrizioni e garanzie ed al pagamento delle tariffe stabilite periodicamente dalla Giunta Comunale.Gli organizzatori devono rispettare scrupolosamente le prescrizioni ed in particolare quelle sul ripristino e la pulizia dell'area concessa e versare le eventuali fideiussioni richieste a garanzia per danni. Chi si rende responsabile di gravi inadempimenti e/o danneggiamenti non può ottenere il rilascio di autorizzazioni per manifestazioni sul territorio comunale per un intero anno solare.Le associazioni (con particolare riguardo alle no profit e onlus) ed enti che svolgono le manifestazioni e attività di cui sopra qualora abbiano ottenuto il preventivo patrocinio del Comune di Cagli possono ottenere l’uso di aree delimitate del Monte a titolo gratuito o con tariffa ridotta del 50% purché sottoscrivano apposita convenzione con il Comune con la quale si impegnano a loro spese e cure a concorrere alla tutela e valorizzazione del Monte. Ciò può avvenire mediante la gestione o l’assunzione di oneri inerenti, a titolo puramente esemplificativo: la gestione dei bagni pubblici e/o spazi pubblici attrezzati destinati al ristoro; la sorveglianza; la raccolta sistematica dei rifiuti abbandonati sui prati, ecc..Il rilievo della manifestazione o dell’attività e la sua reiterazione negli anni insieme all’entità di impegni inerenti la tutela e valorizzazione nonché alla natura non lucrativa della manifestazione oppure dell’associazione o ente sono gli elementi in forza dei quali la Giunta Comunale, dopo la concessione del patrocinio, può concedere la riduzione della tariffa del 50% o il suo abbattimento integrale.Le attività e manifestazioni di cui sopra devono essere coordinate annualmente in maniera tale da non creare sovrapposizioni tra le stesse o comunque di interferenza rilevante, anche al fine di garantire comunque la libera fruizione del Monte o almeno di ampie zone del pianoro ai singoli fruitori.

Art.28- Campeggio

E' vietato allestire campeggi, attendamenti, o comunque pernottare sul Monte (in forma singola o associata che sia) per una durata superiore alle 24 ore consecutive senza l'autorizzazione del Comune di Cagli: autorizzazione (attinente aree ben individuate del Monte) sempre subordinata alla tutela del manto erboso e più in generale estetica e biologica delle aree verdi. Il campeggio o pernottamento non può in ogni caso essere autorizzato nei boschi, nelle zone umide, nei parcheggi.Il montaggio di tende da campeggio, al fine di addestramento, arieggiamento, pulizia, è consentito unicamente sui prati del Monte per un periodo massimo di due ore.Il Comune di Cagli può, in regime di convenzione o con contratto di affitto o concessione o comodato, autorizzare (entro specifiche aree ben individuate) la gestione di campeggi organizzati sui prati del pianoro del Monte.

Art.29- Riprese foto-cinematografiche professionali

E' vietato realizzare riprese cinematografiche e fotografiche professionali ad uso commerciale o comunque con finalità di lucro senza la concessione del Comune di Cagli.

Art.30- Orti e baracche

E' vietato impiantare orti, erigere baracche o capanni, salvo che nelle eventuali aree esterne al pianoro, appositamente destinate ed attrezzate dal Comune di Cagli.

Art.31- Recinzioni

E' vietata la recinzione dei fondi agricoli. La recinzione è consentita a protezione dell'edificato, e degli allevamenti di animali con le modalità e le procedure stabilite dal Comune di Cagli.

Art.32- Abbandono dei rifiuti

Su tutta l'area del Monte è vietato l'abbandono di ogni tipo di rifiuto.I fruitori e gli utenti debbono conferire i rifiuti negli appositi cestini o nei cassonetti.

Art.33- Ammassi

Fatta eccezione per l'ammasso di stallatico, è vietato, su tutte le aree del Monte sia pubbliche sia private, l'ammasso anche temporaneo di materiali di qualsiasi natura all'esterno delle aree di pertinenza degli insediamenti agricoli, turistici, o dei cantieri in cui i materiali vengono utilizzati (salvo deroghe temporanee per i cantieri durante la reale esecuzione dei lavori).

Titolo VIII - tutela dell'ambiente naturale

Art.34- Tagli

E' consentito il taglio dei boschi, mentre è vietato il taglio di piante inserite in filari lungo il margine di strade, purché tali operazioni siano effettuate direttamente o autorizzate dagli organi tecnici del Comune di Cagli sentiti gli altri enti competenti per materia.Il taglio di piante isolate e di quelle dei giardini privati è soggetto a denuncia al Comune di Cagli e agli organi competenti.

Art.35- Operazioni colturali

Le operazioni di potatura, di trattamento fitosanitario, di dendrochirurgia effettuate sulle piante d'alto fusto sono soggette all'autorizzazione del Comune di Cagli che, sentiti gli altri organi competenti, può subordinarle all’osservanza di prescrizioni tecniche.

Art.36- Danni alla vegetazione

Sono consentite le operazioni di manutenzione ordinaria (taglio dei prati, potature delle siepi ecc..), mentre sono vietate sul pianoro le ordinarie pratiche agricole (aratura, semina, ecc..). E' vietato danneggiare, asportare, recidere la vegetazione di ogni tipo, sia arborea sia arbustiva, salvo il disposto degli articoli precedenti.E' vietato asportare o commercializzare la cotica erbosa e lo strato superficiale dei terreni.

Art.37- Flora spontanea e piante officinali

E' vietata l'asportazione dei fiori dagli alberi e dagli arbusti; è consentita la raccolta di fiori campestri, purché di specie non protetta, fino ad un massimo di sei esemplari per specie a persona. La raccolta delle piante officinali (ed altre appositamente indicate dal Comune di Cagli) è soggetta ad autorizzazione (che può essere generale o speciale) ed è regolamentata dalle leggi statali e regionali in materia.

Art.38- Frutti

E' vietato raccogliere, asportare, trasportare, o commerciare i frutti di alberi o arbusti. E' consentita la raccolta per l'immediata consumazione alimentare dei frutti di alberi o arbusti, sempre che sia effettuata senza danneggiare le piante, salirvi, percuoterle, o utilizzare qualsivoglia attrezzo.

Art.39- Funghi e tartufiLa raccolta dei funghi spontanei e dei tartufi è consentita a coloro che sono muniti dell’apposito cartellino rilasciato dalla Comunità Montana e/o altri organi competenti (o dal Comune di Cagli qualora sia stata istituita apposita riserva) dall'alba al tramonto (per un massimo di 2 Kg. a persona in caso di funghi). E' vietato far uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero; è vietato far uso di contenitori flosci o in materiale plastico. E' vietato raccogliere funghi parzialmente decomposti o privi di parti determinanti per il riconoscimento.E' vietata la raccolta dei funghi nelle aree di rimboschimento.

Art.40- Salvaguardia degli alberi

E' vietato arrampicarsi sugli alberi, costruirvi piattaforme, capanne o simili, appendere corde, tendere cavi, inchiodare tavole o altro ai tronchi.

Art.41-Fuochi all'aperto

E' vietato accendere fuochi all'aperto tranne che per i barbecue limitatamente alle aree (quando esistenti) a tal fine attrezzate con appositi caminetti e tabellate e comunque curandone il totale e perfetto spegnimento al termine dell'uso.

Art.42- Tutela antincendio

Nei periodi d'allerta, decretati dalle competenti autorità forestali, nei boschi e fino a 100 metri da essi è vietato fumare, usare fiamme libere o effettuare operazioni che possano provocare incendi.

Art.43- Corsi d'acqua

Nelle sorgenti e corsi d'acqua è vietato: - utilizzare l'acqua per lavare automezzi, indumenti, persone o animali;- gettare oggetti di qualsiasi tipo;- depositare rifiuti o immettere idrocarburi o ogni altra sostanza;- asportare l'acqua.

Art.44- Attività venatoria

È vietato l'esercizio della caccia sui prati del pianoro del Monte ad eccezione delle azioni appositamente autorizzate dal Comune di Cagli in determinati periodi e per specifiche finalità.

Art.45- Tutela della fauna

E' vietato danneggiare, disturbare, molestare, catturare o uccidere animali, raccogliere o distruggere i loro nidi, danneggiare o distruggere i loro ambienti, appropriarsi di animali rinvenuti morti, abbandonare o seppellire animali morti.Per la tutela della fauna minore (molluschi, ecc.) si osservano le disposizioni della legge regionale in materia.

Art.46- Lancio di animali

In tutta l'area del Monte è vietato (al di fuori delle iniziative oggetto di apposita convenzione comunale) introdurre specie animali senza la preventiva autorizzazione del Comune di Cagli, che ne verifica la compatibilità ambientale e l'eventuale pericolosità anche sotto il profilo sanitario. Il divieto non si estende alle attività zootecniche delle aziende agricole presenti sul Monte.

Art.47- Pascolo e transito di ovini

Su tutta l'area del pianoro è vietato il pascolo brado o semibrado mentre è consentito il transito di greggi di ovini, caprini ecc. purché specificamente autorizzati dal Comune di Cagli.

Titolo IX - Norme finali

Art.48- Sistema sanzionatorio

L'inosservanza delle prescrizioni del Regolamento, qualora non abbiano rilevanza penale, ovvero sia sanzionata da norme di legge dello Stato o della Regione, è punita con la sanzione amministrativa da un minimo di € 50,00 fino ad un massimo di € 1.000,00 ai sensi degli art.106 e seguenti, T.U.L.C.P. 3 marzo 1934, n° 383.A tal fine il Comune di Cagli provvede, in via generale e per ciascuna specie di contravvenzione, a determinare la somma minima e massima della sanzione, anche per il conseguente pagamento in misura ridotta, ai sensi dell'art.16, legge 24 novembre 1981 n° 689.Tale determinazione, in sede di prima applicazione, costituisce tabella Allegato A al presente Regolamento, da aggiornarsi periodicamente ai sensi del comma precedente. Il pagamento della sanzione amministrativa non esime il contravventore dall'obbligo di risarcire i danni provocati dal suo comportamento.Gli agenti di vigilanza hanno la potestà di allontanare il trasgressore dal luogo in cui si è verificata la trasgressione.

Art.49- Vigilanza

Sono tenuti a far rispettare il Regolamento i vigili urbani, le guardie forestali, le guardie ecologiche volontarie, nonché gli organi di polizia giudiziaria e amministrativa dello Stato, della Regione, della Provincia, ciascuno per quanto di propria competenza.

Art.50- Entrata in vigore

Il Regolamento diventa esecutivo a seguito di pubblicazione all'Albo del Comune di Cagli.

sabato 18 luglio 2009

IMPIANTO EOLICO IN ZONA FURLO

La posizione di UNITI PER CAGLI.

Qualche giorno fa è stato pubblicato sul BUR Marche l’avviso di avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per la realizzazione di un impianto eolico in località Monte San Lorenzo, nel Comune di Cagli. Il progetto della società TRE - Tozzi Renewable Energy S.p.a. di Mezzano (RA) prevede:
  • l’installazione di 12 pale eoliche che raggiungono i 125 metri di altezza;
  • l’ampliamento della sottostazione elettrica nel centro abitato di Cagli;
  • l’ampliamento dell’elettrodotto interrato di collegamento tra Monte San Lorenzo e Cagli e quindi con un rilevante impatto ambientale.
Il movimento UNITI PER CAGLI crede che la produzione di energia da fonti rinnovabili sia un fatto importante da seguire con attenzione che può costituire anche una fonte di sviluppo e di reddito per le zone interne.
E' però contrario al modo in cui società private si calano sui nostri territori con progetti che creano “business” per qualche società privata lasciando spesso sul territorio riflessi positivi marginali se non del tutto negativi.
Bisogna modificare radicalmente questo modo di intendere l’utilizzo dei territori montani che possono e debbono trovare anche in questo tipo di interventi nuovi spazi di opportunità di crescita economica e sociale. Le fonti di energia rinnovabile costituiscono una risorsa irrinunciabile, ma non possono essere gestite unicamente da holding private orientate giocoforza alla logica del profitto. Il movimento crede che anche in questo campo gli interventi debbano essere realizzati salvaguardando l’ambiente, coinvolgendo le popolazioni residenti e consentendo alle zone interne di mettere in moto meccanismi in grado di valorizzare tutte le esperienze e le capacità locali siano esse progettuali, imprenditoriali o economiche. Le nostre zone non sono terreno né di assistenzialismo né tantomeno di conquista.
In questa ottica l’Amministrazione comunale non può “subire” ma deve assumere un ruolo da protagonista governando tali processi, dandosi essa stessa un “progetto” di sviluppo e non affrontando in maniera episodica le proposte che le vengono sottoposte di volta in volta.
Quindi il movimento giudica non condivisibile il progetto proposto sul territorio del comune di Cagli ed auspica che l’Amministrazione comunale metta in campo tutte le iniziative opportune per fermarlo.
UNITI PER CAGLI auspica un ruolo da pioniere e protagonista da parte dell’Amministrazione comunale sul versante delle rinnovabili e rimane contrario a un atteggiamento passivo e subordinato nei confronti di iniziative che potrebbero cambiare il volto del nostro territorio senza ricadute positive sullo stesso.
Se, come sembra, il 21/07/2009 ci sarà la Conferenza dei Servizi in Regione, in tale occasione l’Amministrazione dovrà avere un atteggiamento chiaro e deciso ed opporsi, rivendicando la gestione autonoma del territorio comunale e la tutela dei diritti dei cittadini.

Secondo me, aggiungerei, non sono in discussione la validità del progetto della TRE S.p.a., o l'impatto ambientale prodotto, e neanche le condizioni di concessione, per le quali si rimanda, per le rispettive valutazioni, alle autorità competenti.
Va invece subordinata ogni valutazione ad una preventiva realizzazione di un piano di sviluppo sullo sfruttamento delle energie rinnovabili nel nostro territorio. Un piano di sviluppo che deve partire dall'analisi, dalla quantificazione e dalla localizzazione delle risorse possibili, fino a fissare gli obiettivi di destinazione delle energie producibili. Solo allora si potrà procedere alla valutazione dei progetti, da qualsiasi parte essi provengano.

giovedì 9 luglio 2009

COMUNITA' MONTANA: QUALE FUTURO?

Sarebbe meglio se al tavolo delle decisioni sedessero la "politica" ed il "pubblico interesse" anziché i "partiti" e gli "interessi privati"!



fonte: QUIFLAMINIA (8 luglio 2009)

"A tornata elettorale finita, sindaci insediati, i problemi di ieri ritornano a galla come la riorganizzazione delle Comunità Montane. Un cambiamento di assetto che ha investito dall’anno scorso l’entro terra pesarese, annullando la Comunità montana del Metauro e quella del Catria Cesano e creando un unico ente composto da Frontone, Serra Sant’Abbondio, i comuni della CM del Catria Nerone e quelli della Cm Alto e Medio Metauro.
“Un giro di consultazione tra i Comuni è d’obbligo - commenta Gino Traversini, attuale Commissario della CM del Catria Nerone - per riflettere se esiste una reale volontà. Soprattutto se si è consapevoli che se il modulo 5+2 (Cagli, Cantiano, Acqualagna, Apecchio, Piobbico con Frontone e Serra) è fatto di Comuni abituati a ragionare insieme. Pertanto se è vero che stiamo per creare un nuovo soggetto potenzialmente molto forte con i suoi 14 comuni e i suoi circa 60.000 residenti, per dubbi e poca partecipazione potrebbe rimanere a mezza strada e non avere la velocità necessaria per garantire una corrette gestione del territorio ed essere insomma quel famoso tavolo unico operativo” “Dobbiamo considerare che la riorganizzazione investe la politica ma sopratutto 130 dipendenti - spiega Claudio Piermattei, funzionario della Regione - Procedere nella semplificazione, obbliga alla gradualità perché si devono garantire finanziamenti e dunque studiare sistemi per assicurare sostenibilità ai nuovi enti”. “La proposta della giunta - spiega l’assessore con delega agli enti locali, Stefania Benatti - parte dalla consapevolezza che le Comunità montane sono delle esperienze associative valide che vanno assolutamente difese. La proposta punta da una parte alla semplificazione degli assetti istituzionali, con un consiglio esclusivamente composto da sindaci ed una giunta snella con un presidente e due assessori con indennità ridotte al minimo, e dall’altra spinge le ex CM a trasformarsi in unione di comuni e anche a coinvolgere le province. L’idea di fondo è quella di mettere le CM in grado di fare programmi di sviluppo locali con attività di promozione e di marketing, creando partenariati anche con privati ed attingendo direttamente ai fondi europei. Operazioni nella quale la Regione si propone nelle veste di un tutor tecnico ed amministrativo”. Proprio per ottimizzare il sostegno della Regione, l’assessore avrebbe in agenda tra luglio e settembre visite operative in ogni Comunità montana".

giovedì 14 agosto 2008

VIVERE A CAGLI AUGURA A TUTTI BUON FERRAGOSTO

...A CHI SI UNIRA' AL BRANCO
e
...A CHI LO TRASCORRERA' IN SOLITUDINE

lunedì 3 marzo 2008

LE CIPOLLE DI URBANIA AVEVANO VISTO GIUSTO?



NEVE - Le nevicate, anche a quote collinari, interesseranno tra martedì e mercoledì Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, rilievi liguri e Appennino tosco-emiliano. Nella giornata di giovedì la neve cadrà anche su Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Sardegna, mentre venerdì raggiungerà Basilicata e Calabria. Quanto alle temperature, il Dipartimento prevede che a partire da mercoledì ci sarà una diminuzione, rispetto ai valori attuali, di oltre 10 gradi.

domenica 30 settembre 2007

A CAGLI GLI PSEUDO-PUB SFONDANO IL MURO DEL SUONO

Questa notte sfondato ampiamente l’orario di chiusura e la musica a tamburo battente ha inondato via don G. Celli e dintorni dalle 22.00 alle 02.30.Straordinaria la presenza di giovani e meno giovani ieri sera nello storico parcheggio selvaggio di Piazza Matteotti. Il rito è classico: dalle 22.00 un discreto numero di persone staziona davanti ai due bar di piazza con i primi bicchieri in mano. A questo punto il richiamo della musica battente proveniente da via don G. Celli volutamente diffusa verso l’esterno del locale polarizza l’attenzione dei presenti che a piccoli gruppi cominciano a defluire verso la magica fonte del frastuono. Lì i fluidi defluiscono abbondanti dalle spine e vengono poi scaricati (anche poco nascostamente) nei cantoni, mentre i tamburi continuano la ritmata azione di sostegno dell’animazione della festa.
Il baccano è continuato fino alle 02.30 in barba alle ordinanze vigenti, senza la benché minima autorizzazione e senza pagare una lira di SIAE.
Seguiranno provvedimenti legali a carico dei gestori.

giovedì 20 settembre 2007

RESTARE IN PIEDI

Menzione speciale da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile al Comune di Cagli per il Piano di Protezione Civile.

È una notizia che oltre a riempirci di orgoglio ci dovrebbe tranquillizzare per come i nostri amministratori hanno saputo pianificare le operazioni da approntare in malaugurate situazioni di pubbliche calamità.
Ma come si suol dire ”Fra il dire e il fare ….” Ci piacerebbe sapere quanti fra gli attori menzionati nel Piano hanno recepito veramente come funzionerebbe la “macchina” del Sistema di Comando e Controllo senza dovere correre, all’emergenza, all’affannosa ricerca del Piano per vedere cosa bisogna fare.
E ci piacerebbe sapere se sono state diffuse alle scuole ed alle famiglie le informazioni di cui al capitolo 11 del Piano mediante apposite conferenze e con la distribuzione di stralci del Piano, e se nelle scuole vengono tenute lezioni formative ed esercitazioni di protezione civile, e se il Piano viene periodicamente aggiornato.
Ma sono sicuro che tutto ciò è stato già fatto a mia insaputa, o se non è stato fatto verrà fatto quanto prima.

qui si può leggere il Piano:

http://www2.comune.cagli.ps.it/servizi/Relazione%20Attuazione%20Cagli.pdf


Ed ecco il comunicato stampa di Legambiente:

Rischio sismico: ecco i migliori piani d’emergenza tra i Comuni d’Italia
15/09/2007 12:09

Potenza, Assisi, Bastia Umbra, Piedimonte Etneo a le amministrazioni della Comunità montana della Garfagnana i vincitori di "Restare in piedi" il primo concorso nazionale per la pianificazione d’emergenza
Potenza, Assisi e Bastia Umbria sono i comuni di grandi dimensioni a rischio sismico che possono vantare i migliori piani d’emergenza in caso di terremoto, vincendo a pieno titolo ex aequo la categoria per le medie e grandi amministrazioni comunali d’Italia del primo concorso nazionale dedicato ai comuni a rischio sismico.

In Sicilia invece in vincitore della categoria “piccoli comuni”, Piedimonte Etneo in provincia di Catania può vantare infatti il migliore piano d’emergenza tra le amministrazioni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
Definizione dello scenario di danno, puntuale studio del territorio, organizzazione di un corretto modello di intervento di protezione civile e incisive attività di informazione rivolte ai cittadini per di creare una vera e propria sensibilità per i temi legati alla prevenzione e alla mitigazione dei rischi: questi i segreti che hanno portato sul podio questi comuni.
“Restare in piedi”, questo il nome del concorso, è un’iniziativa di Legambiente e Dipartimento di Protezione Civile che ha coinvolto 708 comuni ad alto rischio sismico e ben 2.345 a medio rischio.

Oggi a Serravalle di Chienti (Mc) nel corso di un convegno dedicato si è arrivati alla fase finale del progetto con la premiazione dei sindaci vincitori, con la presenza di Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente; Fabrizio Colcerasa, vice capodipartimento della Protezione Civile; Gianmario Spacca, presidente della Regione Marche e Mauro Dolce del Dipartimento della Protezione Civile insieme a numerosi altri esperti del settore.
“Restare in Piedi – spiega Francesco Ferrante – rappresenta un’esperienza innovativa per valorizzare l’opera di pianificazione e prevenzione che molti Enti locali praticano concretamente sul loro territorio. Esempi positivi importanti, soprattutto per il rischio sismico che risparmia poche porzioni del nostro Bel Paese, che dovrebbero essere sempre più riprodotti dal Sud al Nord d’Italia. Il poter contare su un sistema efficace di intervento di protezione civile nazionale non può da solo garantire la sicurezza del territorio. Sono soprattutto i comuni – conclude Ferrante - ad avere un ruolo da protagonisti nella mitigazione del rischio sismico”.
A salire sul podio dei vincitori ci sono anche i comuni della Comunità montana della Garfagnana (LU), conquistando il premio per la categoria del concorso “piani intercomunali d’emergenza”, dimostrando una coerenza tra scenari di rischio e organizzazione del territorio.
“Tutti i piani di emergenza che sono stati iscritti al premio nazionale – spiega Simone Andreotti, responsabile protezione civile di Legambiente – sono di altissima qualità, dimostrando quanta strada sia stata fatta in Italia per la prevenzione e lo sviluppo di un buon sistema locale di protezione civile. Ma sono ancora casi troppo isolati, che si scontrano con una situazione di ritardo ancora diffuso.

La redazione e l’aggiornamento di Piani Comunali d’Emergenza e le campagne informative rivolte alla cittadinanza sono strumenti fondamentali per mettersi in sicurezza in caso di sisma, attività che vedono ancora troppi Sindaci ancor ancora in netto ritardo..”
Oltre ai vincitori, Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile hanno consegnato menzioni speciali a quelle realtà locali che si sono distinte per buone pratiche da valorizzare e da diffondere nel nostro Paese come la Comunità montana Amiata Val d’Orcia (SI) e i comuni di Nicolosi (CT) e Cagli (PU).

lunedì 10 settembre 2007

I ROTARIANI RIUNITI A FONTE AVELLANA LANCIANO IL PROGETTO “I CAMMINI DEL CIELO”


Tra eremi e santuari le ali dello sviluppo.
Interessante iniziativa dei cinque club rotariani dell’area appenninica umbro marchigiana che hanno posato la loro attenzione su un distretto culturale comune. Un progetto che stimola l’interesse degli operatori economici, commerciali, turistici e culturali, ma che necessita anche della presa di coscienza da parte dei pubblici amministratori, senza l’impegno dei quali ogni iniziativa di tale portata resterebbe lettera morta.
Dal Corriere Adriatico di ieri riportiamo la notizia del progetto lanciato nel corso dei lavori svoltisi sabato a Fonte Avellana:

SERRA SANT’ABBONDIO - Basta poco per innescare una rivoluzione. Basta un’idea semplice, come il distretto culturale dell’Appennino umbro-marchigiano; gente decisa, come i rotariani dei cinque club dell’area; ed un luogo storico per antonomasia, come Fonte Avellana… Poi, il dado è tratto. Come ieri al monastero camaldolese di Serra Sant’Abbondio dove i soci dei club Altavallesina Grottefrasassi, Cagli Terra Catria Nerone, Fabriano, Gualdo Tadino e Gubbio, hanno gettato le fondamenta per un distretto culturale. Sulle orme del circuito turistico “ I signori dell’Anello”. Un circuito che incurante dei confini regionali e provinciali, trasforma i monti Cucco, Catria, Nerone e Petrano in cerniera naturale. “Un bacino - spiega Giambaldo Belardi, il presidente del club di Gubbio - che ha un comune tessuto ambientale, patrimoniale e sociale”.Comunque in verità l’idea non è proprio nuova. L’idea di trasformare in appeal le proprie peculiarità delle città d’arte minore tra Marche ed Umbria aleggia da una decina di anni nelle Comunità Montane, nei sistemi turistici locali e, in filigrana, nei tanti e vari studi sul turismo ignorati da un campanilismo esacerbato. Da ieri però con i rotariani il distretto culturale ha le giuste credenziali. Guidano l’operazione con maestria seguendo le solite direttrici del marketing territoriale. Parlano di strategie di sviluppo, di puntare sulle più innovative e d’intavolare una concertazione larga e rappresentativa.Ma, a differenza delle “Terre del Duca”, passeranno il comando solo quando saranno sicuri che gli obiettivi prefissati saranno stati correttamente metabolizzati. Avviando, perché no, un agenzia di sviluppo del territorio. Poi siccome i soldi sono i nervi della guerra, intendono redigere un piano finanziario e muoversi rapidamente per calamitare le risorse strategiche previste per lo sviluppo territoriale delle regioni Marche ed Umbria dal 2008 fino al 2013. L’spetto più convincente è che vanno anche al di là del loro bacino. Puntano su un’area più vasta , allargandosi fino alla costa e attivando “I cammini del cielo”. Le strade dei pellegrini che ricongiungono Fano ad Assisi, Loreto alla città di San Francesco. Un triangolo ricchissimo di monasteri, eremi e di abbazie che contiene ben due città patrimonio dell’umanità. Ma quello che stupisce ancora di più è che, salvo il vicesindaco di Cagli, venuto nelle sue veste di rotariano, nel pubblico non c’era un amministratore pubblico. Nessuno del mondo della politica ma operatori ed associazioni che vivono ogni giorno di pane e turismo. Non a caso erano presenti una grande agenzia di viaggio fabrianese, numerose associazioni di categorie di Gubbio e di Fabriano, la Confcommercio di Cagli, l’Assindustria di Ancona e la Meditsilva di Frontone. In fondo i rotariani stanno per dare vita ad un distretto culturale che seduce e convince pure. Poiché riposa non sulla storia ma su un'identità culturale.
VERONIQUE ANGELETTI,

giovedì 23 agosto 2007

LODEVOLE INIZIATIVA DEL PRESIDENTE UCCHIELLI

DAL RESTO DEL CARLINO DEL 23-8

PESARO —Costituire un «gruppo di lavoro Marche-Umbria per valutare e programmare insieme le azioni necessarie a scongiurare, i prossimi anni, una crisi idrica come quella verificatasi questa estate». E’ la proposta del presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Palmiro Ucchielli, inviata per lettera al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, ai presidenti delle Province di Ancona e Perugia.«I mutamenti climatici, per primo l’aumento delle temperature, e la perdurante siccità impongono un atteggiamento sempre più rigoroso della pubblica amministrazione verso l’utilizzo delle risorse naturali, in particolare l’acqua, bene sempre più prezioso. E’ indispensabile, per contenere ed evitare i gravissimi danni ambientali che si stanno concretizzando monitorare insieme il prelievo di acqua da falde di media e alta profondità. Questo atteggiamento si rende più che necessario per i territori di confine».
Riprendendo le considerazioni esposte in “Preoccupazioni sulla questione del Pozzo Burano” riteniamo questa una lodevole iniziativa.
Speriamo che venga recepita e porti ad azioni utili a salvaguardare il nostro patrimonio idrogeologico ed allo stesso tempo a predisporre interventi efficaci a fronteggiare le esigenze dei periodi di siccità.

martedì 14 agosto 2007

PREOCCUPAZIONI SULLA QUESTIONE DEL POZZO BURANO

La Premessa:
Gli enti preposti al controllo ed alla gestione delle nostre risorse idriche sono:

Il Ministero dell’Ambiente attraverso:
- la Direzione generale per la difesa del suolo – IV divisione (Monitoraggio e coordinamento dei sistemi cartografici)

Il Ministero dei Lavori Pubblici attraverso:
- il Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche

L’Amministrazione Regionale attraverso:
- gli organi dell’Autorità di Bacino Regionale delle Marche

L’Amministrazione Provinciale attraverso:
- l’AATO n. 1 (Autorità d’ambito territoriale ottimale per la provincia di Pesaro-Urbino)

L’Amministrazione Comunale attraverso:
- il Sindaco quale rappresentante il Comune di Cagli nell’Assemblea Consortile dei 67 comuni aderenti all’AATO n. 1, nonché membro del Consiglio di Amministrazione dell’A.A.T.O. n. 1

Che cos'è l'AATO
L' Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (AATO) è un consorzio obbligatorio, composto da tutti i 67 Comuni e dall’Amministrazione della provincia di Pesaro e Urbino, chiamato a governare su scala provinciale il processo di riordino dei Servizi Idrici secondo quanto previsto dalla legge Galli del 1994 e della Legge Regionale del 1998. La sua funzione è fare in modo che i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione siano gestiti in modo integrato, con criteri tecnico-economici e livelli di qualità adeguati alle esigenze dei cittadini. Sui gestori l'Autorità d'ambito ha funzioni di controllo e di programmazione.

Le funzioni
1. Attività di analisi e di ricognizione delle reti acquedottistiche e delle altre componenti del ciclo integrale delle acque (dalle opere di presa, alla fognatura, alla depurazione).
2. Adozione del Piano di Ambito, strumento programmatorio che definisce gli standards di qualità del servizio, gli investimenti necessari, e le tariffe.
3. L'attività tecnico-amministrativa di controllo sui gestori e sul rispetto della Convenzione
4. La scelta dei soggetti cui affidare la gestione dei Servizi idrici nell'Ambito Ottimale, regolata dai contenuti della Convenzione e del Piano d'Ambito. E' netta la distinzione di ruoli fra l'AATO, che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, e il gestore che organizza il servizio e realizza gli obiettivi del piano. L'AATO deve svolgere la sua attività di controllore per conto dei Comuni e per assicurare la tutela del consumatore. Il controllo, pertanto, si esercita in primo luogo attraverso la verifica del raggiungimento degli obiettivi del piano e sull'applicazione della tariffa. In caso di rilevanti inadempienze l'AATO può anche revocare l'affidamento.

Il Fatto:

Il perdurare di una situazione climatica caratterizzata da una prolungata assenza di precipitazioni meteoriche, ha ancor più appesantito lo stato di insufficienza delle risorse idropotabili dell’ Ambito territoriale della Provincia di Pesaro e Urbino. La carenza d’acqua, come è noto, è strettamente legata alla costante pratica di approvvigionamento idropotabile, dipendente da fonti superficiali nella misura di circa l’80%, con particolare riferimento al fiume Metauro quale risorsa primaria.
Il nostro territorio ha dovuto fronteggiare già altre situazioni con gravi problemi di reperibilità della risorsa idrica, nella stagione estiva del 2001 e in quella ancor più siccitosa del 2003, senza però portare il fiume Metauro ad un livello di stress così acuto come in questo periodo.
A fronte di una stagione invernale che si è sviluppata in modo del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico, con assenza totale di precipitazioni, si è anticipata quest’anno l’avvio del tavolo di concertazione sull’emergenza idrica, che ha visto coinvolti, come per gli anni precedenti, l’A.A.T.O., la Provincia di Pesaro e Urbino, le società di gestione Aset, Aspes Multiservizi, Megas ed Hera Rimini, la Protezione Civile ed Enel Green Power che gestisce gli invasi idrici di Furlo, San Lazzaro e Tavernelle. Gli incontri si sono tenuti il 13 marzo, il 26 aprile e il 10 maggio, a cui si è aggiunto un sopralluogo presso il Pozzo del Burano, alla presenza anche del sindaco di Cagli, il 22 marzo 2007.

Per prevenire fenomeni particolari di crisi, il tavolo di concertazione sull’emergenza idrica costituito da tempo nella nostra Provincia, ha pianificato alcune azioni d’intervento (ordinanze sindacali, ordinanza provinciale, campagna di comunicazione AATO ecc.), a cui è seguito un provvedimento di apertura temporanea del Pozzo Burano nel Comune di Cagli (apertura avvenuta mercoledì 18 luglio 2007) che integra risorsa idropotabile per 200 litri/secondo.

L’AATO, di concerto con i soggetti sopra richiamati, si è inoltre attivato definendo alcune delle azioni contemplate nel dispositivo governativo pubblicato il 15 giugno 2007 sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’adozione di atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.


Gli effetti delle captazioni da falde profonde in generale e dal pozzo Burano in particolare possono produrre effetti disastrosi e devono essere preceduti da accurati studi che ne garantiscono la sostenibilità.
Il bacino interessato allo sfruttamento delle risorse idriche da falde profonde al di sotto dei calcari fessurati del massiccio appenninico Catria-Nerone coinvolge il territorio di ben tre comunità montane: Catria-Nerone, Catria-Cesano, Esino-Frasassi.

Sarebbe bene che le rispettive popolazioni se ne preoccupassero !

Le ultime notizie:

8/8/2007 (dal Corriere Adriatico)

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, al punto 10 dell’Ordine del giorno erano previste le interrogazioni. La minoranza, con i consiglieri, Ruggero Poeta (UDC) e Matteo Maidani (Forza Italia), aevva presentato interrogazioni riguardanti i problemi dell’emergenza idrica e la siccità, con la conseguente apertura del Pozzo 2 Burano e i pericoli per l’ambiente, ma anche per le greggi al pascolo senza acqua.Il consigliere Ruggero Poeta dichiara: “Proprio in questi giorni vengono fatti grandi appelli volti ai risparmi dell’acqua, ma con il mese di agosto che si accinge a vivere il suo periodo più importante, le frotte di turisti in arrivo sulla costa ed il picco dei consumi, mettono in difficoltà le aziende idriche che temono di non poter soddisfare la domanda di acqua. L’Aspes di Pesaro, recentemente, ha chiesto di aumentare a 350 litri al secondo il rilascio di acqua dal Pozzo del Burano. Pretesa francamente inaccettabile in un momento in cui bisogna centellinare la risorsa...”.Ecco, allora l’interrogazione firmata da Ruggero Poeta: “Pertanto interrogo il Sindaco per sapere: che iniziative intende prendere a tutela del territorio e della popolazione cagliese; se è stato valutato il danno che viene causato all’ambiente a causa dell’apertura del pozzo del Burano, le sorgenti in quota sono completamente asciutte, con danni irreversibili; se non sia il caso di proporre la costituzione di un consorzio fra i Comuni dell’entroterra per avere più peso politico a favore della tutela del territorio, come accennato dal sindaco di Piobbico; infine si chiede se il pozzo del Burano viene aperto solo in casi di eccezionale siccità. Chi decide lo stato eccezionale oppure, nel periodo estivo, l’apertura diventa una regola a beneficio della popolazione costiera. Si chiede risposta scritta”.Il consigliere Matteo Maidani aggiunge: “Premesso che la situazione idrica nella Provincia è ormai allo stato di emergenza. Che ormai da tempo le acque del Pozzo Burano vengono riversate sul fiume con possibili conseguenze per le sorgenti in alta quota e per l’approvvigionamento idrico dei pascoli per l’ecosistema in generale. Che il Pozzo del Burano è al centro di una discussione sui suoi possibili futuri utilizzi, si chiede al sindaco di informarsi tramite adeguate richieste al Megas e all’ATO, della effettiva quantità di captazione dal Pozzo del Burano 2 durante gli ultimi quattro mesi...”Maidani chiede di “conoscere la posizione della Amministrazione Comunale e del Sindaco, nel caso si chiedesse da parte della Provincia o di qualsiasi altra istituzione di utilizzare le acque del Pozzo del Burano per l’acquedotto di città della costa in particolare di Pesaro. Di sapere se questo prelievo è dettato solo dall’emergenza o per il futuro sarà considerata una operazione consuetudinaria”.Con i due consiglieri, anche una importante parte della popolazione è interessata alle risposte.


14/08/2007

Il Comune ha chiuso il Pozzo Burano 2 CAGLI - Alla presenza della protezione civile, del sindaco Domenico Papi e del presidente della Comunità Montana del Catria e Nerone, Gino Traversini, è stato chiuso il Pozzo Burano 2, da usare solo nei casi di emergenza.Il Pozzo era stato aperto lo scorso 26 luglio, rimanendo utilizzato fino a ieri mattina. dal pozzo è uscita acqua pari a 200 litri al secondo, per un totale di 450mila metri cubi, quantità uguale a quella che contiene l’invaso del Furlo.Sarebbe servita a potabilizzare Tavernelle, che tiene 500 mila metri cubi. Dopo le operazioni di chiusura, il sindaco Papi ha dichiarato: “Recuperata l’emergenza abbiamo chiuso il pozzo Burano 2, in accordo con l’Ato, la protezione civile e la Provincia. Questo deve rappresentare una esperienza e un insegnamento e un invito a pensare a sistemi diversi di approvvigionamento idrico al servizio delle nostre popolazioni”.Il presidente Traversini ha aggiunto: “Abbiamo aperto il pozzo con molta amarezza, abbiamo accettata la richiesta perché la legge lo prevedeva. Da oggi (ieri; ndr) il pozzo Burano ritorna ad essere una riserva strategica, come tale da tutelare, da conservare per il futuro. Ora dobbiamo incominciare a ragionare, soprattutto a fare molto di più nel periodo in cui l’acqua c’é. Dobbiamo pensare a una politica degli invasi collinari; al risparmio dell’acqua, non solo a parole ma con i fatti. Fu detto già sedici anni fa, quando fu realizzato il pozzo, che nessuno si illudesse di intaccare la riserva. Ormai è convinzione generale che si ha un grande patrimonio che bisogna preservare per il futuro”.

La Conclusione:
2oo litri al secondo ! e perché 200 ? 350 litri al secondo ! e perché 350 ?.....tutto il cucuzzaro !

Ecco come il cittadino ha percepito tutto il gioco estivo del Pozzo Burano, senza capire se dietro alle richieste avanzate ed alle decisioni prese ci sia stata la consapevolezza delle autorità preposte sulla sostenibilità dei quantitativi di prelievo decisi. Se cioè le scelte vengono fatte in base alla richiesta idrica dell’utenza o in base alla consapevolezza della reale disponibilità sostenibile del bacino.

E molto preoccupano quei ventilati atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.

Si aspetta quindi con ansia di conoscere le risposte ai legittimi quesiti posti dai Consiglieri Poeta e Maidani.

venerdì 3 agosto 2007

LA FLAMINIA ROMANA NEL TRATTO TRA IL PASSO DEL FURLO E SCHEGGIA

Presentato ieri a Cantiano il CD ROM, al quale seguirà a fine anno la versione cartacea, dello studio storico, geologico ed archeologico del tratto più impegnativo della via Flaminia romana.
L’ampio lavoro è stato progettato dall’editore Ernesto Paleani che si è avvalso dei contributi scientifici di eminenti studiosi quali Elvio Moretti, Piergiacomo Beer, Roberto Franchi, Simone Magi, Leonardo Polonara, nonché della disponibilità concessagli dall’Università degli Studi di Urbino, dal Museo della Civiltà Romana di Roma, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, dall’Archivio di Stato e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il risultato costituisce una vastissima raccolta multimediale di immediata accessibilità su tutto ciò che concerne i manufatti di epoca romana presenti in questo tratto della via Flaminia: notizie storiche, indicazioni geografiche, tecniche costruttive, descrizione della natura e dell’origine dei materiali impiegati.
Per la natura delle informazioni fornite e per la semplicità di linguaggio adottata l’opera rappresenta quindi una fonte di informazioni tanto per gli studiosi della materia quanto per i turisti alla ricerca di conoscenze un po’ più approfondite di quelle fornite dalle normali guide turistiche.
Nell’introduzione fornita dal Prof. Alberto Ferretti, direttore della Collana Enciclopedia degli Appennini di cui questa opera rappresenta il 3° volume, è stato opportunamente segnalato come la nostra gente, in particolare i nostri giovani, poco conosce le risorse naturali e culturali del nostro territorio: si fanno viaggi a Sharm El Sheikh e non si conoscono le meraviglie offerte ad esempio dal nostro monte Catria.
Per questo a mio avviso sarebbe opportuno che le nostre amministrazioni si adoperassero perché un lavoro del genere venisse pubblicato su un sito internet.

A titolo di esempio da imitare si segnala il sito della Valle del Metauro:
http://www.fondazionecarifano.it/metauro/

lunedì 23 luglio 2007

AUSILIARI IN RINFORZO AI VIGILI URBANI NEL MESE DI AGOSTO !

Per il controllo delle soste e della circolazione.
Per il controllo del corretto smaltimento dei rifiuti urbani (in particolare leggasi discarica dei materiali ingombranti).
Per il controllo del contenimento dei consumi dell’acqua.
Per il controllo degli abusi di occupazione suolo pubblico.
Per il controllo sulla vendita di alcolici ai minori.
Per il controllo della quiete pubblica e del comportamento civile dei cittadini.

Di giorno e …anche di notte …ma non solo in piazza