Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

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Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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RADUNO ANA A CAGLI

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017
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mercoledì 30 dicembre 2009

SI RIPARLA DEL PIANO DEL TRAFFICO

Come un coniglio bianco dal cappello a cilindro di un mago ricompare il Piano del Traffico del Comune di Cagli.

Questo è il comunicato trasmessomi dal Vice Sindaco Mazzacchera:

"Martedì 29 dicembre u.s. la Giunta Comunale al completo ha approvato a consenso unanime il Piano del Traffico in via sperimentale sino al 30 settembre 2010 (onde ricevere le eventuali osservazioni per iscritto entro il 31.08.2010 al fine dell'approvazione della versione definitiva prevista per il 1° ottobre 2010).

L'applicazione avverrà gradualmente da gennaio 2010 attraverso una serie di ordinanze a firma della Comandante Catullo e saranno accompagnate da azioni 'pubblicitarie' verso i cittadini. Mazzacchera"

Non è stato chiarito se il piano approvato riprende fedelmente il contenuto della bozza del 2 luglio 2008 (consultabile anche in questo sito) o se invece sono state introdotte delle modifiche.

Speriamo che i tempi e le modalità che si intendono seguire nell’applicare le nuove norme per la circolazione e la sosta vengano scelti in maniera di non creare eccessivi traumi alle abitudini dei cittadini ed ostacoli al regolare svolgimento delle attività produttive, commerciali e dei servizi.

lunedì 29 giugno 2009

SI E’ SVOLTA LA PRIMA SEDUTA DEL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE. IL SINDACO PATRIZIO CATENA HA NOMINATO IL VICE SINDACO E GLI ASSESSORI.

Sabato 27 giugno alle ore 17 si è tenuto a Cagli il primo Consiglio Comunale con il nuovo sindaco Patrizio Catena.
La convocazione prevedeva la nomina del vicesindaco e degli assessori, mentre le varie deleghe specifiche di ogni assessore verranno comunicate successivamente. Gli altri assessori nominati dal sindaco Catena sono Eugenia Berardinelli, Athos Vantaggi, Massimo Ciabocchi, Francesco Sabatini e infine Alberto Mazzacchera il quale ricoprirà anche la carica di vicesindaco.
Ma le indiscrezioni trapelano e si vocifera che allo stesso Mazzacchera verrebbe conferita anche la delega per la cultura ed il turismo, a Francesco Sabatini sport e forse altre deleghe, ad Eugenia Berardinelli le politiche sociali ed ai socialisti sembrano essere stati riservati due incarichi ben definiti, all’ex sindaco Sandro Biscaccianti l’assessorato ai lavori pubblici e a Luca Buraia, che però rimane solo consigliere, una delega alle politiche giovanili. Altri incarichi importanti anche per Ciabocchi (forse i lavori pubblici) e Vantaggi, mentre al sindaco Catena rimarrebbe la delega all’urbanistica.
Un numeroso pubblico ha assistito all’insediamento e ai lavori del consiglio, compresa la nomina della commissione elettorale che ha evidenziato subito un clima teso per l’insoddisfazione dei due rappresentanti del gruppo di minoranza del PdL i quali si sono visti esclusi dalla possibilità di piazzare neppure il membro supplente nella commissione, a causa del regolamento vigente per tale adempimento. Essi infatti, alla votazione palese prevista, avrebbero preferito la forma segreta, sperando così di poter ottenere sottobanco il voto di qualche membro della maggioranza. Ma il neo sindaco Catena è stato irremovibile nell’applicare e difendere il regolamento così com’è e come è sempre stato. E purtroppo per il gruppo del PdL il problema si ripresenterà nel prossimo Consiglio Comunale, quando, come ha preannunciato il sindaco Catena, si tratterà di nominare tutte le altre commissioni, dalle quali i membri del gruppo del PdL dovrebbero rimanere esclusi.

sabato 13 giugno 2009

PUBBLICATO IL BILANCIO DI MANDATO DELL'AMMINISTRAZIONE USCENTE DEL COMUNE DI CAGLI

Clicca sul titolo di questo post. Da qui si può scaricare il documento completo che descrive il bilancio comunale dell'intero periodo 2004-2009 dell'amministrazione guidata da Domenico Papi.

Questa volta mi aspetto qualche commento !

venerdì 12 giugno 2009

MESSAGGIO DEL VESCOVO TRASARTI AI SINDACI, CONSIGLIERI E AMMINISTRATORI DOPO LE RECENTI ELEZIONI

Egregi e stimatissimi Sig. Sindaci e Amministrazioni Comunali, a seguito delle elezioni politiche, da poco trascorse, che ha visto numerosi candidati eletti nel triplice ambito europeo, provinciale e comunale sento, con questo messaggio…, il dovere morale di rivolgermi a voi quale Pastore di questo territorio affidatomi nella porzione di Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.
Il mio scrivervi, ad elezioni terminate, è motivato puramente e unicamente da uno spirito di servizio, il medesimo ci auguriamo, che muove i primi passi della nuova candidatura che, per alcuni è nel rinnovo del mandato, per tanti altri la prima volta da Amministratori pubblici.Quattro le linee guide che desidero offrirvi come quadro di riferimento morale e culturale, valevoli anche per la mia persona e il servizio affidatomi in mezzo a voi, a favore della Diocesi tutta:
1. Nessuno di noi ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale, di cui non si riesce a cogliere ancora esattamente la portata, né si intende minimizzare l’impegno profuso da chi detiene l’autorità. Resta evidente che i costi del difficile momento presente ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli della popolazione. Ed è per questo che esorto voi tutti ad avere una reale attenzione, specie alla ripresa autunnale, di tali fasce messe a dura prova. Come CEI, e unitamente come Diocesi, è stato istituito “Il Fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà” che costituisce un ulteriore e corale seme di speranza.
2. Una ampia rappresentanza del mondo giovanile è stata eletta sia in ambito Comunale che Provinciale. Tale dato non può che farmi piacere, ben sapendo e conoscendo che il mondo giovanile è foriero non solo di novità, ma di capacità nell’iniziare a cambiare i processi sociali con una mentalità legata al mondo attuale. Nel contempo, però, mi interrogo e chiedo di quale formazione presente e futura tali giovani Amministratori potranno disporre, come, quando, con chi e quali tutor-educatori al di fuori del campo politico, possono incontrare e confrontarsi. Nel tempo avvenire sarà mio desiderio, e interesse, moltiplicare occasioni di incontro e scambio con e tra voi, avendo nel cuore la passione per la verità. L’uomo non si può separare da Dio, né la politica dalla morale: ecco la luce che illumina le nostre coscienze.
3. Terza linea guida, infine, la evidenzio con la reciproca comunanza sul territorio: la vicinanza alla nostra gente. I miei più stretti collaboratori sono i sacerdoti presenti nel vasto territorio diocesano; loro, nei vostri confronti, siano sempre una fonte di scambio, conoscenza, reciproca solidarietà concreta a servizio della gente. Nel reciproco rispetto dei ruoli e delle competenze, comunità ecclesiale e comunità civile presente nel territorio sia il segno visibile e fecondo dell’agire per il comune bene di ogni individuo senza differenza alcuna.
4. Siate i Sindaci e gli amministratori di tutti, senza alcuna distinzione, non solo di coloro che vi hanno votato. Voi siete a servizio dell’intera cittadinanza, così come un parroco è tale per l’intera sua comunità e non solo per coloro che frequentano la vita della parrocchia.
Con questi sentimenti, vi affido a San Tommaso Moro, che Giovanni Paolo II ha voluto proclamare vostro Patrono, perché la sua testimonianza vi sia di stimolo e di incoraggiamento. Possa il vostro lavoro essere ogni giorno al servizio della giustizia, della pace, della libertà. Con questi auspici, e a loro convalida, invoco su tutti la benedizione dell’Onnipotente.
+ Armando Trasarti
Vescovo

martedì 9 giugno 2009

GLI ELETTORI CAGLIESI HANNO RICONFERMATO PER ALTRI CINQUE ANNI LA FIDUCIA PER LA LISTA “CITTA’ APERTA”.

È così che si sono espressi i cagliesi per il rinnovo del Consiglio Comunale, rifiutando l’opportunità, l’unica possibile per una scelta innovativa, di affidare il Comune nelle mani della lista civica UNITI x CAGLI:

2979 voti sono stati espressi per CITTA’ APERTA;
1128 voti sono stati espressi per il PdL;
2149 elettori si sono astenuti dal voto;
144 elettori hanno restituito la scheda in bianco;
158 voti sono stati annullati per irregolarità.

Ne consegue che la lista UNITI x CAGLI ha ottenuto solo 1577 voti.
Non è una bella prospettiva per una città che lamenta una inspiegabile impotenza di fronte ad annosi problemi che l’Amministrazione uscente non ha potuto o saputo affrontare e risolvere. Perché non si vede come la nuova Compagine potrà fare meglio della vecchia, dal momento che non propone nessun elemento di discontinuità e di rinnovamento.

Per questo dobbiamo ringraziare chi si lamentava della situazione in cui versa Cagli, ma si è accinto al voto:

- in maniera superficiale e disinformata;
- scegliendo una particolare lista o un preciso candidato solo per interessi personali;
- sostenendo una lista solo per partito preso, costi quel che costi.

E soprattutto dobbiamo ringraziare:
i 2149 concittadini astenuti (esclusi, naturlmente, quelli impediti per forza maggiore).

mercoledì 3 giugno 2009

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009: SOLO DUE OPZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CAGLI

Si parla tanto questi giorni, a Cagli, sulla divisione dell’opposizione di fronte alla possibilità di battere la sinistra nella sfida per il governo della città. È una balla! Sì, è solo una balla messa in giro da chi ne ha interesse per distogliere l’elettorato dalla vera grande opportunità che finalmente viene offerta ai cagliesi dal movimento UNITI x CAGLI:

OGGI I CAGLIESI POSSONO SCEGLIERE FRA DUE SOLE POSSIBILITA’ PER AFFIDARE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

O SCELGONO LA SOLITA PARTITOCRAZIA OPPURE SCELGONO DI CAMBIARE.

SE SCELGONO DI CONTINUARE A DELEGARE LA CURA DELLA COSA PUBBLICA AI POCHI SOLITI MANOVRATORI POLITICI, SIANO ESSI DI DESTRA O DI SINISTRA, HANNO LA VITA FACILE: SONO STATI BEN EDOTTI QUESTI GIORNI DAI BERSAGLIANTI MESSAGGI MEDIATICI, DALLE SOLITE PROMESSE ELETTORALI PALESEMENTE ANNUNCIATE O SUBDOLAMENTE INSINUATE GRAZIE AI POTENTI MEZZI DI COMUNICAZIONE ED ALLE INGENTI RISORSE DI CUI DISPONGONO I PARTITI POLITICI.

SE INVECE SCELGONO DI CAMBIARE HANNO RECEPITO IL MESSAGGIO DISCRETO DEL MOVIMENTO UNITI x CAGLI CHE HA PRESENTATO UNA LISTA DI PERSONE ASSOLUTAMENTE AFFIDABILI, MOTIVATE, PROVATAMENTE CAPACI, EMERSE DALLA GENTE NON PER AMBIZIONE MA PER SPIRITO DI SERVIZIO.
PERSONE DETERMINATE NEL PERSEGUIRE OBIETTIVI DI PRIORITARIO INTERESSE PER LA COLLETTIVITA’.
PERSONE LIBERE DA LOGICHE PARTITICHE E DA INTERESSI PRIVATI, QUINDI POTENZIALMENTE NELLE MIGLIORI CONDIZIONI PER INTERPRETARE E REALIZZARE LE ASPETTATIVE DEI CITTADINI.


http://unitixcagli.it/

mercoledì 29 aprile 2009

ANCORA NIENTE WEBCAM


No, ancora niente web cam, purtroppo. Ma non vi preoccupate, arriveranno !

Intanto gustatevi questa bella immagine del nostro Palazzo Pubblico.


Anche perché è qui che il prossimo 9 maggio verranno conferite le Civiche Benemerenze a ben 7 personaggi che per diversi motivi hanno in qualche modo "giovato a Cagli, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni".


Infatti il Comune di Cagli, interprete dei desideri e dei sentimenti della cittadinanza, ritiene essere compreso tra i suoi doveri anche il necessario compito di designare alla pubblica estimazione l’attività di tutti coloro che indipendentemente dalla cittadinanza, con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, dell’economia, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, con particolare collaborazione alle attività della pubblica amministrazione, con atti di coraggio e di abnegazione civica, abbiano in qualsiasi modo giovato a Cagli, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.
Allo scopo sono istituiti speciali segni di benemerenza destinati a premiare le persone (o la memoria delle persone) e gli enti che si sono particolarmente distinti nei campi e per le attività di cui al precedente articolo uno.
Le Civiche Benemerenze della città di Cagli assumono le seguenti forme e priorità;
-Medaglia d’Oro
-Attestato di Civica Benemerenza.
E’ altresì prevista -per casi del tutto eccezionali e di straordinario valore– la speciale benemerenza costituita dalla Placca d’Oro. Non può essere conferita la Placca d’Oro a persona o ente che non abbia in precedenza ricevuto la Medaglia d’Oro.
Le Civiche Benemerenze, nel numero annuo prefissato dall'apposito Regolamento approvato il 29.11.2005, sono conferite con provvedimento del Sindaco su decisione conforme del Consiglio Comunale a cui compete accolgliere le prosposte formulate su tale specifico argomento.

Albo delle benemerenze pubblicamente conferite in passato:

MEDAGLIA D'ORO
- Vittorio Sgarbi, pubblicamente conferita il 26 aprile 2008

ATTESTATI
- Augusto Amatori (alla memoria di), pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Massimo Barra, pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Lorenzo Leoni (alla memoria di), pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Enzo Mancini, pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008

AL 9 MAGGIO IL PIACERE DI CONOSCERE I NOMI DEI 7 PERSONAGGI GIUDICATI MERITEVOLI, QUEST'ANNO, DI TALI ONORIFICENZE.

lunedì 3 novembre 2008

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA VOGLIONO RIMANDARE ANCORA L'APPLICAZIONE DEL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO

“Si alla Ztl ma se non ci penalizza”

Dal Corriere Adriatico del 1 novembre
di G.Bartoli
Le associazioni di categoria scrivono al Comune ponendo condizioni imprescindibili

Rivolgendosi al vice sindaco Alberto Mazzacchera le associazioni Confcommercio, Confturismo e Cna, hanno formulato alcune osservazioni.
Si condividono gli obiettivi di dotare il Comune di uno strumento di razionalizzazione della viabilità e della sosta.
Si pensa che le linee guida esposte nella bozza siano per buona parte condivisibili, ma, per quanto riguarda soprattutto le norme relative alla introduzione della Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico, subordinate a due condizioni imprescindibili:
1) una indagine approfondita che analizzi i flussi del traffico;
2) la preventiva realizzazione di alcune aree di sosta, in particolare quella ubicata nell'ex distributore Agip e il parcheggio multipiano di fronte a Porta Massara.
In assenza, qualunque intervento istitutivo della Ztl nel Centro Storico, seppure a fasce orarie, sarebbe fatalmente penalizzante per tutte le attività economiche che vi operano.
“Da ciò deriva la nostra richiesta di procedere con opportuna gradualità rinviando la parte dei Criteri relativa alla istituzione della Ztl ad un periodo successivo alla realizzazione delle condizioni illustrate ai punti 1 e 2 delle presenti osservazioni.
Conseguentemente, anche l'ipotesi formulata dalla amministrazione comunale durante l'incontro con le associazioni del 9 ottobre, e cioè di far partire comunque subito la Ztl nel solo Corso XX Settembre nel tardo pomeriggio, si ritiene non opportuna in mancanza della realizzazione delle condizioni preventive sopra richiamate.
Suggeriamo invece di procedere con altri strumenti atti a regolare i flussi di traffico nel centro storico quali:
istituzione nel Corso XX settembre a partire dal tardo pomeriggio (dalle ore 17,00) di un divieto di transito per tutti i mezzi adibiti al trasporto e al carico e scarico di merci;
istituzione della zona a 30 km all'ora nel Centro Storico.
“Infine, le proposte che aumentano il numero delle aree di sosta a disco orario nel Centro Storico trovano il nostro apprezzamento come quella che differenzia a seconda delle aree le tariffe della sosta a pagamento”.
°°° * °°°
Le Associazioni di categoria continuano quindi ad intralciare l’applicazione di qualsiasi iniziativa rivolta a razionalizzare la viabilità e la sosta nel centro storico.
Mentre da un lato si dicono favorevoli ad affrontare la questione, dall’altro oppongono condizioni inutili e fuorvianti quali l’analisi dei flussi, come se si parlasse di una rete stradale metropolitana complessa, ed obiettivi a lunga scadenza, come la realizzazione preventiva delle aree di parcheggio dell’ex AGIP e di Porta Massara, progetti notoriamente di lungo termine.
Appare quindi evidente che queste sono solo inutili scuse per rimandare ulteriormente il problema.
Fa poi sorridere il suggerimento del divieto di transito ai mezzi di trasporto in Corso xx settembre dopo le ore 17.00 (e perché non anche nei giorni festivi?). Interdire un fenomeno quasi inesistente è certamente un provvedimento brillante !
Quanto all’istituzione della zona a 30 Km/ora, che naturalmente trova consenso da parte dei nostri stimati organismi di rappresentanza, mi permetto di far notare che se un pazzo si mettesse a girare attorno alla vasca di piazza o lungo certe viuzze a 30 Km/ora in certe ore del giorno, farebbe una strage.
Allora caro Vice Sindaco Mazzacchera, coraggio, si faccia qualche piccolo opportuno ritocco al piano già pronto e lo si cominci ad applicare progressivamente, come annunciato, partendo subito dalla ZTL. I cittadini si abitueranno ben presto e tutto filerà liscio anche per le attività commerciali com’è successo dappertutto, perché nei negozi si entra a piedi, e il piacere di quattro passi in centro rilancia la vita di una città.

martedì 14 ottobre 2008

PER FARE IL PUNTO SULLA QUESTIONE DEL PIANO DEL TRAFFICO

Gli obiettivi principali da perseguire con un nuovo piano della viabilità nel centro storico dovrebbero essere:
*Restituire al nucleo centrale della città, luogo che da sempre rappresenta il centro di aggregazione e di relazione fra i cittadini e di accoglienza per i forestieri, un migliore livello di vivibilità come ormai avviene da tempo per tutti i centri storici delle città di tutta Europa e del mondo civile.
*Liberare gli immobili ubicati nel centro storico dalla morsa dell’inquinamento atmosferico ed acustico prodotto da eccessive concentrazioni del traffico veicolare al fine di rilanciarne il ripopolamento, offrendo ai residenti particolari agevolazioni per l’accesso e la sosta all’interno della città.
*Creare i presupposti per una diversa concezione delle attività commerciali da adottare nel centro storico, più in linea con quanto avviene altrove e meno legata alle vecchie abitudini notoriamente poco produttive.
*I criteri adottati dovrebbero fare in modo di salvaguardare le entità commerciali e produttive che operano all’interno delle zone interessate dal riordino della viabilità, affinché esse non abbiano a subire danni economici.
Un evidente ostacolo alla realizzazione di una adeguata soluzione del problema è rappresentato dalla momentanea carenza di aree di sosta perimetrali destinate ad accogliere i veicoli dei non residenti che devono accedere al nucleo della città. Appare evidente allora quanto sia per ora necessario consentire l’accesso al centro storico dei veicoli dei non residenti, offrendo loro anche la possibilità di brevi soste per il disbrigo di veloci pratiche o di rapidi acquisti. È altresì evidente che tale esigenza può e deve essere limitata alle ore del mattino.

Alla luce di quanto sopra, la bozza del nuovo piano per la viabilità presentato dall'Amministrazione comunale alle Associazioni di categoria, che si può leggere nella versione integrale cliccando sul link che segue

http://dentrovivereacagli.blogspot.com/2008/10/criteri-per-la-disciplina-della.html

affronta efficacemente i temi sopra brevemente descritti introducendo:
-una ZTL (viabilità riservata solo ai veicoli autorizzati, fra i quali quindi i residenti) di due tipi, uno a fasce orarie che può essere divisa in Stanze, ed uno permanente (0-24) che interessa principalmente le strade minori; (vedi tabella 1)
-una Zona 30, dove è interdetto l’accesso ai mezzi pesanti e dove l’andatura deve essere contenuta a limiti compatibili con la presenza dei pedoni; (tutto il centro storico)
-la realizzazione di un percorso alternativo al Corso XX Settembre costituito dall’asse di Via Lapis (attualmente spezzato in due tratti all’altezza di Via Fonte del Duomo);
-una maglia di aree pedonali (AP) estesa ai cosiddetti “cantoni” permanente (fortemente integrata dalle ZTL 0-24) attraverso la quali si mira anche a costruire un percorso pedonale che attraversa interamente la città da est ad ovest favorendo la continuità con i percorsi pedonali provenienti dalle zone di espansione in particolare dal Ponte di Via Mameli sul Burano.

In una fase successiva alla presente, potrebbero altresì essere individuate delle ZTR (zone a traffico residenziale) dalle quali devono essere allontanate tutte le componenti di traffico non strettamente locali, recuperando condizioni di piena sicurezza per la circolazione dei pedoni e dei ciclisti. Le ZTR verrebbero introdotte dapprima in casi limitati e molto circoscritti ed in via del tutto sperimentale per poi, in caso di gradimento dei cittadini, estenderle non solo al capoluogo ma anche a talune frazioni o porzioni di esse.

È stato inoltre seguito il concetto che, essendo il suolo pubblico un bene comune, l’utilizzo ai fini della sosta di mezzi privati deve avvenire favorendo la rotazione dell’occupazione temporanea dell’area. Per questo sono state individuate all’interno del centro storico aree di sosta a pagamento ed aree di sosta a disco orario. Non esistono quindi nel centro storico, salvo qualche eccezione, stalli di sosta libera se non nei giorni festivi.

Ecco come i quotidiani locali hanno titolato la notizia dell’incontro sul tema della viabilità avvenuto il 9 ottobre fra l’Amministrazione comunale e le Associazioni di categoria: “Traffico e nuova ZTL: al via…i primi litigi” (Il Resto del Carlino) oppure “Nuovo piano del traffico: prima i parcheggi, poi la ZTL” (Il Corriere Adriatico). Praticamente hanno evidenziato una ferma opposizione delle associazioni di categoria (o meglio della Confcommercio, unica presente) alla applicazione del piano proposto dalle Autorità comunali. Sarebbero stati richiesti “indispensabili rilievi sui flussi di traffico giornalieri e orari nel centro storico” ed il rinvio alla discussione del nuovo piano del traffico a “dopo che questa analisi avrà fatto emergere quali siano le necessità di nuovi parcheggi da attivare”. Quindi dalle Associazioni di categoria nessuna proposta costruttiva ma solo critiche e banali scuse per rimandare ancora una volta il problema.

A mio modesto avviso il piano oggi proposto evidenzia i seguenti problemi:

1. penalizzazione dei residenti nel settore ovest del centro storico (Tiratori, via Luzi, via Tiranni e via Purgotti) per una eccessivo incanalamento del traffico di attraversamento nord-sud in quell’area (dove peraltro sarebbero stati individuati gli unici stalli di sosta libera presenti dentro il centro storico) oltre alla soppressione dell’uscita verso nord rappresentata oggi dal sacrificato benché utile doppio senso di marcia di via Luperti.
2. penalizzazione dei residenti in tutto il centro storico con la soppressione di quasi tutte le aree si sosta libera, soluzione, questa, auspicabile solo quando saranno pronti i parcheggi dell’ex area Agip e della palestra di Porta Massara.
3. inadeguata offerta di spazi per la sosta ai veicoli dei non residenti nelle ore di ZTL aperta;

Al primo problema si potrebbe ovviare apportando le seguenti varianti:
- inversione del senso di marcia di via Purgotti e del tratto percorribile di via Bonclerici;
- esclusione di via di Porta Vittoria e di Piazza Nicolò IV dalla ZTL per consentire l’accesso a via Purgotti;
- introduzione della ZTL 0-24 in via Mazzini e nel tratto adiacente di via Luperti fino alla chiesa di San Bartolomeo;
- mantenimento del doppio senso di marcia in tutta via Luperti, con la particolarità di consentire la libera viabilità per chi scende nel tratto fra piazza del Seminario e Corso xx settembre e di introdurre la ZTL 0-24 per chi sale da Corso xx settembre verso piazza del Seminario;


Il secondo problema si potrebbe risolvere mantenendo l’attuale stato di fatto per le aree di sosta fin dopo la realizzazione dei parcheggi in programma.

Al terzo problema si potrebbe ovviare individuando ulteriori stalli dove consentire la sosta a pagamento in piazza Matteotti, in piazza Nicolò IV e nelle strade adiacenti. Spazi che possono essere individuati dove ora sostano abusivamente, ogni giorno, le auto e dove solo saltuariamente gli agenti di Polizia Municipale intervengono elevando le multe. In tali spazi però dovrebbe essere interdetta la sosta nelle ore di applicazione della ZTL. In tal modo si eliminerebbe anche il pessimo principio di imporre dei divieti senza poi farli rispettare.

Rimane il fatto che le Autorità comunali non sembrano voler adottare il piano senza l’avvallo delle Associazioni di categoria e che queste, ostili alla ZTL, ben si guardano dal lasciarsi coinvolgere in una analisi costruttiva del problema che dovrebbe portare ad una approvazione concordata del piano.

Allora all’Amministrazione comunale non resta che procedere da sola, guadagnando così la fiducia di molti cittadini che non sono rappresentati da nessuna associazione di categoria, ma che non aspettano altro da tanto tempo.

venerdì 10 ottobre 2008

ECCO LE TABELLE DELLA BOZZA PER IL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO A CAGLI

TAVOLA 1 - Circolazione nel centro storico








TAVOLA 2 - Sosta nel centro storico










TAVOLA 3 - Zona di espansione del capoluogo




Ingrandisci le immagini e commenta anche tu.

venerdì 8 agosto 2008

L’ISOLA PEDONALE ALLARGATA E’ UN ERRORE DA NON FARE ? MOLTI COME ME SOSTENGONO IL CONTRARIO

Questo è l’articolo pubblicato ieri 7 agosto su Il Resto del Carlino, in risposta al mio intervento di domenica scorsa:

COME OGNI estate, nel periodo agostano, il problema dei parcheggi e l'ipotesi dell'isola pedonale torna ad essere d'attualità. Dopo le esternazioni di un cagliese, Lucio Palazzetti, arriva anche una presa di posizione di Egidio Cecchini, segretario della Confcommercio e di Confturismo di Cagli: «Proporre – si legge nella nota dl Cecchini - di anticipare l'isola pedonale addirittura alle ore 13 per tutto il periodo estivo, come da alcuni suggerito, è una proposta così inconcepibile da fuorviare completamente il dibattito su questi temi. Che sono quelli di fare di Cagli una città viva e accogliente e non un sito archeologico a ricordo di un glorioso passato e di un malinconico presente in cui si trasformano spesso molte piazze e centri storici italiani quando vengono fatte sperimentazioni improvvisate sul traffico, come certo sarebbe l'ipotesi di anticipare l'isola pedonale alle ore 13. In questo spirito Confturismo Confcommercio di Cagli ha più volte rappresentato alla amministrazione comunale la necessità di modifiche sia per quanto riguarda l'isola pedonale che per il regime degli orari. In particolare abbiamo richiesto di posticipare di un'ora l'inizio dell'isola pedonale (portandolo alle 20,30) e di modificare l'ordinanza che regolamenta gli orari di chiusura dei pubblici esercizi la quale non permette alcuna deroga alla chiusura delle ore 2 in nessun periodo o giorno dell'anno. In tal modo potrebbe essere approntato un calendario che in occasione di manifestazioni, eventi, festività o in particolari giorni o periodi dell'anno permettesse la deroga con la chiusura alle ore 3».

ma. ca.
Penso mi si debba concedere il diritto di replica, sperando di non annoiare:
Non stupisce l’azione mediatica intrapresa da alcuni commercianti cagliesi a supporto della loro insistente richiesta all’amministrazione di modificare le ordinanze relative all’isola pedonale ed agli orari di chiusura dei pubblici esercizi: si trincerano dietro le facciate istituzionali di Confcommercio e di Confturismo, senza tenere conto dei tanti altri commercianti ed operatori turistici che non la pensano come loro. Come non sono d’accordo con loro i tanti, ma tanti, cittadini che di solito non hanno voce sulle pagine dei quotidiani, ma che al contrario mi hanno dimostrato piena approvazione e sostegno dopo l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino domenica scorsa. Per questo desidero che gli amministratori sentano, attraverso questo mio modesto ulteriore intervento, anche la loro voce.
Stupisce invece la logica che guida il segretario di Confcommercio, Egidio Cecchini, il quale sostiene che aprire la città al turismo pedonale pomeridiano è una sperimentazione improvvisata, col rischio di trasformare Cagli in un malinconico sito archeologico. Grazie a Dio questa sperimentazione è già stata fatta altrove, ed i risultati hanno sempre portato alla nascita di centri graditi ai cittadini e di spiccata vivacità commerciale. Certamente non si ottengono i risultati voluti dall’oggi al domani, c’è un periodo di transizione durante il quale si può procurare qualche scompenso agli operatori commerciali. Per questo forse gli amministratori potrebbero studiare qualche forma di ammortizzatore, come qualche provvisoria agevolazione fiscale, ad esempio. Ma se non si comincia mai, tutto rimane com’è: le risorse sono poche, rimangono poche e, soprattutto, rimangono distribuite solo a quei tre o quattro che, per questo, vogliono che tutto rimanga così com’è.
Lucio Palazzetti
...e questo era stato il mio intervento sul Resto del Carlino di domenica 3 agosto:
Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.
Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.

venerdì 25 luglio 2008

Piano dei trasporti: chi lo ha pensato?

È stato approvato qualche settimana fa il piano provinciale dei trasporti, atto lodevole che punta alla razionalizzazione e al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico... però, come molte volte accade, per i motivi più diversi, non sempre i due obiettivi sono raggiunti, o almeno non del tutto. Si ha la sensazione che il primo obiettivo possa essere perseguito, per quello che riguarda le zone interne della provincia, partendo sempre da un diritto di livello più basso rispetto agli abitanti delle zone costiere.

Aumentare il numero delle corse è indubbiamente un potenziamento del servizio, ma sul miglioramento permangono dubbi. Infatti se all’aumento delle corse da e per Pesaro, ovvio punto di riferimento, gli abitanti dell’entroterra debbono effettuare cambi a Calmazzo, Bivio Borzaga, o altri punti intermedi, e a Fano senza nodi di scambio attrezzati, quasi in campi di grano, diventa difficile individuare tale miglioramento.

Gli abitanti “montani” debbono accontentarsi? Debbono vivere ogni richiesta come una pretesa? Si ha la sensazione, a volte, che coloro che hanno contribuito alla realizzazione del piano non conoscano adeguatamente le zone interne e che comunque non abbiano esperienza diretta come utenti di trasporto pubblico. Lo stesso assessore provinciale ai trasporti, persona generalmente attenta e sensibile, originario di zone interne, non credo che usi abitualmente servizi pubblici.

Quindi per chi proviene dall’interno corse potenziate significano tempi indefiniti privi di riparo, con valigie a terra e allungamento della percorrenza. Obbligare il cambio a Fano poi, oltre ad aumentare i disagi, riduce enormemente la positività dei capolinea alla stazione ferroviaria di Pesaro. Non credo sia difficile capire come per persone non più giovanissime, arrivare alla stazione di Pesaro sia un’impresa ardua, piena di numerosi e pesanti disagi.

Molti pendolari hanno già espresso sulla stampa le loro giuste rimostranze e qualcuno li ha perfino definiti “ingrati”. Ma se si peggiora la corsa più utilizzata dai pendolari a poco vale l’aumento delle corse... a meno che non sia una strategia, che nulla ha di razionale ed economico che punti ad un maggior ingorgo del traffico.

E poi non è stato coinvolto il Comitato che aveva raccolto oltre mille firme per il mantenimento della corsa Pesaro-Roma, risultato conseguito.

Possibile che la partecipazione disturbi?
Ninel Donini
Alle giuste critiche della Donini aggiungerei anche una mancanza di attenzione verso chi dall’entroterra deve prendere il treno diretto a Sud: sarebbe logico servirsi della stazione ferroviaria di Fano, ma non sono previste corse dirette che transitano per di là.

giovedì 24 luglio 2008

Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.


Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.


Ecco l’articolo pubblicato ieri sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia on line:

Mancano i parcheggi
Non serve la chiusura anticipata dei locali per motivi di sicurezza
Meglio organizzare ronde di ausiliari
Maidani, responsabile di Forza Italia: “L’isola pedonale fa molti danni”
CAGLI - “L’ estate cagliese è iniziata - sottolinea Matteo Maidani, consigliere comunale di minoranza e responsabile cagliese di Forza Italia - e come avviene ormai da alcuni anni la stagione non sembra contraddistinguersi per le manifestazioni. I grandi eventi sono solo un ricordo. Non bastano certo i Venerdì di Cagli, cinque serate di quattro ore appena, a dare impulso all’economia di una cittadina. Soprattutto servirebbe qualcosa in più per le altre sei serate della settimana in quanto l’unico spettacolo rimane ammirare la facciata del Municipio e quella del rinnovato Palazzo Mavarelli. A questo punto ci domandiamo se vale la pena chiudere il transito dei veicoli tra lunedì e giovedì visto che piazza Matteotti rimane quasi deserta non essendoci manifestazioni ad allietare i cittadini e i turisti”.Maidani si sofferma sull’isola pedonale.“Se da un lato è positiva poiché serve a godere meglio delle bellezze architettoniche, dall’altro è un ostacolo perché costringe a cercare parcheggi che allo stato attuale non esistono o sono difficili da fruire. Inoltre il sindaco ha anticipato la chiusura dei locali del centro storico dalle 3 alle 2 di notte con la scusa dei famosi motivi di “sicurezza” e di indisciplina dei giovani ragazzi. Se Cagli vuole essere riconosciuta come città adatta ad un turismo selezionato non può permettersi di chiudere i locali e molte attività solo perché i sindaci dell’entroterra non sono riusciti a chiedere ed ottenere dalle istituzioni provinciali e regionali, una maggiore attenzione per la sicurezza del loro territorio”.Cosa fare?“Basterebbe, i venerdì e i sabato, organizzare ronde di ausiliari (magari pagati con un piccolo contributo da parte di privati) o degli stessi volontari della Protezione Civile lungo le vie più a rischio per evitare piccoli episodi di teppismo dovuti più alla noia che a tensioni sociali che a Cagli non esistono”.
Giovanni Bartoli

sabato 14 giugno 2008

ALLA ROMITA ALFIO HA FESTEGGIATO IL SUO PENSIONAMENTO

Veramente tanti gli ospiti convenuti alla Romita per festeggiare il pensionamento di Alfio. È stata una festa all’apparenza semplice, pulita, spontanea, come Alfio; una festa fra amici, in un ambiente famigliare, fortemente caratterizzato dalla antica tradizione campagnola: tavole generosamente imbandite in mezzo al verde, con i migliori prodotti della cucina locale e musica folk. E dietro a quella semplicità apparente c’era la magia di un ambiente come la Romita, una proprietà lungo il fiume Bosso messa a disposizione dallo zio Piero, oltre alla sapiente organizzazione della zia Adele, responsabile della cucina ed all'impegno di tanti amici per i preparativi. Non è da tutti trovare tanta disponibilità. E come se questo non bastasse, ad un certo punto è arrivata, inaspettata, una rappresentanza della Banda Cittadina con le Majorettes, provocando l’immediata commozione del tenero Alfio. Non sono mancati neppure i “discorsi”, pronunciati prima dalla zia Adele, poi dagli amici "importanti": Fernando e, naturalmente, Domenico. Infine Alfio ha ringraziato tutti ed ha concluso con la propria dichiarazione di amore per Cagli, non solo per la sua gente, ma anche per i suoi muri.

lunedì 12 maggio 2008

AREA PRIVATA DIVENTA PARCHEGGIO PUBBLICO


dal Corriere Adriatico del 12.05.2008
CAGLI - Un’area privata era diventata a Cagli un parcheggio pubblico dove ognuno si sentiva padrone di far sostare la propria macchina (ex area stazione di servizio Agip), nel centro della città, lungo la strada SP3 Flaminia.Il proprietario dell’area ha messo dei cartelli di divieto con rimozione immediata dei mezzi parcheggiati, cosa che viene considerata un abuso.Come si ricorderà fu demolita la stazione Agip di Cagli, perché non poteva per legge essere presente all’interno di un centro storico; la superficie in oggetto è passata ad un privato, che ne ha costruita un’altra sulla Flaminia Cagli nord, e conseguentemente quella a Cagli sud avrà, sembra, secondo un progetto approvato, una destinazione di strutture commerciali . Tuttavia questi lavori - sempre a quanto risulta - toccheranno o si avvicineranno alle mura antiche della città di Cagli. In sostanza, mancherebbero – sempre secondo fonti ufficiose, le autorizzazioni della Soprintendenza, di cui si attende l’ok.

G.B.

Ma a Cagli, a proposito dei parcheggi, quante occasioni perdute!
Cagli ha bisogno urgente di parcheggi per portare a termine tutti gli sforzi che questa Amministrazione ha prodotto per trasformare la città da decaduto centro agricolo in rinascente centro con una forte componente turistico-culturale. È evidente, ma nonostante ciò il problema parcheggi rimane disatteso: le varie amministrazioni locali trovano i soldi per comperare e ristrutturare i palazzi ma mai per acquisire aree idonee a realizzare nuovi parcheggi dove servono. Che si voglia mantenere la carenza di parcheggi periferici per giustificare il continuo rinvio della riduzione del traffico in piazza? Quanto si dovrà aspettare per vedere demolita la Palestra di Porta Massara? Quanto sarebbe stato utile acquisire l’orto di Anniballi per creare una comoda piazzetta demolendo i muri dei due lati di Via Purgotti e di Via Tiranni? Quanti posti macchina si potevano realizzare sul marciapiedi sud di Viale della Vittoria? Quanto si dovrà aspettare per vedere realizzati posti macchina in tante aree pubbliche in stato di totale abbandono (ed anche in tante aree private in evidente stato di incuria !) ?

lunedì 17 marzo 2008

AL MAGGIORE FRANCESCA CATULLO, NUOVO COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE, VIVERE A CAGLI AUGURA BUON LAVORO



Martedì 18 marzo, proveniente da Pesaro, il Maggiore Francesca Catullo verrà a Cagli per affiancare, per qualche giorno, il nostro amatissimo Alfio Roselli, che lascia il servizio a fine mese.
La giovane signora assumerà quindi il comando del locale Corpo di Polizia Municipale. È laureata in Sociologia, ha due master: uno in Economia, l’altro - recente - all’Università di Urbino, sulle Politiche Integrate di Sicurezza. Ha già ricoperto vari incarichi di responsabilità presso il Corpo di Polizia Municipale di Pesaro.
Avrebbe detto, in una intervista a Giovanni Bartoli:“La prevenzione andrà di pari passo con la repressione, sarò attenta alle parti più deboli della società e allo stesso tempo alla sicurezza dei cittadini”. Speriamo.
Inizia quindi con la Settimana di Passione l’attività del nuovo "Chèp' guardia", come si diceva ai tempi d’ Galinc’. Alfio diceva che per lui la Settimana di Passione durava tutto l’anno, per questo è andato in pensione.
Ma proviamo ad esaminare quali saranno i problemi più grossi per Franc…, pardon, per il Maggiore Catullo: innanzi tutto riuscire a conciliare il rapporto confidenziale che l’ambiente provinciale porta ad intrattenere più o meno con tutti, con la necessità di conservare quella giusta autorevolezza che non deve mancare nel momento delle decisioni irrevocabili. Poi imparare a convivere con le cattive abitudini, a meno che non decida di sradicarle. In bocca al lupo Comandante.

martedì 19 febbraio 2008

FINALMENTE A CAGLI SI RIPARLA DEL NUOVO PIANO PER IL TRAFFICO

Non voglio annoiarvi, quindi vi
ripropongo, qui a sinistra, i collegamenti
agli argomenti da me già trattati in
proposito.
Però ci tengo ad informarvi che due anni fa, esattamente il 27 luglio 2005, consegnai personalmente la seguente istanza al Sindaco Papi, sottoscritta da me quale primo firmatario e da altre novanta persone, abitanti del Borgo e del Corso xx settembre.
Rimase, naturalmente, lettera morta, nonostante la promessa che di lì a poco sarebbe entrato in vigore il nuovo piano per il traffico che avrebbe sicuramente ovviato a molti dei problemi da me sollevati.
Ecco la lettera del 27 luglio 2005
AL SIG. SINDACO
DEL COMUNE DI CAGLI

I sottoscritti concittadini domiciliati in unità immobiliari adiacenti al tratto iniziale di Corso xx settembre, compreso fra la Porta Lombarda ed il vicolo della Pioletta, nonché operatori commerciali e professionisti che esercitano la loro attività nella stessa area urbana


ESPONGONO

qualora fosse non nota a codesta Amministrazione Comunale, la situazione della viabilità nel tratto di strada sopra indicato:

il tratto iniziale di Corso xx settembre compreso fra la Porta Lombarda ed il vicolo della Pioletta non è sufficientemente largo da consentire un transito agevole per i pedoni in presenza di un traffico veicolare ad elevata densità qual è quello attuale:

1. i pedoni devono procedere in fila indiana, fatto questo che li induce a preferire percorsi alternativi, con grave danno per le attività commerciali, mentre i malcapitati che si trovano a dover percorrere questa strada per forza maggiore, sono costretti a spalmarsi ripetutamente contro i muri polverosi per evitare di essere investiti, col rischio poi di sentirsi strappata di mano la borsa della spesa o l’eventuale ombrello aperto;
2. nel tratto fra la Porta Lombarda e via dell’Ospedale, che sarebbe più largo del rimanente tratto che va fino al vicolo della Pioletta, ci sarebbero minori problemi di compresenza fra il traffico veicolare e quello pedonale, stante il divieto di sosta permanente in esso vigente; tuttavia il divieto di sosta viene puntualmente ignorato, con il tacito consenso degli organi di Polizia Municipale i quali, consapevoli dei problemi della sosta nel centro storico, sono indotti forse spontaneamente, forse su invito della stessa Amministrazione Comunale, a tollerare i continui abusi, a discapito però dei pedoni che sono costretti a defilarsi frettolosamente insinuandosi continuamente fra le macchine in sosta per consentire il continuo flusso di macchine che sale verso Piazza Matteotti;
3. come se non bastasse il danno arrecato dall’ingombro dei veicoli in sosta, va aggiunto che spesso i veicoli in movimento procedono imprudentemente (incredibile a dirsi) ad andatura sostenuta, con ulteriore aggravio della situazione dei pedoni; è pur vero che per uscire dalla porta di casa si deve prestare molta attenzione, ma vedere sfrecciare le vetture che sfiorano i portali delle nostre abitazioni non ci fa sentire in una botte di ferro;
4. in mancanza di rilevazioni strumentali non è possibile affermare che nella strada in questione ci sia una situazione di inquinamento allarmante, ma l’evidente presenza di polveri non è da valutare come un fatto trascurabile per cui sarebbero opportune delle rilevazioni al fine di prendere gli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari per salvaguardare la salute dei cittadini;
5. la pavimentazione stradale non è adeguata al tipo di traffico presente in Corso xx settembre, dal momento che elementi del pavé si staccano in continuazione al passaggio delle vetture, schizzando perfino contro le vetrine e contro le gambe delle persone; inoltre il piano stradale non ha retto sotto il peso dei veicoli, per cui si sono formati due profondi solchi nelle strisce di strada su cui corrono le ruote, provocando un ulteriore disagio per i pedoni, oltre al danno estetico all’arredo urbano; inoltre il movimento del sottofondo stradale ha provocato ripetuti danni all’acquedotto sottostante.

Alla luce di quanto esposto i sottoscritti la
INVITANO
a considerare l’opportunità di prendere quanto prima i provvedimenti che riterrà più efficaci al fine di alleviare le condizioni di disagio sopra descritte, prodotte dall’attuale piano per il traffico nel centro urbano.

seguono una novantina di firme ...
Note aggiuntive consegnate al sig. Sindaco contestualmente alla lettera:

Destinazione d’uso del CorsoÈ noto a tutti quanto la Piazza di Cagli rappresenti il centro di aggregazione per eccellenza per la cittadinanza e per i forestieri.
È noto altresì quanto le vie di accesso alla Piazza rappresentino ed abbiano rappresentato anche in passato il nucleo della vita sociale ed economica della città.
Ma mentre le altre vie, via Leopardi, via Alessandri, via don G.Celli, per intendersi, hanno mantenuto nel tempo, anzi hanno migliorato (o stanno migliorando) la loro caratteristica di salotto buono della città, il Corso è stato pesantemente penalizzato dall’evoluzione del traffico che ha condizionato sensibilmente le abitudini dei cittadini.
Il Corso è diventato un collegamento rapido per il raggiungimento veloce della tanto ambita Piazza per chi proviene da via Flaminia nord.
O ancor peggio un attraversamento rapido della città per chi, provenendo sempre da quella direzione, vuole raggiungere monte Petrano o Pianello o talvolta addirittura Cantiano, con toccata e fuga nella solita Piazza.
Inoltre, sempre il Corso, costituisce, per gli utenti della piazza e dintorni, il parcheggio per lunghe soste, talvolta anche giornaliere, nonostante il divieto permanente vigente.
Sarebbe invece opportuno restituire al Corso la funzione di appendice del centro vitale ed economico principale della città, nonché di collegamento pedonale, agevole per quanto possibile, magari non esclusivo, alla struttura di S. Emidio nonché ai parcheggi presenti e da realizzare nella zona immediatamente adiacente al lato nord della città.

Pedoni
È stata descritta nell’esposto al sig. Sindaco la difficoltà con cui i pedoni sono costretti a transitare per il Corso.
Desidero aggiungere la descrizione del disagio di chi si accinge a salire a piedi verso il centro della città percorrendo il viale di Porta Lombarda, quello che dalla stazione di servizio Esso conduce al Corso:
sulla sinistra per chi sale c’è la cunetta di scolo delle acque piovane pressoché impraticabile;
sulla destra c’è la fila delle macchine in sosta ed al di là di queste il marciapiedi, questo però impraticabile a causa di due o tre dislivelli di 70-80 cm. che ne interrompono la percorribilità; non si conosce il motivo di tale intervento, fatto sta che il marciapiedi non è percorribile, non è utilizzabile per la sosta delle auto e non è neppure curato come spazio verde, è lì, e basta;
quindi i pedoni devono arrancare lungo la rimanente corsia della carreggiata facendo attenzione ai veicoli che provengono da dietro a velocità sostenuta per affrontare più agevolmente la ripida salita senza scalare le marce.
Non sarebbe allora opportuno intervenire in quest’area per incrementare i posti per la sosta delle auto e per realizzare un piccolo marciapiedi per i pedoni ?

Velocità dei veicoli
Se le macchine devono transitare per il Corso è imperativa la necessità di adottare ogni mezzo possibile per ridurne la velocità: eventuali veicoli devono assolutamente utilizzare il Corso procedendo a passo d’uomo nella consapevolezza della convivenza con i pedoni ai quali va dato il diritto di precedenza.
Solo così sarà possibile continuare a consentire la presenza dei veicoli senza togliere ai pedoni il piacere di aggirarsi per le vie del nostro centro storico.
Intensità del traffico
Per di più sarebbe anche opportuno prevedere, almeno in certi periodi dell’anno con maggiore intensità di traffico, l’individuazione di Z.T.L. (zone a traffico limitato ai soli veicoli autorizzati) e la chiusura totale del traffico veicolare in certe ore della giornata anche per il Corso come già si sta facendo in altre vie.
Come non sarebbe male interdire l’accesso alle strette vie di Cagli ai veicoli di grossa taglia come furgoni, pulmini, fuori strada e simili, salvo autorizzarli per evidenti motivi di utilità.

Sosta
La necessità di disporre degli spazi per la sosta nel centro storico è originata da diverse esigenze, da quelle private dei residenti che non disponendo di garage hanno la necessità di parcheggiare non troppo lontano da casa, a quelle commerciali degli esercenti che hanno bisogno di aree per la sosta dei clienti e dei fornitori, a quelle sociali di chi deve accedere agli uffici pubblici, alle strutture sanitarie, ai luoghi di culto, a quelle turistiche che vogliono aree di sosta di facile reperibilità e non lontane dalle strutture architettoniche, artistiche, residenziali ecc. che rappresentano motivo di richiamo per i turisti.
Non è un problema di facile soluzione, e forse è impossibile accontentare tutti, ma così non va: si devono definire le priorità, individuando le soluzioni possibili, attuandole con la massima tempestività e soprattutto con la massima intolleranza verso i trasgressori.
Comunque le eventuali iniziative rivolte a ridurre l’intensità del traffico conterrebbero già dei buoni risultati anche sul fronte del problema della carenza delle aree di sosta.
Certamente appare evidente che se i veicoli presenti sono molti e le aree di sosta scarseggiano non è una buona soluzione quella di avere tanti divieti di sosta e non farli rispettare.
Mentre sarebbe più coerente forse individuare le sia pur poche aree di sosta possibili e fare in modo che non vengano “privatizzate” da nessuno con soste permanenti, regolamentandone l’uso con soste ad orario, a pagamento o quant’altro sotto lo stretto controllo di apposito personale.

domenica 23 settembre 2007

ADDIO A OVIDIO LUCCIARINI IL «SINDACO DEI TARTUFI»

E’ morto ieri all’ospedale di cagli. Domani il funerale

Fonte : il Resto del Carlino del 23 settembre 2007

ACQUALAGNA . E’ MORTO ieri alle 15 in un lettino dell’ospedale di Cagli Ovidio Lucciarini. Combatteva da tempo col male. Tra gli ultimi a salutarlo Arnaldo Forlani, di ritorno ieri a Pesaro provenendo da Roma. Si è fermato a Cagli per tenere la mano stretta al suo amico Ovidio. Un’ora dopo, l’improvvisa fine. Ovidio Lucciarini aveva 82 anni. Era vedovo da otto, sindaco di Acqualagna per 35 anni di fila, dal 4 dicembre del 1960 (ma era stato assessore dal ’55) all’aprile del 1995. Col tartufo ha aperto tutte le porte che servivano per far conoscere nel mondo la sua Acqualagna. Si è presentato a papa Wojtyla con un canestrino di tartufi bianchi, ha attirato ad Acqualagna politici, attori, imprenditori e attricette. Ha inventato la stessa fiera del Tartufo quando nessuno o pochi ci credevano, si è dato da fare per trovare posti di lavoro ai ragazzi di Acqualagna all’Eni del suo grande amico Enrico Mattei. Se un sindaco fosse identificabile in una figura ben precisa, non potrebbe essere che quella di Ovidio Lucciarini, punto di riferimento per la gente dell’entroterra e per il partito della Democrazia Cristiana. Formatosi come assessore dal 1955 , a fine mandato il 4 dicembre 1960 venne eletto primo cittadino di Acqualagna e da quel momento regnò incontrastato fino al 1995. Ad ogni consultazione riscuoteva consensi da tutti: destra, sinistra e centro riuscendo a spostare dalla sua parte anche gli avversari politici più incalliti. Amava la gente, con loro si fermava a chiacchierare per ore e questo era il suo segreto. Nel 1965 intuì che il tartufo poteva essere uno dei principali volani per il lancio economico di Acqualagna e su sua iniziativa nacque la mostra mercato del tartufo, poi diventata fiera nazionale. Da quella metà degli anni ’60, personaggi politici, del mondo economico e dello spettacolo come ricorda il libro: “Acqualagna, annotazioni e immagini” di Roberto Fiorani hanno fatto la fila per partecipare alla fiera del tartufo e dare lustro alle aspettative di Lucciarini prima e di Bruno Capanna poi. Se ora Acqualagna può essere definita la capitale del tartufo e competere con la città di Alba, lo si deve molto proprio al loro impegno.ELENCARE le opere che il sindaco Lucciarini riuscì a realizzare per il suo comune, ci vorrebbe un libro, ma anche se non è stato scritto da nessuna parte, le gallerie del Furlo, utili per una più breve via d’accesso verso il mare, sono state praticamente il frutto dei suoi continui solleciti e visite agli ambienti romani, dove l’amico Arnaldo Forlani l’ha sempre ricevuto in maniera fraterna. Tra le opere pubbliche costruite sotto «il regno» di Lucciarini c’è la Casa di riposo per anziani, il palazzetto dello sport con annessa piscina, lo stadio comunale, la scuola materna ed elementare, il restauro del Bocciodromo, aree verdi, il parco del centro storico e altre ristrutturazioni importanti, ma anche una sollecitazione continua a imprenditori affinché investissero e offrissero occupazione ai giovani del paese.DURANTE le fiere nazionali del tartufo aveva istituito la «Ruscella d’oro» un riconoscimento per chi si era distinto come amico di Acqualagna. Lo ricordiamo il 1 novembre del 1973 quando la consegnò al senatore Giovanni Maria Venturi, tutti e due avevano gli occhi lucidi; nel novembre del 1980 Lucciarini raggiunse alla Città del Vaticano papa Giovanni Paolo II per donargli un cesto di tartufi e ripetere così dopo quattro secoli il gesto che il suo predecessore fece nel lontano 1506 nei confronti del papa Giulio II. Amico ed estimatore del compianto presidente dell’Eni Enrico Mattei, lo ricordava spesso nei suoi discorsi. Nel febbraio del ’62, Lucciarini ricevette Enrico Mattei ad Acqualagna con tutti gli onori. Il presidente dell’Eni tornava da Urbino, dove aveva ricevuto la laurea “Honoris causa”. Ricordava ieri il sindaco Bruno Capanna: «Lucciarini è stato sempre un combattente per il suo paese e non ha mai rinunciato a dare il suo contributo alla crescita economica e culturale di Acqualagna. L’ho sempre visto come un padre di questa comunità a cui prestare ascolto, anche se non sono mancati momenti di dialettica ma sempre all’insegna di un profondo rispetto». Lucciarini era tuttora presidente della banda cittadina e dell’associazione coltivatori del tartufo. Note di cordoglio sono state inviate da Forza Italia e Udc.Amedeo Pisciolini

giovedì 20 settembre 2007

RESTARE IN PIEDI

Menzione speciale da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile al Comune di Cagli per il Piano di Protezione Civile.

È una notizia che oltre a riempirci di orgoglio ci dovrebbe tranquillizzare per come i nostri amministratori hanno saputo pianificare le operazioni da approntare in malaugurate situazioni di pubbliche calamità.
Ma come si suol dire ”Fra il dire e il fare ….” Ci piacerebbe sapere quanti fra gli attori menzionati nel Piano hanno recepito veramente come funzionerebbe la “macchina” del Sistema di Comando e Controllo senza dovere correre, all’emergenza, all’affannosa ricerca del Piano per vedere cosa bisogna fare.
E ci piacerebbe sapere se sono state diffuse alle scuole ed alle famiglie le informazioni di cui al capitolo 11 del Piano mediante apposite conferenze e con la distribuzione di stralci del Piano, e se nelle scuole vengono tenute lezioni formative ed esercitazioni di protezione civile, e se il Piano viene periodicamente aggiornato.
Ma sono sicuro che tutto ciò è stato già fatto a mia insaputa, o se non è stato fatto verrà fatto quanto prima.

qui si può leggere il Piano:

http://www2.comune.cagli.ps.it/servizi/Relazione%20Attuazione%20Cagli.pdf


Ed ecco il comunicato stampa di Legambiente:

Rischio sismico: ecco i migliori piani d’emergenza tra i Comuni d’Italia
15/09/2007 12:09

Potenza, Assisi, Bastia Umbra, Piedimonte Etneo a le amministrazioni della Comunità montana della Garfagnana i vincitori di "Restare in piedi" il primo concorso nazionale per la pianificazione d’emergenza
Potenza, Assisi e Bastia Umbria sono i comuni di grandi dimensioni a rischio sismico che possono vantare i migliori piani d’emergenza in caso di terremoto, vincendo a pieno titolo ex aequo la categoria per le medie e grandi amministrazioni comunali d’Italia del primo concorso nazionale dedicato ai comuni a rischio sismico.

In Sicilia invece in vincitore della categoria “piccoli comuni”, Piedimonte Etneo in provincia di Catania può vantare infatti il migliore piano d’emergenza tra le amministrazioni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
Definizione dello scenario di danno, puntuale studio del territorio, organizzazione di un corretto modello di intervento di protezione civile e incisive attività di informazione rivolte ai cittadini per di creare una vera e propria sensibilità per i temi legati alla prevenzione e alla mitigazione dei rischi: questi i segreti che hanno portato sul podio questi comuni.
“Restare in piedi”, questo il nome del concorso, è un’iniziativa di Legambiente e Dipartimento di Protezione Civile che ha coinvolto 708 comuni ad alto rischio sismico e ben 2.345 a medio rischio.

Oggi a Serravalle di Chienti (Mc) nel corso di un convegno dedicato si è arrivati alla fase finale del progetto con la premiazione dei sindaci vincitori, con la presenza di Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente; Fabrizio Colcerasa, vice capodipartimento della Protezione Civile; Gianmario Spacca, presidente della Regione Marche e Mauro Dolce del Dipartimento della Protezione Civile insieme a numerosi altri esperti del settore.
“Restare in Piedi – spiega Francesco Ferrante – rappresenta un’esperienza innovativa per valorizzare l’opera di pianificazione e prevenzione che molti Enti locali praticano concretamente sul loro territorio. Esempi positivi importanti, soprattutto per il rischio sismico che risparmia poche porzioni del nostro Bel Paese, che dovrebbero essere sempre più riprodotti dal Sud al Nord d’Italia. Il poter contare su un sistema efficace di intervento di protezione civile nazionale non può da solo garantire la sicurezza del territorio. Sono soprattutto i comuni – conclude Ferrante - ad avere un ruolo da protagonisti nella mitigazione del rischio sismico”.
A salire sul podio dei vincitori ci sono anche i comuni della Comunità montana della Garfagnana (LU), conquistando il premio per la categoria del concorso “piani intercomunali d’emergenza”, dimostrando una coerenza tra scenari di rischio e organizzazione del territorio.
“Tutti i piani di emergenza che sono stati iscritti al premio nazionale – spiega Simone Andreotti, responsabile protezione civile di Legambiente – sono di altissima qualità, dimostrando quanta strada sia stata fatta in Italia per la prevenzione e lo sviluppo di un buon sistema locale di protezione civile. Ma sono ancora casi troppo isolati, che si scontrano con una situazione di ritardo ancora diffuso.

La redazione e l’aggiornamento di Piani Comunali d’Emergenza e le campagne informative rivolte alla cittadinanza sono strumenti fondamentali per mettersi in sicurezza in caso di sisma, attività che vedono ancora troppi Sindaci ancor ancora in netto ritardo..”
Oltre ai vincitori, Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile hanno consegnato menzioni speciali a quelle realtà locali che si sono distinte per buone pratiche da valorizzare e da diffondere nel nostro Paese come la Comunità montana Amiata Val d’Orcia (SI) e i comuni di Nicolosi (CT) e Cagli (PU).

martedì 18 settembre 2007

POLIZIA MUNICIPALE: TROPPI AGENTI IN UFFICIO ?

La necessità di vedere più agenti in giro per il territorio è oggi sentita più che mai.

Sarebbe utile soffermarsi su alcune considerazioni anziché rinunciare ad affrontare il problema trincerandosi dietro alla solita scusa della mancanza di fondi.

Al problema della sicurezza e alla necessità del controllo del rispetto delle regole in tutto il territorio vanno date risposte efficaci. Sarebbe opportuno porre la questione in termini realistici aumentando i fondi destinati allo scopo, investendo in uomini e mezzi, dotandoli di strutture idonee, ma prima e soprattutto reinvestendo sul materiale umano che si ha. Poi, forse, pensando ad un allargamento dell’organico.

Una soluzione potrebbe sembrare anche la possibilità di impiegare personale civile negli uffici della Polizia Municipale. Ma se è vero che negli uffici ci sono degli agenti impegnati in attività burocratiche e che in strada ci sono pochi agenti, è altrettanto vero che forse gli incarichi svolti da questi agenti burocrati sono talvolta attività specifiche delle forze dell’ordine, che devono essere svolte da chi ricopre esclusivamente la funzione di agente o ufficiale di polizia giudiziaria.

Quindi è sì un problema di fondi, ma è anche un problema organizzativo.

Ma ecco dal Corriere Adriatico un interessante suggerimento:

UNA NUOVA POLIZIA MUNICIPALE PER I COMUNI DELL’ALTO METAURO:
UN ESEMPIO DA IMITARE ?


Il problema della sicurezza e del presidio del territorio è al primo posto.
Sta per partire il servizio associato che coinvolge sei Comuni dell’Alto Metauro.
Il sindaco di Urbania illustra le finalità del progetto .
Fonte: Corriere Adriatico del 17 settembre 2007

URBANIA – Nei prossimi giorni prenderà avvio il servizio associato di polizia municipale. Sono coinvolti nel progetto i Comuni di Fermignano, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro, Peglio e Borgo Pace. Faranno parte del servizio 14 agenti oltre al comandate. La sede sarà situata ad Urbania presso la Comunità montana, mentre ogni Comune manterrà un recapito. Una notizia positiva per tutta la comunità, soprattutto sotto il profilo della sicurezza che anche in queste zone cominciava ad essere carente. Ascoltiamo, sull’iniziativa, il parere del sindaco di Urbania Luca Bellocchi, che ce ne spiega tutti i dettagli.

Sindaco Bellocchi, quali finalità si intendono raggiungere con questa iniziativa appena varata?
“Da tempo il problema della sicurezza e del presidio del territorio è al primo posto nell’agenda dei sindaci, lo vediamo anche in questi giorni.
Per ottenere risultati efficaci occorre quindi che anche i Comuni siano maggiormente protagonisti e promotori della sicurezza.
Occorre un maggiore coordinamento con le altre forze dell’ordine e anche tra gli stessi Comuni.

Questo progetto - spiega ancora il sindaco Bellocchi - è una risposta forte a tutte queste esigenze perché grazie alla sua dimensione sovracomunale aggiunge un tassello significativo idoneo ad aumentare non solo il livello di sicurezza percepita tra i cittadini ma soprattutto quella reale”.

Come si è giunti alla sua realizzazione? Quali i vantaggi dell’associazione per l’intero territorio della Comunità montana?
“L’ufficio unico associato di Polizia Municipale è l’approdo di anni di lavoro e di tentativi che, finalmente, trovano un esito positivo. Per questo sono estremamente soddisfatto del lavoro di coordinamento e di propulsione svolto dalla Comunità Montana che è riuscita a coinvolgere sei Comuni e quindi un bacino di utenza di circa ventimila abitanti, nonché della sintonia con cui i sei sindaci coinvolti hanno collaborato.
Associarsi rappresenta un obiettivo primario per Urbania perché ritengo che, oggi, se si vogliono raggiungere certi livelli nell’erogazione dei servizi i Comuni non possono più agire da soli ma servono azioni coordinate e sinergiche con altri enti pubblici.”


Come sarà organizzato il servizio?
“In pratica, ogni Comune conserverà la presenza di agenti in base alle proprie esigenze, ma la formazione di un vero e proprio Corpo significa che si potrà contare su tutti i quattordici agenti oltre al comandante che presidieranno il territorio da Fermignano a Borgo Pace attraverso un’azione coordinata e quindi maggiormente efficace.
La sede sarà ad Urbania presso la Comunità Montana mentre ogni Comune manterrà sportelli distaccati.

Anche solo da questo si capisce che sarà possibile ottenere un migliore controllo del territorio attraverso un unico coordinamento che si impegnerà ad uniformare comportamenti e metodologie di interventi a rispondere con maggiore prontezza alle emergenze, a concentrare molte più energie laddove ce ne fosse veramente la necessità”.

Una valorizzazione anche delle forze in campo...
“Grazie alla costituzione di un Corpo di Polizia Municipale associato si potrà valorizzare il lavoro degli agenti attraverso percorsi di specializzazione in ambito ambientale ed edilizio, di polizia rurale, di potenziamento dei compiti di Polizia Giudiziaria.
Sarà disponibile una pattuglia che, mattina e pomeriggio, presidierà il territorio aumentando certamente la sensazione di presenza degli agenti e di vicinanza delle istituzioni ai cittadini.
Soprattutto – conclude il sindaco di Urbania - ci potrà essere un migliore impiego di risorse economiche ed umane, di mezzi e tecnologie. Si potranno costituire protocolli di intesa con le altre forze dell’ordine raggiungendo una maggiore sinergia e coordinamento con le stesse”.

Ora vedremo come tutto funzionerà. Le premesse ci sono.

Mario Criscillo
Allora perché non pensare ad un servizio associato di Polizia Municipale anche per i comuni della Comunità Montana Catria-Nerone ?