MOSTRE D'ARTE

MOSTRE D'ARTE
Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

sabato 26 gennaio 2008

UNA VETTURA DELLA POLIZIA MUNICIPALE INVESTE UN PEDONE

Incidente in piazza Matteotti.

Ormai è inevitabile: la convivenza di veicoli e pedoni in piazza è diventata impossibile.
È indispensabile una Z.T.L., ma, causa l’insufficienza dei parcheggi periferici, sarà opportuno far parcheggiare fuori le mura …i pedoni.

Ma non pensiamoci ...leggiamo quest'altra divagazione del nostro Leone da Cagli:

LA CURIOSITA' – Tutte o una sola, sono di scena le 5 lettere del canale di fonazione aperta dell’alfabeto


I “VOCALIZZI” DELL’ENIGMISTICA

Se Auditore è luogo panvocalico perché comprendente tutte e 5 le lettere del canale di fonazione aperta dell’alfabeto, Saltara è invece monovocalico. A voler sforare dall'ambito geografico e dalla nostra provincia, esempi classici del primo caso sono aiuole, ipotenusa, giuramento, profumeria ecc. E del secondo, arbitro Cinciripini permettendo, abracadabra, contropropongono, effervescentemente, bubù, ecc. Una statistica afferma che sono almeno 5000 le parole italiane panvocaliche. A causa della pochezza di termini che finiscono in “u”, non esistono esempi in cui le 5 vocali compaiano in ordine alfabetico. Cosa invece del tutto possibile in inglese (bacterious, abstemious ecc.). In compenso è possibile trovare nostre parole che si presentano nell'ordine inverso (fusoliera, fuoriscena, lungolinea ecc.). Per quanto poco ricorrenti, nomi propri panvocalici sono Gualtiero, Aurelio ed Eustachio. Mentre tra i "sono stati famosi" meritano citazione Apuleio (quello dell'Asino d'oro), Esculapio (figlio di Giove) e Tertulliano (scrittore latino, nativo di Cartagine, che si fece prete). E, in simbiosi oltre che sponsale, Renzo e Lucia che si riconfermano, curiosamente, anche nella primaria versione di Fermo e Lucia. In materia di monovocalismo (o univocalismo) la più spendibile è la lettera a. Come dimostra il nostro brano, tanto estemporaneo quanto strampalato, che segue: "Papà lava la vasca: la vasca allagava la mansarda! L’avara Ada, calma calma, spalma la cara (nel senso di costosa) lavanda all’allampanata Anna. Sara spazza la sala. Mara, data la palla a Nara - la ragazza scassava! -, andata al bar a tracannar acqua gasata dalla caraffa, paga alla cassa. Lara, sala la pappa: la Tata, sfamata, alla nanna da brava andrà - stracca: la stanza s’appanna!-. Mamma - fa la sarta -, spazzata la lana scartata, stanca l’ammassa a manca. Papà - Ma va là! - bara a baccarà. Alla gatta, maltrattata dalla cagna - Basta! Basta! -, traballa la zampa staccata". Se non le aveste contate sono 181 “a” in un brano d’una decina di righe.
Roba da far impallidire: A, a, a, cercasi”.
Leone Pantaleoni
enigmista

Nessun commento: