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mercoledì 10 agosto 2016
Fino al 21 agosto 2016. Prosegue a palazzo Mochi Zamperoli la mostra fotografica di Adriano Gamberini.
Prosegue fino al 21 agosto 2016 la mostra del fotografo Adriano Gamberini nalla stupenda cornice di Palazzo Mochi Zamperoli.
L’esposizione, dal titolo “Incontri, sguardi, emozioni, colori
lungo le strade del mondo”, presenta 70 immagini e comprende
(.....)
lungo le strade del mondo”, presenta 70 immagini e comprende
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martedì 12 agosto 2008
IL TEATRO COMUNALE.............. DI…VENTA POESIA
.
Mercoledì 13 agosto alle ore 21.00 torna al Teatro Comunale
di…vento poesia
la tradizionale rassegna di poesia contemporanea ideata a curata da Ninel Donini.
Ingresso libero.
Ingresso libero.
L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Teatro.
I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.
I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.

Ninel Donini
Ninel Donini, cagliese, è stata docente di Lettere per molti anni presso gli Istituti superiori di I e II grado fino al primo settembre 2003. Laureata in Psicologia, frequenta l’ ultimo anno di un corso di specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la sede di Falconara (Ancona).Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. E’ stata Consigliere provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino e Capogruppo dal 1975 al 1990, Assessore provinciale alla Sanità dal 1978 al 1980, Consigliere regionale e Capogruppo dal 1995 al 2000.
Organizza eventi di poesie e come critico letterario ha recensito numerosi testi di poesie ed ha presentato nuovi e famosi poeti.
E’ impegnata come relatrice in numerose iniziative culturali. Fa parte del direttivo dell’Associazione Culturale “Contemporaneo” di Cagli (Pesaro e Urbino).
Coltiva un appassionato interesse per la politica.
Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie “Note a margine”.

Umberto Piersanti
Ad Umberto Piersanti, che con la sua poesia ha trasformato Urbino, le Cesane, i suoi luoghi dell’infanzia in luoghi dell’anima, di recente, tra i tanti riconoscimenti, è stato assegnato il premio Mario Luzi. È nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. L’ultima sua opera poetica è L’albero delle nebbie, edizioni Einaudi
Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986). Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione. Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi.Attualmente dirige la rivista Pelagos.

Francesco Scarabicchi
Francesco Scarabicchi, nato ad Ancona il 10 febbraio 1951, dove vive, è stato annoverato, da un prestigioso quotidiano nazionale, tra i venti autori più letti negli ultimi cinque anni. Il suo amore per la poesia non è limitato alla produzione ma anche all’organizzazione di eventi con importanti poeti nazionali ed internazionali.Ha pubblicato, in versi: La porta murata, Residenza, Ancona, 1982, introduzione di Franco Scataglini; Il viale d'inverno, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1989, con un saggio di Massimo Raffaeli; Il prato bianco 1988-1995, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1997 - poi raccolti nella selezione de Il cancello 1980-1999 (Ancona, Pequod, 2001). E inoltre: Asfalti, Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2002, con fotografie di Daniele Maurizi; L’esperienza della neve, Roma, Donzelli, 2003. Il suo ultimo testo Il segreto è edito da L’obliquo di Brescia.E' uscita nel marzo 2001 una autoantologia che raccoglie testi scelti dal 1980 al 1999 (Il cancello, Pequod, Ancona, 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo.In collaborazione con il pittore Giorgio Bertelli: Via crucis, Sestante, Ripatransone, 1994, introduzione di Vincenzo Consolo; Diario di Càlena, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 1995, introduzione di Claudio Piersanti; Brume, Agrapha, Tremestieri Etneo, 1999, con una nota di Gilberto Severini.
Ha tradotto testi da Antonio Machado e da Federico Garcìa Lorca in parte raccolti in Taccuino spagnolo (L'Obliquo, Brescia, 2000) e in Gli istanti feriti (Ancona, Università degli Studi, 2000).Seguendo una sua personale inclinazione, si è a lungo occupato di arti figurative curando, fra le altre, monografie su Ernesto Treccani, Valeriano Trubbiani e Giorgio Bertelli.
Da segnalare la raccolta: L'attimo terrestre: cronache d'arte 1974-2006 (Ancona, Affinità elettive, 2006). Ha ideato e coordina, dal 2002, la rivista semestrale di scritture immagini e voci «Nostro lunedì».
Gli altri autori, marchigiani anche loro, affidano alla voce degli interpreti contributi meno noti ma non meno significativi. I testi saranno letti dagli attori della Pioletta, compagnia teatrale: Agnese Anniballi, Giannicola De Sanctis, Silvia Fumelli, Metella Ragni.
Gli intermezzi musicali di jazz sono affidati alla creatività ed alla competenza del Vittorio Gennari Quartet.
lunedì 11 agosto 2008
TRADIZIONALE CONCERTO D’ESTATE DEL CORPO BANDISTICO CITTÀ DI CAGLI.
Questa sera, lunedì 11 agosto, alle ore 21.15 in Piazza Matteotti a Cagli la Banda cittadina si esibirà in un repertorio brillante e coinvolgente. Il corpo bandistico cittadino vanta all’ interno del suo organico circa cinquanta elementi. Questo è possibile grazie all’esistenza del corso musicale di orientamento bandistico e grazie anche al lavoro svolto dal Maestro Felici per portare avanti questo corso, insieme ai componenti del consiglio direttivo e agli insegnanti designati. Sotto l’entusiasmante direzione del Maestro Raffaele Felici, ben dieci brani verranno eseguiti questa sera in Piazza Matteotti. In caso di pioggia il concerto verrà eseguito all’interno del Teatro Comunale.
venerdì 8 agosto 2008
LA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA A PALAZZO MOCHI ZAMPEROLI

A partire da oggi, 8 agosto 2008, sei artisti attivi a Roma, Laura Barbarini, Oreste Casalini, Claudio Givani, Maurizio Pierfranceschi, Vincenzo Scolamiero e Alfredo Zelli, espongono i loro lavori nelle sale del pianterreno di Palazzo Berardi Mochi Zamperoli, una delle dimore gentilizie più preziose del territorio nonché maggiore esempio di architettura civile a Cagli.
Nell’audacia di un confronto e nell’affinità di intenti profondi si cela il contenuto stesso della mostra, che appare non come una tradizionale collettiva, ma come un’espressione corale di più caratteri e stili. Il gruppo non è frutto di una posizione critica che nei linguaggi dei sei artisti ha visto omogeneità stilistica o affinità di intenti, o li ha riuniti in vista di una scelta tematica definita a priori. La storia di Barbarini, Givani, Casalini, Pierfranceschi, Scolamiero e Zelli è ben diversa; anzi è la storia stessa a nutrire le ragioni di un percorso, di una ricerca comune. La mostra sta in loro, nella loro amicizia ventennale, nello sforzo di accomunare – se pure con ricerche diverse - obiettivi morali, fondamenti della propria vita espressiva, necessità didattiche o etiche, nella felicità di farlo, nella constatazione che sia possibile. Il titolo di “antico e novissimo”, infine, muove dal confronto ultimo, il più impegnativo e stimolante: quello con le magnifiche sale seicentesche, alcune decorate con stucchi e affreschi, che danno dimora ai lavori senza sigillarli in nuclei monografici, ma mostrandoli alternati e integrati lungo le nobili e armoniose pareti. Solo nel vestibolo d’ingresso ai saloni, un grande affresco su carta riassumerà in un’unica opera i dipinti dei sei artisti. La città di Cagli, luogo di origine di Pierfranceschi e perfetta sintesi tra bellezze paesaggistiche e monumentali, è l’habitat ideale per ambientare questa coralità di amicizia e creatività artistica. Qui gli artisti svelano la propria esperienza “antica” e la propria “novissima” sperimentazione. I testi del catalogo sono di Michela Scolaro, docente di Arte Contemporanea all'Università di Macerata, sede di Fermo; di Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore; di Francesca Bottari, storica dell'arte.
"Antico e Novissimo"Progetto per Cagli
Palazzo Berardi Mochi Zamperoli
8 agosto - 21 settembre 2008
Mostra d'arte contemporanea
Mostra d'arte contemporanea
Sarà possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari:
dal mercoledì al venerdì ore 16,30 - 19,30;
sabato, domenica e festivi mattino ore 10,30-12,30 e pomeriggio ore 16,30-19,30
(settimana di Ferragosto aperto tutti i giorni).
lunedì 4 agosto 2008
LA PERSONALE DI STANISLAO PACUS ALLA QUADRERIA CESARINI DI FOSSOMBRONE
Inaugurata sabato 2 agosto alle 18,30 nella Quadreria Cesarini di Fossombrone, la mostra fa parte della rassegna “Segnali d’arte 2008”, lanciata quest’anno dallo Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea della Provincia (assessorato alle attività culturali) ed è stata organizzata insieme al Comune di Fossombrone.
Stanislao Pacus - Il pasto degli Dei
Satanislo Pacus: "Artista eclettico e visionario che crea, con materiali semplici, opere complesse dal profondo significato simbolico, fotografa l'idea e dipinge i sogni". Un profilo che sintetizza la ricerca espressiva di Stanislao Pacus, maestro di body-art e di comportamento nato a Cagli nel 1938 e che attualmente vive e lavora a Milano.
La personale di Stanislao Pacus si articola in quattro sezioni : I raspi, Il salto del tempo, Fuss e infine le Installazioni.
I raspi, sono come dice l'artista stesso un malessere esistenziale, un fatidium vitae e rappresentano nel loro splendore informale uno splen esplicativo e suggestivo.
Il salto del tempo, sono un gruppo di opere di pittura che vorrebbero vedere il tempo non scorrere nelle umane vicende, poiché la bellezza delle cose terrene e la loro rappresentazione racchiudono un senso alto della vita come se l’uomo fosse immortale.
Fuss, sono un gruppo di fotografie in cui la rappresentazione è basata esclusivamente sulla partecipazione all'evento e non sull'estetica del fatto compiuto. L'artista, infatti, in una recente intervista afferma che la fotografia è "bella" se è partecipativia e non estetica. Fuss è un acronimo scurrile che non è svelato in quanto si riferisce a sbandati e tossici che nel 2002 bruciarono l'atelier dell'artista.
Le Installazioni, sono le evidenze più arcane e sensibili del modo con il quale l'artista interpreta il sentimento dell'arte, le Installazioni di Pacus rispecchiano sempre un ordine architettonico.Pacus è anche poeta e scrittore, da più di trent'anni con coraggio sperimenta il connubio tra Arte Concettuale e la realtà contadina della terra cagliese, che esalta e valorizza con le sue multiformi creazioni.
La produzione artistica di Pacus colpisce lo spettatore per la forza espressiva e la singolarità dell'idea. Un'idea, in questo caso, in movimento, un flusso d'immagini, sensazioni e parole dal profondo significato simbolico.
''L' Anima s' incanta l' Arte no"
Stanislao Pacus
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008
Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008
Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,
dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19
mercoledì 16 luglio 2008
I VENERDI' DI CAGLI CHIAMANO A RACCOLTA GLI APPASSIONATI DI ENIGMISTICA
C'E' ANCHE LEONE
NELLA SECONDA TAPPA DI “ENIGMATICAGLI"
IS? Sono le ultime lettere di Jacopo Ortis! N? E' la nona di Beethoven (enne è la nona ed ultima lettera della parola Beethoven). I? E' il corrispondente romano dell'Unità (I è l'uno dei latini). O, se preferite, dell'Avanti (dal verbo latino andare che si coniuga in eo, is, ivi, itum ,ire). Queste ed altre prelibatezze edipiche riserverà Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, a tutti coloro che vorranno vivere di persona la seconda serata di "EnigmatiCagli" di venerdì 18 luglio. Intanto, esposti attorno alla fontana di piazza 10 rebus ed altrettanti anagrammi di Leone vengono proposti scaglionati in formato gigante nelle tre puntate settimanali previste che si concluderanno il 25 luglio. A suggello del positivo operato della locale Associazione, protagonisti della serata saranno anche gli scacchi con il presidente Francesco Maria Pantaleoni (fratello di Leone) e con il preparatore del settore giovanile Giovanni Diani; entrambi proporranno alcuni problemi con soluzione in poche mosse forzate. A proposito di scacchi ricordiamo che Leone Pantaleoni, dal 1995 presidente del Circolo Scacchistico Pesarese, nel gennaio 1991, pareggiò a Modena con il campione del mondo russo Anatolij Karpov (pupillo di Leonid Breznev, Segretario Generale e, insomma, capo assoluto dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982) e nel maggio 1998, a Pesaro, inflisse l'unica sconfitta al più geniale ed imprevedibile giocatore italiano di tutti i tempi, il fiorentino Sergio Mariotti.
Nelle foto che seguono, i tabelloni con alcuni enigmi proposti venerdì 11 luglio






martedì 8 luglio 2008
39 ANNI FA: LA NOTTE DEL PRIMO SBARCO SULLA LUNA

Fedeli bagnanti di Giuseppe Giunta del mese di luglio, eravamo tornati, io, la mamma e mio fratello, perchè il babbo ci aveva lasciato già da cinque anni, nella nostra Cagli quella domenica 20 luglio 1969 per il matrimonio d’un nostro parente. Passata "a nuttata" avremmo ripercorso i 62 km che ci dividevano dalla tradizionale base vacanziera.
E così, mentre tre anonimi aspettavano di rimetter piede sulla spiaggia dell'Adriatico, un celebre terzetto composto da Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin, si accingeva ad un approdo assai meno ordinario. Eh, sì, amici, era quella la notte del primo sbarco sulla luna! Ecco perché, io, allora ventiquattrenne, e mio fratello diciottenne, decidemmo di trascorrerla in bianco. Un occhio buttato sulla scacchiera (nacque allora la mia passione per il Nobilgiuoco ma si consolidò tre anni dopo con l’epocale sfida Fischer-Spasskij) e l'altro sul televisore, seguimmo senza batter ciglio, né poi senza abbassarlo per il sonno, la indimenticabile telecronaca dove, dallo Studio Uno della Fiera di Milano, Tito Stagno, giornalista di spessore almeno pari a quello delle sue pesantissime lenti, ed in collegamento telefonico da Houston, Ruggero Orlando, giornalista di grido almeno per come era solito emetter urla acute e prolungate parlando, facevano a gara per superarsi. Indimenticabili alcune battute del primo: "C'è stato un problema ... si è accesa una spia di un computer e un allarme si è messo a suonare ... da Huston per ora non arriva nessuna risposta ... go! ... Houston ha detto di proseguire se l'allarme è solo intermittente ... Aldrin ha risposto: - OK go! - ... ma ... Houston ha dato il go ... ecco, sono allunati! ...". E fu in quell'istante che Ruggero Orlando dette il la all'imperdibile duetto a distanza: " No, non sono ancora atterrati ", "No, ti sbagli, sono già allunati...", "Ecco, ora sono sulla luna!". Si appurò di lì a poco che il simpatico e concitato battibecco fu causato da un "go!", esclamato da Aldrin, che Stagno mal interpretò come un "Siamo allunati!". Intanto, dopo un pranzo di nozze come si deve, non avevamo cenato io e mio fratello e a quell'avanzata ora del mattino fummo colti da ruggiti di fame leonina. Ma in casa non c'erano che patate. Subito facemmo bollire dell'acqua e ce le cuocemmo lesse; quindi, in una manciata di nanosecondi, le divorammo scondite. Fu così che, nello sperimentare la veridicità del detto che la fame è il miglior condimento, esclamammo all'unisono: "Grazie America!”. Quell’America che ci aveva appena dato la luna. E, secoli or sono, le patate."
Leone Pantaleoni
mercoledì 2 luglio 2008
PRESENTATO IL LIBRO COLLETTIVO "CONTEMPORANEO - 99 definizioni"
È stato presentato oggi pomeriggio nella Sala del General Consiglio

Fulvio Abbate
Eraldo Affinati
Paolo Albertini
Marco Andreani
Giulio Angelucci
Mariano Apa
Llorenc Barber
Giulio Benedetti
Alberto Bernini
Paola Biondi
Fausto Bongelli
Yves Bonnefoy
Anna Buoninsegni
Enrico Calzolari
Antonio Capaccio
Enrico Capodaglio
Claudia Castellucci
Andrea Cavalletti
Raffaella Ceccarini
Bruno Ceci
Claudio Cesarini
Barbara Chitussi
Daniela Ciancamerla
Renzo Cresti
Kathleen Delaney
Gianni D’Elia
Antonio Delle Rose
Gualtiero De Santi
Eugenio De Signoribus
Gianni Di Cicco
Maria Vittoria Dierna
Francesco Dillon
Costantino Di Sante
Richard Dixon
Donatella Donati
Lenina Donini
Ninel Donini
Paolo Ercolani
Franca Fabbri
Dom Salvatore Frigerio
Riccardo Fuzio
Gabriele Ghiandoni
Armando Ginesi
Italo Grilli
Ramona Guglielmi
Fathi Hassan
Mike Hicks
Paolo Icaro
Carlo Inzerillo
Pierpaolo Loffreda
Tommaso Lombardi
Domenico Losurdo
Marcello Maiani
Stefano Manfucci
Bruno Mangiaterra
Francesco Mansi
Giorgio Marchetti
Eliseo Mattiacci
Massimo Mazzoni
Antonio Moresco
Annamaria Morini
Stanislao Pacus
Giuliana Paganucci
Ada Paleani
Feliciano Paoli
Pino Parini
Carla Pasquinelli
Marcello Pecchioli
Oscar Piattella
Graziella Picchi
Umberto Piersanti
Sandro Portelli
Ludovico Pratesi
Ray Reece
Giorgio Rossi
Kirkpatrick Sale
Edoardo Sanguineti
Stefano Scodanibbio
Roberto Signorini
Massimo Simonini
Sandro Somarè
Giulio Soravia
Ettore Sordini
Michele Sovente
Bruna Stefanini
Pio Tarantini
Paolo Teobaldi
Tonino Tesei
Gabriele Tinti
Stefano Tonti
Paolo Tosti
Martino Traversa
Paola Urbinati
Stefania Vetri
Alessandro Vicario
Ed Ward
Yasuo Watanabe
Emanuele Zinato
Rodolfo Zucco

“CONTEMPORANEO 99 definizioni”, il libro collettivo ideato da Bruno Marcucci, curato da Donna Lynne Galletta, Maria Vittoria Dierna e Giuliana Paganucci, edito da Ernesto Paleani.
Il volume contiene cinquantuno disegni di Bruno Marcucci.
Il volume contiene cinquantuno disegni di Bruno Marcucci.
I DISEGNI
DI BRUNO MARCUCCI
RIMARRANNO ESPOSTI NELLA MOSTRA ALLESTITA
NELLA SALA DELL’ABBONDANZA
DAL 2 AL 6 LUGLIO
DALLE ORE 16.00 ALLE ORE 20.00
DI BRUNO MARCUCCI
RIMARRANNO ESPOSTI NELLA MOSTRA ALLESTITA
NELLA SALA DELL’ABBONDANZA
DAL 2 AL 6 LUGLIO
DALLE ORE 16.00 ALLE ORE 20.00
I testi che compongono il volume sono di:
Fulvio Abbate
Eraldo Affinati
Paolo Albertini
Marco Andreani
Giulio Angelucci
Mariano Apa
Llorenc Barber
Giulio Benedetti
Alberto Bernini
Paola Biondi
Fausto Bongelli
Yves Bonnefoy
Anna Buoninsegni
Enrico Calzolari
Antonio Capaccio
Enrico Capodaglio
Claudia Castellucci
Andrea Cavalletti
Raffaella Ceccarini
Bruno Ceci
Claudio Cesarini
Barbara Chitussi
Daniela Ciancamerla
Renzo Cresti
Kathleen Delaney
Gianni D’Elia
Antonio Delle Rose
Gualtiero De Santi
Eugenio De Signoribus
Gianni Di Cicco
Maria Vittoria Dierna
Francesco Dillon
Costantino Di Sante
Richard Dixon
Donatella Donati
Lenina Donini
Ninel Donini
Paolo Ercolani
Franca Fabbri
Dom Salvatore Frigerio
Riccardo Fuzio
Gabriele Ghiandoni
Armando Ginesi
Italo Grilli
Ramona Guglielmi
Fathi Hassan
Mike Hicks
Paolo Icaro
Carlo Inzerillo
Pierpaolo Loffreda
Tommaso Lombardi
Domenico Losurdo
Marcello Maiani
Stefano Manfucci
Bruno Mangiaterra
Francesco Mansi
Giorgio Marchetti
Eliseo Mattiacci
Massimo Mazzoni
Antonio Moresco
Annamaria Morini
Stanislao Pacus
Giuliana Paganucci
Ada Paleani
Feliciano Paoli
Pino Parini
Carla Pasquinelli
Marcello Pecchioli
Oscar Piattella
Graziella Picchi
Umberto Piersanti
Sandro Portelli
Ludovico Pratesi
Ray Reece
Giorgio Rossi
Kirkpatrick Sale
Edoardo Sanguineti
Stefano Scodanibbio
Roberto Signorini
Massimo Simonini
Sandro Somarè
Giulio Soravia
Ettore Sordini
Michele Sovente
Bruna Stefanini
Pio Tarantini
Paolo Teobaldi
Tonino Tesei
Gabriele Tinti
Stefano Tonti
Paolo Tosti
Martino Traversa
Paola Urbinati
Stefania Vetri
Alessandro Vicario
Ed Ward
Yasuo Watanabe
Emanuele Zinato
Rodolfo Zucco
Qual è lo scopo di questo libro collettivo dedicato alla definizione del termine “contemporaneo”, parola troppo “aperta“ e in qualche modo “vuota”?
Il libro nasce, tautologicamente, su iniziativa dell’associazione Contemporaneo, in una sorta di sforzo di autocoscienza. Agli autori dei testi è stato chiesto di definire il loro modo di sentire, di fruire la contemporaneità. Ne risulta una pluralità di punti di vista e di interpretazioni sull’”essere“ e sul “fare” contemporaneo, in relazione alla cultura e all’arte, ma non solo: da questo libro ci viene in vario modo raccontato il nostro “essere qui”, quello che stiamo vivendo.
Il libro nasce, tautologicamente, su iniziativa dell’associazione Contemporaneo, in una sorta di sforzo di autocoscienza. Agli autori dei testi è stato chiesto di definire il loro modo di sentire, di fruire la contemporaneità. Ne risulta una pluralità di punti di vista e di interpretazioni sull’”essere“ e sul “fare” contemporaneo, in relazione alla cultura e all’arte, ma non solo: da questo libro ci viene in vario modo raccontato il nostro “essere qui”, quello che stiamo vivendo.
Bruno Marcucci
sabato 21 giugno 2008
L'ENIGMA PIU’ DIABOLICO CHE SANTO DI LEONE DA CAGLI
Nessuno lo ha risolto, nonostante i vari ed encomiabili tentativi
Enigma più diabolico che santo quello lanciato sul web “Vivere a Cagli” da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) a tutti gli appassionati di scienza edipica della provincia. Diabolico perché nessuno, nonostante i vari ed encomiabili tentativi, è riuscito a cogliere nel segno. Santo perché la soluzione riguarda San Pio V, 227° papa della Chiesa; ovvero quel Michele Ghisleri che, nato a Bosco Marengo (Milano) nel 1504 e morto a Roma nel 1572, si oppose a varie eresie, prima fra tutte quella anabattista.
Enigma più diabolico che santo quello lanciato sul web “Vivere a Cagli” da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) a tutti gli appassionati di scienza edipica della provincia. Diabolico perché nessuno, nonostante i vari ed encomiabili tentativi, è riuscito a cogliere nel segno. Santo perché la soluzione riguarda San Pio V, 227° papa della Chiesa; ovvero quel Michele Ghisleri che, nato a Bosco Marengo (Milano) nel 1504 e morto a Roma nel 1572, si oppose a varie eresie, prima fra tutte quella anabattista.
La soluzione si ottiene nel modo che segue: la domanda di cui sopra si può esprimere in altro modo, e cioè con la frase: - Pioverà papà? – che, letta in modo diverso, diventa: “Pio V era papa”. Che è, appunto, la soluzione del diabolico enigma.
Leone Pantaleoni*
*enigmista
san Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri.
martedì 20 maggio 2008
CONCORSO A PREMI: L'ENIGMA METEOROLOGICO DI LEONE DA CAGLI
Pantaleoni sfida tutti gli appassionati di scienza edipica della nostra provincia
tutti i concorsi di Leone da Cagli:
Per l'estate che viene, Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, lancia una sfida a tutti gli appassionati d'arte edipica della provincia.
L'esposto è il seguente: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -" (vedi foto).
L'esposto è il seguente: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -" (vedi foto).
ENIGMA: Frase (3, 1, 3, 4)

- Babbo, pensi che verrà giù la pioggia ? -
Il Fabio Fazio del "Che tempo che fa" non c'entra nulla. e la soluzione è una frase composta di quattro parole, dove la prima ha tre lettere, la seconda una, la terza tre e la quarta quattro (frase: 3,1,3,4).
La risposta, tramite e-mail, può essere inviata a: lpanta@alice.it.
O telefonando allo 0721-30245.
O scrivendo all'autore in via Battelli, 19.
O ancora inviando un commento ad uno dei seguenti blog:
http://www.vivereacagli.blogspot.com/
http://www.ilmondodileonedacagli.blogspot.com/
Ultimo giorno valido di partecipazione al concorso è venerdì 20 giugno prossimo (il 21 entra l'estate!).Ai solutori verrà inviata una copia del libro "Pantantirebus" (comprensiva di sua versione in dvd!) comprendente 130 rebus antologici di Leone, tre dei quali mai usciti sul settimanale di enigmistica che vende mezzo milione di copie a numero.
La risposta, tramite e-mail, può essere inviata a: lpanta@alice.it.
O telefonando allo 0721-30245.
O scrivendo all'autore in via Battelli, 19.
O ancora inviando un commento ad uno dei seguenti blog:
http://www.vivereacagli.blogspot.com/
http://www.ilmondodileonedacagli.blogspot.com/
Ultimo giorno valido di partecipazione al concorso è venerdì 20 giugno prossimo (il 21 entra l'estate!).Ai solutori verrà inviata una copia del libro "Pantantirebus" (comprensiva di sua versione in dvd!) comprendente 130 rebus antologici di Leone, tre dei quali mai usciti sul settimanale di enigmistica che vende mezzo milione di copie a numero.
venerdì 9 maggio 2008
SAN GERONZIO

Fu vescovo di Cervia e nel 502 partecipò al Concilio Romano indetto da Papa Simmaco contro l'Antipapa Lorenzo. Nei pressi della città di Cagli lungo la consolare Flaminia, secondo la tradizione, nell'anno 504 il vescovo Geronzio fu decapitato, dagli scismatici, avendo egli difeso nel 502 il pontefice Simmaco al Quarto Concilio Romano detto Palmare.
Riteneva, invece, con più probabilità il bollandista D. Papebroch, che non furono tanto i seguaci dell'antipapa Lorenzo o gli sgherri del re ariano Teodorico a far uccidere il vescovo di Cervia, bensì dei comuni briganti.
Il corpo di Geronzio fu raccolto dal vescovo di Cagli Viticano ed una abbazia a lui dedicata, che l'Ughelli ritiene anteriore all'VIII secolo, ne avrebbe difeso e propagato la memoria ed il culto.
A Campo Ventoso, luogo del martirio, fu eretta una piccola chiesa (poi ampliata a partire dal XVII secolo) della quale la prima notizia documentaria risale al 1290, poiché in un documento dell'epoca è menzionato un Guglielmo cappellano "S. Gerontii". Leggenda vuole che le oche nel viaggio del 502 avessero salvato la vita al vescovo Geronzio. Per tale motivo egli è variamente rappresentato nella città di Cagli con accanto una bianca oca.
Il corpo, raccolto dal Vescovo di Cagli, fu tumulato sul Monte Calleo dove fu eretta un'abbazia a lui intitolata. L'abbate di San Geronzio è uno dei protagonisti (insieme al Vescovo, al Priore della Canonica e alle maggiori casate cagliesi) dell'accordo con il quale nel secolo XII si costituisce il libero Comune di Cagli.
A San Geronzio oltre l'abbazia furono edificate: la chiesa sul luogo del martirio, una chiesa nella zona del Tarugo, la chiesa del convento dei Padri Cappuccini e l'altare del Comune nella Basilica Cattedrale di Cagli.
Il cenobio benedettino fu unito nel 1290 alla Mensa vescovile per volontà di papa Niccolò IV negli anni del forte impegno del pontefice per la riscotruzione e traslazione della città di Cagli avvenuta a partire dal 1289 su disegno di Arnolfo di Cambio. Nel "Liber appassatus" del contado di Cagli del 1339, i beni intestati al cenobio sono, però, già ridotti a poca cosa, segno di un'avanzata incorporazione. Infine negli elenchi di chiese del 1468 non vi sono più beni riferiti al cenobio. Ormai in stato di abbandono il complesso abbaziale con il relativo colle viene ceduto per l'edificazione di un'avanzata Rocca romboidale (collegata alla sottostante città tramite il Torrione e l'ancor esistente "soccorso coverto") ideata da Francesco di Giorgio Martini per volere del duca Federico da Montefeltro. La Rocca (in costruzione nei primissimi anni Ottanta del XV secolo) è parzialmente smantellata del 1502 durante gli eventi legati alle mire espansionistiche del Valentino figlio di papa Alessandro VI. Nel 1565 si dispone la costruzione di un convento dei Padri Cappuccini che sarà eretto nel giro di pochissimi anni sul colle ove un tempo sorgeva l'abbazia di San Geronzio. A ricordo di ciò la chiesa conventuale cappuccina fu dedicata al santo protettore della città di Cagli (festeggiato il 9 maggio).
Il mistero della sparizione del corpo di San Geronzio è stato di recente svelato dallo storico Alberto Mazzacchera che nel 2006 ha scritto: "come riferito dall'annalista Saxo, le reliquie del Santo furono acquisite dal vescovo Otger di Speyer il 19 luglio del 963 e portate a Magdeburg dove furono depositate il 21 settembre dello stesso anno. Ciò avvenne durante il passaggio, lungo la consolare Flaminia, dell'imperatore Ottone I di Sassonia al quale evidentemente non doveva essere facile resistere".
ore 17.00 S. Messa in Cattedrale per la Festa del Patrono S. Geronzio a Cagli.
Seguirà la consueta processione fino alla chiesa di San Geronzio.
Sarà presente il Vescovo.
NONA SINFONIA IN ENNE
La nona di B e e t h o v e N1 2 3 4 5 6 7 8 9
Timida e discreta inquilina del dizionario, la enne. Démodé come oggi lo sarebbe un colletto inamidato di Guido Gozzano, egualmente incuriosisce. A partire da come la si scrive per esteso. Composta della medesima vocale e consonante ripetute, sembra imbarazzarsi nell’accettare le lettere messele gentilmente a disposizione dal vocabolario. Una sorta di signorina Felicita arrossita come rosolio dinnanzi al debordante vassoio dei biscotti che le vengono offerti. Per nulla crepuscolare e tanto meno decadente è però l’occhio dell’ enigmista che osserva la enne. A scorrerla all’incontrario essa si legge allo stesso modo. E’ dunque parola palindroma. Dal greco pàlin (all’indietro) e dròmos (corsa). Se non fosse un campione di ritrosia, la si potrebbe sminuire un poco nel dire che il suo è un destino in comproprietà con la elle, la emme, la erre e la esse. Ma non per questo la s’inflazionerebbe. Immaginiamocela, allora, una bella enne scritta su un foglio. Preferibilmente in carattere maiuscolo. Considerandola una sola enne, la si potrebbe definire “sol enne”. E dunque trasformala nella parola “solenne”. Ma, a guardar meglio, affondando il pugnale fino al manico, ci si potrebbe avventurare fino a “Messa sol enne” (è posta dove la vediamo una enne e nient’altro). Che è addirittura una frase. Icastica quanto la si voglia, ma compiuta. Ma, benedetto iddio, che c’azzecca Josif Vissarionovic Dzugasvili con la enne? Il fatto è che quella lettera padrona del foglio potrebbe suggerirci l’espressione: “Sta lì N”. Le cui lettere, cucite in una unica parola come le medaglie sul suo cappottone all’altezza del petto, ci pongono davvero al cospetto del terribile Stalin. E poco c’importa se poi lui riderà glacialmente sotto i baffi. Anzi, baffoni. Dai freddi e spaziosi palazzi del Cremino alle polverose tende della steppa sconfinata ce n’è anche per Attila. Un altro che te lo consiglio. Ebbene, ci sono due vecchietti siciliani, più improbabili che eccentrici, i quali, relegata in soffitta l’immagine di Leone I a cavallo con tiara e pastorale, inneggiano al flagello di Dio al pari di molti paesi d’Europa (Ungheria, Turchia, Islanda e Scandinavia) che ancor oggi gli nominano neonati e strade. Basta rifarsi al brano che segue, dove le enne, seppur diluita fra 38 vocali, la fa da padrona assoluta del campo: “Nonnino Enea (à un neo nano!) e nonnina Anna (à una iena non nana!) ànno un inno unno a Enna”. 30 enne in una frase di 30 consonanti, non è male in quanto a potere assoluto! Addentriamoci adesso in un vaporoso e maleodorante laboratorio chimico per considerare che N potrebbe intendersi come la metà di NO. E dunque “metà NO”. E, insomma, “metano”. Ma identico ragionamento vale per la O. Se ne deduce che partendo indifferentemente da un atomo di azoto (simbolo chimico N) o di ossigeno (simbolo chimico O), si giunge ad un atomo di carbonio e quattro d’idrogeno. Che significa un’auto a metano con targa CH4 (la formula dell’idrocarburo in questione, per chi non sapesse). Come a dire che da Avogadro a Proust, passando per Lavoisier, Gay-Lussac e Dalton, è un tutto da rifare di bartaliana memoria! Non sarà invece che è Edipo a non raccontarla giusta? E allora, che ne direste di togliergli il sottile camice bianco, strapparglielo di dosso se occorre, e mettergli piuttosto una solida camicia di forza? Una nota per concludere. Anzi, tante note. E tutte musicali. La enne è la nona lettera della parola “Beethoven”. Contare per credere. E dunque è anche la “Nona di Beethoven”. Beh, confessatelo, una sinfonia in enne non l’aveva mai sentita e tanto meno ascoltata nemmeno quell’antipatico melomane di vostro cugino, non è vero?
Leone Pantaleoni*
*Enigmista
sabato 3 maggio 2008
UN INEDITO ‘VACCABOLARIO’ TRECCANI DESTINATO – MANZONI DOCET - A QUATTRO GATTI, DOVE I LEMMI SONO INVECE DILEMMI

ARCIGNO? LO ERA ROSSINI
QUANDO NON GLI GIRAVA
QUANDO NON GLI GIRAVA
Se l’ “addiaccio” è un addio più brutto che triste, se l’”apostolo” è un discepolo maniaco dell'ordine e se “arcigno” era Rossini quando non gli girava, c’è qualcosa di strano nell’aria. Non l'aria della cavatina del genio di Pesaro, beninteso, ma nel vocabolario. E “Atollo”? Che fosse davvero il figlio di Atelle che aveva una talla di telle di tollo? Qui più che sciogliersi la lingua si liquefà il cervello. Inoltre, se “baccalà”, di due bacche poste sul tavolo, è quella più lontana e “balalaica”, in veneto 'se capise', è bugia detta da chi non fa parte del clero, le cose non volgono al sereno (anche nel senso di per niente tranquillo). Scartabellando, ci s’imbatte nel “ghiottone”. Il mustelide dal nome scientifico “Gulo gulo” che se lo pronunciasse Biscardi ci sarebbe di che ricorrere al MOIGE, il Movimento Italiano Genitori? Macchè! Si tratta della lega composta da ghirame e ghizinco. E a proposito di movimenti, lo sapevate che il “gollismo” e quell’azione convergente di più tifosi del calcio, volta a combattere gli zero a zero?. Come a dire "Quelli che il calcio … senza reti fa schifo". Se credete che “piegare” sia l’infinito d’un verbo che equivale a modificare la forma piana e rettilinea d’un oggetto, prendereste una cantonata, pardon, una brutta piega, perché “piegare” sono le dispute d’una sorta d’olimpiade dello Stato del Vaticano. Ora et la gara, per capirci. Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, che l’oro nero è il petrolio e che dal petrolio si ricava la benzina. Bene, vi siete mai svegliati al canto del “gallone”? Ma sì, quel grosso gallo che fà "coccorocò". E “indù”? Ci scommettereste una rupia bucata che a Calcutta è il numero minimo di litiganti? Adesso spostiamoci un po’ più a est per imbatterci in “salmone”. No, non parliamo di quel pesce che risale eroicamente la corrente per deporre le uova e morire. Quell’oncorhynchus che in Québec chiamano “chinook” o “steelead” e i francesi – sempre coloriti loro! – “Truite onc en ciel”. Ci riferiamo al corpaccione sudaticcio del lottatore di Sumo appena schiattato dopo un combattimento. Pace all’animona sua. Restando fra gli occhi a mandorla, “samurai” è la loro tivù nazionale. A proposito di mandorla, che ne dite di quella essiccata, a forma ovale arrotondata che contiene un olio aromatico? Quella che viene anche detta lo stupefacente dei poveri? Tagliando corto, non occorre grattugiarla la noce moscata, era di essa che parlavamo, per accorgersi che in realtà è una notte insonne in un albergo di Madrid a causa d’un dannato moscone che non la smette di ronzare e vellicare la nostra pelle con le sue zampette. Incubo dai mille occhi, tanti dicono ne abbia l’insetto che non ne fa chiudere uno all’uomo. Lemma dopo lemma si va a sbattere in “tinozza” col rischio di rovesciarla. Beh, sappiate che non è quel recipiente che si mette sotto il tino per raccoglierne il liquido che esonda. Niente affatto. E’ invece il sacerdote che celebra uno sposalizio. E precisamente il tuo. E “tycoon”? Non è il semisconosciuto termine che condensa in poche lettere il magnate dell’economia e dell’industria, ma l’assai meno prosaica parte anatomica del bassoventre dove mai, e si sottolinea mai, vorrebbe prendere la pallonata il calciatore in barriera. Per oggi sospendiamo la rassegna con “sospensione”. Che non vuol dire il banale fatto di appendere e nemmeno lo spettacolare tiro del cestista che si solleva da terra come una gazzella. Bensì il disperato acronimo di “Save Our Souls” (“Salvate le nostre anime”) lanciato dall’ex lavoratore che deve restare a galla con tre, quattrocento euro mensili. Sì, questo nostro “Vaccabolario” dai lemmi che sono piuttosto dilemmi non è degno della Treccani. E forse – Manzoni docet - nemmeno di quei quattro gatti che avranno l’ardire di consultarlo.
http://dentroilmondodileonedacagli.blogspot.com/2008/03/il-vaccabolarietto-di-leone-da-cagli.html
Leone Pantaleoni*
*Enigmista
venerdì 18 aprile 2008
PEER GYNT: LA PIOLETTA AFFRONTA IBSEN PRIMA AD URBANIA E POI A CAGLI
Nell'ambito del Progetto della Regione Marche, Teatro Commission, il Teatro Out-Off di Milano ha creato a Cagli ed Urbania, un laboratorio condotto dal regista Loris Lorenzo, che è originario di Chiaserna di Cantiano.
Loris Lorenzo è stato anche regista di "Spettri" di Ibsen, rappresentato al Comunale di Cagli in occasione della stagione teatrale cagliese.
Il laboratorio è stato condotto a livello territoriale ed ha visto coinvolte la Compagnia Teatrale "il Palchettone" di Urbania e la Compagnia la "Pioletta" di Cagli. In questi giorni si stanno definendo gli ultimi dettagli per le anteprime ed il debutto che vedrà coinvolti molti giovani di Cagli e di Urbania. L'allestimento riguarda sempre un'opera di Ibsen, il "Peer Gynt" dell'autore norvegese, riadattato dal regista Loris Lorenzo, che ha creduto di ricorrere a formule che coinvolgeranno in modo curioso il pubblico che interverrà.
Giannicola De Sanctis
PEER GYNT
al Teatro Bramante di Urbania
Lunedì 21 aprile ore 21.00
al Teatro Comunale di Cagli
Martedì 22 aprile ore 21.00
al Teatro Bramante di Urbania
Lunedì 21 aprile ore 21.00
al Teatro Comunale di Cagli
Martedì 22 aprile ore 21.00
Giovedì 24 aprile ore 21.00
giovedì 10 aprile 2008
lunedì 31 marzo 2008
LA PRIMAVERA DEI POETI EVENTO DI CULTURA “ESCLUSIVA”?
Ecco come un nostro concittadino ha voluto commentare l’incontro culturale con la poesia realizzato sabato scorso al Teatro Comunale:Mi sono un pò risentito per ciò che ha offerto al pubblico, la serata inaugurale della PRIMAVERA DEI POETI. Gli autori delle poesie presenti in sala non meritavano un trattamento simile. Con tutto il rispetto per la associazione che ha curato l'organizzazione, mi sento in dovere di evidenziare che:
SE LA SERATA RIVESTE CARATTERE PUBBLICO,
È PROPRIO DEL PUBBLICO CHE BISOGNA AVER RISPETTO NEL PROPORSI.
Nel momento in cui si sale su un palcoscenico di un teatro, si deve riflettere sulla opportunità o meno di offrire un programma che soddisfa soltanto le proprie esigenze.
Non si deve subordinare alle proprie esigenze l'uso di autori che esigono che la loro dignità venga tutelata.
La poesia, a mio modo di vedere, non va assolutamente interpretata dal punto di vista attoriale, ma molto semplicemente va letta bene. Per "letta bene" si intende: un uso corretto delle regole grammaticali e di sintassi, l'uso delle pause brevi o lunghe come l'autore vuole che vengano fatte, senza inflessioni dialettali, senza trasmettere "patos" che l'autore potrebbe non aver sentito in quel verso.
Perciò, soprattutto quando si vanno a finanziare progetti "culturali" con soldi pubblici, quindi con i nostri soldi, (comuni-provincia-regione-stato), sarebbe bene che la ricerca del consenso di parte venisse meno e si valutassero con coscienza se davvero i messaggi trasmessi siano avulsi da un ben preciso interesse privato, sebbene in buona fede. Riascolteremo, speriamo, i versi degli autori, in occasioni più consone al rispetto per il loro valore etico e letterario.
Basta di far passare per Cultura, la “Cultura Esclusiva” dell'AUTOREFERENZIALITA'. Cultura Esclusiva: un sostantivo e un aggettivo, con cui si può riassumere il concetto di cultura che da qualche tempo viene propinato anche a Cagli, non certo ai muri delle case, che loro le diverse pennellate di cultura ce l’hanno, una su l’altra, a strati, spalmate sulle facciate dalla storia, ma ai cittadini che ormai sono abbondantemente “pennellati”con uno strato di cultura sempre dello stesso colore, la cui intensità sbiadisce quasi subito e non lascia nessuna brillantezza, nessuna vivacità. Ciò sta nel fatto che la mano che muove il pennello riceve impulso sempre e soltanto dallo stesso cervello, un cervello che se pure preparato, aggiornato, confeziona immancabilmente sempre lo stesso target; si è molto attenti a che il pennello di cui sopra, non venga manovrato da una mano che riceve impulsi da un cervello diverso. Sono proprio le emozioni e il rapporto intimo con il territorio e con la città che non ricevono imput diversi, si vuole mantenere tutto allo stesso livello, tutto e tutti incappucciati dalla lenta ed uguale cappa culturale, evitando accuratamente che questa possa essere sollevata per fare sentire alla faccia, un’ aria nuova o quantomeno diversa. Si tratta, quindi, di un perfetto e perverso sistema che rallenta i ritmi, che propina la illusione di assaporare il lento piacere dei luoghi e l’illusione di sentirsi adagiati in una riflessiva meditazione. E’ questo un perfetto e perverso sistema per gestire il potere, affinché rimanga antico, vecchio e uguale, il sapore delle emozioni. Ci si può soltanto volgere indietro, ma rimane questa un’azione molto sterile se non provoca e sviluppa un sentimento critico tale da far nascere la voglia di migliorare il futuro.
Continuiamo, perciò, ad esaltare il lento sollevarsi del fumo, piacevole sensazione per il classico fumatore di pipa, ma che la nuvola si sollevi, una buona volta, al di sopra delle teste di chi guarda, affinché non ci si debba sempre volgere indietro e udire soltanto la miseria che piange, come disse il grande Petrolini:
Bello è d'intorno il rapido cadere delle morte energie, che non han fine.
Bello è nel cuore il lento soggiacere delle passioni, mentre imbianca il crine.
E qualcosa s'en va, senza che mai faccia ritorno al vivere fatale.
Volgiti indietro, e la miseria udrai, la miseria che piange, in sulle scale.
Il suo lavoro diventa quello del bancario, avendo conseguito il diploma di ragioniere. Continua però a coltivare la sua passione per il palcoscenico. Ha partecipato a numerosi Laboratori di teatro e mimo. Ha curato la regia e l’allestimento di spettacoli di gruppi locali, ha partecipato come interprete in diverse rappresentazioni di commedie d’autore (Feydeau, Campanile, Dario Fo, Salemme). Si è reso promotore, assieme ad altri appassionati, della nascita di una Compagnia teatrale cagliese, La Pioletta, che tutt’ora opera a Cagli, partecipando a diversi progetti tra cui Festival Beckett nel 2007 e Cagli Festival Gaber nel Febbraio 2008.
sabato 29 marzo 2008
LA PRIMAVERA DEI POETI AL TEATRO COMUNALE
Inaugurazione ufficiale del festival
"La Primavera dei Poeti"
condotta dalla poetessa Ninel Donini
Saranno presenti Laurent Leon, poeta e Direttore Artistico della Primavera dei Poeti in Italia, Franca Mancinelli e Massimo Gezzi e tanti altri poeti che leggeranno le loro composizioni. L’Intrattenimento con musica tradizionale dell’America latina e tango argentino, sarà eseguito da Zulma Liliana Jaime (flauto), Katia Bovo (arpa) e da Alessandro Buccioletti (chitarra acustica).
ingresso gratuito
Con il patrocinio di:
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Cagli, Comune di Pergola, Comune di Serra S. Abbondio, Comune di Frontone, Comunità Montana del Catria e Cesano, Comunità Montana del Catria e Nerone
Con la collaborazione di:
Associazione Alem Eventi - Associazione Animapopuli - Associazione Castrum Montis Roli - Associazione Cristalli Nella Nebbia - Associazione Gli Ammutinati - Associazione Les Droles - Centro Escursioni Monte Catria - Centro Servizi Volontariato - Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO - Fano International Film Festival - Gruppo Astrofili Pesarese - Gruppo Speleologico Urbinate - I Poeti dell’Eremo - Istituto Comprensivo Binotti di Pergola - Mediateca delle Marche - Monastero di Fonte Avellana -Ninovisione Edizione 2008 - Pro Loco di Serra S. Abbondio - Pro Loco di Frontone - Pro loco di Pergola - Teatro dello Spiazzo -
Aldo Loris Cucchiarini
Andreina De Tomassi
Ninel Donini
Laurent Leon
Franca Mancinelli
Fabiana Marchetti
Vito Panico
Tutti i poeti e gli artisti presenti nel cartellone
E la collaborazione di:
Natura, Savim Costruzioni, Caglinfissi, Edilcasa, B.S. di Brunetti Silvano, Centro dell’Isolante, Damastini Gomme, Mediateca delle Marche, La Macina Ambiente, Libreria del Teatro, Disco Bar I due Pini, Ristorante Taverna della Rocca, Ristorante Pizzeria Ostaria del Borgo, Ristorante Pizzeria Il Gatto e la Volpe, Cantina Massaioli
sabato 15 marzo 2008
RIVIVE A URBINO LA BIBLIOTECA DEL DUCA


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Urb. lat. 9 - Salterio in ebraico, greco e latino fatto a Firenze su commissione di Federico di Montefeltro nel 1473
Urb. lat. 336 - Libanio, Epistolae tradotte in latino da Francesco Zambeccari. Ornamentazione molto ricca eseguita a Urbino dal miniatore ferrarese Franco de' Russi
Ieri, 14 marzo, presso la Galleria Nazionale delle Marche è stata presentata la raffinatissima mostra dedicata alla Biblioteca di Federico da Montefeltro che, allestita dal 15 marzo al 27 luglio 2008, permetterà al grande pubblico di conoscere nei suoi tratti essenziali e spettacolari la collezione libraria di Federico di Montefeltro: “Ornatissimi codici”, come si legge nel titolo, ovvero capolavori miniati la cui visione è altrimenti riservata ai soli studiosi.
Ieri, 14 marzo, presso la Galleria Nazionale delle Marche è stata presentata la raffinatissima mostra dedicata alla Biblioteca di Federico da Montefeltro che, allestita dal 15 marzo al 27 luglio 2008, permetterà al grande pubblico di conoscere nei suoi tratti essenziali e spettacolari la collezione libraria di Federico di Montefeltro: “Ornatissimi codici”, come si legge nel titolo, ovvero capolavori miniati la cui visione è altrimenti riservata ai soli studiosi.
Oltre alla Soprintendente per il Patrimonio Artistico e Etnoantropologico delle Marche, Lorenza Mochi Onori, curatrice della mostra con Claudia Caldari e Marcella Peruzzi, sono intervenuti anche l’Assessore alla Cultura della Regione Marche, Luigi Minardi, ed il Rettore dell’Università degli Studi di Urbino, Giovanni Bogliolo.
La Dottoressa Lorenza Mochi Onori ha voluto sottolineare, tra l’altro, quanto la Biblioteca del Duca sia stata curata dal nostro illustre concittadino Luigi Michelini Tocci nel corso della sua lunga attività presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Realizzato proprio da Luigi Michelini Tocci è peraltro il facsimile di un minuscolo taccuino di Francesco di Giorgio Martini, che raccoglie una interessantissima raccolta di disegni tecnici e di macchine militari, esposto anch’esso fra i codici della mostra.
Sabato primo dicembre era già stato presentato al pubblico il progetto di spettacolarizzazione della Galleria nazionale delle Marche con le multiproiezioni e multivisioni realizzate dal nostro concittadino Paolo Buroni, famoso multivision designer che ha firmato in tutto il mondo grandiosi “affreschi elettronici” . Musica e immagini si erano fuse in un’evocazione che aveva trascinato gli spettatori nello spirito del tempo: il rinascimento. L’età in cui il Palazzo era il cuore del potere del Duca, signore di tutto il Montefeltro e amante delle belle arti. Davanti agli occhi degli spettatori erano scorse immagini di Raffaello e delle sue opere, del duca Federico, dei più bei quadri dipinti in Italia in quel periodo. Per gli allestimenti di questi sistemi interattivi la Sovrintendenza ha scelto quattro sale: dell’Accoglienza, dei Banchetti, degli Affreschi e della Biblioteca.
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Proprio la Biblioteca è l'esempio più bello di come si possa valorizzare un palazzo storico: Era una delle più belle del Rinascimento, poi è stata spogliata e trasportata in blocco nella biblioteca Vaticana.
Ora è tornata (virtualmente) a Urbino, e da quattro mura spoglie, la biblioteca si è ripopolata grazie alle video-proiezioni. Si possono consultare alcuni dei volumi più belli e sfogliarli con il semplice movimento delle braccia come nei film di fantascienza. Ogni singolo volume è consultabile pagina per pagina e riprodotto visivamente, nell’esatta posizione in cui li vedeva Federico.
La mostra illustra la personalità di Federico come principe umanista, committente di manoscritti e ispiratore di una collezione libraria celebrata come una delle più grandiose del Quattrocento e di tutta la cultura occidentale.
Testi sacri, Padri della Chiesa, letteratura classica, opere umanistiche e tecnico-scientifiche componevano la collezione e sono presenti in mostra. Tutti gli esemplari esposti sono riccamente miniati, sovente con dipinti a piena pagina. Si evidenzia l'apporto dei principali miniaturisti e copisti che hanno lavorato per Federico: quelli di ambito fiorentino, con alcuni splendidi esemplari usciti dalla Bottega di Vespasiano da Bisticci, quelli provenienti da Ferrara e gli urbinati (il cui scriptorium ha iniziato a delinearsi soltanto di recente grazie a nuove attribuzioni esposte in mostra e descritte nel catalogo). Sono presentate opere di miniaturisti come Franco dei Russi, Bartolomeo della Gatta, Francesco Rosselli e Francesco del Chierico, personalità di spicco in un genere attualmente meno noto al grande pubblico, ma di altissima suggestione per qualsiasi visitatore. Sono esposti 15 manoscritti vaticani, un codice della collezione del Duomo di Urbino, e altri manoscritti miniati provenienti da prestigiose biblioteche.
A fianco dei libri originali si possono sfogliare perfetti facsimili dei manoscritti urbinati. A corredo sono esposti anche bassorilievi, che richiamano le decorazioni di alcuni miniatori, con ritratti di Federico di Montefeltro, di sua moglie Battista Sforza, del principale collaboratore Ottaviano Ubaldini.
La particolarità della mostra è inoltre quella di fare entrare virtualmente il visitatore nella realtà della Biblioteca. Una multiproiezione e multivisione virtuale in tre dimensioni realizzata da Paolo Buroni (famoso multivision designer) con l'assessorato alla Cultura della Regione Marche, consente di interagire attraverso una “spettacolarizzazione” della Biblioteca. Il visitatore può qui virtualmente afferrare e sfogliare i libri digitali, grazie a un gioco di sensori e telecamere.
A fianco dei libri originali si possono sfogliare perfetti facsimili dei manoscritti urbinati. A corredo sono esposti anche bassorilievi, che richiamano le decorazioni di alcuni miniatori, con ritratti di Federico di Montefeltro, di sua moglie Battista Sforza, del principale collaboratore Ottaviano Ubaldini.
La particolarità della mostra è inoltre quella di fare entrare virtualmente il visitatore nella realtà della Biblioteca. Una multiproiezione e multivisione virtuale in tre dimensioni realizzata da Paolo Buroni (famoso multivision designer) con l'assessorato alla Cultura della Regione Marche, consente di interagire attraverso una “spettacolarizzazione” della Biblioteca. Il visitatore può qui virtualmente afferrare e sfogliare i libri digitali, grazie a un gioco di sensori e telecamere.

Alcune postazioni informatiche consentono inoltre di immergersi in una originale realizzazione digitale curata da Marcella Peruzzi: un DVD, coedito dalla Soprintendenza e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con la ricostruzione virtuale della biblioteca di Federico di Montefeltro esattamente come era pochi anni dopo la sua morte, nel 1487. Nel DVD, la sala situata all'ingresso del Palazzo Ducale di Urbino, decorata con il magnifico soffitto raffigurante l'aquila feltresca e i cherubini, è stata ricostruita virtualmente con l'immagine delle scaffalature che contenevano i libri di Federico, disposti nell'ordine originario e ricoperti con legature che riproducono i colori delle legature originali, oggi quasi tutte perdute. La ricostruzione virtuale consente quindi di mettersi nei panni di un visitatore della fine del Quattrocento e spaziare con lo sguardo, salire le scale addossate alle scansie, scorrere i dorsi dei volumi, ammirarne i frontespizi, aprirli e leggerli.
Oltre alla visita virtuale, il DVD offre la possibilità di consultare un database contenente la scheda catalografica di ogni manoscritto aggiornata nelle attribuzioni a copisti e miniatori e corredata dall'immagine delle pagine più rilevanti. Lo stesso DVD sarà allegato al catalogo dell'esposizione, e come tale resterà come prezioso strumento per conoscere la più bella collezione di manoscritti del Quattrocento, anche dopo la mostra. Così come la spettacolarizzazione permanente di Buroni rimarrà una ri-scoperta estetica e sensoriale, nel percorso museografico di Palazzo Ducale che permette da sempre di vivere la magia del Rinascimento italiano.
Oltre alla visita virtuale, il DVD offre la possibilità di consultare un database contenente la scheda catalografica di ogni manoscritto aggiornata nelle attribuzioni a copisti e miniatori e corredata dall'immagine delle pagine più rilevanti. Lo stesso DVD sarà allegato al catalogo dell'esposizione, e come tale resterà come prezioso strumento per conoscere la più bella collezione di manoscritti del Quattrocento, anche dopo la mostra. Così come la spettacolarizzazione permanente di Buroni rimarrà una ri-scoperta estetica e sensoriale, nel percorso museografico di Palazzo Ducale che permette da sempre di vivere la magia del Rinascimento italiano.
LE IPOTESI DI SALVATORE FIUME A CAGLI

A Palazzo Felici si inaugura oggi 15 marzo, la mostra personale del grande artista Salvatore Fiume (1915 - 1997) che si protrarrà fino al 4 maggio 2008.
I dipinti esposti appartengono al 'Ciclo delle Ipotesi', periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.
Fiume personalizza i frutti di un'acuta osservazione all'interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente a Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all'unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una sconcertante contemporaneità dei capolavori. L'ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta dell'eterna simultaneità dell'opera d'arte.
Ricordiamo la grande versatilità dell'artista, nato a Comiso (1915-1997).
I dipinti esposti appartengono al 'Ciclo delle Ipotesi', periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.
Fiume personalizza i frutti di un'acuta osservazione all'interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente a Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all'unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una sconcertante contemporaneità dei capolavori. L'ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta dell'eterna simultaneità dell'opera d'arte.
Ricordiamo la grande versatilità dell'artista, nato a Comiso (1915-1997).
A sedici anni, grazie ad una borsa di studio, entrò al Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino dove acquisì una profonda conoscenza delle tecniche della stampa: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia.
Qui fu compagno di studi della nostra concittadina Concetta Ciancamerla, illustratrice e curatrice, allora, di due libri realizzati interamente nell’ambito dell’Istituto, le “Rime Piccine” di Mario Giusti e “L’augellin bel verde” di Mario Gozzi; contemporaneamente a queste esperienze di Concetta Ciancamerla, Salvatore Fiume illustrava e curava la pubblicazione di “La secchia rapita” di A. Tassoni.
Nel 1936, finiti gli studi, si recò a Milano dove conobbe artisti e intellettuali fra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri, iniziando ad affermarsi, grazie al suo innato talento e genialità, nel campo dell’arte.
Fu pittore, scultore, architetto e scenografo e le sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Moma di New York, la Galleria d'Arte Moderna di Milano.
La mostra intende celebrare il decennale dalla morte dell’artista esponendo 12 opere appartenenti al “Ciclo delle ipotesi”, gentilmente concesse dalla Fondazione Fiume.
Curata dalla società PiQuadro srl di Urbino, in collaborazione con la Fondazione Fiume di Canzo (Co), la mostra dispone di un catalogo edito da Electa Mondadori.
Una grande occasione per apprezzare le creazioni di questo importantissimo ed eclettico artista italiano.
Per informazioni:
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Redazione 26-03-2008 alle ore: 8:43Una bella visita di Vittorio Sgarbi a Cagli
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E’ arrivato all’improvviso, come la neve caduta in entroterra. Proveniva da una visita al Monastero di Fonte Avellana, dove Vittorio Sgarbi si è intrattenuto con i monaci per osservare alcune novità che voleva analizzare, compresa la catalogazione e informatizzazione di tutta la biblioteca, che è davvero un impegno enorme cui Fonte Avellana si riconferma centro culturale storico di questo territorio. L’ex onorevole-critico-assessore si è fermato a Cagli dove l’attendeva la mostra di Salvatore Fiume organizzata a Palazzo Felici. Una mostra, promossa da PiQuadro di Urbino. che Vittorio Sgarbi ha apprezzato, dopo averla osservata con la consueta attenzione. Fermandosi di fronte alle opere del maestro siciliano, Sgarbi ha commentato: “Una mostra molto equilibrata con quadri che tengono insieme le opere tradizionali di Fiume, queste belle figure femminili. E poi l’inserimento della pittura moderna in particolare: De Chirico e Picasso, suoi riferimenti di maggiore forza anche per la popolarità che egli aveva aggiunto e quindi sentiva di commisurarsi con i due artisti. E poi la pittura antica: Tintoretto, Rembrandt, Rubens, ma anche Raffaello, che hanno reso le opere di Salvatore Fiume ingigantite e importanti”. La curiosità di Vittorio Sgarbi per Cagli è sempre particolarmente alta. Il critico ha voluto osservare alcune caratteristiche della città che non conosceva: l’altra metà di palazzo Felici, proprietà degli eredi Max Mochi, che a Sgarbi hanno spalancato le porte del Palazzo, facendogli visitare gli interni. Quindi Palazzo Preziosi Brancaleoni, in Corso XX Settembre, con l’interessante facciata bugnata e lo scalone monumentale da cui si accede ai piani superiori. L’ultima visita, notturna, è stata al Convento dei Frati Cappuccini, sul colle omonimo, che fu edificato sulla Rocca dei Montefeltro di Urbino, costruita nel 1481 su disegno di Francesco di Giorgio Martini, celebre architetto militare del Rinascimento. Il Convento si è inserito sul precedente edificio secondo un disegno edilizio tipico dei cappuccini del secolo XVI, conservato lungo i secoli, con restauri che ha subito negli anni 1975 – 76. Sgarbi ha ammirato l’interessante biblioteca. Accompagnavano Vittorio Sgarbi il sindaco di Cagli Domenico Papi, l’assessore ai beni culturali e monumentali Alberto Mazzacchera e Alessandro Cioppi di “PiQuadro”. Sgarbi ritornerà a Cagli il 26 aprile, per ritirare un’alta benemerenza dal Comune (lo ha svelato il sindaco) che è stata mantenuta segreta come vuole il regolamento. A Vittorio Sgarbi verrà conferita ufficialmente la Medaglia d’Oro, che è appunto un’alta civica benemerenza della città di Cagli.
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