MOSTRE D'ARTE

MOSTRE D'ARTE
Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

lunedì 18 agosto 2008

LA FESTA DI S. EMIDIO

Venerdì 22 agosto, alle ore 17.30, presso l’omonima chiesetta dislocata nei pressi del Borgo, si svolgerà la tradizionale Festa di S.Emidio.
La chiesetta è lì sorta “…nel 1781 in occasione del seppellimento in quel luogo dei cadaveri di quanti restarono vittime del terremoto del 3 giugno, tanto nella cattedrale quanto nella città. Ogni anno in ricorrenza di sì luttuosa calamità soleva farsi una processione di penitenza e suffragio a detta chiesa, ma questa cerimonia andò in disuso dopo la venuta del Governo Italiano, come pure andarono in disuso la festa di S.Emidio con relativa processione, e la Compagnia, che vi era eretta” (Sac. Gottardo Buroni “La Diocesi di Cagli” – Tipografia Bramante – Urbania – 1943).
Maria Paradisi, custode della chiesetta

La tradizione vorrebbe quindi che questa ricorrenza si celebrasse il 3 giugno.
Attualmente invece la data di questo evento cambia di anno in anno: quest’anno è stata fissata al 22 agosto. Invece il giorno in cui la Chiesa festeggia il Santo è il 5 agosto.
Nel pomeriggio di venerdì prossimo, quindi, alle ore 17.30 verrà celebrata una messa.
Seguirà il tradizionale sobrio rinfresco.


Notizie su S.EmidioEmidio nacque, nell’anno 273, da nobile famiglia di Treviri, città del nord-ovest dell' attuale Germania, ai limiti dell’Impero Romano. All’età di 27 anni, lui che era di famiglia pagana, stando a contatto coi suoi coetanei cristiani, si accostò alla vera Fede ricevendo il battesimo. Per volere divino partì per l’Italia assieme a tre suoi amici, Euplo, Valentino e Germano, giunto a Milano ebbe un incontro molto importante con il vescovo S. Materno che lo istruì adeguatamente e l’ordinò sacerdote. Trasferitosi a Roma, vi dimorò con spirito apostolico, associando prodigi sorprendenti. Fu ricevuto dal papa S. Marcellino, il quale ritenendolo idoneo ad assumere le responsabilità episcopali, lo consacrò vescovo destinandolo ad Ascoli, dove risiedeva una comunità che ardeva dal desiderio di avere un Pastore. Ascoli, distrutta da Pompeo Strabone e ricostruita dal figlio Pompeo Magno, era un’importante città posta lungo la strada consolare “Salaria”, che univa a Roma e al mare Adriatico. Contava oltre ottantamila abitanti, ed era un centro commerciale e militare molto importante. Emidio con slancio accolse il desideri del papa e partì per Ascoli assieme ai suoi amici. Lungo il tragitto, venne informato che qui si era risvegliata un’attività persecutoria verso i cristiani, quindi non c’erano le migliori condizioni per svolgere la sua missione. Si indirizzò allora verso il vicino Abruzzo, convertendo alla Fede la città di Pitino ed altre vicine.
Ristabilitasi la calma ad Ascoli vi si recò e fu accolto con grande gioia dai martoriati cristiani. Il giovane Emidio iniziò, allora, la sua opera pastorale con grande fervore: predicava, istruiva, confortava i sofferenti, convertiva e battezzava, raggiungendo anche centri limitrofi; raggiunse anche Fermo, dove assieme ad una comunità di cristiani preesistente, aprì al culto del vero Dio un tempietto pagano. Dopo appena tre anni d’intenso e proficuo lavoro, confortato da prodigi, nel 303, tornato ad Ascoli, quando ormai tanti pagani si erano convertiti alla Fede e, tra questi anche Polisia, la figlia del Prefetto della città, fu catturato dai persecutori, condannato a morte e decapitato nel luogo dove oggi sorge il tempietto di “S. Emidio Rosso”.
Caduto a terra in un lago di sangue, il Martire – secondo la tradizione – raccolse il capo, si alzò, mettendosi in cammino per raggiungere l’Oratorio delle Grotte, dove radunava i fedeli per le sacre funzioni; qui si adagiò per il riposo eterno. Mani pietose poi lo composero in un rude sepolcro scavato nel tufo. Gli ascolani, successivamente, lo esumarono e portarono nella cripta della Cattedrale, ove è particolarmente venerato come Protettore contro il flagello del terremoto. Ciò deriverebbe dal fatto che "Egli, già in vita, aveva dal Cielo il potere di disporre, a sua volontà, del terremoto che, quando entrava in qualche città, come a Pitino in Abruzzo, o in Ascoli, il terremoto si scatenava d'improvviso e faceva crollare i templi e le statue degli dèi... ma non le case! e anche oggi, queste, il Santo le prende in sua tutela" (Dalla Lett. past. "O Beate Emigdi" di Mons. Ambrogio Squintani)

domenica 17 agosto 2008

OGGI "L'ALTRA FESTA" AL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO

L’iniziativa è dell’Associazione Villaggio Globale Solidale di Cagli.
L’associazione si prefigge ogni anno un progetto da finanziare con il ricavato della festa che si tiene presso il Chiostro di San Francesco.

Per quest’anno, nei giorni di sabato 16 e domenica 17 agosto 2008, ci si occuperà della “Mikombe Secondary School”: il progetto riguarda la costruzione di una nuova ala della scuola secondaria attraverso il reperimento della strumentazione necessaria ad una biblioteca e all’insediamento di un laboratorio per il recupero della tradizione orale. Attraverso registratori, videocamere e computer si effettuerà la raccolta di fiabe, leggende e storie locali per poterle raggruppare in un libro che verrà scritto in inglese e chichewa in Malawi, mentre in Italia verrà stampato in inglese ed italiano. Si tratta di un elaborato che verrà diffuso come libro di narrativa per ragazzi anche nelle scuole con l’obiettivo di valorizzare una cultura altrimenti dimenticata.


negozio di materiali elettrici


Questo progetto assume un’interesse particolare poiché diverge dai soliti percorsi che noi tutti conosciamo. Mentre siamo abituati a vedere l’occidente esporare la propria cultura altrove, questa volta sarà un paese quasi dimenticato a farlo. E proprio per questo verrà attivato anche un corso di formazione e in una seconda fase si darà il via anche a dei laboratori che daranno spazio all’espressione artistica Malawiana e non solo alle tradizioni orali.Per questo progetto è già stato richiesto il cofinanziamento di enti pubblici ed altri eventi hanno già contribuito alla sua realizzazione.



laboratorio teatrale
Nelle due giornate potremo assistere a due conferenze; sabato si parlerà dello stato di attuazione dei progetti finanziati e ci sarà la presentazione del filmato “appenninum nostrum”, mentre domenica la discussione sarà incentrata sull’esperienza di Cagli nei gruppi di acquisto solidale. Alle 19.00 verrà aperta la mensa sociale con cucina etnica, tradizionale, biologia ed equosolidale e dalle 21.30 in poi le due serate verranno allietate da spettacoli e musica dal vivo.

giovedì 14 agosto 2008

VIVERE A CAGLI AUGURA A TUTTI BUON FERRAGOSTO

...A CHI SI UNIRA' AL BRANCO
e
...A CHI LO TRASCORRERA' IN SOLITUDINE

martedì 12 agosto 2008

IL TEATRO COMUNALE.............. DI…VENTA POESIA

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Mercoledì 13 agosto alle ore 21.00 torna al Teatro Comunale

di…vento poesia


la tradizionale rassegna di poesia contemporanea ideata a curata da Ninel Donini.
Ingresso libero.
L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Teatro.

I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.


Ninel Donini
Ninel Donini, cagliese, è stata docente di Lettere per molti anni presso gli Istituti superiori di I e II grado fino al primo settembre 2003. Laureata in Psicologia, frequenta l’ ultimo anno di un corso di specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la sede di Falconara (Ancona).
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. E’ stata Consigliere provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino e Capogruppo dal 1975 al 1990, Assessore provinciale alla Sanità dal 1978 al 1980, Consigliere regionale e Capogruppo dal 1995 al 2000.
Organizza eventi di poesie e come critico letterario ha recensito numerosi testi di poesie ed ha presentato nuovi e famosi poeti.
E’ impegnata come relatrice in numerose iniziative culturali. Fa parte del direttivo dell’Associazione Culturale “Contemporaneo” di Cagli (Pesaro e Urbino).
Coltiva un appassionato interesse per la politica.
Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie “Note a margine”.
Umberto Piersanti
Ad Umberto Piersanti, che con la sua poesia ha trasformato Urbino, le Cesane, i suoi luoghi dell’infanzia in luoghi dell’anima, di recente, tra i tanti riconoscimenti, è stato assegnato il premio Mario Luzi. È nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.
Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. L’ultima sua opera poetica è L’albero delle nebbie, edizioni Einaudi
Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986). Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione. Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi.Attualmente dirige la rivista Pelagos.

Francesco Scarabicchi
Francesco Scarabicchi, nato ad Ancona il 10 febbraio 1951, dove vive, è stato annoverato, da un prestigioso quotidiano nazionale, tra i venti autori più letti negli ultimi cinque anni. Il suo amore per la poesia non è limitato alla produzione ma anche all’organizzazione di eventi con importanti poeti nazionali ed internazionali.
Ha pubblicato, in versi: La porta murata, Residenza, Ancona, 1982, introduzione di Franco Scataglini; Il viale d'inverno, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1989, con un saggio di Massimo Raffaeli; Il prato bianco 1988-1995, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1997 - poi raccolti nella selezione de Il cancello 1980-1999 (Ancona, Pequod, 2001). E inoltre: Asfalti, Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2002, con fotografie di Daniele Maurizi; L’esperienza della neve, Roma, Donzelli, 2003. Il suo ultimo testo Il segreto è edito da L’obliquo di Brescia.E' uscita nel marzo 2001 una autoantologia che raccoglie testi scelti dal 1980 al 1999 (Il cancello, Pequod, Ancona, 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo.In collaborazione con il pittore Giorgio Bertelli: Via crucis, Sestante, Ripatransone, 1994, introduzione di Vincenzo Consolo; Diario di Càlena, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 1995, introduzione di Claudio Piersanti; Brume, Agrapha, Tremestieri Etneo, 1999, con una nota di Gilberto Severini.
Ha tradotto testi da Antonio Machado e da Federico Garcìa Lorca in parte raccolti in Taccuino spagnolo (L'Obliquo, Brescia, 2000) e in Gli istanti feriti (Ancona, Università degli Studi, 2000).Seguendo una sua personale inclinazione, si è a lungo occupato di arti figurative curando, fra le altre, monografie su Ernesto Treccani, Valeriano Trubbiani e Giorgio Bertelli.

Da segnalare la raccolta: L'attimo terrestre: cronache d'arte 1974-2006 (Ancona, Affinità elettive, 2006). Ha ideato e coordina, dal 2002, la rivista semestrale di scritture immagini e voci «Nostro lunedì».


Gli altri autori, marchigiani anche loro, affidano alla voce degli interpreti contributi meno noti ma non meno significativi. I testi saranno letti dagli attori della Pioletta, compagnia teatrale: Agnese Anniballi, Giannicola De Sanctis, Silvia Fumelli, Metella Ragni.

Gli intermezzi musicali di jazz sono affidati alla creatività ed alla competenza del Vittorio Gennari Quartet.

lunedì 11 agosto 2008

TRADIZIONALE CONCERTO D’ESTATE DEL CORPO BANDISTICO CITTÀ DI CAGLI.

Questa sera, lunedì 11 agosto, alle ore 21.15 in Piazza Matteotti a Cagli la Banda cittadina si esibirà in un repertorio brillante e coinvolgente. Il corpo bandistico cittadino vanta all’ interno del suo organico circa cinquanta elementi. Questo è possibile grazie all’esistenza del corso musicale di orientamento bandistico e grazie anche al lavoro svolto dal Maestro Felici per portare avanti questo corso, insieme ai componenti del consiglio direttivo e agli insegnanti designati. Sotto l’entusiasmante direzione del Maestro Raffaele Felici, ben dieci brani verranno eseguiti questa sera in Piazza Matteotti. In caso di pioggia il concerto verrà eseguito all’interno del Teatro Comunale.

venerdì 8 agosto 2008

LA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA A PALAZZO MOCHI ZAMPEROLI


A partire da oggi, 8 agosto 2008, sei artisti attivi a Roma, Laura Barbarini, Oreste Casalini, Claudio Givani, Maurizio Pierfranceschi, Vincenzo Scolamiero e Alfredo Zelli, espongono i loro lavori nelle sale del pianterreno di Palazzo Berardi Mochi Zamperoli, una delle dimore gentilizie più preziose del territorio nonché maggiore esempio di architettura civile a Cagli.
Nell’audacia di un confronto e nell’affinità di intenti profondi si cela il contenuto stesso della mostra, che appare non come una tradizionale collettiva, ma come un’espressione corale di più caratteri e stili. Il gruppo non è frutto di una posizione critica che nei linguaggi dei sei artisti ha visto omogeneità stilistica o affinità di intenti, o li ha riuniti in vista di una scelta tematica definita a priori. La storia di Barbarini, Givani, Casalini, Pierfranceschi, Scolamiero e Zelli è ben diversa; anzi è la storia stessa a nutrire le ragioni di un percorso, di una ricerca comune. La mostra sta in loro, nella loro amicizia ventennale, nello sforzo di accomunare – se pure con ricerche diverse - obiettivi morali, fondamenti della propria vita espressiva, necessità didattiche o etiche, nella felicità di farlo, nella constatazione che sia possibile. Il titolo di “antico e novissimo”, infine, muove dal confronto ultimo, il più impegnativo e stimolante: quello con le magnifiche sale seicentesche, alcune decorate con stucchi e affreschi, che danno dimora ai lavori senza sigillarli in nuclei monografici, ma mostrandoli alternati e integrati lungo le nobili e armoniose pareti. Solo nel vestibolo d’ingresso ai saloni, un grande affresco su carta riassumerà in un’unica opera i dipinti dei sei artisti. La città di Cagli, luogo di origine di Pierfranceschi e perfetta sintesi tra bellezze paesaggistiche e monumentali, è l’habitat ideale per ambientare questa coralità di amicizia e creatività artistica. Qui gli artisti svelano la propria esperienza “antica” e la propria “novissima” sperimentazione. I testi del catalogo sono di Michela Scolaro, docente di Arte Contemporanea all'Università di Macerata, sede di Fermo; di Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore; di Francesca Bottari, storica dell'arte.


"Antico e Novissimo"Progetto per Cagli
Palazzo Berardi Mochi Zamperoli
8 agosto - 21 settembre 2008
Mostra d'arte contemporanea


Sarà possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari:
dal mercoledì al venerdì ore 16,30 - 19,30;
sabato, domenica e festivi mattino ore 10,30-12,30 e pomeriggio ore 16,30-19,30
(settimana di Ferragosto aperto tutti i giorni).

L’ISOLA PEDONALE ALLARGATA E’ UN ERRORE DA NON FARE ? MOLTI COME ME SOSTENGONO IL CONTRARIO

Questo è l’articolo pubblicato ieri 7 agosto su Il Resto del Carlino, in risposta al mio intervento di domenica scorsa:

COME OGNI estate, nel periodo agostano, il problema dei parcheggi e l'ipotesi dell'isola pedonale torna ad essere d'attualità. Dopo le esternazioni di un cagliese, Lucio Palazzetti, arriva anche una presa di posizione di Egidio Cecchini, segretario della Confcommercio e di Confturismo di Cagli: «Proporre – si legge nella nota dl Cecchini - di anticipare l'isola pedonale addirittura alle ore 13 per tutto il periodo estivo, come da alcuni suggerito, è una proposta così inconcepibile da fuorviare completamente il dibattito su questi temi. Che sono quelli di fare di Cagli una città viva e accogliente e non un sito archeologico a ricordo di un glorioso passato e di un malinconico presente in cui si trasformano spesso molte piazze e centri storici italiani quando vengono fatte sperimentazioni improvvisate sul traffico, come certo sarebbe l'ipotesi di anticipare l'isola pedonale alle ore 13. In questo spirito Confturismo Confcommercio di Cagli ha più volte rappresentato alla amministrazione comunale la necessità di modifiche sia per quanto riguarda l'isola pedonale che per il regime degli orari. In particolare abbiamo richiesto di posticipare di un'ora l'inizio dell'isola pedonale (portandolo alle 20,30) e di modificare l'ordinanza che regolamenta gli orari di chiusura dei pubblici esercizi la quale non permette alcuna deroga alla chiusura delle ore 2 in nessun periodo o giorno dell'anno. In tal modo potrebbe essere approntato un calendario che in occasione di manifestazioni, eventi, festività o in particolari giorni o periodi dell'anno permettesse la deroga con la chiusura alle ore 3».

ma. ca.
Penso mi si debba concedere il diritto di replica, sperando di non annoiare:
Non stupisce l’azione mediatica intrapresa da alcuni commercianti cagliesi a supporto della loro insistente richiesta all’amministrazione di modificare le ordinanze relative all’isola pedonale ed agli orari di chiusura dei pubblici esercizi: si trincerano dietro le facciate istituzionali di Confcommercio e di Confturismo, senza tenere conto dei tanti altri commercianti ed operatori turistici che non la pensano come loro. Come non sono d’accordo con loro i tanti, ma tanti, cittadini che di solito non hanno voce sulle pagine dei quotidiani, ma che al contrario mi hanno dimostrato piena approvazione e sostegno dopo l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino domenica scorsa. Per questo desidero che gli amministratori sentano, attraverso questo mio modesto ulteriore intervento, anche la loro voce.
Stupisce invece la logica che guida il segretario di Confcommercio, Egidio Cecchini, il quale sostiene che aprire la città al turismo pedonale pomeridiano è una sperimentazione improvvisata, col rischio di trasformare Cagli in un malinconico sito archeologico. Grazie a Dio questa sperimentazione è già stata fatta altrove, ed i risultati hanno sempre portato alla nascita di centri graditi ai cittadini e di spiccata vivacità commerciale. Certamente non si ottengono i risultati voluti dall’oggi al domani, c’è un periodo di transizione durante il quale si può procurare qualche scompenso agli operatori commerciali. Per questo forse gli amministratori potrebbero studiare qualche forma di ammortizzatore, come qualche provvisoria agevolazione fiscale, ad esempio. Ma se non si comincia mai, tutto rimane com’è: le risorse sono poche, rimangono poche e, soprattutto, rimangono distribuite solo a quei tre o quattro che, per questo, vogliono che tutto rimanga così com’è.
Lucio Palazzetti
...e questo era stato il mio intervento sul Resto del Carlino di domenica 3 agosto:
Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.
Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.

lunedì 4 agosto 2008

LA PERSONALE DI STANISLAO PACUS ALLA QUADRERIA CESARINI DI FOSSOMBRONE


Inaugurata sabato 2 agosto alle 18,30 nella Quadreria Cesarini di Fossombrone, la mostra fa parte della rassegna “Segnali d’arte 2008”, lanciata quest’anno dallo Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea della Provincia (assessorato alle attività culturali) ed è stata organizzata insieme al Comune di Fossombrone.


Stanislao Pacus - Il pasto degli Dei
Satanislo Pacus: "Artista eclettico e visionario che crea, con materiali semplici, opere complesse dal profondo significato simbolico, fotografa l'idea e dipinge i sogni". Un profilo che sintetizza la ricerca espressiva di Stanislao Pacus, maestro di body-art e di comportamento nato a Cagli nel 1938 e che attualmente vive e lavora a Milano.
Stanislao Pacus - Laguna dell'incanto

La personale di Stanislao Pacus si articola in quattro sezioni : I raspi, Il salto del tempo, Fuss e infine le Installazioni.
I raspi, sono come dice l'artista stesso un malessere esistenziale, un fatidium vitae e rappresentano nel loro splendore informale uno splen esplicativo e suggestivo.
Il salto del tempo, sono un gruppo di opere di pittura che vorrebbero vedere il tempo non scorrere nelle umane vicende, poiché la bellezza delle cose terrene e la loro rappresentazione racchiudono un senso alto della vita come se l’uomo fosse immortale.
Fuss, sono un gruppo di fotografie in cui la rappresentazione è basata esclusivamente sulla partecipazione all'evento e non sull'estetica del fatto compiuto. L'artista, infatti, in una recente intervista afferma che la fotografia è "bella" se è partecipativia e non estetica. Fuss è un acronimo scurrile che non è svelato in quanto si riferisce a sbandati e tossici che nel 2002 bruciarono l'atelier dell'artista.
Le Installazioni, sono le evidenze più arcane e sensibili del modo con il quale l'artista interpreta il sentimento dell'arte, le Installazioni di Pacus rispecchiano sempre un ordine architettonico.Pacus è anche poeta e scrittore, da più di trent'anni con coraggio sperimenta il connubio tra Arte Concettuale e la realtà contadina della terra cagliese, che esalta e valorizza con le sue multiformi creazioni.
Stanislao Pacus - Temperare la mente
La produzione artistica di Pacus colpisce lo spettatore per la forza espressiva e la singolarità dell'idea. Un'idea, in questo caso, in movimento, un flusso d'immagini, sensazioni e parole dal profondo significato simbolico.
''L' Anima s' incanta l' Arte no"

Stanislao Pacus
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008

Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,

dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19