MOSTRE D'ARTE

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

mercoledì 31 ottobre 2007

“VIA CELLI È UN PERICOLO PER I PASSANTI”

La protesta dei residenti: “Oltre ai rischi una pessima immagine”.
E una signora cagliese vince la scommessa con il sindaco: è morta senza riuscire a vedere sistemata la strada.

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Con questi argomenti Gianni Batoli riporta in evidenza il degrado di via don G. Celli nelle pagine del Corriere Adriatico del 30 ottobre.
Come non aderire a questo ennesimo segnale di protesta? Ha fatto bene Batoli a riproporre la annosa questione che veramente rischia di venire accettata con rassegnazione dai cittadini, che cominciano ad abituarsi a questo disagio come ci si abitua alla miseria. Ma poi magari ogni tanto qualcuno reagisce.
Viene da chiedersi cosa si nasconde dietro a questo atteggiamento di menefreghismo assunto dall’Amministrazione comunale: non è possibile che in tanto tempo non ci sia mai stato un momento favorevole per trovare i soldi per questa esigenza, che ogni volta sia sopraggiunto un problema più urgente da risolvere, che nonostante la continua presenza di cantieri lungo la via non si riesca a realizzare il rifacimento almeno parziale della pavimentazione procedendo per lotti. Ad esempio non si potrebbe realizzare ora, nonostante la presenza del cantiere del palazzo Luzi Rigi Luperti, la pavimentazione del Casalino alias via Felici? O del primo tratto di via don G. Celli, vicino alla piazza?
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Ma no, questo non si fa, si può andare avanti così, tanto oramai ci abbiamo fatto l’abitudine. Ci sono altri problemi da risolvere, magari molto più remunerativi.
Ma al degrado di via don G. Celli e di via Felici (e perché non il tratto sud di via Lapis?) se ne aggiungono altri non meno importanti, come i marciapiedi dei ponti, la pericolosità di alcuni incroci stradali (il piazzale ESSO completamente privo di segnaletica orizzontale è il più evidente ! ! !).
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All’insufficienza generale della segnaletica stradale supplisce discretamente l’esperienza dei cittadini che circolano “a memoria” o “per abitudine” senza bisogno di segnaletica, ma quante volte si vedono forestieri che circolano contro mano o non si fermano agli stop per segnalazioni stradali insufficienti.
Per non parlare poi del famoso piano per il traffico che sembra essere come la tela di Penelope: lo si rimanda di anno in anno per non fare torto a nessuno, tanto ormai la gente si è abituata al casino vigente, quindi anno più, anno meno, si può andare avanti così.
Ma è possibile che dai nostri amministratori non ci debba mai pervenire un segnale di amore e di rispetto per la nostra città e per noi cittadini?
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3 commenti:

LA DESTRA FOSSOMBRONE ha detto...

Certo che anche a Cagli siete messi proprio bene.....
che vergogna.

CAGLI-TRICOLORE ha detto...

ENNESIMA RAPINA A CAGLI IN PIAZZA A DANNO DELLA BANCA DELLE MARCHE




Adesso è allarme sociale anche a Cagli, dopo il tentativo di furto ai danni del distributore AGIP lungo la superstrada Cagli-Fano, con danni ingenti subiti dal gestore, ecco oggi pomeriggio la plateale rapina in piazza Matteotti a Cagli, ancora da quantificare il bottino e la dinamica dell'azione delinquenziale, lo avevamo denunciato pubblicamente con un comunicato stampa il 19 ottobre scorso inviato alla Prefettura al comando Carabinieri di Urbino ed al Sindaco,
la città di Cagli ha bisogno di un potenziamento e di un cordinamento delle forze di polizia presenti nel territorio, una funzionale ripartizione delle presenze istituzionali sul territorio cittadino, l'adozione di politiche efficaci di contrasto ai fenomeni delinquenziali che colpiscono le fasce più deboli della popolazione,
verificare urgentemente la possibilità di aumentare il numero degli addetti alla locale stazione dei Carabinieri già impegnati in compiti gravosi, con gli insufficienti fondi messi a disposizione non possono fare miracoli!

Dionigi ha detto...

Per quanto ne so il piano del traffico di Cagli (40 cartelle di testo oltre le tavole), dopo il vaglio positivo dei Vigili urbani di qualche settimana fa, è sul tavolo del Sindaco e della Giunta. A questo punto sta alla Giunta decidere.