Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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mercoledì 30 dicembre 2009

SI RIPARLA DEL PIANO DEL TRAFFICO

Come un coniglio bianco dal cappello a cilindro di un mago ricompare il Piano del Traffico del Comune di Cagli.

Questo è il comunicato trasmessomi dal Vice Sindaco Mazzacchera:

"Martedì 29 dicembre u.s. la Giunta Comunale al completo ha approvato a consenso unanime il Piano del Traffico in via sperimentale sino al 30 settembre 2010 (onde ricevere le eventuali osservazioni per iscritto entro il 31.08.2010 al fine dell'approvazione della versione definitiva prevista per il 1° ottobre 2010).

L'applicazione avverrà gradualmente da gennaio 2010 attraverso una serie di ordinanze a firma della Comandante Catullo e saranno accompagnate da azioni 'pubblicitarie' verso i cittadini. Mazzacchera"

Non è stato chiarito se il piano approvato riprende fedelmente il contenuto della bozza del 2 luglio 2008 (consultabile anche in questo sito) o se invece sono state introdotte delle modifiche.

Speriamo che i tempi e le modalità che si intendono seguire nell’applicare le nuove norme per la circolazione e la sosta vengano scelti in maniera di non creare eccessivi traumi alle abitudini dei cittadini ed ostacoli al regolare svolgimento delle attività produttive, commerciali e dei servizi.

giovedì 9 luglio 2009

COMUNITA' MONTANA: QUALE FUTURO?

Sarebbe meglio se al tavolo delle decisioni sedessero la "politica" ed il "pubblico interesse" anziché i "partiti" e gli "interessi privati"!



fonte: QUIFLAMINIA (8 luglio 2009)

"A tornata elettorale finita, sindaci insediati, i problemi di ieri ritornano a galla come la riorganizzazione delle Comunità Montane. Un cambiamento di assetto che ha investito dall’anno scorso l’entro terra pesarese, annullando la Comunità montana del Metauro e quella del Catria Cesano e creando un unico ente composto da Frontone, Serra Sant’Abbondio, i comuni della CM del Catria Nerone e quelli della Cm Alto e Medio Metauro.
“Un giro di consultazione tra i Comuni è d’obbligo - commenta Gino Traversini, attuale Commissario della CM del Catria Nerone - per riflettere se esiste una reale volontà. Soprattutto se si è consapevoli che se il modulo 5+2 (Cagli, Cantiano, Acqualagna, Apecchio, Piobbico con Frontone e Serra) è fatto di Comuni abituati a ragionare insieme. Pertanto se è vero che stiamo per creare un nuovo soggetto potenzialmente molto forte con i suoi 14 comuni e i suoi circa 60.000 residenti, per dubbi e poca partecipazione potrebbe rimanere a mezza strada e non avere la velocità necessaria per garantire una corrette gestione del territorio ed essere insomma quel famoso tavolo unico operativo” “Dobbiamo considerare che la riorganizzazione investe la politica ma sopratutto 130 dipendenti - spiega Claudio Piermattei, funzionario della Regione - Procedere nella semplificazione, obbliga alla gradualità perché si devono garantire finanziamenti e dunque studiare sistemi per assicurare sostenibilità ai nuovi enti”. “La proposta della giunta - spiega l’assessore con delega agli enti locali, Stefania Benatti - parte dalla consapevolezza che le Comunità montane sono delle esperienze associative valide che vanno assolutamente difese. La proposta punta da una parte alla semplificazione degli assetti istituzionali, con un consiglio esclusivamente composto da sindaci ed una giunta snella con un presidente e due assessori con indennità ridotte al minimo, e dall’altra spinge le ex CM a trasformarsi in unione di comuni e anche a coinvolgere le province. L’idea di fondo è quella di mettere le CM in grado di fare programmi di sviluppo locali con attività di promozione e di marketing, creando partenariati anche con privati ed attingendo direttamente ai fondi europei. Operazioni nella quale la Regione si propone nelle veste di un tutor tecnico ed amministrativo”. Proprio per ottimizzare il sostegno della Regione, l’assessore avrebbe in agenda tra luglio e settembre visite operative in ogni Comunità montana".

lunedì 3 novembre 2008

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA VOGLIONO RIMANDARE ANCORA L'APPLICAZIONE DEL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO

“Si alla Ztl ma se non ci penalizza”

Dal Corriere Adriatico del 1 novembre
di G.Bartoli
Le associazioni di categoria scrivono al Comune ponendo condizioni imprescindibili

Rivolgendosi al vice sindaco Alberto Mazzacchera le associazioni Confcommercio, Confturismo e Cna, hanno formulato alcune osservazioni.
Si condividono gli obiettivi di dotare il Comune di uno strumento di razionalizzazione della viabilità e della sosta.
Si pensa che le linee guida esposte nella bozza siano per buona parte condivisibili, ma, per quanto riguarda soprattutto le norme relative alla introduzione della Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico, subordinate a due condizioni imprescindibili:
1) una indagine approfondita che analizzi i flussi del traffico;
2) la preventiva realizzazione di alcune aree di sosta, in particolare quella ubicata nell'ex distributore Agip e il parcheggio multipiano di fronte a Porta Massara.
In assenza, qualunque intervento istitutivo della Ztl nel Centro Storico, seppure a fasce orarie, sarebbe fatalmente penalizzante per tutte le attività economiche che vi operano.
“Da ciò deriva la nostra richiesta di procedere con opportuna gradualità rinviando la parte dei Criteri relativa alla istituzione della Ztl ad un periodo successivo alla realizzazione delle condizioni illustrate ai punti 1 e 2 delle presenti osservazioni.
Conseguentemente, anche l'ipotesi formulata dalla amministrazione comunale durante l'incontro con le associazioni del 9 ottobre, e cioè di far partire comunque subito la Ztl nel solo Corso XX Settembre nel tardo pomeriggio, si ritiene non opportuna in mancanza della realizzazione delle condizioni preventive sopra richiamate.
Suggeriamo invece di procedere con altri strumenti atti a regolare i flussi di traffico nel centro storico quali:
istituzione nel Corso XX settembre a partire dal tardo pomeriggio (dalle ore 17,00) di un divieto di transito per tutti i mezzi adibiti al trasporto e al carico e scarico di merci;
istituzione della zona a 30 km all'ora nel Centro Storico.
“Infine, le proposte che aumentano il numero delle aree di sosta a disco orario nel Centro Storico trovano il nostro apprezzamento come quella che differenzia a seconda delle aree le tariffe della sosta a pagamento”.
°°° * °°°
Le Associazioni di categoria continuano quindi ad intralciare l’applicazione di qualsiasi iniziativa rivolta a razionalizzare la viabilità e la sosta nel centro storico.
Mentre da un lato si dicono favorevoli ad affrontare la questione, dall’altro oppongono condizioni inutili e fuorvianti quali l’analisi dei flussi, come se si parlasse di una rete stradale metropolitana complessa, ed obiettivi a lunga scadenza, come la realizzazione preventiva delle aree di parcheggio dell’ex AGIP e di Porta Massara, progetti notoriamente di lungo termine.
Appare quindi evidente che queste sono solo inutili scuse per rimandare ulteriormente il problema.
Fa poi sorridere il suggerimento del divieto di transito ai mezzi di trasporto in Corso xx settembre dopo le ore 17.00 (e perché non anche nei giorni festivi?). Interdire un fenomeno quasi inesistente è certamente un provvedimento brillante !
Quanto all’istituzione della zona a 30 Km/ora, che naturalmente trova consenso da parte dei nostri stimati organismi di rappresentanza, mi permetto di far notare che se un pazzo si mettesse a girare attorno alla vasca di piazza o lungo certe viuzze a 30 Km/ora in certe ore del giorno, farebbe una strage.
Allora caro Vice Sindaco Mazzacchera, coraggio, si faccia qualche piccolo opportuno ritocco al piano già pronto e lo si cominci ad applicare progressivamente, come annunciato, partendo subito dalla ZTL. I cittadini si abitueranno ben presto e tutto filerà liscio anche per le attività commerciali com’è successo dappertutto, perché nei negozi si entra a piedi, e il piacere di quattro passi in centro rilancia la vita di una città.

martedì 14 ottobre 2008

PER FARE IL PUNTO SULLA QUESTIONE DEL PIANO DEL TRAFFICO

Gli obiettivi principali da perseguire con un nuovo piano della viabilità nel centro storico dovrebbero essere:
*Restituire al nucleo centrale della città, luogo che da sempre rappresenta il centro di aggregazione e di relazione fra i cittadini e di accoglienza per i forestieri, un migliore livello di vivibilità come ormai avviene da tempo per tutti i centri storici delle città di tutta Europa e del mondo civile.
*Liberare gli immobili ubicati nel centro storico dalla morsa dell’inquinamento atmosferico ed acustico prodotto da eccessive concentrazioni del traffico veicolare al fine di rilanciarne il ripopolamento, offrendo ai residenti particolari agevolazioni per l’accesso e la sosta all’interno della città.
*Creare i presupposti per una diversa concezione delle attività commerciali da adottare nel centro storico, più in linea con quanto avviene altrove e meno legata alle vecchie abitudini notoriamente poco produttive.
*I criteri adottati dovrebbero fare in modo di salvaguardare le entità commerciali e produttive che operano all’interno delle zone interessate dal riordino della viabilità, affinché esse non abbiano a subire danni economici.
Un evidente ostacolo alla realizzazione di una adeguata soluzione del problema è rappresentato dalla momentanea carenza di aree di sosta perimetrali destinate ad accogliere i veicoli dei non residenti che devono accedere al nucleo della città. Appare evidente allora quanto sia per ora necessario consentire l’accesso al centro storico dei veicoli dei non residenti, offrendo loro anche la possibilità di brevi soste per il disbrigo di veloci pratiche o di rapidi acquisti. È altresì evidente che tale esigenza può e deve essere limitata alle ore del mattino.

Alla luce di quanto sopra, la bozza del nuovo piano per la viabilità presentato dall'Amministrazione comunale alle Associazioni di categoria, che si può leggere nella versione integrale cliccando sul link che segue

http://dentrovivereacagli.blogspot.com/2008/10/criteri-per-la-disciplina-della.html

affronta efficacemente i temi sopra brevemente descritti introducendo:
-una ZTL (viabilità riservata solo ai veicoli autorizzati, fra i quali quindi i residenti) di due tipi, uno a fasce orarie che può essere divisa in Stanze, ed uno permanente (0-24) che interessa principalmente le strade minori; (vedi tabella 1)
-una Zona 30, dove è interdetto l’accesso ai mezzi pesanti e dove l’andatura deve essere contenuta a limiti compatibili con la presenza dei pedoni; (tutto il centro storico)
-la realizzazione di un percorso alternativo al Corso XX Settembre costituito dall’asse di Via Lapis (attualmente spezzato in due tratti all’altezza di Via Fonte del Duomo);
-una maglia di aree pedonali (AP) estesa ai cosiddetti “cantoni” permanente (fortemente integrata dalle ZTL 0-24) attraverso la quali si mira anche a costruire un percorso pedonale che attraversa interamente la città da est ad ovest favorendo la continuità con i percorsi pedonali provenienti dalle zone di espansione in particolare dal Ponte di Via Mameli sul Burano.

In una fase successiva alla presente, potrebbero altresì essere individuate delle ZTR (zone a traffico residenziale) dalle quali devono essere allontanate tutte le componenti di traffico non strettamente locali, recuperando condizioni di piena sicurezza per la circolazione dei pedoni e dei ciclisti. Le ZTR verrebbero introdotte dapprima in casi limitati e molto circoscritti ed in via del tutto sperimentale per poi, in caso di gradimento dei cittadini, estenderle non solo al capoluogo ma anche a talune frazioni o porzioni di esse.

È stato inoltre seguito il concetto che, essendo il suolo pubblico un bene comune, l’utilizzo ai fini della sosta di mezzi privati deve avvenire favorendo la rotazione dell’occupazione temporanea dell’area. Per questo sono state individuate all’interno del centro storico aree di sosta a pagamento ed aree di sosta a disco orario. Non esistono quindi nel centro storico, salvo qualche eccezione, stalli di sosta libera se non nei giorni festivi.

Ecco come i quotidiani locali hanno titolato la notizia dell’incontro sul tema della viabilità avvenuto il 9 ottobre fra l’Amministrazione comunale e le Associazioni di categoria: “Traffico e nuova ZTL: al via…i primi litigi” (Il Resto del Carlino) oppure “Nuovo piano del traffico: prima i parcheggi, poi la ZTL” (Il Corriere Adriatico). Praticamente hanno evidenziato una ferma opposizione delle associazioni di categoria (o meglio della Confcommercio, unica presente) alla applicazione del piano proposto dalle Autorità comunali. Sarebbero stati richiesti “indispensabili rilievi sui flussi di traffico giornalieri e orari nel centro storico” ed il rinvio alla discussione del nuovo piano del traffico a “dopo che questa analisi avrà fatto emergere quali siano le necessità di nuovi parcheggi da attivare”. Quindi dalle Associazioni di categoria nessuna proposta costruttiva ma solo critiche e banali scuse per rimandare ancora una volta il problema.

A mio modesto avviso il piano oggi proposto evidenzia i seguenti problemi:

1. penalizzazione dei residenti nel settore ovest del centro storico (Tiratori, via Luzi, via Tiranni e via Purgotti) per una eccessivo incanalamento del traffico di attraversamento nord-sud in quell’area (dove peraltro sarebbero stati individuati gli unici stalli di sosta libera presenti dentro il centro storico) oltre alla soppressione dell’uscita verso nord rappresentata oggi dal sacrificato benché utile doppio senso di marcia di via Luperti.
2. penalizzazione dei residenti in tutto il centro storico con la soppressione di quasi tutte le aree si sosta libera, soluzione, questa, auspicabile solo quando saranno pronti i parcheggi dell’ex area Agip e della palestra di Porta Massara.
3. inadeguata offerta di spazi per la sosta ai veicoli dei non residenti nelle ore di ZTL aperta;

Al primo problema si potrebbe ovviare apportando le seguenti varianti:
- inversione del senso di marcia di via Purgotti e del tratto percorribile di via Bonclerici;
- esclusione di via di Porta Vittoria e di Piazza Nicolò IV dalla ZTL per consentire l’accesso a via Purgotti;
- introduzione della ZTL 0-24 in via Mazzini e nel tratto adiacente di via Luperti fino alla chiesa di San Bartolomeo;
- mantenimento del doppio senso di marcia in tutta via Luperti, con la particolarità di consentire la libera viabilità per chi scende nel tratto fra piazza del Seminario e Corso xx settembre e di introdurre la ZTL 0-24 per chi sale da Corso xx settembre verso piazza del Seminario;


Il secondo problema si potrebbe risolvere mantenendo l’attuale stato di fatto per le aree di sosta fin dopo la realizzazione dei parcheggi in programma.

Al terzo problema si potrebbe ovviare individuando ulteriori stalli dove consentire la sosta a pagamento in piazza Matteotti, in piazza Nicolò IV e nelle strade adiacenti. Spazi che possono essere individuati dove ora sostano abusivamente, ogni giorno, le auto e dove solo saltuariamente gli agenti di Polizia Municipale intervengono elevando le multe. In tali spazi però dovrebbe essere interdetta la sosta nelle ore di applicazione della ZTL. In tal modo si eliminerebbe anche il pessimo principio di imporre dei divieti senza poi farli rispettare.

Rimane il fatto che le Autorità comunali non sembrano voler adottare il piano senza l’avvallo delle Associazioni di categoria e che queste, ostili alla ZTL, ben si guardano dal lasciarsi coinvolgere in una analisi costruttiva del problema che dovrebbe portare ad una approvazione concordata del piano.

Allora all’Amministrazione comunale non resta che procedere da sola, guadagnando così la fiducia di molti cittadini che non sono rappresentati da nessuna associazione di categoria, ma che non aspettano altro da tanto tempo.

venerdì 10 ottobre 2008

ECCO LE TABELLE DELLA BOZZA PER IL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO A CAGLI

TAVOLA 1 - Circolazione nel centro storico








TAVOLA 2 - Sosta nel centro storico










TAVOLA 3 - Zona di espansione del capoluogo




Ingrandisci le immagini e commenta anche tu.

venerdì 8 agosto 2008

L’ISOLA PEDONALE ALLARGATA E’ UN ERRORE DA NON FARE ? MOLTI COME ME SOSTENGONO IL CONTRARIO

Questo è l’articolo pubblicato ieri 7 agosto su Il Resto del Carlino, in risposta al mio intervento di domenica scorsa:

COME OGNI estate, nel periodo agostano, il problema dei parcheggi e l'ipotesi dell'isola pedonale torna ad essere d'attualità. Dopo le esternazioni di un cagliese, Lucio Palazzetti, arriva anche una presa di posizione di Egidio Cecchini, segretario della Confcommercio e di Confturismo di Cagli: «Proporre – si legge nella nota dl Cecchini - di anticipare l'isola pedonale addirittura alle ore 13 per tutto il periodo estivo, come da alcuni suggerito, è una proposta così inconcepibile da fuorviare completamente il dibattito su questi temi. Che sono quelli di fare di Cagli una città viva e accogliente e non un sito archeologico a ricordo di un glorioso passato e di un malinconico presente in cui si trasformano spesso molte piazze e centri storici italiani quando vengono fatte sperimentazioni improvvisate sul traffico, come certo sarebbe l'ipotesi di anticipare l'isola pedonale alle ore 13. In questo spirito Confturismo Confcommercio di Cagli ha più volte rappresentato alla amministrazione comunale la necessità di modifiche sia per quanto riguarda l'isola pedonale che per il regime degli orari. In particolare abbiamo richiesto di posticipare di un'ora l'inizio dell'isola pedonale (portandolo alle 20,30) e di modificare l'ordinanza che regolamenta gli orari di chiusura dei pubblici esercizi la quale non permette alcuna deroga alla chiusura delle ore 2 in nessun periodo o giorno dell'anno. In tal modo potrebbe essere approntato un calendario che in occasione di manifestazioni, eventi, festività o in particolari giorni o periodi dell'anno permettesse la deroga con la chiusura alle ore 3».

ma. ca.
Penso mi si debba concedere il diritto di replica, sperando di non annoiare:
Non stupisce l’azione mediatica intrapresa da alcuni commercianti cagliesi a supporto della loro insistente richiesta all’amministrazione di modificare le ordinanze relative all’isola pedonale ed agli orari di chiusura dei pubblici esercizi: si trincerano dietro le facciate istituzionali di Confcommercio e di Confturismo, senza tenere conto dei tanti altri commercianti ed operatori turistici che non la pensano come loro. Come non sono d’accordo con loro i tanti, ma tanti, cittadini che di solito non hanno voce sulle pagine dei quotidiani, ma che al contrario mi hanno dimostrato piena approvazione e sostegno dopo l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino domenica scorsa. Per questo desidero che gli amministratori sentano, attraverso questo mio modesto ulteriore intervento, anche la loro voce.
Stupisce invece la logica che guida il segretario di Confcommercio, Egidio Cecchini, il quale sostiene che aprire la città al turismo pedonale pomeridiano è una sperimentazione improvvisata, col rischio di trasformare Cagli in un malinconico sito archeologico. Grazie a Dio questa sperimentazione è già stata fatta altrove, ed i risultati hanno sempre portato alla nascita di centri graditi ai cittadini e di spiccata vivacità commerciale. Certamente non si ottengono i risultati voluti dall’oggi al domani, c’è un periodo di transizione durante il quale si può procurare qualche scompenso agli operatori commerciali. Per questo forse gli amministratori potrebbero studiare qualche forma di ammortizzatore, come qualche provvisoria agevolazione fiscale, ad esempio. Ma se non si comincia mai, tutto rimane com’è: le risorse sono poche, rimangono poche e, soprattutto, rimangono distribuite solo a quei tre o quattro che, per questo, vogliono che tutto rimanga così com’è.
Lucio Palazzetti
...e questo era stato il mio intervento sul Resto del Carlino di domenica 3 agosto:
Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.
Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.

venerdì 25 luglio 2008

Piano dei trasporti: chi lo ha pensato?

È stato approvato qualche settimana fa il piano provinciale dei trasporti, atto lodevole che punta alla razionalizzazione e al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico... però, come molte volte accade, per i motivi più diversi, non sempre i due obiettivi sono raggiunti, o almeno non del tutto. Si ha la sensazione che il primo obiettivo possa essere perseguito, per quello che riguarda le zone interne della provincia, partendo sempre da un diritto di livello più basso rispetto agli abitanti delle zone costiere.

Aumentare il numero delle corse è indubbiamente un potenziamento del servizio, ma sul miglioramento permangono dubbi. Infatti se all’aumento delle corse da e per Pesaro, ovvio punto di riferimento, gli abitanti dell’entroterra debbono effettuare cambi a Calmazzo, Bivio Borzaga, o altri punti intermedi, e a Fano senza nodi di scambio attrezzati, quasi in campi di grano, diventa difficile individuare tale miglioramento.

Gli abitanti “montani” debbono accontentarsi? Debbono vivere ogni richiesta come una pretesa? Si ha la sensazione, a volte, che coloro che hanno contribuito alla realizzazione del piano non conoscano adeguatamente le zone interne e che comunque non abbiano esperienza diretta come utenti di trasporto pubblico. Lo stesso assessore provinciale ai trasporti, persona generalmente attenta e sensibile, originario di zone interne, non credo che usi abitualmente servizi pubblici.

Quindi per chi proviene dall’interno corse potenziate significano tempi indefiniti privi di riparo, con valigie a terra e allungamento della percorrenza. Obbligare il cambio a Fano poi, oltre ad aumentare i disagi, riduce enormemente la positività dei capolinea alla stazione ferroviaria di Pesaro. Non credo sia difficile capire come per persone non più giovanissime, arrivare alla stazione di Pesaro sia un’impresa ardua, piena di numerosi e pesanti disagi.

Molti pendolari hanno già espresso sulla stampa le loro giuste rimostranze e qualcuno li ha perfino definiti “ingrati”. Ma se si peggiora la corsa più utilizzata dai pendolari a poco vale l’aumento delle corse... a meno che non sia una strategia, che nulla ha di razionale ed economico che punti ad un maggior ingorgo del traffico.

E poi non è stato coinvolto il Comitato che aveva raccolto oltre mille firme per il mantenimento della corsa Pesaro-Roma, risultato conseguito.

Possibile che la partecipazione disturbi?
Ninel Donini
Alle giuste critiche della Donini aggiungerei anche una mancanza di attenzione verso chi dall’entroterra deve prendere il treno diretto a Sud: sarebbe logico servirsi della stazione ferroviaria di Fano, ma non sono previste corse dirette che transitano per di là.

giovedì 24 luglio 2008

Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.


Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.


Ecco l’articolo pubblicato ieri sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia on line:

Mancano i parcheggi
Non serve la chiusura anticipata dei locali per motivi di sicurezza
Meglio organizzare ronde di ausiliari
Maidani, responsabile di Forza Italia: “L’isola pedonale fa molti danni”
CAGLI - “L’ estate cagliese è iniziata - sottolinea Matteo Maidani, consigliere comunale di minoranza e responsabile cagliese di Forza Italia - e come avviene ormai da alcuni anni la stagione non sembra contraddistinguersi per le manifestazioni. I grandi eventi sono solo un ricordo. Non bastano certo i Venerdì di Cagli, cinque serate di quattro ore appena, a dare impulso all’economia di una cittadina. Soprattutto servirebbe qualcosa in più per le altre sei serate della settimana in quanto l’unico spettacolo rimane ammirare la facciata del Municipio e quella del rinnovato Palazzo Mavarelli. A questo punto ci domandiamo se vale la pena chiudere il transito dei veicoli tra lunedì e giovedì visto che piazza Matteotti rimane quasi deserta non essendoci manifestazioni ad allietare i cittadini e i turisti”.Maidani si sofferma sull’isola pedonale.“Se da un lato è positiva poiché serve a godere meglio delle bellezze architettoniche, dall’altro è un ostacolo perché costringe a cercare parcheggi che allo stato attuale non esistono o sono difficili da fruire. Inoltre il sindaco ha anticipato la chiusura dei locali del centro storico dalle 3 alle 2 di notte con la scusa dei famosi motivi di “sicurezza” e di indisciplina dei giovani ragazzi. Se Cagli vuole essere riconosciuta come città adatta ad un turismo selezionato non può permettersi di chiudere i locali e molte attività solo perché i sindaci dell’entroterra non sono riusciti a chiedere ed ottenere dalle istituzioni provinciali e regionali, una maggiore attenzione per la sicurezza del loro territorio”.Cosa fare?“Basterebbe, i venerdì e i sabato, organizzare ronde di ausiliari (magari pagati con un piccolo contributo da parte di privati) o degli stessi volontari della Protezione Civile lungo le vie più a rischio per evitare piccoli episodi di teppismo dovuti più alla noia che a tensioni sociali che a Cagli non esistono”.
Giovanni Bartoli

lunedì 12 maggio 2008

AREA PRIVATA DIVENTA PARCHEGGIO PUBBLICO


dal Corriere Adriatico del 12.05.2008
CAGLI - Un’area privata era diventata a Cagli un parcheggio pubblico dove ognuno si sentiva padrone di far sostare la propria macchina (ex area stazione di servizio Agip), nel centro della città, lungo la strada SP3 Flaminia.Il proprietario dell’area ha messo dei cartelli di divieto con rimozione immediata dei mezzi parcheggiati, cosa che viene considerata un abuso.Come si ricorderà fu demolita la stazione Agip di Cagli, perché non poteva per legge essere presente all’interno di un centro storico; la superficie in oggetto è passata ad un privato, che ne ha costruita un’altra sulla Flaminia Cagli nord, e conseguentemente quella a Cagli sud avrà, sembra, secondo un progetto approvato, una destinazione di strutture commerciali . Tuttavia questi lavori - sempre a quanto risulta - toccheranno o si avvicineranno alle mura antiche della città di Cagli. In sostanza, mancherebbero – sempre secondo fonti ufficiose, le autorizzazioni della Soprintendenza, di cui si attende l’ok.

G.B.

Ma a Cagli, a proposito dei parcheggi, quante occasioni perdute!
Cagli ha bisogno urgente di parcheggi per portare a termine tutti gli sforzi che questa Amministrazione ha prodotto per trasformare la città da decaduto centro agricolo in rinascente centro con una forte componente turistico-culturale. È evidente, ma nonostante ciò il problema parcheggi rimane disatteso: le varie amministrazioni locali trovano i soldi per comperare e ristrutturare i palazzi ma mai per acquisire aree idonee a realizzare nuovi parcheggi dove servono. Che si voglia mantenere la carenza di parcheggi periferici per giustificare il continuo rinvio della riduzione del traffico in piazza? Quanto si dovrà aspettare per vedere demolita la Palestra di Porta Massara? Quanto sarebbe stato utile acquisire l’orto di Anniballi per creare una comoda piazzetta demolendo i muri dei due lati di Via Purgotti e di Via Tiranni? Quanti posti macchina si potevano realizzare sul marciapiedi sud di Viale della Vittoria? Quanto si dovrà aspettare per vedere realizzati posti macchina in tante aree pubbliche in stato di totale abbandono (ed anche in tante aree private in evidente stato di incuria !) ?

martedì 19 febbraio 2008

FINALMENTE A CAGLI SI RIPARLA DEL NUOVO PIANO PER IL TRAFFICO

Non voglio annoiarvi, quindi vi
ripropongo, qui a sinistra, i collegamenti
agli argomenti da me già trattati in
proposito.
Però ci tengo ad informarvi che due anni fa, esattamente il 27 luglio 2005, consegnai personalmente la seguente istanza al Sindaco Papi, sottoscritta da me quale primo firmatario e da altre novanta persone, abitanti del Borgo e del Corso xx settembre.
Rimase, naturalmente, lettera morta, nonostante la promessa che di lì a poco sarebbe entrato in vigore il nuovo piano per il traffico che avrebbe sicuramente ovviato a molti dei problemi da me sollevati.
Ecco la lettera del 27 luglio 2005
AL SIG. SINDACO
DEL COMUNE DI CAGLI

I sottoscritti concittadini domiciliati in unità immobiliari adiacenti al tratto iniziale di Corso xx settembre, compreso fra la Porta Lombarda ed il vicolo della Pioletta, nonché operatori commerciali e professionisti che esercitano la loro attività nella stessa area urbana


ESPONGONO

qualora fosse non nota a codesta Amministrazione Comunale, la situazione della viabilità nel tratto di strada sopra indicato:

il tratto iniziale di Corso xx settembre compreso fra la Porta Lombarda ed il vicolo della Pioletta non è sufficientemente largo da consentire un transito agevole per i pedoni in presenza di un traffico veicolare ad elevata densità qual è quello attuale:

1. i pedoni devono procedere in fila indiana, fatto questo che li induce a preferire percorsi alternativi, con grave danno per le attività commerciali, mentre i malcapitati che si trovano a dover percorrere questa strada per forza maggiore, sono costretti a spalmarsi ripetutamente contro i muri polverosi per evitare di essere investiti, col rischio poi di sentirsi strappata di mano la borsa della spesa o l’eventuale ombrello aperto;
2. nel tratto fra la Porta Lombarda e via dell’Ospedale, che sarebbe più largo del rimanente tratto che va fino al vicolo della Pioletta, ci sarebbero minori problemi di compresenza fra il traffico veicolare e quello pedonale, stante il divieto di sosta permanente in esso vigente; tuttavia il divieto di sosta viene puntualmente ignorato, con il tacito consenso degli organi di Polizia Municipale i quali, consapevoli dei problemi della sosta nel centro storico, sono indotti forse spontaneamente, forse su invito della stessa Amministrazione Comunale, a tollerare i continui abusi, a discapito però dei pedoni che sono costretti a defilarsi frettolosamente insinuandosi continuamente fra le macchine in sosta per consentire il continuo flusso di macchine che sale verso Piazza Matteotti;
3. come se non bastasse il danno arrecato dall’ingombro dei veicoli in sosta, va aggiunto che spesso i veicoli in movimento procedono imprudentemente (incredibile a dirsi) ad andatura sostenuta, con ulteriore aggravio della situazione dei pedoni; è pur vero che per uscire dalla porta di casa si deve prestare molta attenzione, ma vedere sfrecciare le vetture che sfiorano i portali delle nostre abitazioni non ci fa sentire in una botte di ferro;
4. in mancanza di rilevazioni strumentali non è possibile affermare che nella strada in questione ci sia una situazione di inquinamento allarmante, ma l’evidente presenza di polveri non è da valutare come un fatto trascurabile per cui sarebbero opportune delle rilevazioni al fine di prendere gli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari per salvaguardare la salute dei cittadini;
5. la pavimentazione stradale non è adeguata al tipo di traffico presente in Corso xx settembre, dal momento che elementi del pavé si staccano in continuazione al passaggio delle vetture, schizzando perfino contro le vetrine e contro le gambe delle persone; inoltre il piano stradale non ha retto sotto il peso dei veicoli, per cui si sono formati due profondi solchi nelle strisce di strada su cui corrono le ruote, provocando un ulteriore disagio per i pedoni, oltre al danno estetico all’arredo urbano; inoltre il movimento del sottofondo stradale ha provocato ripetuti danni all’acquedotto sottostante.

Alla luce di quanto esposto i sottoscritti la
INVITANO
a considerare l’opportunità di prendere quanto prima i provvedimenti che riterrà più efficaci al fine di alleviare le condizioni di disagio sopra descritte, prodotte dall’attuale piano per il traffico nel centro urbano.

seguono una novantina di firme ...
Note aggiuntive consegnate al sig. Sindaco contestualmente alla lettera:

Destinazione d’uso del CorsoÈ noto a tutti quanto la Piazza di Cagli rappresenti il centro di aggregazione per eccellenza per la cittadinanza e per i forestieri.
È noto altresì quanto le vie di accesso alla Piazza rappresentino ed abbiano rappresentato anche in passato il nucleo della vita sociale ed economica della città.
Ma mentre le altre vie, via Leopardi, via Alessandri, via don G.Celli, per intendersi, hanno mantenuto nel tempo, anzi hanno migliorato (o stanno migliorando) la loro caratteristica di salotto buono della città, il Corso è stato pesantemente penalizzato dall’evoluzione del traffico che ha condizionato sensibilmente le abitudini dei cittadini.
Il Corso è diventato un collegamento rapido per il raggiungimento veloce della tanto ambita Piazza per chi proviene da via Flaminia nord.
O ancor peggio un attraversamento rapido della città per chi, provenendo sempre da quella direzione, vuole raggiungere monte Petrano o Pianello o talvolta addirittura Cantiano, con toccata e fuga nella solita Piazza.
Inoltre, sempre il Corso, costituisce, per gli utenti della piazza e dintorni, il parcheggio per lunghe soste, talvolta anche giornaliere, nonostante il divieto permanente vigente.
Sarebbe invece opportuno restituire al Corso la funzione di appendice del centro vitale ed economico principale della città, nonché di collegamento pedonale, agevole per quanto possibile, magari non esclusivo, alla struttura di S. Emidio nonché ai parcheggi presenti e da realizzare nella zona immediatamente adiacente al lato nord della città.

Pedoni
È stata descritta nell’esposto al sig. Sindaco la difficoltà con cui i pedoni sono costretti a transitare per il Corso.
Desidero aggiungere la descrizione del disagio di chi si accinge a salire a piedi verso il centro della città percorrendo il viale di Porta Lombarda, quello che dalla stazione di servizio Esso conduce al Corso:
sulla sinistra per chi sale c’è la cunetta di scolo delle acque piovane pressoché impraticabile;
sulla destra c’è la fila delle macchine in sosta ed al di là di queste il marciapiedi, questo però impraticabile a causa di due o tre dislivelli di 70-80 cm. che ne interrompono la percorribilità; non si conosce il motivo di tale intervento, fatto sta che il marciapiedi non è percorribile, non è utilizzabile per la sosta delle auto e non è neppure curato come spazio verde, è lì, e basta;
quindi i pedoni devono arrancare lungo la rimanente corsia della carreggiata facendo attenzione ai veicoli che provengono da dietro a velocità sostenuta per affrontare più agevolmente la ripida salita senza scalare le marce.
Non sarebbe allora opportuno intervenire in quest’area per incrementare i posti per la sosta delle auto e per realizzare un piccolo marciapiedi per i pedoni ?

Velocità dei veicoli
Se le macchine devono transitare per il Corso è imperativa la necessità di adottare ogni mezzo possibile per ridurne la velocità: eventuali veicoli devono assolutamente utilizzare il Corso procedendo a passo d’uomo nella consapevolezza della convivenza con i pedoni ai quali va dato il diritto di precedenza.
Solo così sarà possibile continuare a consentire la presenza dei veicoli senza togliere ai pedoni il piacere di aggirarsi per le vie del nostro centro storico.
Intensità del traffico
Per di più sarebbe anche opportuno prevedere, almeno in certi periodi dell’anno con maggiore intensità di traffico, l’individuazione di Z.T.L. (zone a traffico limitato ai soli veicoli autorizzati) e la chiusura totale del traffico veicolare in certe ore della giornata anche per il Corso come già si sta facendo in altre vie.
Come non sarebbe male interdire l’accesso alle strette vie di Cagli ai veicoli di grossa taglia come furgoni, pulmini, fuori strada e simili, salvo autorizzarli per evidenti motivi di utilità.

Sosta
La necessità di disporre degli spazi per la sosta nel centro storico è originata da diverse esigenze, da quelle private dei residenti che non disponendo di garage hanno la necessità di parcheggiare non troppo lontano da casa, a quelle commerciali degli esercenti che hanno bisogno di aree per la sosta dei clienti e dei fornitori, a quelle sociali di chi deve accedere agli uffici pubblici, alle strutture sanitarie, ai luoghi di culto, a quelle turistiche che vogliono aree di sosta di facile reperibilità e non lontane dalle strutture architettoniche, artistiche, residenziali ecc. che rappresentano motivo di richiamo per i turisti.
Non è un problema di facile soluzione, e forse è impossibile accontentare tutti, ma così non va: si devono definire le priorità, individuando le soluzioni possibili, attuandole con la massima tempestività e soprattutto con la massima intolleranza verso i trasgressori.
Comunque le eventuali iniziative rivolte a ridurre l’intensità del traffico conterrebbero già dei buoni risultati anche sul fronte del problema della carenza delle aree di sosta.
Certamente appare evidente che se i veicoli presenti sono molti e le aree di sosta scarseggiano non è una buona soluzione quella di avere tanti divieti di sosta e non farli rispettare.
Mentre sarebbe più coerente forse individuare le sia pur poche aree di sosta possibili e fare in modo che non vengano “privatizzate” da nessuno con soste permanenti, regolamentandone l’uso con soste ad orario, a pagamento o quant’altro sotto lo stretto controllo di apposito personale.

sabato 15 settembre 2007

TORNIAMO AL CINEMA !

Le serate invernali davanti al televisore non sono certo una bella prospettiva, visti i programmi che ci vengono propinati. Ma ecco finalmente venirci in soccorso il cinema: proprio qui a Cagli, senza dover muovere la macchina dal parcheggio tanto faticosamente conquistato. O un viaggetto breve breve fino a Cantiano per il fine settimana. Si può fare, no? Speriamo solo che i film che verranno proposti siano di nostro gradimento e che il prezzo dei biglietti sia abbordabile. Vuoi mettere una serata al cinema, magari con gli amici, al posto di una dormita in poltrona davanti alla TV?
Certo non sono più i tempi di quando la programmazione proponeva un film diverso ogni sera della settimana e con pochi spiccioli si poteva entrare in sala. Ma allora si vedeva di tutto, dal western da quattro soldi al colossal capolavoro superpremiato, dal giallo avvincente al documentario della serie “il mondo…di notte” con qualche cosciotta in bella vista o qualche “strep tease interruptus”. Il tutto naturalmente in …ennesima visione.
Oggi invece i film vengono proposti solo in prima visione, rimangono in giro pochi giorni e poi spariscono per ricomparire prima in DVD, poi in TV ed i migliori infine nei cinema d’essai. Ma quella è un’altra storia.

RISORGE IL CINEMA NUOVO EXCELSIOR DOPO CINQUE ANNI DI INATTIVITA’Era stato inaugurato nel 1960

Fonte: il Resto del Carlino

CAGLI , 14 settembre 2007
COMPLETAMENTE rinnovato negli arredi e con tecnologie all’avanguardia, riapre dopo una pausa di oltre cinque anni, il Nuovo Excelsior. Ovvero l’unico cinema di Cagli che fu inaugurato nel 1960 con il film «La Grande Guerra», dopo che il vecchio Excelsior, situato lungo il corso era diventato troppo piccolo per i numerosi spettatori del tempo. Per oltre quarant’anni, molte generazioni di cagliesi hanno potuto concedersi ogni sera il piacere di godersi un bel film nello spazioso ed accogliente Nuovo Excelsior. QUANDO fu inaugurato, era considerato un cinema all’avanguardia ed ogni sera gli appassionati di film arrivavano anche dai paesi vicini, Acqualagna, Cantiano, Piobbico, Frontone, etc. Poi una lunga pausa causata dalla crisi del cinema, che non ha risparmiato anche il cinema cagliese ed ai vecchi gestori non rimase che abbassare le serrande. Ora, un giovane di Piobbico, Alfredo Scipioni, ha riaperto l’Excelsior con 300 comode poltroncine tutte rinnovate, un maxischermo di ben 15 metri, un impianto dolby digital Dts ed una macchina da proiezione di ultima generazione. Anche gli impianti tecnologici, luce, antincendio, servizi sono stati tutti rinnovati ed adeguati alle attuali disposizioni di sicurezza. GIOVEDÌ pomeriggio, c’è stato l’ultimo sopralluogo delle autorità competenti e domani (sabato 15) alle ore 21 (dalle 20,30 sarà offerto a tutti un piccolo rinfresco) il Nuovo Excelsior riaprirà al pubblico con il film «Shrek 3°».

Poi ancora ogni sabato, domenica, lunedì, martedì e giovedì, i cagliesi potranno di nuovo tornare nel loro cinema per poter vedere come un tempo i loro attori e film preferiti.
Mario Carnali

E A CANTIANO IL CINEMA NUOVO FIORE RIAPRE DAL 29 SETTEMBRE
Fonte: Tutto Flaminia Marche del 11 settembre 2007

Dopo la pausa estiva, sabato 29 settembre 2007, riparte l’attività del cinema Nuovo Fiore di Cantiano.
Siamo al 10° anno di ininterrotta attività, portata avanti da un gruppo di volontari, collaboratori della parrocchia San Giovanni Battista, tra cui spicca l’instancabile operatore Sandro Paruccini.
Si sta già lavorando per riavviare i rapporti con le società di distribuzione, e come in passato, anche a Cantiano riavremo la possibilità di vedere la miglior produzione cinematografica, di cassetta e d’essai.

Invitiamo quindi, tutti i cantianesi, e i tanti affezionati dei paesi vicini, a riprendere la sana abitudine di frequentare la nostra bella e comoda sala, tutti i sabati e domeniche dalle ore 21,00.

Potrete seguire la programmazione dei films nella rubrica “tempo libero” sul sito www.comune.cantiano.pu.it


http://www.comune.cantiano.pu.it/cinema_out.asp

lunedì 10 settembre 2007

I ROTARIANI RIUNITI A FONTE AVELLANA LANCIANO IL PROGETTO “I CAMMINI DEL CIELO”


Tra eremi e santuari le ali dello sviluppo.
Interessante iniziativa dei cinque club rotariani dell’area appenninica umbro marchigiana che hanno posato la loro attenzione su un distretto culturale comune. Un progetto che stimola l’interesse degli operatori economici, commerciali, turistici e culturali, ma che necessita anche della presa di coscienza da parte dei pubblici amministratori, senza l’impegno dei quali ogni iniziativa di tale portata resterebbe lettera morta.
Dal Corriere Adriatico di ieri riportiamo la notizia del progetto lanciato nel corso dei lavori svoltisi sabato a Fonte Avellana:

SERRA SANT’ABBONDIO - Basta poco per innescare una rivoluzione. Basta un’idea semplice, come il distretto culturale dell’Appennino umbro-marchigiano; gente decisa, come i rotariani dei cinque club dell’area; ed un luogo storico per antonomasia, come Fonte Avellana… Poi, il dado è tratto. Come ieri al monastero camaldolese di Serra Sant’Abbondio dove i soci dei club Altavallesina Grottefrasassi, Cagli Terra Catria Nerone, Fabriano, Gualdo Tadino e Gubbio, hanno gettato le fondamenta per un distretto culturale. Sulle orme del circuito turistico “ I signori dell’Anello”. Un circuito che incurante dei confini regionali e provinciali, trasforma i monti Cucco, Catria, Nerone e Petrano in cerniera naturale. “Un bacino - spiega Giambaldo Belardi, il presidente del club di Gubbio - che ha un comune tessuto ambientale, patrimoniale e sociale”.Comunque in verità l’idea non è proprio nuova. L’idea di trasformare in appeal le proprie peculiarità delle città d’arte minore tra Marche ed Umbria aleggia da una decina di anni nelle Comunità Montane, nei sistemi turistici locali e, in filigrana, nei tanti e vari studi sul turismo ignorati da un campanilismo esacerbato. Da ieri però con i rotariani il distretto culturale ha le giuste credenziali. Guidano l’operazione con maestria seguendo le solite direttrici del marketing territoriale. Parlano di strategie di sviluppo, di puntare sulle più innovative e d’intavolare una concertazione larga e rappresentativa.Ma, a differenza delle “Terre del Duca”, passeranno il comando solo quando saranno sicuri che gli obiettivi prefissati saranno stati correttamente metabolizzati. Avviando, perché no, un agenzia di sviluppo del territorio. Poi siccome i soldi sono i nervi della guerra, intendono redigere un piano finanziario e muoversi rapidamente per calamitare le risorse strategiche previste per lo sviluppo territoriale delle regioni Marche ed Umbria dal 2008 fino al 2013. L’spetto più convincente è che vanno anche al di là del loro bacino. Puntano su un’area più vasta , allargandosi fino alla costa e attivando “I cammini del cielo”. Le strade dei pellegrini che ricongiungono Fano ad Assisi, Loreto alla città di San Francesco. Un triangolo ricchissimo di monasteri, eremi e di abbazie che contiene ben due città patrimonio dell’umanità. Ma quello che stupisce ancora di più è che, salvo il vicesindaco di Cagli, venuto nelle sue veste di rotariano, nel pubblico non c’era un amministratore pubblico. Nessuno del mondo della politica ma operatori ed associazioni che vivono ogni giorno di pane e turismo. Non a caso erano presenti una grande agenzia di viaggio fabrianese, numerose associazioni di categorie di Gubbio e di Fabriano, la Confcommercio di Cagli, l’Assindustria di Ancona e la Meditsilva di Frontone. In fondo i rotariani stanno per dare vita ad un distretto culturale che seduce e convince pure. Poiché riposa non sulla storia ma su un'identità culturale.
VERONIQUE ANGELETTI,

venerdì 31 agosto 2007

L’ULTIMA SERATA IN PIAZZA SENZA MACCHINE


Bandinsieme a Cagli questa sera alle 21.15
Bandinsieme è una manifestazione promossa dall'Amministrazione Provinciale che vede impegnate tutte le bande della Provincia in una serie di raduni in diverse località del territorio provinciale. Quest'anno una delle piazze più importanti in cui avrà luogo uno di questi raduni è quella di Cagli. Ad esibirsi, oltre alla banda cittadina locale, due tra le bande più prestigiose della Provincia: il Complesso Bandistico Vallato di Fano diretto dal cagliese M° Giorgio Caselli e la Banda di Candelara diretta dal M° Michele Mangani che alcuni anni fa ha diretto anche la Banda di Cagli. Appuntamento questa sera alle ore 21.15 in piazza Matteotti o in caso di maltempo al Teatro Comunale.



...poi dal 1° settembre riapre il parcheggio serale in Piazza Matteotti…

…con grande disappunto di molti cittadini che cesseranno di godere, benché per poche ore al giorno, di uno spazio così accogliente molto legato alla tradizione locale.
Ma c’è anche qualcuno che non aspetta altro che la riapertura della Piazza al caos delle auto, tanto è vero che ha già violato più volte il divieto ancora vigente parcheggiando la sua Mercedes, la sua Punto, il suo SUV o la sua moto davanti al bar consapevole del fatto che i vigili dopo le ore 20 vanno a casa. Una dimostrazione di arroganza che va nella direzione che piace a quella categoria di persone che misurano il proprio valore nella capacità di trasgredire, che trovano sfogo alla loro insoddisfazione nello sballo, che girano con i loro bicchieri colmi da un bar all’altro, che barcollando finiscono distesi sopra i propri escrementi, che si lasciano mungere per bene dai gestori dei bar e degli pseudo-pub.
È per costoro che si delibera la riapertura del traffico in Piazza ? Sono queste le persone che contano a Cagli ?

giovedì 23 agosto 2007

LODEVOLE INIZIATIVA DEL PRESIDENTE UCCHIELLI

DAL RESTO DEL CARLINO DEL 23-8

PESARO —Costituire un «gruppo di lavoro Marche-Umbria per valutare e programmare insieme le azioni necessarie a scongiurare, i prossimi anni, una crisi idrica come quella verificatasi questa estate». E’ la proposta del presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Palmiro Ucchielli, inviata per lettera al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, ai presidenti delle Province di Ancona e Perugia.«I mutamenti climatici, per primo l’aumento delle temperature, e la perdurante siccità impongono un atteggiamento sempre più rigoroso della pubblica amministrazione verso l’utilizzo delle risorse naturali, in particolare l’acqua, bene sempre più prezioso. E’ indispensabile, per contenere ed evitare i gravissimi danni ambientali che si stanno concretizzando monitorare insieme il prelievo di acqua da falde di media e alta profondità. Questo atteggiamento si rende più che necessario per i territori di confine».
Riprendendo le considerazioni esposte in “Preoccupazioni sulla questione del Pozzo Burano” riteniamo questa una lodevole iniziativa.
Speriamo che venga recepita e porti ad azioni utili a salvaguardare il nostro patrimonio idrogeologico ed allo stesso tempo a predisporre interventi efficaci a fronteggiare le esigenze dei periodi di siccità.

martedì 21 agosto 2007

LA NOSTRA PIAZZA












L’ultimo commento lasciato ieri da Anonimo sul post “A PROPOSITO DI CONTRIBUTI PUBBLICI…” non aggiunge molto a quanto già detto da altri e forse meglio, ma bisogna ammettere che in esso traspaiono una autentica venerazione per questa nostra benedetta Piazza ed un orgoglioso richiamo ad un maggiore rispetto della sua naturale eleganza.
È vero che è bella, lo è sempre stata bella, guardate le foto con i tre bar di oltre cinquanta anni fa.

Allora vi aleggiava costantemente un clima a misura d’uomo, la gente vi si ritrovava e si muoveva liberamente, sempre. Oggi questo piacere ci viene negato per colpa di qualche commerciante che si oppone alla chiusura del traffico per paura di perdere la clientela.

Ma ormai le zone pedonali sono state introdotte quasi ovunque e da nessuna parte i negozi hanno dovuto chiudere, anzi ne sono stati aperti degli altri perché le possibilità di affari aumentano dove sono le zone pedonali. Forse alla nostra Amministrazione serve un maggiore supporto da parte della popolazione per decidere di cambiare le cose in tal senso? Allora forza, diamolo questo segnale, chiedendo con forza la chiusura del traffico in centro. La gente vuole questo, con chiunque si parla di questo argomento il giudizio comune è che la Piazza deve essere chiusa al traffico !
Sono anni che si rimanda di modificare la viabilità nel centro storico: è ridicolo sentirsi dire ogni volta dal Sindaco o dal suo Vice che ecco…ormai ci siamo, adesso facciamo un parcheggio di qua, un altro di là e poi introduciamo subito il nuovo piano del traffico. Balle ! In tanto tempo non si è toccato un cartello stradale, non si è tracciato uno stop o un passaggio pedonale ( a parte quelli nuovi bianchi e rossi che però credo siano opera della Provincia ).

Allora in attesa di tempi migliori con una nuova viabilità, chiediamo almeno il mantenimento della chiusura del traffico in piazza anche nel periodo invernale e ad iniziare dal pomeriggio, non dalle 19.45 come ora !
Il 1° SETTEMBRE è VICINO quindi facciamo in modo di non tornare a trasformare la nostra Piazza in un volgare parcheggio !

martedì 14 agosto 2007

PREOCCUPAZIONI SULLA QUESTIONE DEL POZZO BURANO

La Premessa:
Gli enti preposti al controllo ed alla gestione delle nostre risorse idriche sono:

Il Ministero dell’Ambiente attraverso:
- la Direzione generale per la difesa del suolo – IV divisione (Monitoraggio e coordinamento dei sistemi cartografici)

Il Ministero dei Lavori Pubblici attraverso:
- il Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche

L’Amministrazione Regionale attraverso:
- gli organi dell’Autorità di Bacino Regionale delle Marche

L’Amministrazione Provinciale attraverso:
- l’AATO n. 1 (Autorità d’ambito territoriale ottimale per la provincia di Pesaro-Urbino)

L’Amministrazione Comunale attraverso:
- il Sindaco quale rappresentante il Comune di Cagli nell’Assemblea Consortile dei 67 comuni aderenti all’AATO n. 1, nonché membro del Consiglio di Amministrazione dell’A.A.T.O. n. 1

Che cos'è l'AATO
L' Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (AATO) è un consorzio obbligatorio, composto da tutti i 67 Comuni e dall’Amministrazione della provincia di Pesaro e Urbino, chiamato a governare su scala provinciale il processo di riordino dei Servizi Idrici secondo quanto previsto dalla legge Galli del 1994 e della Legge Regionale del 1998. La sua funzione è fare in modo che i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione siano gestiti in modo integrato, con criteri tecnico-economici e livelli di qualità adeguati alle esigenze dei cittadini. Sui gestori l'Autorità d'ambito ha funzioni di controllo e di programmazione.

Le funzioni
1. Attività di analisi e di ricognizione delle reti acquedottistiche e delle altre componenti del ciclo integrale delle acque (dalle opere di presa, alla fognatura, alla depurazione).
2. Adozione del Piano di Ambito, strumento programmatorio che definisce gli standards di qualità del servizio, gli investimenti necessari, e le tariffe.
3. L'attività tecnico-amministrativa di controllo sui gestori e sul rispetto della Convenzione
4. La scelta dei soggetti cui affidare la gestione dei Servizi idrici nell'Ambito Ottimale, regolata dai contenuti della Convenzione e del Piano d'Ambito. E' netta la distinzione di ruoli fra l'AATO, che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, e il gestore che organizza il servizio e realizza gli obiettivi del piano. L'AATO deve svolgere la sua attività di controllore per conto dei Comuni e per assicurare la tutela del consumatore. Il controllo, pertanto, si esercita in primo luogo attraverso la verifica del raggiungimento degli obiettivi del piano e sull'applicazione della tariffa. In caso di rilevanti inadempienze l'AATO può anche revocare l'affidamento.

Il Fatto:

Il perdurare di una situazione climatica caratterizzata da una prolungata assenza di precipitazioni meteoriche, ha ancor più appesantito lo stato di insufficienza delle risorse idropotabili dell’ Ambito territoriale della Provincia di Pesaro e Urbino. La carenza d’acqua, come è noto, è strettamente legata alla costante pratica di approvvigionamento idropotabile, dipendente da fonti superficiali nella misura di circa l’80%, con particolare riferimento al fiume Metauro quale risorsa primaria.
Il nostro territorio ha dovuto fronteggiare già altre situazioni con gravi problemi di reperibilità della risorsa idrica, nella stagione estiva del 2001 e in quella ancor più siccitosa del 2003, senza però portare il fiume Metauro ad un livello di stress così acuto come in questo periodo.
A fronte di una stagione invernale che si è sviluppata in modo del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico, con assenza totale di precipitazioni, si è anticipata quest’anno l’avvio del tavolo di concertazione sull’emergenza idrica, che ha visto coinvolti, come per gli anni precedenti, l’A.A.T.O., la Provincia di Pesaro e Urbino, le società di gestione Aset, Aspes Multiservizi, Megas ed Hera Rimini, la Protezione Civile ed Enel Green Power che gestisce gli invasi idrici di Furlo, San Lazzaro e Tavernelle. Gli incontri si sono tenuti il 13 marzo, il 26 aprile e il 10 maggio, a cui si è aggiunto un sopralluogo presso il Pozzo del Burano, alla presenza anche del sindaco di Cagli, il 22 marzo 2007.

Per prevenire fenomeni particolari di crisi, il tavolo di concertazione sull’emergenza idrica costituito da tempo nella nostra Provincia, ha pianificato alcune azioni d’intervento (ordinanze sindacali, ordinanza provinciale, campagna di comunicazione AATO ecc.), a cui è seguito un provvedimento di apertura temporanea del Pozzo Burano nel Comune di Cagli (apertura avvenuta mercoledì 18 luglio 2007) che integra risorsa idropotabile per 200 litri/secondo.

L’AATO, di concerto con i soggetti sopra richiamati, si è inoltre attivato definendo alcune delle azioni contemplate nel dispositivo governativo pubblicato il 15 giugno 2007 sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’adozione di atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.


Gli effetti delle captazioni da falde profonde in generale e dal pozzo Burano in particolare possono produrre effetti disastrosi e devono essere preceduti da accurati studi che ne garantiscono la sostenibilità.
Il bacino interessato allo sfruttamento delle risorse idriche da falde profonde al di sotto dei calcari fessurati del massiccio appenninico Catria-Nerone coinvolge il territorio di ben tre comunità montane: Catria-Nerone, Catria-Cesano, Esino-Frasassi.

Sarebbe bene che le rispettive popolazioni se ne preoccupassero !

Le ultime notizie:

8/8/2007 (dal Corriere Adriatico)

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, al punto 10 dell’Ordine del giorno erano previste le interrogazioni. La minoranza, con i consiglieri, Ruggero Poeta (UDC) e Matteo Maidani (Forza Italia), aevva presentato interrogazioni riguardanti i problemi dell’emergenza idrica e la siccità, con la conseguente apertura del Pozzo 2 Burano e i pericoli per l’ambiente, ma anche per le greggi al pascolo senza acqua.Il consigliere Ruggero Poeta dichiara: “Proprio in questi giorni vengono fatti grandi appelli volti ai risparmi dell’acqua, ma con il mese di agosto che si accinge a vivere il suo periodo più importante, le frotte di turisti in arrivo sulla costa ed il picco dei consumi, mettono in difficoltà le aziende idriche che temono di non poter soddisfare la domanda di acqua. L’Aspes di Pesaro, recentemente, ha chiesto di aumentare a 350 litri al secondo il rilascio di acqua dal Pozzo del Burano. Pretesa francamente inaccettabile in un momento in cui bisogna centellinare la risorsa...”.Ecco, allora l’interrogazione firmata da Ruggero Poeta: “Pertanto interrogo il Sindaco per sapere: che iniziative intende prendere a tutela del territorio e della popolazione cagliese; se è stato valutato il danno che viene causato all’ambiente a causa dell’apertura del pozzo del Burano, le sorgenti in quota sono completamente asciutte, con danni irreversibili; se non sia il caso di proporre la costituzione di un consorzio fra i Comuni dell’entroterra per avere più peso politico a favore della tutela del territorio, come accennato dal sindaco di Piobbico; infine si chiede se il pozzo del Burano viene aperto solo in casi di eccezionale siccità. Chi decide lo stato eccezionale oppure, nel periodo estivo, l’apertura diventa una regola a beneficio della popolazione costiera. Si chiede risposta scritta”.Il consigliere Matteo Maidani aggiunge: “Premesso che la situazione idrica nella Provincia è ormai allo stato di emergenza. Che ormai da tempo le acque del Pozzo Burano vengono riversate sul fiume con possibili conseguenze per le sorgenti in alta quota e per l’approvvigionamento idrico dei pascoli per l’ecosistema in generale. Che il Pozzo del Burano è al centro di una discussione sui suoi possibili futuri utilizzi, si chiede al sindaco di informarsi tramite adeguate richieste al Megas e all’ATO, della effettiva quantità di captazione dal Pozzo del Burano 2 durante gli ultimi quattro mesi...”Maidani chiede di “conoscere la posizione della Amministrazione Comunale e del Sindaco, nel caso si chiedesse da parte della Provincia o di qualsiasi altra istituzione di utilizzare le acque del Pozzo del Burano per l’acquedotto di città della costa in particolare di Pesaro. Di sapere se questo prelievo è dettato solo dall’emergenza o per il futuro sarà considerata una operazione consuetudinaria”.Con i due consiglieri, anche una importante parte della popolazione è interessata alle risposte.


14/08/2007

Il Comune ha chiuso il Pozzo Burano 2 CAGLI - Alla presenza della protezione civile, del sindaco Domenico Papi e del presidente della Comunità Montana del Catria e Nerone, Gino Traversini, è stato chiuso il Pozzo Burano 2, da usare solo nei casi di emergenza.Il Pozzo era stato aperto lo scorso 26 luglio, rimanendo utilizzato fino a ieri mattina. dal pozzo è uscita acqua pari a 200 litri al secondo, per un totale di 450mila metri cubi, quantità uguale a quella che contiene l’invaso del Furlo.Sarebbe servita a potabilizzare Tavernelle, che tiene 500 mila metri cubi. Dopo le operazioni di chiusura, il sindaco Papi ha dichiarato: “Recuperata l’emergenza abbiamo chiuso il pozzo Burano 2, in accordo con l’Ato, la protezione civile e la Provincia. Questo deve rappresentare una esperienza e un insegnamento e un invito a pensare a sistemi diversi di approvvigionamento idrico al servizio delle nostre popolazioni”.Il presidente Traversini ha aggiunto: “Abbiamo aperto il pozzo con molta amarezza, abbiamo accettata la richiesta perché la legge lo prevedeva. Da oggi (ieri; ndr) il pozzo Burano ritorna ad essere una riserva strategica, come tale da tutelare, da conservare per il futuro. Ora dobbiamo incominciare a ragionare, soprattutto a fare molto di più nel periodo in cui l’acqua c’é. Dobbiamo pensare a una politica degli invasi collinari; al risparmio dell’acqua, non solo a parole ma con i fatti. Fu detto già sedici anni fa, quando fu realizzato il pozzo, che nessuno si illudesse di intaccare la riserva. Ormai è convinzione generale che si ha un grande patrimonio che bisogna preservare per il futuro”.

La Conclusione:
2oo litri al secondo ! e perché 200 ? 350 litri al secondo ! e perché 350 ?.....tutto il cucuzzaro !

Ecco come il cittadino ha percepito tutto il gioco estivo del Pozzo Burano, senza capire se dietro alle richieste avanzate ed alle decisioni prese ci sia stata la consapevolezza delle autorità preposte sulla sostenibilità dei quantitativi di prelievo decisi. Se cioè le scelte vengono fatte in base alla richiesta idrica dell’utenza o in base alla consapevolezza della reale disponibilità sostenibile del bacino.

E molto preoccupano quei ventilati atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.

Si aspetta quindi con ansia di conoscere le risposte ai legittimi quesiti posti dai Consiglieri Poeta e Maidani.

martedì 7 agosto 2007

CONCERTO JAZZ PER VALORIZZARE IL CENTRO STORICO

Concordo pienamente con Anonimo (vedi commento al post precedente) quando sostiene che l’iniziativa ha lo scopo principale di valorizzare l’interesse economico del Bar Commercio, ma se si legge bene l’articolo onestamente si legge che lo scopo è “anche” quello di valorizzare il centro storico.
Però il fatto è, dico io, che il nostro centro storico non ha tanto bisogno di essere valorizzato quanto di essere RISPETTATO, di essere reso FRUIBILE ai cittadini, LIBERO dal traffico rumoroso e puzzolente e dalle soste selvagge ed ingombranti. Quando è così, come nelle attuali serate estive, il nostro centro storico si riempie di gente ed i bar di piazza mi pare non si possano lamentare !!!!! Allora io torno a dire: perché non anticipare la chiusura del traffico al pomeriggio e perché non estenderla ai mesi di giugno e settembre ed alle festività invernali ?
Quanto al concerto jazz, lo ritengo comunque un buona iniziativa che dovrebbe essere imitata dagli altri bar, soprattutto quelli più periferici che non essendo in piazza potrebbero richiamare così un po’ di clienti. L’importante è che l’autorizzazione sia ben regolamentata con orari e limiti acustici ben definiti. Quindi no a concerti “fai da te”. Sì invece a tutte le iniziative che richiamano gente, soprattutto forestieri, negli angoli più belli e più nascosti della nostra Cagli, che ne ha tanti. Poi la gente in centro ci va, ci va !
A proposito del conflitto d’interessi del giornalista, in fondo si tratta di una questione tutta privata: se sta bene all’editore che il giornalista curi i propri interessi sono affari suoi; in fondo credo che una iniziativa simile se fosse stata proposta da un altro bar sarebbe stata pubblicata ugualmente. E poi l’articolo non è firmato, quindi …potrebbe essere di un altro.

mercoledì 18 luglio 2007

CULTURE A CONFRONTO

Culture a confronto ha detto...
Cara lupa45.Raccolgo il tuo invito provo a ripostare e ti rinnovo gli auguri per il tuo blog.Sono d'accordo con quello che dici a proposito della cultura (anche se non sei il primo a dirlo e non da oggi) .Quello che non condivido è l'uso- abuso che si fa oggi(ma non solo da oggi) del termine REPRESSIONEUn Paese dove chi è deputato a far rispettare le regole fa il suo dovere è un Paese CIVILE!In tale Paese non si fa repressione, ma un altro tipo di cultura: LA CULTURA DEL RISPETTO DEL CITTADINO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI.E' questa una cultura che a Cagli ( e non solo) si è estinta da tempo.....purtroppo.Oggi, se mi permetti, esiste e questa si che esiste davvero l' "altra repressione". La REPRESSIONE nei confronti di chi deve accettare che ladri ed assassini violino la propria casa,la REPRESSIONE di chi deve perdere la vita sulle strade a causa di ubriachi o drogati prepotenti ed arroganti,la REPRESSIONE di donne stuprate (guardati la statistica degli stupri in Italia)...e si... anche LA REPRESSIONE nei confronti di chi la notte ha il sacrosanto diritto di dormire e non di dover subire gli schiamazzi sguaiati di gente che fa della notte il proprio regno e l'inquinamento acustico di bar o sedicenti pub che addirittura fanno musica quando non la potrebbero fare PER LEGGE (e tutto questo il Sindaco lo sa e non fa niente).Allora, in attesa che tuttte le tue buone intenzioni portino i loro frutti, in attesa che i giovani recepiscano e assorbano i concetti di "riassetto dei valori e condanna dell'illegalità" ( per inciso, quanto tempo pensi che ci voglia a far recepire questi concetti agli extracomunitari che hanno una CULTURA distante anni luce dalla nostra ?)..allora in attesa che passino questi mesi(?)...anni(?)..decenni(?)...vogliamo pretendere che si pratichi la CULTURA DEL RISPETTO DEL CITTADINO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI O VOGLIAMO ANCORA CHIAMARLA REPRESSIONE?

Che dire? sui principi siamo tutti d’accordo: …chi fissa delle regole deve essere capace di farle rispettare…le istituzioni devono essere al servizio del cittadino…ma sulla visione della realtà mi pare che si stia esagerando un po’.
Dove sono tutti questi ladri ed assassini che violano le nostre case? Tutti questi incidenti mortali per ubriachezza del conducente? Tutte queste donne stuprate?
È vero che ne sono piene le pagine della cronaca nazionale e che è quindi sacrosanto l’allarme affinché queste piaghe vengano REPRESSE senza nessuna tolleranza. Ma usare questo terrorismo verbale, questa strategia della paura per raccogliere consensi è un vecchio trucco che non funziona più.
Va bene invece la DENUNCIA, il pungolo alle autorità ed alle forze dell’ordine affinché si adoperino per la PREVENZIONE e per la REPRESSIONE immediata ove questi problemi si evidenziano ! Hanno voluto la poltrona ? Bene ! Allora si diano da fare !
Poi per favore basta con queste accuse generalizzate verso gli extracomunitari: se è vero, ed è vero, che una percentuale di questi delinque, non va bene questa continua insofferenza generalizzata nei confronti di tutta la categoria! Come si fa ad ignorare il disagio che tante famiglie di lavoratori che con sacrifici indicibili lottano ogni giorno orgogliosamente per tentare di integrarsi fra persone ostili che le tollerano, le sfruttano, le sospettano. E a Cagli, che è una piccola città, queste famiglie le vediamo, le conosciamo, quindi non siamo giustificati quando confondiamo gli onesti con i disonesti, quando accusiamo genericamente e gratuitamente una intera classe sociale.
Quindi noi che diciamo di possedere una CULTURA dobbiamo farne buon uso, non metterla da parte per risolvere più semplicemente i problemi del nostro orticello.