La Premessa:
Gli enti preposti al controllo ed alla gestione delle nostre risorse idriche sono:
Il Ministero dell’Ambiente attraverso:
- la Direzione generale per la difesa del suolo – IV divisione (Monitoraggio e coordinamento dei sistemi cartografici)
Il Ministero dei Lavori Pubblici attraverso:
- il Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche
L’Amministrazione Regionale attraverso:
- gli organi dell’Autorità di Bacino Regionale delle Marche
L’Amministrazione Provinciale attraverso:
- l’AATO n. 1 (Autorità d’ambito territoriale ottimale per la provincia di Pesaro-Urbino)
L’Amministrazione Comunale attraverso:
- il Sindaco quale rappresentante il Comune di Cagli nell’Assemblea Consortile dei 67 comuni aderenti all’AATO n. 1, nonché membro del Consiglio di Amministrazione dell’A.A.T.O. n. 1
Che cos'è l'AATO
L' Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (AATO) è un consorzio obbligatorio, composto da tutti i 67 Comuni e dall’Amministrazione della provincia di Pesaro e Urbino, chiamato a governare su scala provinciale il processo di riordino dei Servizi Idrici secondo quanto previsto dalla legge Galli del 1994 e della Legge Regionale del 1998. La sua funzione è fare in modo che i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione siano gestiti in modo integrato, con criteri tecnico-economici e livelli di qualità adeguati alle esigenze dei cittadini. Sui gestori l'Autorità d'ambito ha funzioni di controllo e di programmazione.
Le funzioni
1. Attività di analisi e di ricognizione delle reti acquedottistiche e delle altre componenti del ciclo integrale delle acque (dalle opere di presa, alla fognatura, alla depurazione).
2. Adozione del Piano di Ambito, strumento programmatorio che definisce gli standards di qualità del servizio, gli investimenti necessari, e le tariffe.
3. L'attività tecnico-amministrativa di controllo sui gestori e sul rispetto della Convenzione
4. La scelta dei soggetti cui affidare la gestione dei Servizi idrici nell'Ambito Ottimale, regolata dai contenuti della Convenzione e del Piano d'Ambito. E' netta la distinzione di ruoli fra l'AATO, che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, e il gestore che organizza il servizio e realizza gli obiettivi del piano. L'AATO deve svolgere la sua attività di controllore per conto dei Comuni e per assicurare la tutela del consumatore. Il controllo, pertanto, si esercita in primo luogo attraverso la verifica del raggiungimento degli obiettivi del piano e sull'applicazione della tariffa. In caso di rilevanti inadempienze l'AATO può anche revocare l'affidamento.
Il Fatto:
Il perdurare di una situazione climatica caratterizzata da una prolungata assenza di precipitazioni meteoriche, ha ancor più appesantito lo stato di insufficienza delle risorse idropotabili dell’ Ambito territoriale della Provincia di Pesaro e Urbino. La carenza d’acqua, come è noto, è strettamente legata alla costante pratica di approvvigionamento idropotabile, dipendente da fonti superficiali nella misura di circa l’80%, con particolare riferimento al fiume Metauro quale risorsa primaria.
Il nostro territorio ha dovuto fronteggiare già altre situazioni con gravi problemi di reperibilità della risorsa idrica, nella stagione estiva del 2001 e in quella ancor più siccitosa del 2003, senza però portare il fiume Metauro ad un livello di stress così acuto come in questo periodo.
A fronte di una stagione invernale che si è sviluppata in modo del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico, con assenza totale di precipitazioni, si è anticipata quest’anno l’avvio del tavolo di concertazione sull’emergenza idrica, che ha visto coinvolti, come per gli anni precedenti, l’A.A.T.O., la Provincia di Pesaro e Urbino, le società di gestione Aset, Aspes Multiservizi, Megas ed Hera Rimini, la Protezione Civile ed Enel Green Power che gestisce gli invasi idrici di Furlo, San Lazzaro e Tavernelle. Gli incontri si sono tenuti il 13 marzo, il 26 aprile e il 10 maggio, a cui si è aggiunto un sopralluogo presso il Pozzo del Burano, alla presenza anche del sindaco di Cagli, il 22 marzo 2007.
Per prevenire fenomeni particolari di crisi, il tavolo di concertazione sull’emergenza idrica costituito da tempo nella nostra Provincia, ha pianificato alcune azioni d’intervento (ordinanze sindacali, ordinanza provinciale, campagna di comunicazione AATO ecc.), a cui è seguito un provvedimento di apertura temporanea del Pozzo Burano nel Comune di Cagli (apertura avvenuta mercoledì 18 luglio 2007) che integra risorsa idropotabile per 200 litri/secondo.
L’AATO, di concerto con i soggetti sopra richiamati, si è inoltre attivato definendo alcune delle azioni contemplate nel dispositivo governativo pubblicato il 15 giugno 2007 sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’adozione di atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.
Gli effetti delle captazioni da falde profonde in generale e dal pozzo Burano in particolare possono produrre effetti disastrosi e devono essere preceduti da accurati studi che ne garantiscono la sostenibilità.
Il bacino interessato allo sfruttamento delle risorse idriche da falde profonde al di sotto dei calcari fessurati del massiccio appenninico Catria-Nerone coinvolge il territorio di ben tre comunità montane: Catria-Nerone, Catria-Cesano, Esino-Frasassi.
Sarebbe bene che le rispettive popolazioni se ne preoccupassero !
Le ultime notizie:
8/8/2007 (dal Corriere Adriatico)
Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, al punto 10 dell’Ordine del giorno erano previste le interrogazioni. La minoranza, con i consiglieri, Ruggero Poeta (UDC) e Matteo Maidani (Forza Italia), aevva presentato interrogazioni riguardanti i problemi dell’emergenza idrica e la siccità, con la conseguente apertura del Pozzo 2 Burano e i pericoli per l’ambiente, ma anche per le greggi al pascolo senza acqua.Il consigliere Ruggero Poeta dichiara: “Proprio in questi giorni vengono fatti grandi appelli volti ai risparmi dell’acqua, ma con il mese di agosto che si accinge a vivere il suo periodo più importante, le frotte di turisti in arrivo sulla costa ed il picco dei consumi, mettono in difficoltà le aziende idriche che temono di non poter soddisfare la domanda di acqua. L’Aspes di Pesaro, recentemente, ha chiesto di aumentare a 350 litri al secondo il rilascio di acqua dal Pozzo del Burano. Pretesa francamente inaccettabile in un momento in cui bisogna centellinare la risorsa...”.Ecco, allora l’interrogazione firmata da Ruggero Poeta: “Pertanto interrogo il Sindaco per sapere: che iniziative intende prendere a tutela del territorio e della popolazione cagliese;
se è stato valutato il danno che viene causato all’ambiente a causa dell’apertura del pozzo del Burano, le sorgenti in quota sono completamente asciutte, con danni irreversibili; se non sia il caso di proporre la
costituzione di un consorzio fra i Comuni dell’entroterra per avere più peso politico a favore della tutela del territorio, come accennato dal sindaco di Piobbico; infine si chiede se il pozzo del Burano viene aperto solo in casi di eccezionale siccità. Chi decide lo stato eccezionale oppure, nel periodo estivo, l’apertura diventa una regola a beneficio della popolazione costiera. Si chiede risposta scritta”.Il consigliere Matteo Maidani aggiunge: “Premesso che la situazione idrica nella Provincia è ormai allo stato di emergenza. Che ormai da tempo le acque del Pozzo Burano vengono riversate sul fiume con possibili conseguenze per le sorgenti in alta quota e per l’approvvigionamento idrico dei pascoli per l’ecosistema in generale. Che il Pozzo del Burano è al centro di una discussione sui suoi possibili futuri utilizzi, si chiede al sindaco di informarsi tramite adeguate richieste al Megas e all’ATO, della
effettiva quantità di captazione dal Pozzo del Burano 2 durante gli ultimi quattro mesi...”Maidani chiede di “conoscere
la posizione della Amministrazione Comunale e del Sindaco, nel caso si chiedesse da parte della Provincia o di qualsiasi altra istituzione di utilizzare le acque del Pozzo del Burano per l’acquedotto di città della costa in particolare di Pesaro. Di sapere se questo prelievo è dettato solo dall’emergenza o per il futuro sarà considerata una operazione consuetudinaria”.Con i due consiglieri, anche una importante parte della popolazione è interessata alle risposte.
14/08/2007
Il Comune ha chiuso il Pozzo Burano 2 CAGLI - Alla presenza della protezione civile, del sindaco Domenico Papi e del presidente della Comunità Montana del Catria e Nerone, Gino Traversini, è stato chiuso il Pozzo Burano 2, da usare solo nei casi di emergenza.Il Pozzo era stato aperto lo scorso 26 luglio, rimanendo utilizzato fino a ieri mattina. dal pozzo è uscita acqua pari a 200 litri al secondo, per un totale di 450mila metri cubi, quantità uguale a quella che contiene l’invaso del Furlo.Sarebbe servita a potabilizzare Tavernelle, che tiene 500 mila metri cubi. Dopo le operazioni di chiusura, il sindaco Papi ha dichiarato: “Recuperata l’emergenza abbiamo chiuso il pozzo Burano 2, in accordo con l’Ato, la protezione civile e la Provincia. Questo deve rappresentare una esperienza e un insegnamento e un invito a pensare a sistemi diversi di approvvigionamento idrico al servizio delle nostre popolazioni”.Il presidente Traversini ha aggiunto: “Abbiamo aperto il pozzo con molta amarezza, abbiamo accettata la richiesta perché la legge lo prevedeva. Da oggi (ieri; ndr) il pozzo Burano ritorna ad essere una riserva strategica, come tale da tutelare, da conservare per il futuro. Ora dobbiamo incominciare a ragionare, soprattutto a fare molto di più nel periodo in cui l’acqua c’é.
Dobbiamo pensare a una politica degli invasi collinari; al risparmio dell’acqua, non solo a parole ma con i fatti. Fu detto già sedici anni fa, quando fu realizzato il pozzo, che nessuno si illudesse di intaccare la riserva. Ormai è convinzione generale che si ha un grande patrimonio che bisogna preservare per il futuro”.
La Conclusione:
2oo litri al secondo ! e perché 200 ? 350 litri al secondo ! e perché 350 ?.....tutto il cucuzzaro !
Ecco come il cittadino ha percepito tutto il gioco estivo del Pozzo Burano, senza capire se dietro alle richieste avanzate ed alle decisioni prese ci sia stata la consapevolezza delle autorità preposte sulla sostenibilità dei quantitativi di prelievo decisi.
Se cioè le scelte vengono fatte in base alla richiesta idrica dell’utenza o in base alla consapevolezza della reale disponibilità sostenibile del bacino.
E molto preoccupano quei ventilati atti necessari a fronteggiare l’emergenza idrica, fra cui opere di approfondimento nel massiccio appenninico, finalizzate al reperimento di nuova risorsa idrica da falde profonde.
Si aspetta quindi con ansia di conoscere le risposte ai legittimi quesiti posti dai Consiglieri Poeta e Maidani.