Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

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Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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L'ANIMA NEL TEMPO

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INNO AL TARTUFO. Cagli 23 e 24 novembre 2019

RADUNO ANA A CAGLI

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MOSTRE D'ARTE

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017
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lunedì 18 agosto 2008

LA FESTA DI S. EMIDIO

Venerdì 22 agosto, alle ore 17.30, presso l’omonima chiesetta dislocata nei pressi del Borgo, si svolgerà la tradizionale Festa di S.Emidio.
La chiesetta è lì sorta “…nel 1781 in occasione del seppellimento in quel luogo dei cadaveri di quanti restarono vittime del terremoto del 3 giugno, tanto nella cattedrale quanto nella città. Ogni anno in ricorrenza di sì luttuosa calamità soleva farsi una processione di penitenza e suffragio a detta chiesa, ma questa cerimonia andò in disuso dopo la venuta del Governo Italiano, come pure andarono in disuso la festa di S.Emidio con relativa processione, e la Compagnia, che vi era eretta” (Sac. Gottardo Buroni “La Diocesi di Cagli” – Tipografia Bramante – Urbania – 1943).
Maria Paradisi, custode della chiesetta

La tradizione vorrebbe quindi che questa ricorrenza si celebrasse il 3 giugno.
Attualmente invece la data di questo evento cambia di anno in anno: quest’anno è stata fissata al 22 agosto. Invece il giorno in cui la Chiesa festeggia il Santo è il 5 agosto.
Nel pomeriggio di venerdì prossimo, quindi, alle ore 17.30 verrà celebrata una messa.
Seguirà il tradizionale sobrio rinfresco.


Notizie su S.EmidioEmidio nacque, nell’anno 273, da nobile famiglia di Treviri, città del nord-ovest dell' attuale Germania, ai limiti dell’Impero Romano. All’età di 27 anni, lui che era di famiglia pagana, stando a contatto coi suoi coetanei cristiani, si accostò alla vera Fede ricevendo il battesimo. Per volere divino partì per l’Italia assieme a tre suoi amici, Euplo, Valentino e Germano, giunto a Milano ebbe un incontro molto importante con il vescovo S. Materno che lo istruì adeguatamente e l’ordinò sacerdote. Trasferitosi a Roma, vi dimorò con spirito apostolico, associando prodigi sorprendenti. Fu ricevuto dal papa S. Marcellino, il quale ritenendolo idoneo ad assumere le responsabilità episcopali, lo consacrò vescovo destinandolo ad Ascoli, dove risiedeva una comunità che ardeva dal desiderio di avere un Pastore. Ascoli, distrutta da Pompeo Strabone e ricostruita dal figlio Pompeo Magno, era un’importante città posta lungo la strada consolare “Salaria”, che univa a Roma e al mare Adriatico. Contava oltre ottantamila abitanti, ed era un centro commerciale e militare molto importante. Emidio con slancio accolse il desideri del papa e partì per Ascoli assieme ai suoi amici. Lungo il tragitto, venne informato che qui si era risvegliata un’attività persecutoria verso i cristiani, quindi non c’erano le migliori condizioni per svolgere la sua missione. Si indirizzò allora verso il vicino Abruzzo, convertendo alla Fede la città di Pitino ed altre vicine.
Ristabilitasi la calma ad Ascoli vi si recò e fu accolto con grande gioia dai martoriati cristiani. Il giovane Emidio iniziò, allora, la sua opera pastorale con grande fervore: predicava, istruiva, confortava i sofferenti, convertiva e battezzava, raggiungendo anche centri limitrofi; raggiunse anche Fermo, dove assieme ad una comunità di cristiani preesistente, aprì al culto del vero Dio un tempietto pagano. Dopo appena tre anni d’intenso e proficuo lavoro, confortato da prodigi, nel 303, tornato ad Ascoli, quando ormai tanti pagani si erano convertiti alla Fede e, tra questi anche Polisia, la figlia del Prefetto della città, fu catturato dai persecutori, condannato a morte e decapitato nel luogo dove oggi sorge il tempietto di “S. Emidio Rosso”.
Caduto a terra in un lago di sangue, il Martire – secondo la tradizione – raccolse il capo, si alzò, mettendosi in cammino per raggiungere l’Oratorio delle Grotte, dove radunava i fedeli per le sacre funzioni; qui si adagiò per il riposo eterno. Mani pietose poi lo composero in un rude sepolcro scavato nel tufo. Gli ascolani, successivamente, lo esumarono e portarono nella cripta della Cattedrale, ove è particolarmente venerato come Protettore contro il flagello del terremoto. Ciò deriverebbe dal fatto che "Egli, già in vita, aveva dal Cielo il potere di disporre, a sua volontà, del terremoto che, quando entrava in qualche città, come a Pitino in Abruzzo, o in Ascoli, il terremoto si scatenava d'improvviso e faceva crollare i templi e le statue degli dèi... ma non le case! e anche oggi, queste, il Santo le prende in sua tutela" (Dalla Lett. past. "O Beate Emigdi" di Mons. Ambrogio Squintani)

domenica 17 agosto 2008

OGGI "L'ALTRA FESTA" AL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO

L’iniziativa è dell’Associazione Villaggio Globale Solidale di Cagli.
L’associazione si prefigge ogni anno un progetto da finanziare con il ricavato della festa che si tiene presso il Chiostro di San Francesco.

Per quest’anno, nei giorni di sabato 16 e domenica 17 agosto 2008, ci si occuperà della “Mikombe Secondary School”: il progetto riguarda la costruzione di una nuova ala della scuola secondaria attraverso il reperimento della strumentazione necessaria ad una biblioteca e all’insediamento di un laboratorio per il recupero della tradizione orale. Attraverso registratori, videocamere e computer si effettuerà la raccolta di fiabe, leggende e storie locali per poterle raggruppare in un libro che verrà scritto in inglese e chichewa in Malawi, mentre in Italia verrà stampato in inglese ed italiano. Si tratta di un elaborato che verrà diffuso come libro di narrativa per ragazzi anche nelle scuole con l’obiettivo di valorizzare una cultura altrimenti dimenticata.


negozio di materiali elettrici


Questo progetto assume un’interesse particolare poiché diverge dai soliti percorsi che noi tutti conosciamo. Mentre siamo abituati a vedere l’occidente esporare la propria cultura altrove, questa volta sarà un paese quasi dimenticato a farlo. E proprio per questo verrà attivato anche un corso di formazione e in una seconda fase si darà il via anche a dei laboratori che daranno spazio all’espressione artistica Malawiana e non solo alle tradizioni orali.Per questo progetto è già stato richiesto il cofinanziamento di enti pubblici ed altri eventi hanno già contribuito alla sua realizzazione.



laboratorio teatrale
Nelle due giornate potremo assistere a due conferenze; sabato si parlerà dello stato di attuazione dei progetti finanziati e ci sarà la presentazione del filmato “appenninum nostrum”, mentre domenica la discussione sarà incentrata sull’esperienza di Cagli nei gruppi di acquisto solidale. Alle 19.00 verrà aperta la mensa sociale con cucina etnica, tradizionale, biologia ed equosolidale e dalle 21.30 in poi le due serate verranno allietate da spettacoli e musica dal vivo.

giovedì 14 agosto 2008

VIVERE A CAGLI AUGURA A TUTTI BUON FERRAGOSTO

...A CHI SI UNIRA' AL BRANCO
e
...A CHI LO TRASCORRERA' IN SOLITUDINE

martedì 12 agosto 2008

IL TEATRO COMUNALE.............. DI…VENTA POESIA

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Mercoledì 13 agosto alle ore 21.00 torna al Teatro Comunale

di…vento poesia


la tradizionale rassegna di poesia contemporanea ideata a curata da Ninel Donini.
Ingresso libero.
L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Teatro.

I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.


Ninel Donini
Ninel Donini, cagliese, è stata docente di Lettere per molti anni presso gli Istituti superiori di I e II grado fino al primo settembre 2003. Laureata in Psicologia, frequenta l’ ultimo anno di un corso di specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la sede di Falconara (Ancona).
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. E’ stata Consigliere provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino e Capogruppo dal 1975 al 1990, Assessore provinciale alla Sanità dal 1978 al 1980, Consigliere regionale e Capogruppo dal 1995 al 2000.
Organizza eventi di poesie e come critico letterario ha recensito numerosi testi di poesie ed ha presentato nuovi e famosi poeti.
E’ impegnata come relatrice in numerose iniziative culturali. Fa parte del direttivo dell’Associazione Culturale “Contemporaneo” di Cagli (Pesaro e Urbino).
Coltiva un appassionato interesse per la politica.
Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie “Note a margine”.
Umberto Piersanti
Ad Umberto Piersanti, che con la sua poesia ha trasformato Urbino, le Cesane, i suoi luoghi dell’infanzia in luoghi dell’anima, di recente, tra i tanti riconoscimenti, è stato assegnato il premio Mario Luzi. È nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.
Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. L’ultima sua opera poetica è L’albero delle nebbie, edizioni Einaudi
Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986). Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione. Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi.Attualmente dirige la rivista Pelagos.

Francesco Scarabicchi
Francesco Scarabicchi, nato ad Ancona il 10 febbraio 1951, dove vive, è stato annoverato, da un prestigioso quotidiano nazionale, tra i venti autori più letti negli ultimi cinque anni. Il suo amore per la poesia non è limitato alla produzione ma anche all’organizzazione di eventi con importanti poeti nazionali ed internazionali.
Ha pubblicato, in versi: La porta murata, Residenza, Ancona, 1982, introduzione di Franco Scataglini; Il viale d'inverno, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1989, con un saggio di Massimo Raffaeli; Il prato bianco 1988-1995, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1997 - poi raccolti nella selezione de Il cancello 1980-1999 (Ancona, Pequod, 2001). E inoltre: Asfalti, Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2002, con fotografie di Daniele Maurizi; L’esperienza della neve, Roma, Donzelli, 2003. Il suo ultimo testo Il segreto è edito da L’obliquo di Brescia.E' uscita nel marzo 2001 una autoantologia che raccoglie testi scelti dal 1980 al 1999 (Il cancello, Pequod, Ancona, 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo.In collaborazione con il pittore Giorgio Bertelli: Via crucis, Sestante, Ripatransone, 1994, introduzione di Vincenzo Consolo; Diario di Càlena, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 1995, introduzione di Claudio Piersanti; Brume, Agrapha, Tremestieri Etneo, 1999, con una nota di Gilberto Severini.
Ha tradotto testi da Antonio Machado e da Federico Garcìa Lorca in parte raccolti in Taccuino spagnolo (L'Obliquo, Brescia, 2000) e in Gli istanti feriti (Ancona, Università degli Studi, 2000).Seguendo una sua personale inclinazione, si è a lungo occupato di arti figurative curando, fra le altre, monografie su Ernesto Treccani, Valeriano Trubbiani e Giorgio Bertelli.

Da segnalare la raccolta: L'attimo terrestre: cronache d'arte 1974-2006 (Ancona, Affinità elettive, 2006). Ha ideato e coordina, dal 2002, la rivista semestrale di scritture immagini e voci «Nostro lunedì».


Gli altri autori, marchigiani anche loro, affidano alla voce degli interpreti contributi meno noti ma non meno significativi. I testi saranno letti dagli attori della Pioletta, compagnia teatrale: Agnese Anniballi, Giannicola De Sanctis, Silvia Fumelli, Metella Ragni.

Gli intermezzi musicali di jazz sono affidati alla creatività ed alla competenza del Vittorio Gennari Quartet.

lunedì 4 agosto 2008

LA PERSONALE DI STANISLAO PACUS ALLA QUADRERIA CESARINI DI FOSSOMBRONE


Inaugurata sabato 2 agosto alle 18,30 nella Quadreria Cesarini di Fossombrone, la mostra fa parte della rassegna “Segnali d’arte 2008”, lanciata quest’anno dallo Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea della Provincia (assessorato alle attività culturali) ed è stata organizzata insieme al Comune di Fossombrone.


Stanislao Pacus - Il pasto degli Dei
Satanislo Pacus: "Artista eclettico e visionario che crea, con materiali semplici, opere complesse dal profondo significato simbolico, fotografa l'idea e dipinge i sogni". Un profilo che sintetizza la ricerca espressiva di Stanislao Pacus, maestro di body-art e di comportamento nato a Cagli nel 1938 e che attualmente vive e lavora a Milano.
Stanislao Pacus - Laguna dell'incanto

La personale di Stanislao Pacus si articola in quattro sezioni : I raspi, Il salto del tempo, Fuss e infine le Installazioni.
I raspi, sono come dice l'artista stesso un malessere esistenziale, un fatidium vitae e rappresentano nel loro splendore informale uno splen esplicativo e suggestivo.
Il salto del tempo, sono un gruppo di opere di pittura che vorrebbero vedere il tempo non scorrere nelle umane vicende, poiché la bellezza delle cose terrene e la loro rappresentazione racchiudono un senso alto della vita come se l’uomo fosse immortale.
Fuss, sono un gruppo di fotografie in cui la rappresentazione è basata esclusivamente sulla partecipazione all'evento e non sull'estetica del fatto compiuto. L'artista, infatti, in una recente intervista afferma che la fotografia è "bella" se è partecipativia e non estetica. Fuss è un acronimo scurrile che non è svelato in quanto si riferisce a sbandati e tossici che nel 2002 bruciarono l'atelier dell'artista.
Le Installazioni, sono le evidenze più arcane e sensibili del modo con il quale l'artista interpreta il sentimento dell'arte, le Installazioni di Pacus rispecchiano sempre un ordine architettonico.Pacus è anche poeta e scrittore, da più di trent'anni con coraggio sperimenta il connubio tra Arte Concettuale e la realtà contadina della terra cagliese, che esalta e valorizza con le sue multiformi creazioni.
Stanislao Pacus - Temperare la mente
La produzione artistica di Pacus colpisce lo spettatore per la forza espressiva e la singolarità dell'idea. Un'idea, in questo caso, in movimento, un flusso d'immagini, sensazioni e parole dal profondo significato simbolico.
''L' Anima s' incanta l' Arte no"

Stanislao Pacus
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008

Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,

dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19

mercoledì 16 luglio 2008

I VENERDI' DI CAGLI CHIAMANO A RACCOLTA GLI APPASSIONATI DI ENIGMISTICA

C'E' ANCHE LEONE

NELLA SECONDA TAPPA DI “ENIGMATICAGLI"

IS? Sono le ultime lettere di Jacopo Ortis! N? E' la nona di Beethoven (enne è la nona ed ultima lettera della parola Beethoven). I? E' il corrispondente romano dell'Unità (I è l'uno dei latini). O, se preferite, dell'Avanti (dal verbo latino andare che si coniuga in eo, is, ivi, itum ,ire). Queste ed altre prelibatezze edipiche riserverà Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, a tutti coloro che vorranno vivere di persona la seconda serata di "EnigmatiCagli" di venerdì 18 luglio. Intanto, esposti attorno alla fontana di piazza 10 rebus ed altrettanti anagrammi di Leone vengono proposti scaglionati in formato gigante nelle tre puntate settimanali previste che si concluderanno il 25 luglio. A suggello del positivo operato della locale Associazione, protagonisti della serata saranno anche gli scacchi con il presidente Francesco Maria Pantaleoni (fratello di Leone) e con il preparatore del settore giovanile Giovanni Diani; entrambi proporranno alcuni problemi con soluzione in poche mosse forzate. A proposito di scacchi ricordiamo che Leone Pantaleoni, dal 1995 presidente del Circolo Scacchistico Pesarese, nel gennaio 1991, pareggiò a Modena con il campione del mondo russo Anatolij Karpov (pupillo di Leonid Breznev, Segretario Generale e, insomma, capo assoluto dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982) e nel maggio 1998, a Pesaro, inflisse l'unica sconfitta al più geniale ed imprevedibile giocatore italiano di tutti i tempi, il fiorentino Sergio Mariotti.
Nelle foto che seguono, i tabelloni con alcuni enigmi proposti venerdì 11 luglio








sabato 21 giugno 2008

L'ENIGMA PIU’ DIABOLICO CHE SANTO DI LEONE DA CAGLI

Nessuno lo ha risolto, nonostante i vari ed encomiabili tentativi
Enigma più diabolico che santo quello lanciato sul web “Vivere a Cagli” da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) a tutti gli appassionati di scienza edipica della provincia. Diabolico perché nessuno, nonostante i vari ed encomiabili tentativi, è riuscito a cogliere nel segno. Santo perché la soluzione riguarda San Pio V, 227° papa della Chiesa; ovvero quel Michele Ghisleri che, nato a Bosco Marengo (Milano) nel 1504 e morto a Roma nel 1572, si oppose a varie eresie, prima fra tutte quella anabattista.


L’assunto del quiz proposto più d’un mese fa, e curiosamente intonato alle piovose condizioni meteorologiche del momento, era: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -"
La soluzione si ottiene nel modo che segue: la domanda di cui sopra si può esprimere in altro modo, e cioè con la frase: - Pioverà papà? – che, letta in modo diverso, diventa: “Pio V era papa”. Che è, appunto, la soluzione del diabolico enigma.

Leone Pantaleoni*
*enigmista

san Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri.

sabato 14 giugno 2008

ALLA ROMITA ALFIO HA FESTEGGIATO IL SUO PENSIONAMENTO

Veramente tanti gli ospiti convenuti alla Romita per festeggiare il pensionamento di Alfio. È stata una festa all’apparenza semplice, pulita, spontanea, come Alfio; una festa fra amici, in un ambiente famigliare, fortemente caratterizzato dalla antica tradizione campagnola: tavole generosamente imbandite in mezzo al verde, con i migliori prodotti della cucina locale e musica folk. E dietro a quella semplicità apparente c’era la magia di un ambiente come la Romita, una proprietà lungo il fiume Bosso messa a disposizione dallo zio Piero, oltre alla sapiente organizzazione della zia Adele, responsabile della cucina ed all'impegno di tanti amici per i preparativi. Non è da tutti trovare tanta disponibilità. E come se questo non bastasse, ad un certo punto è arrivata, inaspettata, una rappresentanza della Banda Cittadina con le Majorettes, provocando l’immediata commozione del tenero Alfio. Non sono mancati neppure i “discorsi”, pronunciati prima dalla zia Adele, poi dagli amici "importanti": Fernando e, naturalmente, Domenico. Infine Alfio ha ringraziato tutti ed ha concluso con la propria dichiarazione di amore per Cagli, non solo per la sua gente, ma anche per i suoi muri.

martedì 20 maggio 2008

CONCORSO A PREMI: L'ENIGMA METEOROLOGICO DI LEONE DA CAGLI

Pantaleoni sfida tutti gli appassionati di scienza edipica della nostra provincia
tutti i concorsi di Leone da Cagli:
Per l'estate che viene, Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, lancia una sfida a tutti gli appassionati d'arte edipica della provincia.

L'esposto è il seguente: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -" (vedi foto).

ENIGMA: Frase (3, 1, 3, 4)


- Babbo, pensi che verrà giù la pioggia ? -
Il Fabio Fazio del "Che tempo che fa" non c'entra nulla. e la soluzione è una frase composta di quattro parole, dove la prima ha tre lettere, la seconda una, la terza tre e la quarta quattro (frase: 3,1,3,4).

La risposta, tramite e-mail, può essere inviata a: lpanta@alice.it.
O telefonando allo 0721-30245.
O scrivendo all'autore in via Battelli, 19.
O ancora inviando un commento ad uno dei seguenti blog:

http://www.vivereacagli.blogspot.com/

http://www.ilmondodileonedacagli.blogspot.com/

Ultimo giorno valido di partecipazione al concorso è venerdì 20 giugno prossimo (il 21 entra l'estate!).Ai solutori verrà inviata una copia del libro "Pantantirebus" (comprensiva di sua versione in dvd!) comprendente 130 rebus antologici di Leone, tre dei quali mai usciti sul settimanale di enigmistica che vende mezzo milione di copie a numero.

venerdì 9 maggio 2008

SAN GERONZIO

San Geronzio, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, è patrono della città di Cagli (PU).


Fu vescovo di Cervia e nel 502 partecipò al Concilio Romano indetto da Papa Simmaco contro l'Antipapa Lorenzo. Nei pressi della città di Cagli lungo la consolare Flaminia, secondo la tradizione, nell'anno 504 il vescovo Geronzio fu decapitato, dagli scismatici, avendo egli difeso nel 502 il pontefice Simmaco al Quarto Concilio Romano detto Palmare.



Riteneva, invece, con più probabilità il bollandista D. Papebroch, che non furono tanto i seguaci dell'antipapa Lorenzo o gli sgherri del re ariano Teodorico a far uccidere il vescovo di Cervia, bensì dei comuni briganti.


Il corpo di Geronzio fu raccolto dal vescovo di Cagli Viticano ed una abbazia a lui dedicata, che l'Ughelli ritiene anteriore all'VIII secolo, ne avrebbe difeso e propagato la memoria ed il culto.



A Campo Ventoso, luogo del martirio, fu eretta una piccola chiesa (poi ampliata a partire dal XVII secolo) della quale la prima notizia documentaria risale al 1290, poiché in un documento dell'epoca è menzionato un Guglielmo cappellano "S. Gerontii". Leggenda vuole che le oche nel viaggio del 502 avessero salvato la vita al vescovo Geronzio. Per tale motivo egli è variamente rappresentato nella città di Cagli con accanto una bianca oca.



Il corpo, raccolto dal Vescovo di Cagli, fu tumulato sul Monte Calleo dove fu eretta un'abbazia a lui intitolata. L'abbate di San Geronzio è uno dei protagonisti (insieme al Vescovo, al Priore della Canonica e alle maggiori casate cagliesi) dell'accordo con il quale nel secolo XII si costituisce il libero Comune di Cagli.



A San Geronzio oltre l'abbazia furono edificate: la chiesa sul luogo del martirio, una chiesa nella zona del Tarugo, la chiesa del convento dei Padri Cappuccini e l'altare del Comune nella Basilica Cattedrale di Cagli.



Il cenobio benedettino fu unito nel 1290 alla Mensa vescovile per volontà di papa Niccolò IV negli anni del forte impegno del pontefice per la riscotruzione e traslazione della città di Cagli avvenuta a partire dal 1289 su disegno di Arnolfo di Cambio. Nel "Liber appassatus" del contado di Cagli del 1339, i beni intestati al cenobio sono, però, già ridotti a poca cosa, segno di un'avanzata incorporazione. Infine negli elenchi di chiese del 1468 non vi sono più beni riferiti al cenobio. Ormai in stato di abbandono il complesso abbaziale con il relativo colle viene ceduto per l'edificazione di un'avanzata Rocca romboidale (collegata alla sottostante città tramite il Torrione e l'ancor esistente "soccorso coverto") ideata da Francesco di Giorgio Martini per volere del duca Federico da Montefeltro. La Rocca (in costruzione nei primissimi anni Ottanta del XV secolo) è parzialmente smantellata del 1502 durante gli eventi legati alle mire espansionistiche del Valentino figlio di papa Alessandro VI. Nel 1565 si dispone la costruzione di un convento dei Padri Cappuccini che sarà eretto nel giro di pochissimi anni sul colle ove un tempo sorgeva l'abbazia di San Geronzio. A ricordo di ciò la chiesa conventuale cappuccina fu dedicata al santo protettore della città di Cagli (festeggiato il 9 maggio).



Il mistero della sparizione del corpo di San Geronzio è stato di recente svelato dallo storico Alberto Mazzacchera che nel 2006 ha scritto: "come riferito dall'annalista Saxo, le reliquie del Santo furono acquisite dal vescovo Otger di Speyer il 19 luglio del 963 e portate a Magdeburg dove furono depositate il 21 settembre dello stesso anno. Ciò avvenne durante il passaggio, lungo la consolare Flaminia, dell'imperatore Ottone I di Sassonia al quale evidentemente non doveva essere facile resistere".

ore 17.00 S. Messa in Cattedrale per la Festa del Patrono S. Geronzio a Cagli.
Seguirà la consueta processione fino alla chiesa di San Geronzio.
Sarà presente il Vescovo.

NONA SINFONIA IN ENNE

La nona di B e e t h o v e N1 2 3 4 5 6 7 8 9

Timida e discreta inquilina del dizionario, la enne. Démodé come oggi lo sarebbe un colletto inamidato di Guido Gozzano, egualmente incuriosisce. A partire da come la si scrive per esteso. Composta della medesima vocale e consonante ripetute, sembra imbarazzarsi nell’accettare le lettere messele gentilmente a disposizione dal vocabolario. Una sorta di signorina Felicita arrossita come rosolio dinnanzi al debordante vassoio dei biscotti che le vengono offerti. Per nulla crepuscolare e tanto meno decadente è però l’occhio dell’ enigmista che osserva la enne. A scorrerla all’incontrario essa si legge allo stesso modo. E’ dunque parola palindroma. Dal greco pàlin (all’indietro) e dròmos (corsa). Se non fosse un campione di ritrosia, la si potrebbe sminuire un poco nel dire che il suo è un destino in comproprietà con la elle, la emme, la erre e la esse. Ma non per questo la s’inflazionerebbe. Immaginiamocela, allora, una bella enne scritta su un foglio. Preferibilmente in carattere maiuscolo. Considerandola una sola enne, la si potrebbe definire “sol enne”. E dunque trasformala nella parola “solenne”. Ma, a guardar meglio, affondando il pugnale fino al manico, ci si potrebbe avventurare fino a “Messa sol enne” (è posta dove la vediamo una enne e nient’altro). Che è addirittura una frase. Icastica quanto la si voglia, ma compiuta. Ma, benedetto iddio, che c’azzecca Josif Vissarionovic Dzugasvili con la enne? Il fatto è che quella lettera padrona del foglio potrebbe suggerirci l’espressione: “Sta lì N”. Le cui lettere, cucite in una unica parola come le medaglie sul suo cappottone all’altezza del petto, ci pongono davvero al cospetto del terribile Stalin. E poco c’importa se poi lui riderà glacialmente sotto i baffi. Anzi, baffoni. Dai freddi e spaziosi palazzi del Cremino alle polverose tende della steppa sconfinata ce n’è anche per Attila. Un altro che te lo consiglio. Ebbene, ci sono due vecchietti siciliani, più improbabili che eccentrici, i quali, relegata in soffitta l’immagine di Leone I a cavallo con tiara e pastorale, inneggiano al flagello di Dio al pari di molti paesi d’Europa (Ungheria, Turchia, Islanda e Scandinavia) che ancor oggi gli nominano neonati e strade. Basta rifarsi al brano che segue, dove le enne, seppur diluita fra 38 vocali, la fa da padrona assoluta del campo: “Nonnino Enea (à un neo nano!) e nonnina Anna (à una iena non nana!) ànno un inno unno a Enna”. 30 enne in una frase di 30 consonanti, non è male in quanto a potere assoluto! Addentriamoci adesso in un vaporoso e maleodorante laboratorio chimico per considerare che N potrebbe intendersi come la metà di NO. E dunque “metà NO”. E, insomma, “metano”. Ma identico ragionamento vale per la O. Se ne deduce che partendo indifferentemente da un atomo di azoto (simbolo chimico N) o di ossigeno (simbolo chimico O), si giunge ad un atomo di carbonio e quattro d’idrogeno. Che significa un’auto a metano con targa CH4 (la formula dell’idrocarburo in questione, per chi non sapesse). Come a dire che da Avogadro a Proust, passando per Lavoisier, Gay-Lussac e Dalton, è un tutto da rifare di bartaliana memoria! Non sarà invece che è Edipo a non raccontarla giusta? E allora, che ne direste di togliergli il sottile camice bianco, strapparglielo di dosso se occorre, e mettergli piuttosto una solida camicia di forza? Una nota per concludere. Anzi, tante note. E tutte musicali. La enne è la nona lettera della parola “Beethoven”. Contare per credere. E dunque è anche la “Nona di Beethoven”. Beh, confessatelo, una sinfonia in enne non l’aveva mai sentita e tanto meno ascoltata nemmeno quell’antipatico melomane di vostro cugino, non è vero?

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

sabato 3 maggio 2008

UN INEDITO ‘VACCABOLARIO’ TRECCANI DESTINATO – MANZONI DOCET - A QUATTRO GATTI, DOVE I LEMMI SONO INVECE DILEMMI


ARCIGNO? LO ERA ROSSINI
QUANDO NON GLI GIRAVA


Se l’ “addiaccio” è un addio più brutto che triste, se l’”apostolo” è un discepolo maniaco dell'ordine e se “arcigno” era Rossini quando non gli girava, c’è qualcosa di strano nell’aria. Non l'aria della cavatina del genio di Pesaro, beninteso, ma nel vocabolario. E “Atollo”? Che fosse davvero il figlio di Atelle che aveva una talla di telle di tollo? Qui più che sciogliersi la lingua si liquefà il cervello. Inoltre, se “baccalà”, di due bacche poste sul tavolo, è quella più lontana e “balalaica”, in veneto 'se capise', è bugia detta da chi non fa parte del clero, le cose non volgono al sereno (anche nel senso di per niente tranquillo). Scartabellando, ci s’imbatte nel “ghiottone”. Il mustelide dal nome scientifico “Gulo gulo” che se lo pronunciasse Biscardi ci sarebbe di che ricorrere al MOIGE, il Movimento Italiano Genitori? Macchè! Si tratta della lega composta da ghirame e ghizinco. E a proposito di movimenti, lo sapevate che il “gollismo” e quell’azione convergente di più tifosi del calcio, volta a combattere gli zero a zero?. Come a dire "Quelli che il calcio … senza reti fa schifo". Se credete che “piegare” sia l’infinito d’un verbo che equivale a modificare la forma piana e rettilinea d’un oggetto, prendereste una cantonata, pardon, una brutta piega, perché “piegare” sono le dispute d’una sorta d’olimpiade dello Stato del Vaticano. Ora et la gara, per capirci. Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, che l’oro nero è il petrolio e che dal petrolio si ricava la benzina. Bene, vi siete mai svegliati al canto del “gallone”? Ma sì, quel grosso gallo che fà "coccorocò". E “indù”? Ci scommettereste una rupia bucata che a Calcutta è il numero minimo di litiganti? Adesso spostiamoci un po’ più a est per imbatterci in “salmone”. No, non parliamo di quel pesce che risale eroicamente la corrente per deporre le uova e morire. Quell’oncorhynchus che in Québec chiamano “chinook” o “steelead” e i francesi – sempre coloriti loro! – “Truite onc en ciel”. Ci riferiamo al corpaccione sudaticcio del lottatore di Sumo appena schiattato dopo un combattimento. Pace all’animona sua. Restando fra gli occhi a mandorla, “samurai” è la loro tivù nazionale. A proposito di mandorla, che ne dite di quella essiccata, a forma ovale arrotondata che contiene un olio aromatico? Quella che viene anche detta lo stupefacente dei poveri? Tagliando corto, non occorre grattugiarla la noce moscata, era di essa che parlavamo, per accorgersi che in realtà è una notte insonne in un albergo di Madrid a causa d’un dannato moscone che non la smette di ronzare e vellicare la nostra pelle con le sue zampette. Incubo dai mille occhi, tanti dicono ne abbia l’insetto che non ne fa chiudere uno all’uomo. Lemma dopo lemma si va a sbattere in “tinozza” col rischio di rovesciarla. Beh, sappiate che non è quel recipiente che si mette sotto il tino per raccoglierne il liquido che esonda. Niente affatto. E’ invece il sacerdote che celebra uno sposalizio. E precisamente il tuo. E “tycoon”? Non è il semisconosciuto termine che condensa in poche lettere il magnate dell’economia e dell’industria, ma l’assai meno prosaica parte anatomica del bassoventre dove mai, e si sottolinea mai, vorrebbe prendere la pallonata il calciatore in barriera. Per oggi sospendiamo la rassegna con “sospensione”. Che non vuol dire il banale fatto di appendere e nemmeno lo spettacolare tiro del cestista che si solleva da terra come una gazzella. Bensì il disperato acronimo di “Save Our Souls” (“Salvate le nostre anime”) lanciato dall’ex lavoratore che deve restare a galla con tre, quattrocento euro mensili. Sì, questo nostro “Vaccabolario” dai lemmi che sono piuttosto dilemmi non è degno della Treccani. E forse – Manzoni docet - nemmeno di quei quattro gatti che avranno l’ardire di consultarlo.

http://dentroilmondodileonedacagli.blogspot.com/2008/03/il-vaccabolarietto-di-leone-da-cagli.html

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

venerdì 18 aprile 2008

PEER GYNT: LA PIOLETTA AFFRONTA IBSEN PRIMA AD URBANIA E POI A CAGLI



Nell'ambito del Progetto della Regione Marche, Teatro Commission, il Teatro Out-Off di Milano ha creato a Cagli ed Urbania, un laboratorio condotto dal regista Loris Lorenzo, che è originario di Chiaserna di Cantiano.


Loris Lorenzo è stato anche regista di "Spettri" di Ibsen, rappresentato al Comunale di Cagli in occasione della stagione teatrale cagliese.

Il laboratorio è stato condotto a livello territoriale ed ha visto coinvolte la Compagnia Teatrale "il Palchettone" di Urbania e la Compagnia la "Pioletta" di Cagli. In questi giorni si stanno definendo gli ultimi dettagli per le anteprime ed il debutto che vedrà coinvolti molti giovani di Cagli e di Urbania. L'allestimento riguarda sempre un'opera di Ibsen, il "Peer Gynt" dell'autore norvegese, riadattato dal regista Loris Lorenzo, che ha creduto di ricorrere a formule che coinvolgeranno in modo curioso il pubblico che interverrà.

Giannicola De Sanctis


PEER GYNT

al Teatro Bramante di Urbania
Lunedì 21 aprile ore 21.00

al Teatro Comunale di Cagli
Martedì 22 aprile ore 21.00

Giovedì 24 aprile ore 21.00






giovedì 10 aprile 2008

IL GIORNALE SCHERZA CON LE ELEZIONI E GIORDANO APPREZZA LA GENIALITA' DI LEONE DA CAGLI




Oggi, giovedì 10 aprile, “Il Giornale” di Milano, ha dedicato la pagina 9 a Leone Pantaleoni, il “Leone da Cagli” della “Settimana Enigmistica”!

lunedì 31 marzo 2008

LA PRIMAVERA DEI POETI EVENTO DI CULTURA “ESCLUSIVA”?

Ecco come un nostro concittadino ha voluto commentare l’incontro culturale con la poesia realizzato sabato scorso al Teatro Comunale:Mi sono un pò risentito per ciò che ha offerto al pubblico, la serata inaugurale della PRIMAVERA DEI POETI. Gli autori delle poesie presenti in sala non meritavano un trattamento simile. Con tutto il rispetto per la associazione che ha curato l'organizzazione, mi sento in dovere di evidenziare che:

SE LA SERATA RIVESTE CARATTERE PUBBLICO,
È PROPRIO DEL PUBBLICO CHE BISOGNA AVER RISPETTO NEL PROPORSI.

Nel momento in cui si sale su un palcoscenico di un teatro, si deve riflettere sulla opportunità o meno di offrire un programma che soddisfa soltanto le proprie esigenze.
Non si deve subordinare alle proprie esigenze l'uso di autori che esigono che la loro dignità venga tutelata.
La poesia, a mio modo di vedere, non va assolutamente interpretata dal punto di vista attoriale, ma molto semplicemente va letta bene. Per "letta bene" si intende: un uso corretto delle regole grammaticali e di sintassi, l'uso delle pause brevi o lunghe come l'autore vuole che vengano fatte, senza inflessioni dialettali, senza trasmettere "patos" che l'autore potrebbe non aver sentito in quel verso.
Perciò, soprattutto quando si vanno a finanziare progetti "culturali" con soldi pubblici, quindi con i nostri soldi, (comuni-provincia-regione-stato), sarebbe bene che la ricerca del consenso di parte venisse meno e si valutassero con coscienza se davvero i messaggi trasmessi siano avulsi da un ben preciso interesse privato, sebbene in buona fede. Riascolteremo, speriamo, i versi degli autori, in occasioni più consone al rispetto per il loro valore etico e letterario.
Basta di far passare per Cultura, la “Cultura Esclusiva” dell'AUTOREFERENZIALITA'. Cultura Esclusiva: un sostantivo e un aggettivo, con cui si può riassumere il concetto di cultura che da qualche tempo viene propinato anche a Cagli, non certo ai muri delle case, che loro le diverse pennellate di cultura ce l’hanno, una su l’altra, a strati, spalmate sulle facciate dalla storia, ma ai cittadini che ormai sono abbondantemente “pennellati”con uno strato di cultura sempre dello stesso colore, la cui intensità sbiadisce quasi subito e non lascia nessuna brillantezza, nessuna vivacità. Ciò sta nel fatto che la mano che muove il pennello riceve impulso sempre e soltanto dallo stesso cervello, un cervello che se pure preparato, aggiornato, confeziona immancabilmente sempre lo stesso target; si è molto attenti a che il pennello di cui sopra, non venga manovrato da una mano che riceve impulsi da un cervello diverso. Sono proprio le emozioni e il rapporto intimo con il territorio e con la città che non ricevono imput diversi, si vuole mantenere tutto allo stesso livello, tutto e tutti incappucciati dalla lenta ed uguale cappa culturale, evitando accuratamente che questa possa essere sollevata per fare sentire alla faccia, un’ aria nuova o quantomeno diversa. Si tratta, quindi, di un perfetto e perverso sistema che rallenta i ritmi, che propina la illusione di assaporare il lento piacere dei luoghi e l’illusione di sentirsi adagiati in una riflessiva meditazione. E’ questo un perfetto e perverso sistema per gestire il potere, affinché rimanga antico, vecchio e uguale, il sapore delle emozioni. Ci si può soltanto volgere indietro, ma rimane questa un’azione molto sterile se non provoca e sviluppa un sentimento critico tale da far nascere la voglia di migliorare il futuro.
Continuiamo, perciò, ad esaltare il lento sollevarsi del fumo, piacevole sensazione per il classico fumatore di pipa, ma che la nuvola si sollevi, una buona volta, al di sopra delle teste di chi guarda, affinché non ci si debba sempre volgere indietro e udire soltanto la miseria che piange, come disse il grande Petrolini:

Bello è d'intorno il rapido cadere delle morte energie, che non han fine.
Bello è nel cuore il lento soggiacere delle passioni, mentre imbianca il crine.
E qualcosa s'en va, senza che mai faccia ritorno al vivere fatale.
Volgiti indietro, e la miseria udrai, la miseria che piange, in sulle scale.


Giannicola De Sanctis

Giannicola De Sanctis è nato e vive a Cagli. Da ragazzo ha amore per il teatro comico e la musica.
Il suo lavoro diventa quello del bancario, avendo conseguito il diploma di ragioniere. Continua però a coltivare la sua passione per il palcoscenico. Ha partecipato a numerosi Laboratori di teatro e mimo. Ha curato la regia e l’allestimento di spettacoli di gruppi locali, ha partecipato come interprete in diverse rappresentazioni di commedie d’autore (Feydeau, Campanile, Dario Fo, Salemme). Si è reso promotore, assieme ad altri appassionati, della nascita di una Compagnia teatrale cagliese, La Pioletta, che tutt’ora opera a Cagli, partecipando a diversi progetti tra cui Festival Beckett nel 2007 e Cagli Festival Gaber nel Febbraio 2008.



sabato 29 marzo 2008

LA PRIMAVERA DEI POETI AL TEATRO COMUNALE

Questa sera alle ore 21 al Teatro Comunale



Inaugurazione ufficiale del festival
"La Primavera dei Poeti"
condotta dalla poetessa Ninel Donini
Saranno presenti Laurent Leon, poeta e Direttore Artistico della Primavera dei Poeti in Italia, Franca Mancinelli e Massimo Gezzi e tanti altri poeti che leggeranno le loro composizioni. L’Intrattenimento con musica tradizionale dell’America latina e tango argentino, sarà eseguito da Zulma Liliana Jaime (flauto), Katia Bovo (arpa) e da Alessandro Buccioletti (chitarra acustica).
ingresso gratuito
Con il patrocinio di:
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Cagli, Comune di Pergola, Comune di Serra S. Abbondio, Comune di Frontone, Comunità Montana del Catria e Cesano, Comunità Montana del Catria e Nerone
Con la collaborazione di:
Associazione Alem Eventi - Associazione Animapopuli - Associazione Castrum Montis Roli - Associazione Cristalli Nella Nebbia - Associazione Gli Ammutinati - Associazione Les Droles - Centro Escursioni Monte Catria - Centro Servizi Volontariato - Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO - Fano International Film Festival - Gruppo Astrofili Pesarese - Gruppo Speleologico Urbinate - I Poeti dell’Eremo - Istituto Comprensivo Binotti di Pergola - Mediateca delle Marche - Monastero di Fonte Avellana -Ninovisione Edizione 2008 - Pro Loco di Serra S. Abbondio - Pro Loco di Frontone - Pro loco di Pergola - Teatro dello Spiazzo -
Aldo Loris Cucchiarini
Andreina De Tomassi
Ninel Donini
Laurent Leon
Franca Mancinelli
Fabiana Marchetti
Vito Panico
Tutti i poeti e gli artisti presenti nel cartellone
E la collaborazione di:
Natura, Savim Costruzioni, Caglinfissi, Edilcasa, B.S. di Brunetti Silvano, Centro dell’Isolante, Damastini Gomme, Mediateca delle Marche, La Macina Ambiente, Libreria del Teatro, Disco Bar I due Pini, Ristorante Taverna della Rocca, Ristorante Pizzeria Ostaria del Borgo, Ristorante Pizzeria Il Gatto e la Volpe, Cantina Massaioli

lunedì 17 marzo 2008

AL MAGGIORE FRANCESCA CATULLO, NUOVO COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE, VIVERE A CAGLI AUGURA BUON LAVORO



Martedì 18 marzo, proveniente da Pesaro, il Maggiore Francesca Catullo verrà a Cagli per affiancare, per qualche giorno, il nostro amatissimo Alfio Roselli, che lascia il servizio a fine mese.
La giovane signora assumerà quindi il comando del locale Corpo di Polizia Municipale. È laureata in Sociologia, ha due master: uno in Economia, l’altro - recente - all’Università di Urbino, sulle Politiche Integrate di Sicurezza. Ha già ricoperto vari incarichi di responsabilità presso il Corpo di Polizia Municipale di Pesaro.
Avrebbe detto, in una intervista a Giovanni Bartoli:“La prevenzione andrà di pari passo con la repressione, sarò attenta alle parti più deboli della società e allo stesso tempo alla sicurezza dei cittadini”. Speriamo.
Inizia quindi con la Settimana di Passione l’attività del nuovo "Chèp' guardia", come si diceva ai tempi d’ Galinc’. Alfio diceva che per lui la Settimana di Passione durava tutto l’anno, per questo è andato in pensione.
Ma proviamo ad esaminare quali saranno i problemi più grossi per Franc…, pardon, per il Maggiore Catullo: innanzi tutto riuscire a conciliare il rapporto confidenziale che l’ambiente provinciale porta ad intrattenere più o meno con tutti, con la necessità di conservare quella giusta autorevolezza che non deve mancare nel momento delle decisioni irrevocabili. Poi imparare a convivere con le cattive abitudini, a meno che non decida di sradicarle. In bocca al lupo Comandante.

sabato 8 marzo 2008

CONFERENZA DI LEONE SULLA SINDONE

Sala gremita alla conferenza di Leone Pantaleoni sulla Sindone, ieri sera nella sagrestia del Duomo di Cagli.
Mostrando eloquenti immagini della reliquia/icona, Leone ha innanzi tutto messo in evidenza la lunga serie di particolari collegamenti fra le tracce impresse nel telo di lino e le molteplici lesioni prodotte dalle prolungate torture alle quali è stato sottoposto il corpo di Cristo, dalla massacrante salita al Calvario e dalla lunga agonia della crocifissione. Poi ha preso in esame le ipotesi che, provenienti da varie fonti, mettono in evidenza la possibilità che quel telo sia un falso messo lì, come accade spesso, a sostegno di una teoria difficile da comunicare alle masse, un riferimento materiale sul quale poggiare delle fedi vacillanti. Leone ha opposto a ciascuna ipotesi le possibili risposte, difendendo con profonda convinzione la originalità della reliquia, perché per Leone di Reliquia si tratta, non di semplice icona, denunciando anche la malafede di certe posizioni. Ecco allora evidenziarsi in Leone un legame stretto tra fede e Sindone: chi ha fede non può dubitare della originalità della Sindone. È chi non crede che rifiuta la sua originalità. Ma chi ha fede non ha bisogno di una prova concreta. E se mai si dimostrasse che la Sindone fosse un falso, possibilità questa non negata neppure da Leone, come si potrebbe sanare la ferita prodotta su una fede precaria che poggiasse su argomenti concreti come la sindone ?


Leone terrà una seconda conferenza a Cagli sulla Sindone lunedì 17 marzo alle ore 16.00 presso l’UNILIT.


Conferenza di Pantaleoni alla luce d’importanti rivelazioni scientifiche che la BBC trasmetterà il sabato 22 marzo prossimo


SINDONE, UN ENIGMA SCRITTO SUL LINO


Programmata dall’UNILIT, si terrà a Cagli, nell’Aula Magna della locale Scuola Media, dalle ore 16 di lunedì 17 marzo, una conferenza dal titolo: “Sindone, un enigma scritto sul lino”. Relatore Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica. Avvalendosi dei necessari supporti visivi, Pantaleoni evidenzierà una serie d’inquietanti collegamenti fra le tracce impresse nel telo di lino e le indicazioni fornite dai vangeli sulla passione di Cristo. Quindi prenderà in esame quelle ipotesi che vertono sulla possibilità che quel telo, oltre che della morte, sia anche testimone silenzioso della resurrezione di Gesù. Va sottolineato che l’argomento assume particolare significanza nella prospettiva che proprio per sabato 22 marzo prossimo è prevista la dichiarazione alla BBC di Christopher Bronk Ramsey, secondo il quale quella al radiocarbonio che nel 1988 relegò la Sindone da reliquia ad icona, effettuata da tre scienziati, uno dei quali è proprio colui che lo ha preceduto nella qualità di direttore dell’Oxford RadioCarbon Accelerator, sarebbe un’indagine inattendibile e dunque da ripetere. Anche alla luce di successivi perfezionamenti analitici, intendiamo. Superfluo aggiungere come, nell’attesa, l’eccitazione della congrega di esperti di tutti il mondo che ruotano attorno alla Sindone sia diventata incontenibile.

Nella foto:prova d’indicibili sofferenze, ecco l’impressionante crocifisso sindonico, e cioé ricostruito secondo le indicazioni fornite dal lenzuolo conservato a Torino dal 1578.

giovedì 6 marzo 2008