Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

Nuove promesse sulla Sanità Regionale.
Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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L'ANIMA NEL TEMPO

EVENTI

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INNO AL TARTUFO. Cagli 23 e 24 novembre 2019

RADUNO ANA A CAGLI

RADUNO ANA A CAGLI
RADUNO ANA A CAGLI

MOSTRE D'ARTE

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

sabato 14 giugno 2008

ALLA ROMITA ALFIO HA FESTEGGIATO IL SUO PENSIONAMENTO

Veramente tanti gli ospiti convenuti alla Romita per festeggiare il pensionamento di Alfio. È stata una festa all’apparenza semplice, pulita, spontanea, come Alfio; una festa fra amici, in un ambiente famigliare, fortemente caratterizzato dalla antica tradizione campagnola: tavole generosamente imbandite in mezzo al verde, con i migliori prodotti della cucina locale e musica folk. E dietro a quella semplicità apparente c’era la magia di un ambiente come la Romita, una proprietà lungo il fiume Bosso messa a disposizione dallo zio Piero, oltre alla sapiente organizzazione della zia Adele, responsabile della cucina ed all'impegno di tanti amici per i preparativi. Non è da tutti trovare tanta disponibilità. E come se questo non bastasse, ad un certo punto è arrivata, inaspettata, una rappresentanza della Banda Cittadina con le Majorettes, provocando l’immediata commozione del tenero Alfio. Non sono mancati neppure i “discorsi”, pronunciati prima dalla zia Adele, poi dagli amici "importanti": Fernando e, naturalmente, Domenico. Infine Alfio ha ringraziato tutti ed ha concluso con la propria dichiarazione di amore per Cagli, non solo per la sua gente, ma anche per i suoi muri.

sabato 7 giugno 2008

SCRIPTA MANENT, VERBA VOLANT: A CAGLI SI PARLA, SI PARLA...; MA I CAGLIESI HANNO PAURA DI SCRIVERE LE LORO OPINIONI ?

La citazione del sito VIVERE A CAGLI cortesemente lanciata da G.Bartoli sul Corriere Adriatico qualche giorno fa, mi spinge a scrivere qualcosa di nuovo su queste pagine per dovere di ospitalità, per accogliere degnamente eventuali nuovi visitatori.
Molti mi chiedono come mai da un po’ di tempo ho trascurato di aggiornare il sito con argomenti nuovi, perché non ho sottolineato i tanti eventi che ultimamente hanno movimentato la vita della città, dai “Distinti salumi” alla “Festa della Pipa”, dai lavori del Palazzo Mavarelli al rifacimento di Via Don G.Celli, dalla “fiurita” per la Processione del Corpus Domini alle varie manifestazioni svoltesi in Piazza.
Come ho già spiegato in varie occasioni questo sito non è nato per una personale ricerca di visibilità, per ambizione o narcisismo, come forse qualcuno ha voluto credere, tanto è vero che all’inizio era del tutto anonimo. Il mio progetto è stato da sempre quello di costruire uno spazio a disposizione dei miei concittadini e, perché no, delle istituzioni, dove confrontare le diverse opinioni sui temi di attualità che coinvolgono i cagliesi. Non voglio possedere una bacheca virtuale a mio uso e consumo dove affiggere le notizie scritte e manipolate da me, ma proporre un tavolo virtuale attorno al quale sedersi, una piazza virtuale nella quale incontrarsi. Vorrei quindi scrivere non solo i miei ma soprattutto i vostri punti di vista sui temi più attuali. Le fonti da cui attingere gli argomenti di discussione invece sono tanti, dalle cronache locali dei quotidiani, ai siti bellissimi ai quali non sfuggono le notizie su Cagli. Cito fra i tanti Spirito Cagliese, che migliora sempre per la completezza delle notizie fornite; Cagli Duemila, insuperabile per le belle foto che pubblica; Tutto Flaminia Marche, sito professionale, versione on line del diffusissimo quindicinale cartaceo. È sugli argomenti proposti da questi organi di informazione che vorrei raccogliere i commenti della gente e pubblicarli su VIVERE A CAGLI. Cosa che invece non è possibile negli altri siti.
Come si fa a intervenire? Semplice: con un clic sul link “commenti” o “posta un commento”, che si trova alla fine di ogni articolo, si può aprire la pagina sulla quale scrivere. Non serve registrarsi: è sufficiente scegliere fra le opzioni di identificazione quella che richiede il nome o quella di anonimo (ma in questo caso è meglio attribuirsi uno pseudonimo, per distinguersi da altri eventuali anonimi). Oppure, più semplicemente, si può inviare una e-mail sulla mia casella di posta elettronica lupa45@jumpy.it .
Se poi proprio uno non ce la fa a domare sto benedetto computer, mi può fermare per strada per consegnarmi due righe scritte a matita su un pezzo di carta.
A presto.

martedì 20 maggio 2008

CONCORSO A PREMI: L'ENIGMA METEOROLOGICO DI LEONE DA CAGLI

Pantaleoni sfida tutti gli appassionati di scienza edipica della nostra provincia
tutti i concorsi di Leone da Cagli:
Per l'estate che viene, Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, lancia una sfida a tutti gli appassionati d'arte edipica della provincia.

L'esposto è il seguente: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -" (vedi foto).

ENIGMA: Frase (3, 1, 3, 4)


- Babbo, pensi che verrà giù la pioggia ? -
Il Fabio Fazio del "Che tempo che fa" non c'entra nulla. e la soluzione è una frase composta di quattro parole, dove la prima ha tre lettere, la seconda una, la terza tre e la quarta quattro (frase: 3,1,3,4).

La risposta, tramite e-mail, può essere inviata a: lpanta@alice.it.
O telefonando allo 0721-30245.
O scrivendo all'autore in via Battelli, 19.
O ancora inviando un commento ad uno dei seguenti blog:

http://www.vivereacagli.blogspot.com/

http://www.ilmondodileonedacagli.blogspot.com/

Ultimo giorno valido di partecipazione al concorso è venerdì 20 giugno prossimo (il 21 entra l'estate!).Ai solutori verrà inviata una copia del libro "Pantantirebus" (comprensiva di sua versione in dvd!) comprendente 130 rebus antologici di Leone, tre dei quali mai usciti sul settimanale di enigmistica che vende mezzo milione di copie a numero.

lunedì 12 maggio 2008

AREA PRIVATA DIVENTA PARCHEGGIO PUBBLICO


dal Corriere Adriatico del 12.05.2008
CAGLI - Un’area privata era diventata a Cagli un parcheggio pubblico dove ognuno si sentiva padrone di far sostare la propria macchina (ex area stazione di servizio Agip), nel centro della città, lungo la strada SP3 Flaminia.Il proprietario dell’area ha messo dei cartelli di divieto con rimozione immediata dei mezzi parcheggiati, cosa che viene considerata un abuso.Come si ricorderà fu demolita la stazione Agip di Cagli, perché non poteva per legge essere presente all’interno di un centro storico; la superficie in oggetto è passata ad un privato, che ne ha costruita un’altra sulla Flaminia Cagli nord, e conseguentemente quella a Cagli sud avrà, sembra, secondo un progetto approvato, una destinazione di strutture commerciali . Tuttavia questi lavori - sempre a quanto risulta - toccheranno o si avvicineranno alle mura antiche della città di Cagli. In sostanza, mancherebbero – sempre secondo fonti ufficiose, le autorizzazioni della Soprintendenza, di cui si attende l’ok.

G.B.

Ma a Cagli, a proposito dei parcheggi, quante occasioni perdute!
Cagli ha bisogno urgente di parcheggi per portare a termine tutti gli sforzi che questa Amministrazione ha prodotto per trasformare la città da decaduto centro agricolo in rinascente centro con una forte componente turistico-culturale. È evidente, ma nonostante ciò il problema parcheggi rimane disatteso: le varie amministrazioni locali trovano i soldi per comperare e ristrutturare i palazzi ma mai per acquisire aree idonee a realizzare nuovi parcheggi dove servono. Che si voglia mantenere la carenza di parcheggi periferici per giustificare il continuo rinvio della riduzione del traffico in piazza? Quanto si dovrà aspettare per vedere demolita la Palestra di Porta Massara? Quanto sarebbe stato utile acquisire l’orto di Anniballi per creare una comoda piazzetta demolendo i muri dei due lati di Via Purgotti e di Via Tiranni? Quanti posti macchina si potevano realizzare sul marciapiedi sud di Viale della Vittoria? Quanto si dovrà aspettare per vedere realizzati posti macchina in tante aree pubbliche in stato di totale abbandono (ed anche in tante aree private in evidente stato di incuria !) ?

venerdì 9 maggio 2008

SAN GERONZIO

San Geronzio, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, è patrono della città di Cagli (PU).


Fu vescovo di Cervia e nel 502 partecipò al Concilio Romano indetto da Papa Simmaco contro l'Antipapa Lorenzo. Nei pressi della città di Cagli lungo la consolare Flaminia, secondo la tradizione, nell'anno 504 il vescovo Geronzio fu decapitato, dagli scismatici, avendo egli difeso nel 502 il pontefice Simmaco al Quarto Concilio Romano detto Palmare.



Riteneva, invece, con più probabilità il bollandista D. Papebroch, che non furono tanto i seguaci dell'antipapa Lorenzo o gli sgherri del re ariano Teodorico a far uccidere il vescovo di Cervia, bensì dei comuni briganti.


Il corpo di Geronzio fu raccolto dal vescovo di Cagli Viticano ed una abbazia a lui dedicata, che l'Ughelli ritiene anteriore all'VIII secolo, ne avrebbe difeso e propagato la memoria ed il culto.



A Campo Ventoso, luogo del martirio, fu eretta una piccola chiesa (poi ampliata a partire dal XVII secolo) della quale la prima notizia documentaria risale al 1290, poiché in un documento dell'epoca è menzionato un Guglielmo cappellano "S. Gerontii". Leggenda vuole che le oche nel viaggio del 502 avessero salvato la vita al vescovo Geronzio. Per tale motivo egli è variamente rappresentato nella città di Cagli con accanto una bianca oca.



Il corpo, raccolto dal Vescovo di Cagli, fu tumulato sul Monte Calleo dove fu eretta un'abbazia a lui intitolata. L'abbate di San Geronzio è uno dei protagonisti (insieme al Vescovo, al Priore della Canonica e alle maggiori casate cagliesi) dell'accordo con il quale nel secolo XII si costituisce il libero Comune di Cagli.



A San Geronzio oltre l'abbazia furono edificate: la chiesa sul luogo del martirio, una chiesa nella zona del Tarugo, la chiesa del convento dei Padri Cappuccini e l'altare del Comune nella Basilica Cattedrale di Cagli.



Il cenobio benedettino fu unito nel 1290 alla Mensa vescovile per volontà di papa Niccolò IV negli anni del forte impegno del pontefice per la riscotruzione e traslazione della città di Cagli avvenuta a partire dal 1289 su disegno di Arnolfo di Cambio. Nel "Liber appassatus" del contado di Cagli del 1339, i beni intestati al cenobio sono, però, già ridotti a poca cosa, segno di un'avanzata incorporazione. Infine negli elenchi di chiese del 1468 non vi sono più beni riferiti al cenobio. Ormai in stato di abbandono il complesso abbaziale con il relativo colle viene ceduto per l'edificazione di un'avanzata Rocca romboidale (collegata alla sottostante città tramite il Torrione e l'ancor esistente "soccorso coverto") ideata da Francesco di Giorgio Martini per volere del duca Federico da Montefeltro. La Rocca (in costruzione nei primissimi anni Ottanta del XV secolo) è parzialmente smantellata del 1502 durante gli eventi legati alle mire espansionistiche del Valentino figlio di papa Alessandro VI. Nel 1565 si dispone la costruzione di un convento dei Padri Cappuccini che sarà eretto nel giro di pochissimi anni sul colle ove un tempo sorgeva l'abbazia di San Geronzio. A ricordo di ciò la chiesa conventuale cappuccina fu dedicata al santo protettore della città di Cagli (festeggiato il 9 maggio).



Il mistero della sparizione del corpo di San Geronzio è stato di recente svelato dallo storico Alberto Mazzacchera che nel 2006 ha scritto: "come riferito dall'annalista Saxo, le reliquie del Santo furono acquisite dal vescovo Otger di Speyer il 19 luglio del 963 e portate a Magdeburg dove furono depositate il 21 settembre dello stesso anno. Ciò avvenne durante il passaggio, lungo la consolare Flaminia, dell'imperatore Ottone I di Sassonia al quale evidentemente non doveva essere facile resistere".

ore 17.00 S. Messa in Cattedrale per la Festa del Patrono S. Geronzio a Cagli.
Seguirà la consueta processione fino alla chiesa di San Geronzio.
Sarà presente il Vescovo.

NONA SINFONIA IN ENNE

La nona di B e e t h o v e N1 2 3 4 5 6 7 8 9

Timida e discreta inquilina del dizionario, la enne. Démodé come oggi lo sarebbe un colletto inamidato di Guido Gozzano, egualmente incuriosisce. A partire da come la si scrive per esteso. Composta della medesima vocale e consonante ripetute, sembra imbarazzarsi nell’accettare le lettere messele gentilmente a disposizione dal vocabolario. Una sorta di signorina Felicita arrossita come rosolio dinnanzi al debordante vassoio dei biscotti che le vengono offerti. Per nulla crepuscolare e tanto meno decadente è però l’occhio dell’ enigmista che osserva la enne. A scorrerla all’incontrario essa si legge allo stesso modo. E’ dunque parola palindroma. Dal greco pàlin (all’indietro) e dròmos (corsa). Se non fosse un campione di ritrosia, la si potrebbe sminuire un poco nel dire che il suo è un destino in comproprietà con la elle, la emme, la erre e la esse. Ma non per questo la s’inflazionerebbe. Immaginiamocela, allora, una bella enne scritta su un foglio. Preferibilmente in carattere maiuscolo. Considerandola una sola enne, la si potrebbe definire “sol enne”. E dunque trasformala nella parola “solenne”. Ma, a guardar meglio, affondando il pugnale fino al manico, ci si potrebbe avventurare fino a “Messa sol enne” (è posta dove la vediamo una enne e nient’altro). Che è addirittura una frase. Icastica quanto la si voglia, ma compiuta. Ma, benedetto iddio, che c’azzecca Josif Vissarionovic Dzugasvili con la enne? Il fatto è che quella lettera padrona del foglio potrebbe suggerirci l’espressione: “Sta lì N”. Le cui lettere, cucite in una unica parola come le medaglie sul suo cappottone all’altezza del petto, ci pongono davvero al cospetto del terribile Stalin. E poco c’importa se poi lui riderà glacialmente sotto i baffi. Anzi, baffoni. Dai freddi e spaziosi palazzi del Cremino alle polverose tende della steppa sconfinata ce n’è anche per Attila. Un altro che te lo consiglio. Ebbene, ci sono due vecchietti siciliani, più improbabili che eccentrici, i quali, relegata in soffitta l’immagine di Leone I a cavallo con tiara e pastorale, inneggiano al flagello di Dio al pari di molti paesi d’Europa (Ungheria, Turchia, Islanda e Scandinavia) che ancor oggi gli nominano neonati e strade. Basta rifarsi al brano che segue, dove le enne, seppur diluita fra 38 vocali, la fa da padrona assoluta del campo: “Nonnino Enea (à un neo nano!) e nonnina Anna (à una iena non nana!) ànno un inno unno a Enna”. 30 enne in una frase di 30 consonanti, non è male in quanto a potere assoluto! Addentriamoci adesso in un vaporoso e maleodorante laboratorio chimico per considerare che N potrebbe intendersi come la metà di NO. E dunque “metà NO”. E, insomma, “metano”. Ma identico ragionamento vale per la O. Se ne deduce che partendo indifferentemente da un atomo di azoto (simbolo chimico N) o di ossigeno (simbolo chimico O), si giunge ad un atomo di carbonio e quattro d’idrogeno. Che significa un’auto a metano con targa CH4 (la formula dell’idrocarburo in questione, per chi non sapesse). Come a dire che da Avogadro a Proust, passando per Lavoisier, Gay-Lussac e Dalton, è un tutto da rifare di bartaliana memoria! Non sarà invece che è Edipo a non raccontarla giusta? E allora, che ne direste di togliergli il sottile camice bianco, strapparglielo di dosso se occorre, e mettergli piuttosto una solida camicia di forza? Una nota per concludere. Anzi, tante note. E tutte musicali. La enne è la nona lettera della parola “Beethoven”. Contare per credere. E dunque è anche la “Nona di Beethoven”. Beh, confessatelo, una sinfonia in enne non l’aveva mai sentita e tanto meno ascoltata nemmeno quell’antipatico melomane di vostro cugino, non è vero?

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

sabato 3 maggio 2008

UN INEDITO ‘VACCABOLARIO’ TRECCANI DESTINATO – MANZONI DOCET - A QUATTRO GATTI, DOVE I LEMMI SONO INVECE DILEMMI


ARCIGNO? LO ERA ROSSINI
QUANDO NON GLI GIRAVA


Se l’ “addiaccio” è un addio più brutto che triste, se l’”apostolo” è un discepolo maniaco dell'ordine e se “arcigno” era Rossini quando non gli girava, c’è qualcosa di strano nell’aria. Non l'aria della cavatina del genio di Pesaro, beninteso, ma nel vocabolario. E “Atollo”? Che fosse davvero il figlio di Atelle che aveva una talla di telle di tollo? Qui più che sciogliersi la lingua si liquefà il cervello. Inoltre, se “baccalà”, di due bacche poste sul tavolo, è quella più lontana e “balalaica”, in veneto 'se capise', è bugia detta da chi non fa parte del clero, le cose non volgono al sereno (anche nel senso di per niente tranquillo). Scartabellando, ci s’imbatte nel “ghiottone”. Il mustelide dal nome scientifico “Gulo gulo” che se lo pronunciasse Biscardi ci sarebbe di che ricorrere al MOIGE, il Movimento Italiano Genitori? Macchè! Si tratta della lega composta da ghirame e ghizinco. E a proposito di movimenti, lo sapevate che il “gollismo” e quell’azione convergente di più tifosi del calcio, volta a combattere gli zero a zero?. Come a dire "Quelli che il calcio … senza reti fa schifo". Se credete che “piegare” sia l’infinito d’un verbo che equivale a modificare la forma piana e rettilinea d’un oggetto, prendereste una cantonata, pardon, una brutta piega, perché “piegare” sono le dispute d’una sorta d’olimpiade dello Stato del Vaticano. Ora et la gara, per capirci. Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, che l’oro nero è il petrolio e che dal petrolio si ricava la benzina. Bene, vi siete mai svegliati al canto del “gallone”? Ma sì, quel grosso gallo che fà "coccorocò". E “indù”? Ci scommettereste una rupia bucata che a Calcutta è il numero minimo di litiganti? Adesso spostiamoci un po’ più a est per imbatterci in “salmone”. No, non parliamo di quel pesce che risale eroicamente la corrente per deporre le uova e morire. Quell’oncorhynchus che in Québec chiamano “chinook” o “steelead” e i francesi – sempre coloriti loro! – “Truite onc en ciel”. Ci riferiamo al corpaccione sudaticcio del lottatore di Sumo appena schiattato dopo un combattimento. Pace all’animona sua. Restando fra gli occhi a mandorla, “samurai” è la loro tivù nazionale. A proposito di mandorla, che ne dite di quella essiccata, a forma ovale arrotondata che contiene un olio aromatico? Quella che viene anche detta lo stupefacente dei poveri? Tagliando corto, non occorre grattugiarla la noce moscata, era di essa che parlavamo, per accorgersi che in realtà è una notte insonne in un albergo di Madrid a causa d’un dannato moscone che non la smette di ronzare e vellicare la nostra pelle con le sue zampette. Incubo dai mille occhi, tanti dicono ne abbia l’insetto che non ne fa chiudere uno all’uomo. Lemma dopo lemma si va a sbattere in “tinozza” col rischio di rovesciarla. Beh, sappiate che non è quel recipiente che si mette sotto il tino per raccoglierne il liquido che esonda. Niente affatto. E’ invece il sacerdote che celebra uno sposalizio. E precisamente il tuo. E “tycoon”? Non è il semisconosciuto termine che condensa in poche lettere il magnate dell’economia e dell’industria, ma l’assai meno prosaica parte anatomica del bassoventre dove mai, e si sottolinea mai, vorrebbe prendere la pallonata il calciatore in barriera. Per oggi sospendiamo la rassegna con “sospensione”. Che non vuol dire il banale fatto di appendere e nemmeno lo spettacolare tiro del cestista che si solleva da terra come una gazzella. Bensì il disperato acronimo di “Save Our Souls” (“Salvate le nostre anime”) lanciato dall’ex lavoratore che deve restare a galla con tre, quattrocento euro mensili. Sì, questo nostro “Vaccabolario” dai lemmi che sono piuttosto dilemmi non è degno della Treccani. E forse – Manzoni docet - nemmeno di quei quattro gatti che avranno l’ardire di consultarlo.

http://dentroilmondodileonedacagli.blogspot.com/2008/03/il-vaccabolarietto-di-leone-da-cagli.html

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

venerdì 18 aprile 2008

PEER GYNT: LA PIOLETTA AFFRONTA IBSEN PRIMA AD URBANIA E POI A CAGLI



Nell'ambito del Progetto della Regione Marche, Teatro Commission, il Teatro Out-Off di Milano ha creato a Cagli ed Urbania, un laboratorio condotto dal regista Loris Lorenzo, che è originario di Chiaserna di Cantiano.


Loris Lorenzo è stato anche regista di "Spettri" di Ibsen, rappresentato al Comunale di Cagli in occasione della stagione teatrale cagliese.

Il laboratorio è stato condotto a livello territoriale ed ha visto coinvolte la Compagnia Teatrale "il Palchettone" di Urbania e la Compagnia la "Pioletta" di Cagli. In questi giorni si stanno definendo gli ultimi dettagli per le anteprime ed il debutto che vedrà coinvolti molti giovani di Cagli e di Urbania. L'allestimento riguarda sempre un'opera di Ibsen, il "Peer Gynt" dell'autore norvegese, riadattato dal regista Loris Lorenzo, che ha creduto di ricorrere a formule che coinvolgeranno in modo curioso il pubblico che interverrà.

Giannicola De Sanctis


PEER GYNT

al Teatro Bramante di Urbania
Lunedì 21 aprile ore 21.00

al Teatro Comunale di Cagli
Martedì 22 aprile ore 21.00

Giovedì 24 aprile ore 21.00






giovedì 10 aprile 2008

IL GIORNALE SCHERZA CON LE ELEZIONI E GIORDANO APPREZZA LA GENIALITA' DI LEONE DA CAGLI




Oggi, giovedì 10 aprile, “Il Giornale” di Milano, ha dedicato la pagina 9 a Leone Pantaleoni, il “Leone da Cagli” della “Settimana Enigmistica”!

lunedì 31 marzo 2008

LA PRIMAVERA DEI POETI EVENTO DI CULTURA “ESCLUSIVA”?

Ecco come un nostro concittadino ha voluto commentare l’incontro culturale con la poesia realizzato sabato scorso al Teatro Comunale:Mi sono un pò risentito per ciò che ha offerto al pubblico, la serata inaugurale della PRIMAVERA DEI POETI. Gli autori delle poesie presenti in sala non meritavano un trattamento simile. Con tutto il rispetto per la associazione che ha curato l'organizzazione, mi sento in dovere di evidenziare che:

SE LA SERATA RIVESTE CARATTERE PUBBLICO,
È PROPRIO DEL PUBBLICO CHE BISOGNA AVER RISPETTO NEL PROPORSI.

Nel momento in cui si sale su un palcoscenico di un teatro, si deve riflettere sulla opportunità o meno di offrire un programma che soddisfa soltanto le proprie esigenze.
Non si deve subordinare alle proprie esigenze l'uso di autori che esigono che la loro dignità venga tutelata.
La poesia, a mio modo di vedere, non va assolutamente interpretata dal punto di vista attoriale, ma molto semplicemente va letta bene. Per "letta bene" si intende: un uso corretto delle regole grammaticali e di sintassi, l'uso delle pause brevi o lunghe come l'autore vuole che vengano fatte, senza inflessioni dialettali, senza trasmettere "patos" che l'autore potrebbe non aver sentito in quel verso.
Perciò, soprattutto quando si vanno a finanziare progetti "culturali" con soldi pubblici, quindi con i nostri soldi, (comuni-provincia-regione-stato), sarebbe bene che la ricerca del consenso di parte venisse meno e si valutassero con coscienza se davvero i messaggi trasmessi siano avulsi da un ben preciso interesse privato, sebbene in buona fede. Riascolteremo, speriamo, i versi degli autori, in occasioni più consone al rispetto per il loro valore etico e letterario.
Basta di far passare per Cultura, la “Cultura Esclusiva” dell'AUTOREFERENZIALITA'. Cultura Esclusiva: un sostantivo e un aggettivo, con cui si può riassumere il concetto di cultura che da qualche tempo viene propinato anche a Cagli, non certo ai muri delle case, che loro le diverse pennellate di cultura ce l’hanno, una su l’altra, a strati, spalmate sulle facciate dalla storia, ma ai cittadini che ormai sono abbondantemente “pennellati”con uno strato di cultura sempre dello stesso colore, la cui intensità sbiadisce quasi subito e non lascia nessuna brillantezza, nessuna vivacità. Ciò sta nel fatto che la mano che muove il pennello riceve impulso sempre e soltanto dallo stesso cervello, un cervello che se pure preparato, aggiornato, confeziona immancabilmente sempre lo stesso target; si è molto attenti a che il pennello di cui sopra, non venga manovrato da una mano che riceve impulsi da un cervello diverso. Sono proprio le emozioni e il rapporto intimo con il territorio e con la città che non ricevono imput diversi, si vuole mantenere tutto allo stesso livello, tutto e tutti incappucciati dalla lenta ed uguale cappa culturale, evitando accuratamente che questa possa essere sollevata per fare sentire alla faccia, un’ aria nuova o quantomeno diversa. Si tratta, quindi, di un perfetto e perverso sistema che rallenta i ritmi, che propina la illusione di assaporare il lento piacere dei luoghi e l’illusione di sentirsi adagiati in una riflessiva meditazione. E’ questo un perfetto e perverso sistema per gestire il potere, affinché rimanga antico, vecchio e uguale, il sapore delle emozioni. Ci si può soltanto volgere indietro, ma rimane questa un’azione molto sterile se non provoca e sviluppa un sentimento critico tale da far nascere la voglia di migliorare il futuro.
Continuiamo, perciò, ad esaltare il lento sollevarsi del fumo, piacevole sensazione per il classico fumatore di pipa, ma che la nuvola si sollevi, una buona volta, al di sopra delle teste di chi guarda, affinché non ci si debba sempre volgere indietro e udire soltanto la miseria che piange, come disse il grande Petrolini:

Bello è d'intorno il rapido cadere delle morte energie, che non han fine.
Bello è nel cuore il lento soggiacere delle passioni, mentre imbianca il crine.
E qualcosa s'en va, senza che mai faccia ritorno al vivere fatale.
Volgiti indietro, e la miseria udrai, la miseria che piange, in sulle scale.


Giannicola De Sanctis

Giannicola De Sanctis è nato e vive a Cagli. Da ragazzo ha amore per il teatro comico e la musica.
Il suo lavoro diventa quello del bancario, avendo conseguito il diploma di ragioniere. Continua però a coltivare la sua passione per il palcoscenico. Ha partecipato a numerosi Laboratori di teatro e mimo. Ha curato la regia e l’allestimento di spettacoli di gruppi locali, ha partecipato come interprete in diverse rappresentazioni di commedie d’autore (Feydeau, Campanile, Dario Fo, Salemme). Si è reso promotore, assieme ad altri appassionati, della nascita di una Compagnia teatrale cagliese, La Pioletta, che tutt’ora opera a Cagli, partecipando a diversi progetti tra cui Festival Beckett nel 2007 e Cagli Festival Gaber nel Febbraio 2008.



sabato 29 marzo 2008

LA PRIMAVERA DEI POETI AL TEATRO COMUNALE

Questa sera alle ore 21 al Teatro Comunale



Inaugurazione ufficiale del festival
"La Primavera dei Poeti"
condotta dalla poetessa Ninel Donini
Saranno presenti Laurent Leon, poeta e Direttore Artistico della Primavera dei Poeti in Italia, Franca Mancinelli e Massimo Gezzi e tanti altri poeti che leggeranno le loro composizioni. L’Intrattenimento con musica tradizionale dell’America latina e tango argentino, sarà eseguito da Zulma Liliana Jaime (flauto), Katia Bovo (arpa) e da Alessandro Buccioletti (chitarra acustica).
ingresso gratuito
Con il patrocinio di:
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Cagli, Comune di Pergola, Comune di Serra S. Abbondio, Comune di Frontone, Comunità Montana del Catria e Cesano, Comunità Montana del Catria e Nerone
Con la collaborazione di:
Associazione Alem Eventi - Associazione Animapopuli - Associazione Castrum Montis Roli - Associazione Cristalli Nella Nebbia - Associazione Gli Ammutinati - Associazione Les Droles - Centro Escursioni Monte Catria - Centro Servizi Volontariato - Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO - Fano International Film Festival - Gruppo Astrofili Pesarese - Gruppo Speleologico Urbinate - I Poeti dell’Eremo - Istituto Comprensivo Binotti di Pergola - Mediateca delle Marche - Monastero di Fonte Avellana -Ninovisione Edizione 2008 - Pro Loco di Serra S. Abbondio - Pro Loco di Frontone - Pro loco di Pergola - Teatro dello Spiazzo -
Aldo Loris Cucchiarini
Andreina De Tomassi
Ninel Donini
Laurent Leon
Franca Mancinelli
Fabiana Marchetti
Vito Panico
Tutti i poeti e gli artisti presenti nel cartellone
E la collaborazione di:
Natura, Savim Costruzioni, Caglinfissi, Edilcasa, B.S. di Brunetti Silvano, Centro dell’Isolante, Damastini Gomme, Mediateca delle Marche, La Macina Ambiente, Libreria del Teatro, Disco Bar I due Pini, Ristorante Taverna della Rocca, Ristorante Pizzeria Ostaria del Borgo, Ristorante Pizzeria Il Gatto e la Volpe, Cantina Massaioli

lunedì 17 marzo 2008

AL MAGGIORE FRANCESCA CATULLO, NUOVO COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE, VIVERE A CAGLI AUGURA BUON LAVORO



Martedì 18 marzo, proveniente da Pesaro, il Maggiore Francesca Catullo verrà a Cagli per affiancare, per qualche giorno, il nostro amatissimo Alfio Roselli, che lascia il servizio a fine mese.
La giovane signora assumerà quindi il comando del locale Corpo di Polizia Municipale. È laureata in Sociologia, ha due master: uno in Economia, l’altro - recente - all’Università di Urbino, sulle Politiche Integrate di Sicurezza. Ha già ricoperto vari incarichi di responsabilità presso il Corpo di Polizia Municipale di Pesaro.
Avrebbe detto, in una intervista a Giovanni Bartoli:“La prevenzione andrà di pari passo con la repressione, sarò attenta alle parti più deboli della società e allo stesso tempo alla sicurezza dei cittadini”. Speriamo.
Inizia quindi con la Settimana di Passione l’attività del nuovo "Chèp' guardia", come si diceva ai tempi d’ Galinc’. Alfio diceva che per lui la Settimana di Passione durava tutto l’anno, per questo è andato in pensione.
Ma proviamo ad esaminare quali saranno i problemi più grossi per Franc…, pardon, per il Maggiore Catullo: innanzi tutto riuscire a conciliare il rapporto confidenziale che l’ambiente provinciale porta ad intrattenere più o meno con tutti, con la necessità di conservare quella giusta autorevolezza che non deve mancare nel momento delle decisioni irrevocabili. Poi imparare a convivere con le cattive abitudini, a meno che non decida di sradicarle. In bocca al lupo Comandante.

sabato 15 marzo 2008

RIVIVE A URBINO LA BIBLIOTECA DEL DUCA



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Urb. lat. 9 - Salterio in ebraico, greco e latino fatto a Firenze su commissione di Federico di Montefeltro nel 1473
Urb. lat. 336 - Libanio, Epistolae tradotte in latino da Francesco Zambeccari. Ornamentazione molto ricca eseguita a Urbino dal miniatore ferrarese Franco de' Russi
Ieri, 14 marzo, presso la Galleria Nazionale delle Marche è stata presentata la raffinatissima mostra dedicata alla Biblioteca di Federico da Montefeltro che, allestita dal 15 marzo al 27 luglio 2008, permetterà al grande pubblico di conoscere nei suoi tratti essenziali e spettacolari la collezione libraria di Federico di Montefeltro: “Ornatissimi codici”, come si legge nel titolo, ovvero capolavori miniati la cui visione è altrimenti riservata ai soli studiosi.

Oltre alla Soprintendente per il Patrimonio Artistico e Etnoantropologico delle Marche, Lorenza Mochi Onori, curatrice della mostra con Claudia Caldari e Marcella Peruzzi, sono intervenuti anche l’Assessore alla Cultura della Regione Marche, Luigi Minardi, ed il Rettore dell’Università degli Studi di Urbino, Giovanni Bogliolo.

La Dottoressa Lorenza Mochi Onori ha voluto sottolineare, tra l’altro, quanto la Biblioteca del Duca sia stata curata dal nostro illustre concittadino Luigi Michelini Tocci nel corso della sua lunga attività presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Realizzato proprio da Luigi Michelini Tocci è peraltro il facsimile di un minuscolo taccuino di Francesco di Giorgio Martini, che raccoglie una interessantissima raccolta di disegni tecnici e di macchine militari, esposto anch’esso fra i codici della mostra.

Sabato primo dicembre era già stato presentato al pubblico il progetto di spettacolarizzazione della Galleria nazionale delle Marche con le multiproiezioni e multivisioni realizzate dal nostro concittadino Paolo Buroni, famoso multivision designer che ha firmato in tutto il mondo grandiosi “affreschi elettronici” . Musica e immagini si erano fuse in un’evocazione che aveva trascinato gli spettatori nello spirito del tempo: il rinascimento. L’età in cui il Palazzo era il cuore del potere del Duca, signore di tutto il Montefeltro e amante delle belle arti. Davanti agli occhi degli spettatori erano scorse immagini di Raffaello e delle sue opere, del duca Federico, dei più bei quadri dipinti in Italia in quel periodo. Per gli allestimenti di questi sistemi interattivi la Sovrintendenza ha scelto quattro sale: dell’Accoglienza, dei Banchetti, degli Affreschi e della Biblioteca.
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Proprio la Biblioteca è l'esempio più bello di come si possa valorizzare un palazzo storico: Era una delle più belle del Rinascimento, poi è stata spogliata e trasportata in blocco nella biblioteca Vaticana.
Ora è tornata (virtualmente) a Urbino, e da quattro mura spoglie, la biblioteca si è ripopolata grazie alle video-proiezioni. Si possono consultare alcuni dei volumi più belli e sfogliarli con il semplice movimento delle braccia come nei film di fantascienza. Ogni singolo volume è consultabile pagina per pagina e riprodotto visivamente, nell’esatta posizione in cui li vedeva Federico.

La mostra illustra la personalità di Federico come principe umanista, committente di manoscritti e ispiratore di una collezione libraria celebrata come una delle più grandiose del Quattrocento e di tutta la cultura occidentale.
Testi sacri, Padri della Chiesa, letteratura classica, opere umanistiche e tecnico-scientifiche componevano la collezione e sono presenti in mostra. Tutti gli esemplari esposti sono riccamente miniati, sovente con dipinti a piena pagina. Si evidenzia l'apporto dei principali miniaturisti e copisti che hanno lavorato per Federico: quelli di ambito fiorentino, con alcuni splendidi esemplari usciti dalla Bottega di Vespasiano da Bisticci, quelli provenienti da Ferrara e gli urbinati (il cui scriptorium ha iniziato a delinearsi soltanto di recente grazie a nuove attribuzioni esposte in mostra e descritte nel catalogo). Sono presentate opere di miniaturisti come Franco dei Russi, Bartolomeo della Gatta, Francesco Rosselli e Francesco del Chierico, personalità di spicco in un genere attualmente meno noto al grande pubblico, ma di altissima suggestione per qualsiasi visitatore. Sono esposti 15 manoscritti vaticani, un codice della collezione del Duomo di Urbino, e altri manoscritti miniati provenienti da prestigiose biblioteche.

A fianco dei libri originali si possono sfogliare perfetti facsimili dei manoscritti urbinati. A corredo sono esposti anche bassorilievi, che richiamano le decorazioni di alcuni miniatori, con ritratti di Federico di Montefeltro, di sua moglie Battista Sforza, del principale collaboratore Ottaviano Ubaldini.

La particolarità della mostra è inoltre quella di fare entrare virtualmente il visitatore nella realtà della Biblioteca. Una multiproiezione e multivisione virtuale in tre dimensioni realizzata da Paolo Buroni (famoso multivision designer) con l'assessorato alla Cultura della Regione Marche, consente di interagire attraverso una “spettacolarizzazione” della Biblioteca. Il visitatore può qui virtualmente afferrare e sfogliare i libri digitali, grazie a un gioco di sensori e telecamere.

Alcune postazioni informatiche consentono inoltre di immergersi in una originale realizzazione digitale curata da Marcella Peruzzi: un DVD, coedito dalla Soprintendenza e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con la ricostruzione virtuale della biblioteca di Federico di Montefeltro esattamente come era pochi anni dopo la sua morte, nel 1487. Nel DVD, la sala situata all'ingresso del Palazzo Ducale di Urbino, decorata con il magnifico soffitto raffigurante l'aquila feltresca e i cherubini, è stata ricostruita virtualmente con l'immagine delle scaffalature che contenevano i libri di Federico, disposti nell'ordine originario e ricoperti con legature che riproducono i colori delle legature originali, oggi quasi tutte perdute. La ricostruzione virtuale consente quindi di mettersi nei panni di un visitatore della fine del Quattrocento e spaziare con lo sguardo, salire le scale addossate alle scansie, scorrere i dorsi dei volumi, ammirarne i frontespizi, aprirli e leggerli.

Oltre alla visita virtuale, il DVD offre la possibilità di consultare un database contenente la scheda catalografica di ogni manoscritto aggiornata nelle attribuzioni a copisti e miniatori e corredata dall'immagine delle pagine più rilevanti. Lo stesso DVD sarà allegato al catalogo dell'esposizione, e come tale resterà come prezioso strumento per conoscere la più bella collezione di manoscritti del Quattrocento, anche dopo la mostra. Così come la spettacolarizzazione permanente di Buroni rimarrà una ri-scoperta estetica e sensoriale, nel percorso museografico di Palazzo Ducale che permette da sempre di vivere la magia del Rinascimento italiano.

LE IPOTESI DI SALVATORE FIUME A CAGLI



A Palazzo Felici si inaugura oggi 15 marzo, la mostra personale del grande artista Salvatore Fiume (1915 - 1997) che si protrarrà fino al 4 maggio 2008.
I dipinti esposti appartengono al 'Ciclo delle Ipotesi', periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.
Fiume personalizza i frutti di un'acuta osservazione all'interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente a Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all'unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una sconcertante contemporaneità dei capolavori. L'ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta dell'eterna simultaneità dell'opera d'arte.
Ricordiamo la grande versatilità dell'artista, nato a Comiso (1915-1997).


A sedici anni, grazie ad una borsa di studio, entrò al Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino dove acquisì una profonda conoscenza delle tecniche della stampa: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia.


Qui fu compagno di studi della nostra concittadina Concetta Ciancamerla, illustratrice e curatrice, allora, di due libri realizzati interamente nell’ambito dell’Istituto, le “Rime Piccine” di Mario Giusti e “L’augellin bel verde” di Mario Gozzi; contemporaneamente a queste esperienze di Concetta Ciancamerla, Salvatore Fiume illustrava e curava la pubblicazione di “La secchia rapita” di A. Tassoni.


Nel 1936, finiti gli studi, si recò a Milano dove conobbe artisti e intellettuali fra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri, iniziando ad affermarsi, grazie al suo innato talento e genialità, nel campo dell’arte.
Fu pittore, scultore, architetto e scenografo e le sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Moma di New York, la Galleria d'Arte Moderna di Milano.
La mostra intende celebrare il decennale dalla morte dell’artista esponendo 12 opere appartenenti al “Ciclo delle ipotesi”, gentilmente concesse dalla Fondazione Fiume.
Curata dalla società PiQuadro srl di Urbino, in collaborazione con la Fondazione Fiume di Canzo (Co), la mostra dispone di un catalogo edito da Electa Mondadori.
Una grande occasione per apprezzare le creazioni di questo importantissimo ed eclettico artista italiano.
Per informazioni:
PiQuadro Srl – Segreteria Organizzativa
tel. 0722 328183
email: segreteria@piquadrosrl.com


Redazione 26-03-2008 alle ore: 8:43

Una bella visita di Vittorio Sgarbi a Cagli
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E’ arrivato all’improvviso, come la neve caduta in entroterra. Proveniva da una visita al Monastero di Fonte Avellana, dove Vittorio Sgarbi si è intrattenuto con i monaci per osservare alcune novità che voleva analizzare, compresa la catalogazione e informatizzazione di tutta la biblioteca, che è davvero un impegno enorme cui Fonte Avellana si riconferma centro culturale storico di questo territorio. L’ex onorevole-critico-assessore si è fermato a Cagli dove l’attendeva la mostra di Salvatore Fiume organizzata a Palazzo Felici. Una mostra, promossa da PiQuadro di Urbino. che Vittorio Sgarbi ha apprezzato, dopo averla osservata con la consueta attenzione. Fermandosi di fronte alle opere del maestro siciliano, Sgarbi ha commentato: “Una mostra molto equilibrata con quadri che tengono insieme le opere tradizionali di Fiume, queste belle figure femminili. E poi l’inserimento della pittura moderna in particolare: De Chirico e Picasso, suoi riferimenti di maggiore forza anche per la popolarità che egli aveva aggiunto e quindi sentiva di commisurarsi con i due artisti. E poi la pittura antica: Tintoretto, Rembrandt, Rubens, ma anche Raffaello, che hanno reso le opere di Salvatore Fiume ingigantite e importanti”. La curiosità di Vittorio Sgarbi per Cagli è sempre particolarmente alta. Il critico ha voluto osservare alcune caratteristiche della città che non conosceva: l’altra metà di palazzo Felici, proprietà degli eredi Max Mochi, che a Sgarbi hanno spalancato le porte del Palazzo, facendogli visitare gli interni. Quindi Palazzo Preziosi Brancaleoni, in Corso XX Settembre, con l’interessante facciata bugnata e lo scalone monumentale da cui si accede ai piani superiori. L’ultima visita, notturna, è stata al Convento dei Frati Cappuccini, sul colle omonimo, che fu edificato sulla Rocca dei Montefeltro di Urbino, costruita nel 1481 su disegno di Francesco di Giorgio Martini, celebre architetto militare del Rinascimento. Il Convento si è inserito sul precedente edificio secondo un disegno edilizio tipico dei cappuccini del secolo XVI, conservato lungo i secoli, con restauri che ha subito negli anni 1975 – 76. Sgarbi ha ammirato l’interessante biblioteca. Accompagnavano Vittorio Sgarbi il sindaco di Cagli Domenico Papi, l’assessore ai beni culturali e monumentali Alberto Mazzacchera e Alessandro Cioppi di “PiQuadro”. Sgarbi ritornerà a Cagli il 26 aprile, per ritirare un’alta benemerenza dal Comune (lo ha svelato il sindaco) che è stata mantenuta segreta come vuole il regolamento. A Vittorio Sgarbi verrà conferita ufficialmente la Medaglia d’Oro, che è appunto un’alta civica benemerenza della città di Cagli.

sabato 8 marzo 2008

CONFERENZA DI LEONE SULLA SINDONE

Sala gremita alla conferenza di Leone Pantaleoni sulla Sindone, ieri sera nella sagrestia del Duomo di Cagli.
Mostrando eloquenti immagini della reliquia/icona, Leone ha innanzi tutto messo in evidenza la lunga serie di particolari collegamenti fra le tracce impresse nel telo di lino e le molteplici lesioni prodotte dalle prolungate torture alle quali è stato sottoposto il corpo di Cristo, dalla massacrante salita al Calvario e dalla lunga agonia della crocifissione. Poi ha preso in esame le ipotesi che, provenienti da varie fonti, mettono in evidenza la possibilità che quel telo sia un falso messo lì, come accade spesso, a sostegno di una teoria difficile da comunicare alle masse, un riferimento materiale sul quale poggiare delle fedi vacillanti. Leone ha opposto a ciascuna ipotesi le possibili risposte, difendendo con profonda convinzione la originalità della reliquia, perché per Leone di Reliquia si tratta, non di semplice icona, denunciando anche la malafede di certe posizioni. Ecco allora evidenziarsi in Leone un legame stretto tra fede e Sindone: chi ha fede non può dubitare della originalità della Sindone. È chi non crede che rifiuta la sua originalità. Ma chi ha fede non ha bisogno di una prova concreta. E se mai si dimostrasse che la Sindone fosse un falso, possibilità questa non negata neppure da Leone, come si potrebbe sanare la ferita prodotta su una fede precaria che poggiasse su argomenti concreti come la sindone ?


Leone terrà una seconda conferenza a Cagli sulla Sindone lunedì 17 marzo alle ore 16.00 presso l’UNILIT.


Conferenza di Pantaleoni alla luce d’importanti rivelazioni scientifiche che la BBC trasmetterà il sabato 22 marzo prossimo


SINDONE, UN ENIGMA SCRITTO SUL LINO


Programmata dall’UNILIT, si terrà a Cagli, nell’Aula Magna della locale Scuola Media, dalle ore 16 di lunedì 17 marzo, una conferenza dal titolo: “Sindone, un enigma scritto sul lino”. Relatore Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica. Avvalendosi dei necessari supporti visivi, Pantaleoni evidenzierà una serie d’inquietanti collegamenti fra le tracce impresse nel telo di lino e le indicazioni fornite dai vangeli sulla passione di Cristo. Quindi prenderà in esame quelle ipotesi che vertono sulla possibilità che quel telo, oltre che della morte, sia anche testimone silenzioso della resurrezione di Gesù. Va sottolineato che l’argomento assume particolare significanza nella prospettiva che proprio per sabato 22 marzo prossimo è prevista la dichiarazione alla BBC di Christopher Bronk Ramsey, secondo il quale quella al radiocarbonio che nel 1988 relegò la Sindone da reliquia ad icona, effettuata da tre scienziati, uno dei quali è proprio colui che lo ha preceduto nella qualità di direttore dell’Oxford RadioCarbon Accelerator, sarebbe un’indagine inattendibile e dunque da ripetere. Anche alla luce di successivi perfezionamenti analitici, intendiamo. Superfluo aggiungere come, nell’attesa, l’eccitazione della congrega di esperti di tutti il mondo che ruotano attorno alla Sindone sia diventata incontenibile.

Nella foto:prova d’indicibili sofferenze, ecco l’impressionante crocifisso sindonico, e cioé ricostruito secondo le indicazioni fornite dal lenzuolo conservato a Torino dal 1578.

giovedì 6 marzo 2008

8 MARZO


























I SEGRETI ENIGMISTICI DELLA DONNA


E' questo il titolo dell'agile libretto scritto da Leone Pantaleoni, il più noto rebussista italiano, collaboratore dalla Settimana Enigmistica, e più conosciuto come “Leone da Cagli”.

Il nostro poliedrico concittadino, dopo la conferenza sulla Sindone che terrà a Cagli venerdì 7 marzo alle ore 21.00 nella prima sala della sagrestia della Cattedrale, sarà a Fano sabato 8 marzo, festa della donna, presso il caffè del pasticcere, a presentare il suo libro che in qualche modo collega la donna al mondo di Edipo.

L'evento è promosso dall'Associazione Culturale Cattaneo di Fano.

Il libro è corredato da un articolo a commento, tra l’ etico e il faceto, sull’ultimissima scoperta scientifica riguardante il midollo spinale nella donna, che secondo i ricercatori potrebbe un domani produrre parti biologiche per l’inseminazione artificiale, tesi che apre uno scenario sconosciuto per lo sviluppo del genere umano.

Stralciati dal libretto di Leone Pantaloni, vi proponiamo:


Prendete le 16 lettere che compongono la domanda
"Il peggiore dei mali?"e riposizionatele fino ad ottenere:
"E' pigliar moglie!".Constaterete, con somma sorpresa, che il gioco riesce alla perfezione. Analogamente, prendete le 17 lettere che formano la frase:
"Ed il pigliar marito, ..."
e ricomponetele fino a giungere a
"...ti par l'idea miglior?"e anche questa volta toccherete con mano che la cosa è sorprendentemente possibile. E' il curioso contributo che l'anagramma, così si chiama il gioco enigmistico, dà, a modo suo s'intende, alla Festa delle donne.
Non basta: sulla identica falsariga "Luna di miele" diventa "Duelli ameni" e "Adulterio", "Il duo a tre".
Nel parallelo: "Se chi dice donna dice danno, chi dice moglie, dice meglio?" compaiono invece due cambi di vocale (donna-danno e moglie-meglio). E se poi ad essi si somma la battuta: "Tra moglie e marito non mettere il ... DICO", c'è davvero da chiedersi quanti "ammonitori" abbia il "matrimonio" (anagramma).
E considerato che "MARTINO I" è l'anagramma di "MARITINO", c'è da domandarsi se papa sia meglio di papà. Cambiando musica, in chiave di pentagramma si può dire che la donna petulante "fa la solfa" (fa-la-sol-fa) e quella avida, dedita al solo accumulare, vive all'insegna del "soldo fa soldo" (sol-do-fa-sol-do).
Avete presente la venere del Botticelli che sorge dal mare su una conchiglia? Convenite che la conchiglia è usata anche come moneta di scambio? Bene, si può giungere allora a definire la conchiglia: "soldo similare" (sol-do-si-mi-la-re).
Un posto speciale deve essere riservato alla donna frigida che fa dire al compagno: "Il piacere è tutto mio!", ma non nella comune accezione usata durante i convenevoli delle presentazioni.
Per concludere, due avvertimenti in chiave anagrammatica: se lui ti dice tutto rapito: "Ti amo tanto!" sospetta che potrebbe avere "otto amanti" e se lei è ricca e sfondata e ti esclama estasiata: "Ti desidero!" potrebbe volerti dire invece: "Ti diseredo!" che, converrete, non è la stessa cosa.

lunedì 3 marzo 2008

LE CIPOLLE DI URBANIA AVEVANO VISTO GIUSTO?



NEVE - Le nevicate, anche a quote collinari, interesseranno tra martedì e mercoledì Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, rilievi liguri e Appennino tosco-emiliano. Nella giornata di giovedì la neve cadrà anche su Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Sardegna, mentre venerdì raggiungerà Basilicata e Calabria. Quanto alle temperature, il Dipartimento prevede che a partire da mercoledì ci sarà una diminuzione, rispetto ai valori attuali, di oltre 10 gradi.

SINDONE, ICONA O RELIQUIA?


Alle ore 21 di venerdì 7 marzo

nella prima sala della sagrestia della cattedrale,

il nostro concittadino Leone Pantaleoni, sindonologo, terrà per la Confraternita del Santissimo Crocefisso e San Giuseppe una conferenza sul lenzuolo che, secondo la tradizione, avvolse il corpo senza vita di Gesù dopo la deposizione.


“SINDONE, ICONA O RELIQUIA?”
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Giovanni:
“Ciò che abbiamo udito, ciò che noi abbiamo visto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della Vita, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi”

Dostoievskij:
“ Noi siamo come erranti sulla terra e, se non ci fosse dinnanzi a noi la preziosa immagine di Cristo, ci smarriremmo e ci perderemmo del tutto come il genere umano prima del diluvio”