Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

Nuove promesse sulla Sanità Regionale.
Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI
L'ANIMA NEL TEMPO

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INNO AL TARTUFO. Cagli 23 e 24 novembre 2019

RADUNO ANA A CAGLI

RADUNO ANA A CAGLI
RADUNO ANA A CAGLI

MOSTRE D'ARTE

MOSTRE D'ARTE
Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

domenica 17 agosto 2008

OGGI "L'ALTRA FESTA" AL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO

L’iniziativa è dell’Associazione Villaggio Globale Solidale di Cagli.
L’associazione si prefigge ogni anno un progetto da finanziare con il ricavato della festa che si tiene presso il Chiostro di San Francesco.

Per quest’anno, nei giorni di sabato 16 e domenica 17 agosto 2008, ci si occuperà della “Mikombe Secondary School”: il progetto riguarda la costruzione di una nuova ala della scuola secondaria attraverso il reperimento della strumentazione necessaria ad una biblioteca e all’insediamento di un laboratorio per il recupero della tradizione orale. Attraverso registratori, videocamere e computer si effettuerà la raccolta di fiabe, leggende e storie locali per poterle raggruppare in un libro che verrà scritto in inglese e chichewa in Malawi, mentre in Italia verrà stampato in inglese ed italiano. Si tratta di un elaborato che verrà diffuso come libro di narrativa per ragazzi anche nelle scuole con l’obiettivo di valorizzare una cultura altrimenti dimenticata.


negozio di materiali elettrici


Questo progetto assume un’interesse particolare poiché diverge dai soliti percorsi che noi tutti conosciamo. Mentre siamo abituati a vedere l’occidente esporare la propria cultura altrove, questa volta sarà un paese quasi dimenticato a farlo. E proprio per questo verrà attivato anche un corso di formazione e in una seconda fase si darà il via anche a dei laboratori che daranno spazio all’espressione artistica Malawiana e non solo alle tradizioni orali.Per questo progetto è già stato richiesto il cofinanziamento di enti pubblici ed altri eventi hanno già contribuito alla sua realizzazione.



laboratorio teatrale
Nelle due giornate potremo assistere a due conferenze; sabato si parlerà dello stato di attuazione dei progetti finanziati e ci sarà la presentazione del filmato “appenninum nostrum”, mentre domenica la discussione sarà incentrata sull’esperienza di Cagli nei gruppi di acquisto solidale. Alle 19.00 verrà aperta la mensa sociale con cucina etnica, tradizionale, biologia ed equosolidale e dalle 21.30 in poi le due serate verranno allietate da spettacoli e musica dal vivo.

giovedì 14 agosto 2008

VIVERE A CAGLI AUGURA A TUTTI BUON FERRAGOSTO

...A CHI SI UNIRA' AL BRANCO
e
...A CHI LO TRASCORRERA' IN SOLITUDINE

martedì 12 agosto 2008

IL TEATRO COMUNALE.............. DI…VENTA POESIA

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Mercoledì 13 agosto alle ore 21.00 torna al Teatro Comunale

di…vento poesia


la tradizionale rassegna di poesia contemporanea ideata a curata da Ninel Donini.
Ingresso libero.
L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Teatro.

I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.


Ninel Donini
Ninel Donini, cagliese, è stata docente di Lettere per molti anni presso gli Istituti superiori di I e II grado fino al primo settembre 2003. Laureata in Psicologia, frequenta l’ ultimo anno di un corso di specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la sede di Falconara (Ancona).
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. E’ stata Consigliere provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino e Capogruppo dal 1975 al 1990, Assessore provinciale alla Sanità dal 1978 al 1980, Consigliere regionale e Capogruppo dal 1995 al 2000.
Organizza eventi di poesie e come critico letterario ha recensito numerosi testi di poesie ed ha presentato nuovi e famosi poeti.
E’ impegnata come relatrice in numerose iniziative culturali. Fa parte del direttivo dell’Associazione Culturale “Contemporaneo” di Cagli (Pesaro e Urbino).
Coltiva un appassionato interesse per la politica.
Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie “Note a margine”.
Umberto Piersanti
Ad Umberto Piersanti, che con la sua poesia ha trasformato Urbino, le Cesane, i suoi luoghi dell’infanzia in luoghi dell’anima, di recente, tra i tanti riconoscimenti, è stato assegnato il premio Mario Luzi. È nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.
Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. L’ultima sua opera poetica è L’albero delle nebbie, edizioni Einaudi
Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986). Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione. Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi.Attualmente dirige la rivista Pelagos.

Francesco Scarabicchi
Francesco Scarabicchi, nato ad Ancona il 10 febbraio 1951, dove vive, è stato annoverato, da un prestigioso quotidiano nazionale, tra i venti autori più letti negli ultimi cinque anni. Il suo amore per la poesia non è limitato alla produzione ma anche all’organizzazione di eventi con importanti poeti nazionali ed internazionali.
Ha pubblicato, in versi: La porta murata, Residenza, Ancona, 1982, introduzione di Franco Scataglini; Il viale d'inverno, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1989, con un saggio di Massimo Raffaeli; Il prato bianco 1988-1995, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1997 - poi raccolti nella selezione de Il cancello 1980-1999 (Ancona, Pequod, 2001). E inoltre: Asfalti, Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2002, con fotografie di Daniele Maurizi; L’esperienza della neve, Roma, Donzelli, 2003. Il suo ultimo testo Il segreto è edito da L’obliquo di Brescia.E' uscita nel marzo 2001 una autoantologia che raccoglie testi scelti dal 1980 al 1999 (Il cancello, Pequod, Ancona, 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo.In collaborazione con il pittore Giorgio Bertelli: Via crucis, Sestante, Ripatransone, 1994, introduzione di Vincenzo Consolo; Diario di Càlena, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 1995, introduzione di Claudio Piersanti; Brume, Agrapha, Tremestieri Etneo, 1999, con una nota di Gilberto Severini.
Ha tradotto testi da Antonio Machado e da Federico Garcìa Lorca in parte raccolti in Taccuino spagnolo (L'Obliquo, Brescia, 2000) e in Gli istanti feriti (Ancona, Università degli Studi, 2000).Seguendo una sua personale inclinazione, si è a lungo occupato di arti figurative curando, fra le altre, monografie su Ernesto Treccani, Valeriano Trubbiani e Giorgio Bertelli.

Da segnalare la raccolta: L'attimo terrestre: cronache d'arte 1974-2006 (Ancona, Affinità elettive, 2006). Ha ideato e coordina, dal 2002, la rivista semestrale di scritture immagini e voci «Nostro lunedì».


Gli altri autori, marchigiani anche loro, affidano alla voce degli interpreti contributi meno noti ma non meno significativi. I testi saranno letti dagli attori della Pioletta, compagnia teatrale: Agnese Anniballi, Giannicola De Sanctis, Silvia Fumelli, Metella Ragni.

Gli intermezzi musicali di jazz sono affidati alla creatività ed alla competenza del Vittorio Gennari Quartet.

lunedì 11 agosto 2008

TRADIZIONALE CONCERTO D’ESTATE DEL CORPO BANDISTICO CITTÀ DI CAGLI.

Questa sera, lunedì 11 agosto, alle ore 21.15 in Piazza Matteotti a Cagli la Banda cittadina si esibirà in un repertorio brillante e coinvolgente. Il corpo bandistico cittadino vanta all’ interno del suo organico circa cinquanta elementi. Questo è possibile grazie all’esistenza del corso musicale di orientamento bandistico e grazie anche al lavoro svolto dal Maestro Felici per portare avanti questo corso, insieme ai componenti del consiglio direttivo e agli insegnanti designati. Sotto l’entusiasmante direzione del Maestro Raffaele Felici, ben dieci brani verranno eseguiti questa sera in Piazza Matteotti. In caso di pioggia il concerto verrà eseguito all’interno del Teatro Comunale.

venerdì 8 agosto 2008

LA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA A PALAZZO MOCHI ZAMPEROLI


A partire da oggi, 8 agosto 2008, sei artisti attivi a Roma, Laura Barbarini, Oreste Casalini, Claudio Givani, Maurizio Pierfranceschi, Vincenzo Scolamiero e Alfredo Zelli, espongono i loro lavori nelle sale del pianterreno di Palazzo Berardi Mochi Zamperoli, una delle dimore gentilizie più preziose del territorio nonché maggiore esempio di architettura civile a Cagli.
Nell’audacia di un confronto e nell’affinità di intenti profondi si cela il contenuto stesso della mostra, che appare non come una tradizionale collettiva, ma come un’espressione corale di più caratteri e stili. Il gruppo non è frutto di una posizione critica che nei linguaggi dei sei artisti ha visto omogeneità stilistica o affinità di intenti, o li ha riuniti in vista di una scelta tematica definita a priori. La storia di Barbarini, Givani, Casalini, Pierfranceschi, Scolamiero e Zelli è ben diversa; anzi è la storia stessa a nutrire le ragioni di un percorso, di una ricerca comune. La mostra sta in loro, nella loro amicizia ventennale, nello sforzo di accomunare – se pure con ricerche diverse - obiettivi morali, fondamenti della propria vita espressiva, necessità didattiche o etiche, nella felicità di farlo, nella constatazione che sia possibile. Il titolo di “antico e novissimo”, infine, muove dal confronto ultimo, il più impegnativo e stimolante: quello con le magnifiche sale seicentesche, alcune decorate con stucchi e affreschi, che danno dimora ai lavori senza sigillarli in nuclei monografici, ma mostrandoli alternati e integrati lungo le nobili e armoniose pareti. Solo nel vestibolo d’ingresso ai saloni, un grande affresco su carta riassumerà in un’unica opera i dipinti dei sei artisti. La città di Cagli, luogo di origine di Pierfranceschi e perfetta sintesi tra bellezze paesaggistiche e monumentali, è l’habitat ideale per ambientare questa coralità di amicizia e creatività artistica. Qui gli artisti svelano la propria esperienza “antica” e la propria “novissima” sperimentazione. I testi del catalogo sono di Michela Scolaro, docente di Arte Contemporanea all'Università di Macerata, sede di Fermo; di Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore; di Francesca Bottari, storica dell'arte.


"Antico e Novissimo"Progetto per Cagli
Palazzo Berardi Mochi Zamperoli
8 agosto - 21 settembre 2008
Mostra d'arte contemporanea


Sarà possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari:
dal mercoledì al venerdì ore 16,30 - 19,30;
sabato, domenica e festivi mattino ore 10,30-12,30 e pomeriggio ore 16,30-19,30
(settimana di Ferragosto aperto tutti i giorni).

L’ISOLA PEDONALE ALLARGATA E’ UN ERRORE DA NON FARE ? MOLTI COME ME SOSTENGONO IL CONTRARIO

Questo è l’articolo pubblicato ieri 7 agosto su Il Resto del Carlino, in risposta al mio intervento di domenica scorsa:

COME OGNI estate, nel periodo agostano, il problema dei parcheggi e l'ipotesi dell'isola pedonale torna ad essere d'attualità. Dopo le esternazioni di un cagliese, Lucio Palazzetti, arriva anche una presa di posizione di Egidio Cecchini, segretario della Confcommercio e di Confturismo di Cagli: «Proporre – si legge nella nota dl Cecchini - di anticipare l'isola pedonale addirittura alle ore 13 per tutto il periodo estivo, come da alcuni suggerito, è una proposta così inconcepibile da fuorviare completamente il dibattito su questi temi. Che sono quelli di fare di Cagli una città viva e accogliente e non un sito archeologico a ricordo di un glorioso passato e di un malinconico presente in cui si trasformano spesso molte piazze e centri storici italiani quando vengono fatte sperimentazioni improvvisate sul traffico, come certo sarebbe l'ipotesi di anticipare l'isola pedonale alle ore 13. In questo spirito Confturismo Confcommercio di Cagli ha più volte rappresentato alla amministrazione comunale la necessità di modifiche sia per quanto riguarda l'isola pedonale che per il regime degli orari. In particolare abbiamo richiesto di posticipare di un'ora l'inizio dell'isola pedonale (portandolo alle 20,30) e di modificare l'ordinanza che regolamenta gli orari di chiusura dei pubblici esercizi la quale non permette alcuna deroga alla chiusura delle ore 2 in nessun periodo o giorno dell'anno. In tal modo potrebbe essere approntato un calendario che in occasione di manifestazioni, eventi, festività o in particolari giorni o periodi dell'anno permettesse la deroga con la chiusura alle ore 3».

ma. ca.
Penso mi si debba concedere il diritto di replica, sperando di non annoiare:
Non stupisce l’azione mediatica intrapresa da alcuni commercianti cagliesi a supporto della loro insistente richiesta all’amministrazione di modificare le ordinanze relative all’isola pedonale ed agli orari di chiusura dei pubblici esercizi: si trincerano dietro le facciate istituzionali di Confcommercio e di Confturismo, senza tenere conto dei tanti altri commercianti ed operatori turistici che non la pensano come loro. Come non sono d’accordo con loro i tanti, ma tanti, cittadini che di solito non hanno voce sulle pagine dei quotidiani, ma che al contrario mi hanno dimostrato piena approvazione e sostegno dopo l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino domenica scorsa. Per questo desidero che gli amministratori sentano, attraverso questo mio modesto ulteriore intervento, anche la loro voce.
Stupisce invece la logica che guida il segretario di Confcommercio, Egidio Cecchini, il quale sostiene che aprire la città al turismo pedonale pomeridiano è una sperimentazione improvvisata, col rischio di trasformare Cagli in un malinconico sito archeologico. Grazie a Dio questa sperimentazione è già stata fatta altrove, ed i risultati hanno sempre portato alla nascita di centri graditi ai cittadini e di spiccata vivacità commerciale. Certamente non si ottengono i risultati voluti dall’oggi al domani, c’è un periodo di transizione durante il quale si può procurare qualche scompenso agli operatori commerciali. Per questo forse gli amministratori potrebbero studiare qualche forma di ammortizzatore, come qualche provvisoria agevolazione fiscale, ad esempio. Ma se non si comincia mai, tutto rimane com’è: le risorse sono poche, rimangono poche e, soprattutto, rimangono distribuite solo a quei tre o quattro che, per questo, vogliono che tutto rimanga così com’è.
Lucio Palazzetti
...e questo era stato il mio intervento sul Resto del Carlino di domenica 3 agosto:
Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.
Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.

lunedì 4 agosto 2008

LA PERSONALE DI STANISLAO PACUS ALLA QUADRERIA CESARINI DI FOSSOMBRONE


Inaugurata sabato 2 agosto alle 18,30 nella Quadreria Cesarini di Fossombrone, la mostra fa parte della rassegna “Segnali d’arte 2008”, lanciata quest’anno dallo Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea della Provincia (assessorato alle attività culturali) ed è stata organizzata insieme al Comune di Fossombrone.


Stanislao Pacus - Il pasto degli Dei
Satanislo Pacus: "Artista eclettico e visionario che crea, con materiali semplici, opere complesse dal profondo significato simbolico, fotografa l'idea e dipinge i sogni". Un profilo che sintetizza la ricerca espressiva di Stanislao Pacus, maestro di body-art e di comportamento nato a Cagli nel 1938 e che attualmente vive e lavora a Milano.
Stanislao Pacus - Laguna dell'incanto

La personale di Stanislao Pacus si articola in quattro sezioni : I raspi, Il salto del tempo, Fuss e infine le Installazioni.
I raspi, sono come dice l'artista stesso un malessere esistenziale, un fatidium vitae e rappresentano nel loro splendore informale uno splen esplicativo e suggestivo.
Il salto del tempo, sono un gruppo di opere di pittura che vorrebbero vedere il tempo non scorrere nelle umane vicende, poiché la bellezza delle cose terrene e la loro rappresentazione racchiudono un senso alto della vita come se l’uomo fosse immortale.
Fuss, sono un gruppo di fotografie in cui la rappresentazione è basata esclusivamente sulla partecipazione all'evento e non sull'estetica del fatto compiuto. L'artista, infatti, in una recente intervista afferma che la fotografia è "bella" se è partecipativia e non estetica. Fuss è un acronimo scurrile che non è svelato in quanto si riferisce a sbandati e tossici che nel 2002 bruciarono l'atelier dell'artista.
Le Installazioni, sono le evidenze più arcane e sensibili del modo con il quale l'artista interpreta il sentimento dell'arte, le Installazioni di Pacus rispecchiano sempre un ordine architettonico.Pacus è anche poeta e scrittore, da più di trent'anni con coraggio sperimenta il connubio tra Arte Concettuale e la realtà contadina della terra cagliese, che esalta e valorizza con le sue multiformi creazioni.
Stanislao Pacus - Temperare la mente
La produzione artistica di Pacus colpisce lo spettatore per la forza espressiva e la singolarità dell'idea. Un'idea, in questo caso, in movimento, un flusso d'immagini, sensazioni e parole dal profondo significato simbolico.
''L' Anima s' incanta l' Arte no"

Stanislao Pacus
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008

Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,

dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19

venerdì 25 luglio 2008

Piano dei trasporti: chi lo ha pensato?

È stato approvato qualche settimana fa il piano provinciale dei trasporti, atto lodevole che punta alla razionalizzazione e al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico... però, come molte volte accade, per i motivi più diversi, non sempre i due obiettivi sono raggiunti, o almeno non del tutto. Si ha la sensazione che il primo obiettivo possa essere perseguito, per quello che riguarda le zone interne della provincia, partendo sempre da un diritto di livello più basso rispetto agli abitanti delle zone costiere.

Aumentare il numero delle corse è indubbiamente un potenziamento del servizio, ma sul miglioramento permangono dubbi. Infatti se all’aumento delle corse da e per Pesaro, ovvio punto di riferimento, gli abitanti dell’entroterra debbono effettuare cambi a Calmazzo, Bivio Borzaga, o altri punti intermedi, e a Fano senza nodi di scambio attrezzati, quasi in campi di grano, diventa difficile individuare tale miglioramento.

Gli abitanti “montani” debbono accontentarsi? Debbono vivere ogni richiesta come una pretesa? Si ha la sensazione, a volte, che coloro che hanno contribuito alla realizzazione del piano non conoscano adeguatamente le zone interne e che comunque non abbiano esperienza diretta come utenti di trasporto pubblico. Lo stesso assessore provinciale ai trasporti, persona generalmente attenta e sensibile, originario di zone interne, non credo che usi abitualmente servizi pubblici.

Quindi per chi proviene dall’interno corse potenziate significano tempi indefiniti privi di riparo, con valigie a terra e allungamento della percorrenza. Obbligare il cambio a Fano poi, oltre ad aumentare i disagi, riduce enormemente la positività dei capolinea alla stazione ferroviaria di Pesaro. Non credo sia difficile capire come per persone non più giovanissime, arrivare alla stazione di Pesaro sia un’impresa ardua, piena di numerosi e pesanti disagi.

Molti pendolari hanno già espresso sulla stampa le loro giuste rimostranze e qualcuno li ha perfino definiti “ingrati”. Ma se si peggiora la corsa più utilizzata dai pendolari a poco vale l’aumento delle corse... a meno che non sia una strategia, che nulla ha di razionale ed economico che punti ad un maggior ingorgo del traffico.

E poi non è stato coinvolto il Comitato che aveva raccolto oltre mille firme per il mantenimento della corsa Pesaro-Roma, risultato conseguito.

Possibile che la partecipazione disturbi?
Ninel Donini
Alle giuste critiche della Donini aggiungerei anche una mancanza di attenzione verso chi dall’entroterra deve prendere il treno diretto a Sud: sarebbe logico servirsi della stazione ferroviaria di Fano, ma non sono previste corse dirette che transitano per di là.

giovedì 24 luglio 2008

Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.


Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.


Ecco l’articolo pubblicato ieri sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia on line:

Mancano i parcheggi
Non serve la chiusura anticipata dei locali per motivi di sicurezza
Meglio organizzare ronde di ausiliari
Maidani, responsabile di Forza Italia: “L’isola pedonale fa molti danni”
CAGLI - “L’ estate cagliese è iniziata - sottolinea Matteo Maidani, consigliere comunale di minoranza e responsabile cagliese di Forza Italia - e come avviene ormai da alcuni anni la stagione non sembra contraddistinguersi per le manifestazioni. I grandi eventi sono solo un ricordo. Non bastano certo i Venerdì di Cagli, cinque serate di quattro ore appena, a dare impulso all’economia di una cittadina. Soprattutto servirebbe qualcosa in più per le altre sei serate della settimana in quanto l’unico spettacolo rimane ammirare la facciata del Municipio e quella del rinnovato Palazzo Mavarelli. A questo punto ci domandiamo se vale la pena chiudere il transito dei veicoli tra lunedì e giovedì visto che piazza Matteotti rimane quasi deserta non essendoci manifestazioni ad allietare i cittadini e i turisti”.Maidani si sofferma sull’isola pedonale.“Se da un lato è positiva poiché serve a godere meglio delle bellezze architettoniche, dall’altro è un ostacolo perché costringe a cercare parcheggi che allo stato attuale non esistono o sono difficili da fruire. Inoltre il sindaco ha anticipato la chiusura dei locali del centro storico dalle 3 alle 2 di notte con la scusa dei famosi motivi di “sicurezza” e di indisciplina dei giovani ragazzi. Se Cagli vuole essere riconosciuta come città adatta ad un turismo selezionato non può permettersi di chiudere i locali e molte attività solo perché i sindaci dell’entroterra non sono riusciti a chiedere ed ottenere dalle istituzioni provinciali e regionali, una maggiore attenzione per la sicurezza del loro territorio”.Cosa fare?“Basterebbe, i venerdì e i sabato, organizzare ronde di ausiliari (magari pagati con un piccolo contributo da parte di privati) o degli stessi volontari della Protezione Civile lungo le vie più a rischio per evitare piccoli episodi di teppismo dovuti più alla noia che a tensioni sociali che a Cagli non esistono”.
Giovanni Bartoli

mercoledì 16 luglio 2008

I VENERDI' DI CAGLI CHIAMANO A RACCOLTA GLI APPASSIONATI DI ENIGMISTICA

C'E' ANCHE LEONE

NELLA SECONDA TAPPA DI “ENIGMATICAGLI"

IS? Sono le ultime lettere di Jacopo Ortis! N? E' la nona di Beethoven (enne è la nona ed ultima lettera della parola Beethoven). I? E' il corrispondente romano dell'Unità (I è l'uno dei latini). O, se preferite, dell'Avanti (dal verbo latino andare che si coniuga in eo, is, ivi, itum ,ire). Queste ed altre prelibatezze edipiche riserverà Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, a tutti coloro che vorranno vivere di persona la seconda serata di "EnigmatiCagli" di venerdì 18 luglio. Intanto, esposti attorno alla fontana di piazza 10 rebus ed altrettanti anagrammi di Leone vengono proposti scaglionati in formato gigante nelle tre puntate settimanali previste che si concluderanno il 25 luglio. A suggello del positivo operato della locale Associazione, protagonisti della serata saranno anche gli scacchi con il presidente Francesco Maria Pantaleoni (fratello di Leone) e con il preparatore del settore giovanile Giovanni Diani; entrambi proporranno alcuni problemi con soluzione in poche mosse forzate. A proposito di scacchi ricordiamo che Leone Pantaleoni, dal 1995 presidente del Circolo Scacchistico Pesarese, nel gennaio 1991, pareggiò a Modena con il campione del mondo russo Anatolij Karpov (pupillo di Leonid Breznev, Segretario Generale e, insomma, capo assoluto dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982) e nel maggio 1998, a Pesaro, inflisse l'unica sconfitta al più geniale ed imprevedibile giocatore italiano di tutti i tempi, il fiorentino Sergio Mariotti.
Nelle foto che seguono, i tabelloni con alcuni enigmi proposti venerdì 11 luglio








martedì 8 luglio 2008

39 ANNI FA: LA NOTTE DEL PRIMO SBARCO SULLA LUNA


Fedeli bagnanti di Giuseppe Giunta del mese di luglio, eravamo tornati, io, la mamma e mio fratello, perchè il babbo ci aveva lasciato già da cinque anni, nella nostra Cagli quella domenica 20 luglio 1969 per il matrimonio d’un nostro parente. Passata "a nuttata" avremmo ripercorso i 62 km che ci dividevano dalla tradizionale base vacanziera.

E così, mentre tre anonimi aspettavano di rimetter piede sulla spiaggia dell'Adriatico, un celebre terzetto composto da Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin, si accingeva ad un approdo assai meno ordinario. Eh, sì, amici, era quella la notte del primo sbarco sulla luna! Ecco perché, io, allora ventiquattrenne, e mio fratello diciottenne, decidemmo di trascorrerla in bianco. Un occhio buttato sulla scacchiera (nacque allora la mia passione per il Nobilgiuoco ma si consolidò tre anni dopo con l’epocale sfida Fischer-Spasskij) e l'altro sul televisore, seguimmo senza batter ciglio, né poi senza abbassarlo per il sonno, la indimenticabile telecronaca dove, dallo Studio Uno della Fiera di Milano, Tito Stagno, giornalista di spessore almeno pari a quello delle sue pesantissime lenti, ed in collegamento telefonico da Houston, Ruggero Orlando, giornalista di grido almeno per come era solito emetter urla acute e prolungate parlando, facevano a gara per superarsi. Indimenticabili alcune battute del primo: "C'è stato un problema ... si è accesa una spia di un computer e un allarme si è messo a suonare ... da Huston per ora non arriva nessuna risposta ... go! ... Houston ha detto di proseguire se l'allarme è solo intermittente ... Aldrin ha risposto: - OK go! - ... ma ... Houston ha dato il go ... ecco, sono allunati! ...". E fu in quell'istante che Ruggero Orlando dette il la all'imperdibile duetto a distanza: " No, non sono ancora atterrati ", "No, ti sbagli, sono già allunati...", "Ecco, ora sono sulla luna!". Si appurò di lì a poco che il simpatico e concitato battibecco fu causato da un "go!", esclamato da Aldrin, che Stagno mal interpretò come un "Siamo allunati!". Intanto, dopo un pranzo di nozze come si deve, non avevamo cenato io e mio fratello e a quell'avanzata ora del mattino fummo colti da ruggiti di fame leonina. Ma in casa non c'erano che patate. Subito facemmo bollire dell'acqua e ce le cuocemmo lesse; quindi, in una manciata di nanosecondi, le divorammo scondite. Fu così che, nello sperimentare la veridicità del detto che la fame è il miglior condimento, esclamammo all'unisono: "Grazie America!”. Quell’America che ci aveva appena dato la luna. E, secoli or sono, le patate."

Leone Pantaleoni

mercoledì 2 luglio 2008

PRESENTATO IL LIBRO COLLETTIVO "CONTEMPORANEO - 99 definizioni"

È stato presentato oggi pomeriggio nella Sala del General Consiglio



“CONTEMPORANEO 99 definizioni”, il libro collettivo ideato da Bruno Marcucci, curato da Donna Lynne Galletta, Maria Vittoria Dierna e Giuliana Paganucci, edito da Ernesto Paleani.

Il volume contiene cinquantuno disegni di Bruno Marcucci.
I DISEGNI
DI BRUNO MARCUCCI
RIMARRANNO ESPOSTI NELLA MOSTRA ALLESTITA
NELLA SALA DELL’ABBONDANZA
DAL 2 AL 6 LUGLIO
DALLE ORE 16.00 ALLE ORE 20.00
I testi che compongono il volume sono di:

Fulvio Abbate
Eraldo Affinati
Paolo Albertini
Marco Andreani
Giulio Angelucci
Mariano Apa
Llorenc Barber
Giulio Benedetti
Alberto Bernini
Paola Biondi
Fausto Bongelli
Yves Bonnefoy
Anna Buoninsegni
Enrico Calzolari
Antonio Capaccio
Enrico Capodaglio
Claudia Castellucci
Andrea Cavalletti
Raffaella Ceccarini
Bruno Ceci
Claudio Cesarini
Barbara Chitussi
Daniela Ciancamerla
Renzo Cresti
Kathleen Delaney
Gianni D’Elia
Antonio Delle Rose
Gualtiero De Santi
Eugenio De Signoribus
Gianni Di Cicco
Maria Vittoria Dierna
Francesco Dillon
Costantino Di Sante
Richard Dixon
Donatella Donati
Lenina Donini
Ninel Donini
Paolo Ercolani
Franca Fabbri
Dom Salvatore Frigerio
Riccardo Fuzio
Gabriele Ghiandoni
Armando Ginesi
Italo Grilli
Ramona Guglielmi
Fathi Hassan
Mike Hicks
Paolo Icaro
Carlo Inzerillo
Pierpaolo Loffreda
Tommaso Lombardi
Domenico Losurdo
Marcello Maiani
Stefano Manfucci
Bruno Mangiaterra
Francesco Mansi
Giorgio Marchetti
Eliseo Mattiacci
Massimo Mazzoni
Antonio Moresco
Annamaria Morini
Stanislao Pacus
Giuliana Paganucci
Ada Paleani
Feliciano Paoli
Pino Parini
Carla Pasquinelli
Marcello Pecchioli
Oscar Piattella
Graziella Picchi
Umberto Piersanti
Sandro Portelli
Ludovico Pratesi
Ray Reece
Giorgio Rossi
Kirkpatrick Sale
Edoardo Sanguineti
Stefano Scodanibbio
Roberto Signorini
Massimo Simonini
Sandro Somarè
Giulio Soravia
Ettore Sordini
Michele Sovente
Bruna Stefanini
Pio Tarantini
Paolo Teobaldi
Tonino Tesei
Gabriele Tinti
Stefano Tonti
Paolo Tosti
Martino Traversa
Paola Urbinati
Stefania Vetri
Alessandro Vicario
Ed Ward
Yasuo Watanabe
Emanuele Zinato
Rodolfo Zucco
Qual è lo scopo di questo libro collettivo dedicato alla definizione del termine “contemporaneo”, parola troppo “aperta“ e in qualche modo “vuota”?
Il libro nasce, tautologicamente, su iniziativa dell’associazione Contemporaneo, in una sorta di sforzo di autocoscienza. Agli autori dei testi è stato chiesto di definire il loro modo di sentire, di fruire la contemporaneità. Ne risulta una pluralità di punti di vista e di interpretazioni sull’”essere“ e sul “fare” contemporaneo, in relazione alla cultura e all’arte, ma non solo: da questo libro ci viene in vario modo raccontato il nostro “essere qui”, quello che stiamo vivendo.
Bruno Marcucci

sabato 21 giugno 2008

L'ENIGMA PIU’ DIABOLICO CHE SANTO DI LEONE DA CAGLI

Nessuno lo ha risolto, nonostante i vari ed encomiabili tentativi
Enigma più diabolico che santo quello lanciato sul web “Vivere a Cagli” da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) a tutti gli appassionati di scienza edipica della provincia. Diabolico perché nessuno, nonostante i vari ed encomiabili tentativi, è riuscito a cogliere nel segno. Santo perché la soluzione riguarda San Pio V, 227° papa della Chiesa; ovvero quel Michele Ghisleri che, nato a Bosco Marengo (Milano) nel 1504 e morto a Roma nel 1572, si oppose a varie eresie, prima fra tutte quella anabattista.


L’assunto del quiz proposto più d’un mese fa, e curiosamente intonato alle piovose condizioni meteorologiche del momento, era: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -"
La soluzione si ottiene nel modo che segue: la domanda di cui sopra si può esprimere in altro modo, e cioè con la frase: - Pioverà papà? – che, letta in modo diverso, diventa: “Pio V era papa”. Che è, appunto, la soluzione del diabolico enigma.

Leone Pantaleoni*
*enigmista

san Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri.

sabato 14 giugno 2008

ALLA ROMITA ALFIO HA FESTEGGIATO IL SUO PENSIONAMENTO

Veramente tanti gli ospiti convenuti alla Romita per festeggiare il pensionamento di Alfio. È stata una festa all’apparenza semplice, pulita, spontanea, come Alfio; una festa fra amici, in un ambiente famigliare, fortemente caratterizzato dalla antica tradizione campagnola: tavole generosamente imbandite in mezzo al verde, con i migliori prodotti della cucina locale e musica folk. E dietro a quella semplicità apparente c’era la magia di un ambiente come la Romita, una proprietà lungo il fiume Bosso messa a disposizione dallo zio Piero, oltre alla sapiente organizzazione della zia Adele, responsabile della cucina ed all'impegno di tanti amici per i preparativi. Non è da tutti trovare tanta disponibilità. E come se questo non bastasse, ad un certo punto è arrivata, inaspettata, una rappresentanza della Banda Cittadina con le Majorettes, provocando l’immediata commozione del tenero Alfio. Non sono mancati neppure i “discorsi”, pronunciati prima dalla zia Adele, poi dagli amici "importanti": Fernando e, naturalmente, Domenico. Infine Alfio ha ringraziato tutti ed ha concluso con la propria dichiarazione di amore per Cagli, non solo per la sua gente, ma anche per i suoi muri.

sabato 7 giugno 2008

SCRIPTA MANENT, VERBA VOLANT: A CAGLI SI PARLA, SI PARLA...; MA I CAGLIESI HANNO PAURA DI SCRIVERE LE LORO OPINIONI ?

La citazione del sito VIVERE A CAGLI cortesemente lanciata da G.Bartoli sul Corriere Adriatico qualche giorno fa, mi spinge a scrivere qualcosa di nuovo su queste pagine per dovere di ospitalità, per accogliere degnamente eventuali nuovi visitatori.
Molti mi chiedono come mai da un po’ di tempo ho trascurato di aggiornare il sito con argomenti nuovi, perché non ho sottolineato i tanti eventi che ultimamente hanno movimentato la vita della città, dai “Distinti salumi” alla “Festa della Pipa”, dai lavori del Palazzo Mavarelli al rifacimento di Via Don G.Celli, dalla “fiurita” per la Processione del Corpus Domini alle varie manifestazioni svoltesi in Piazza.
Come ho già spiegato in varie occasioni questo sito non è nato per una personale ricerca di visibilità, per ambizione o narcisismo, come forse qualcuno ha voluto credere, tanto è vero che all’inizio era del tutto anonimo. Il mio progetto è stato da sempre quello di costruire uno spazio a disposizione dei miei concittadini e, perché no, delle istituzioni, dove confrontare le diverse opinioni sui temi di attualità che coinvolgono i cagliesi. Non voglio possedere una bacheca virtuale a mio uso e consumo dove affiggere le notizie scritte e manipolate da me, ma proporre un tavolo virtuale attorno al quale sedersi, una piazza virtuale nella quale incontrarsi. Vorrei quindi scrivere non solo i miei ma soprattutto i vostri punti di vista sui temi più attuali. Le fonti da cui attingere gli argomenti di discussione invece sono tanti, dalle cronache locali dei quotidiani, ai siti bellissimi ai quali non sfuggono le notizie su Cagli. Cito fra i tanti Spirito Cagliese, che migliora sempre per la completezza delle notizie fornite; Cagli Duemila, insuperabile per le belle foto che pubblica; Tutto Flaminia Marche, sito professionale, versione on line del diffusissimo quindicinale cartaceo. È sugli argomenti proposti da questi organi di informazione che vorrei raccogliere i commenti della gente e pubblicarli su VIVERE A CAGLI. Cosa che invece non è possibile negli altri siti.
Come si fa a intervenire? Semplice: con un clic sul link “commenti” o “posta un commento”, che si trova alla fine di ogni articolo, si può aprire la pagina sulla quale scrivere. Non serve registrarsi: è sufficiente scegliere fra le opzioni di identificazione quella che richiede il nome o quella di anonimo (ma in questo caso è meglio attribuirsi uno pseudonimo, per distinguersi da altri eventuali anonimi). Oppure, più semplicemente, si può inviare una e-mail sulla mia casella di posta elettronica lupa45@jumpy.it .
Se poi proprio uno non ce la fa a domare sto benedetto computer, mi può fermare per strada per consegnarmi due righe scritte a matita su un pezzo di carta.
A presto.

martedì 20 maggio 2008

CONCORSO A PREMI: L'ENIGMA METEOROLOGICO DI LEONE DA CAGLI

Pantaleoni sfida tutti gli appassionati di scienza edipica della nostra provincia
tutti i concorsi di Leone da Cagli:
Per l'estate che viene, Leone Pantaleoni, da sempre il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, lancia una sfida a tutti gli appassionati d'arte edipica della provincia.

L'esposto è il seguente: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -" (vedi foto).

ENIGMA: Frase (3, 1, 3, 4)


- Babbo, pensi che verrà giù la pioggia ? -
Il Fabio Fazio del "Che tempo che fa" non c'entra nulla. e la soluzione è una frase composta di quattro parole, dove la prima ha tre lettere, la seconda una, la terza tre e la quarta quattro (frase: 3,1,3,4).

La risposta, tramite e-mail, può essere inviata a: lpanta@alice.it.
O telefonando allo 0721-30245.
O scrivendo all'autore in via Battelli, 19.
O ancora inviando un commento ad uno dei seguenti blog:

http://www.vivereacagli.blogspot.com/

http://www.ilmondodileonedacagli.blogspot.com/

Ultimo giorno valido di partecipazione al concorso è venerdì 20 giugno prossimo (il 21 entra l'estate!).Ai solutori verrà inviata una copia del libro "Pantantirebus" (comprensiva di sua versione in dvd!) comprendente 130 rebus antologici di Leone, tre dei quali mai usciti sul settimanale di enigmistica che vende mezzo milione di copie a numero.

lunedì 12 maggio 2008

AREA PRIVATA DIVENTA PARCHEGGIO PUBBLICO


dal Corriere Adriatico del 12.05.2008
CAGLI - Un’area privata era diventata a Cagli un parcheggio pubblico dove ognuno si sentiva padrone di far sostare la propria macchina (ex area stazione di servizio Agip), nel centro della città, lungo la strada SP3 Flaminia.Il proprietario dell’area ha messo dei cartelli di divieto con rimozione immediata dei mezzi parcheggiati, cosa che viene considerata un abuso.Come si ricorderà fu demolita la stazione Agip di Cagli, perché non poteva per legge essere presente all’interno di un centro storico; la superficie in oggetto è passata ad un privato, che ne ha costruita un’altra sulla Flaminia Cagli nord, e conseguentemente quella a Cagli sud avrà, sembra, secondo un progetto approvato, una destinazione di strutture commerciali . Tuttavia questi lavori - sempre a quanto risulta - toccheranno o si avvicineranno alle mura antiche della città di Cagli. In sostanza, mancherebbero – sempre secondo fonti ufficiose, le autorizzazioni della Soprintendenza, di cui si attende l’ok.

G.B.

Ma a Cagli, a proposito dei parcheggi, quante occasioni perdute!
Cagli ha bisogno urgente di parcheggi per portare a termine tutti gli sforzi che questa Amministrazione ha prodotto per trasformare la città da decaduto centro agricolo in rinascente centro con una forte componente turistico-culturale. È evidente, ma nonostante ciò il problema parcheggi rimane disatteso: le varie amministrazioni locali trovano i soldi per comperare e ristrutturare i palazzi ma mai per acquisire aree idonee a realizzare nuovi parcheggi dove servono. Che si voglia mantenere la carenza di parcheggi periferici per giustificare il continuo rinvio della riduzione del traffico in piazza? Quanto si dovrà aspettare per vedere demolita la Palestra di Porta Massara? Quanto sarebbe stato utile acquisire l’orto di Anniballi per creare una comoda piazzetta demolendo i muri dei due lati di Via Purgotti e di Via Tiranni? Quanti posti macchina si potevano realizzare sul marciapiedi sud di Viale della Vittoria? Quanto si dovrà aspettare per vedere realizzati posti macchina in tante aree pubbliche in stato di totale abbandono (ed anche in tante aree private in evidente stato di incuria !) ?

venerdì 9 maggio 2008

SAN GERONZIO

San Geronzio, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, è patrono della città di Cagli (PU).


Fu vescovo di Cervia e nel 502 partecipò al Concilio Romano indetto da Papa Simmaco contro l'Antipapa Lorenzo. Nei pressi della città di Cagli lungo la consolare Flaminia, secondo la tradizione, nell'anno 504 il vescovo Geronzio fu decapitato, dagli scismatici, avendo egli difeso nel 502 il pontefice Simmaco al Quarto Concilio Romano detto Palmare.



Riteneva, invece, con più probabilità il bollandista D. Papebroch, che non furono tanto i seguaci dell'antipapa Lorenzo o gli sgherri del re ariano Teodorico a far uccidere il vescovo di Cervia, bensì dei comuni briganti.


Il corpo di Geronzio fu raccolto dal vescovo di Cagli Viticano ed una abbazia a lui dedicata, che l'Ughelli ritiene anteriore all'VIII secolo, ne avrebbe difeso e propagato la memoria ed il culto.



A Campo Ventoso, luogo del martirio, fu eretta una piccola chiesa (poi ampliata a partire dal XVII secolo) della quale la prima notizia documentaria risale al 1290, poiché in un documento dell'epoca è menzionato un Guglielmo cappellano "S. Gerontii". Leggenda vuole che le oche nel viaggio del 502 avessero salvato la vita al vescovo Geronzio. Per tale motivo egli è variamente rappresentato nella città di Cagli con accanto una bianca oca.



Il corpo, raccolto dal Vescovo di Cagli, fu tumulato sul Monte Calleo dove fu eretta un'abbazia a lui intitolata. L'abbate di San Geronzio è uno dei protagonisti (insieme al Vescovo, al Priore della Canonica e alle maggiori casate cagliesi) dell'accordo con il quale nel secolo XII si costituisce il libero Comune di Cagli.



A San Geronzio oltre l'abbazia furono edificate: la chiesa sul luogo del martirio, una chiesa nella zona del Tarugo, la chiesa del convento dei Padri Cappuccini e l'altare del Comune nella Basilica Cattedrale di Cagli.



Il cenobio benedettino fu unito nel 1290 alla Mensa vescovile per volontà di papa Niccolò IV negli anni del forte impegno del pontefice per la riscotruzione e traslazione della città di Cagli avvenuta a partire dal 1289 su disegno di Arnolfo di Cambio. Nel "Liber appassatus" del contado di Cagli del 1339, i beni intestati al cenobio sono, però, già ridotti a poca cosa, segno di un'avanzata incorporazione. Infine negli elenchi di chiese del 1468 non vi sono più beni riferiti al cenobio. Ormai in stato di abbandono il complesso abbaziale con il relativo colle viene ceduto per l'edificazione di un'avanzata Rocca romboidale (collegata alla sottostante città tramite il Torrione e l'ancor esistente "soccorso coverto") ideata da Francesco di Giorgio Martini per volere del duca Federico da Montefeltro. La Rocca (in costruzione nei primissimi anni Ottanta del XV secolo) è parzialmente smantellata del 1502 durante gli eventi legati alle mire espansionistiche del Valentino figlio di papa Alessandro VI. Nel 1565 si dispone la costruzione di un convento dei Padri Cappuccini che sarà eretto nel giro di pochissimi anni sul colle ove un tempo sorgeva l'abbazia di San Geronzio. A ricordo di ciò la chiesa conventuale cappuccina fu dedicata al santo protettore della città di Cagli (festeggiato il 9 maggio).



Il mistero della sparizione del corpo di San Geronzio è stato di recente svelato dallo storico Alberto Mazzacchera che nel 2006 ha scritto: "come riferito dall'annalista Saxo, le reliquie del Santo furono acquisite dal vescovo Otger di Speyer il 19 luglio del 963 e portate a Magdeburg dove furono depositate il 21 settembre dello stesso anno. Ciò avvenne durante il passaggio, lungo la consolare Flaminia, dell'imperatore Ottone I di Sassonia al quale evidentemente non doveva essere facile resistere".

ore 17.00 S. Messa in Cattedrale per la Festa del Patrono S. Geronzio a Cagli.
Seguirà la consueta processione fino alla chiesa di San Geronzio.
Sarà presente il Vescovo.

NONA SINFONIA IN ENNE

La nona di B e e t h o v e N1 2 3 4 5 6 7 8 9

Timida e discreta inquilina del dizionario, la enne. Démodé come oggi lo sarebbe un colletto inamidato di Guido Gozzano, egualmente incuriosisce. A partire da come la si scrive per esteso. Composta della medesima vocale e consonante ripetute, sembra imbarazzarsi nell’accettare le lettere messele gentilmente a disposizione dal vocabolario. Una sorta di signorina Felicita arrossita come rosolio dinnanzi al debordante vassoio dei biscotti che le vengono offerti. Per nulla crepuscolare e tanto meno decadente è però l’occhio dell’ enigmista che osserva la enne. A scorrerla all’incontrario essa si legge allo stesso modo. E’ dunque parola palindroma. Dal greco pàlin (all’indietro) e dròmos (corsa). Se non fosse un campione di ritrosia, la si potrebbe sminuire un poco nel dire che il suo è un destino in comproprietà con la elle, la emme, la erre e la esse. Ma non per questo la s’inflazionerebbe. Immaginiamocela, allora, una bella enne scritta su un foglio. Preferibilmente in carattere maiuscolo. Considerandola una sola enne, la si potrebbe definire “sol enne”. E dunque trasformala nella parola “solenne”. Ma, a guardar meglio, affondando il pugnale fino al manico, ci si potrebbe avventurare fino a “Messa sol enne” (è posta dove la vediamo una enne e nient’altro). Che è addirittura una frase. Icastica quanto la si voglia, ma compiuta. Ma, benedetto iddio, che c’azzecca Josif Vissarionovic Dzugasvili con la enne? Il fatto è che quella lettera padrona del foglio potrebbe suggerirci l’espressione: “Sta lì N”. Le cui lettere, cucite in una unica parola come le medaglie sul suo cappottone all’altezza del petto, ci pongono davvero al cospetto del terribile Stalin. E poco c’importa se poi lui riderà glacialmente sotto i baffi. Anzi, baffoni. Dai freddi e spaziosi palazzi del Cremino alle polverose tende della steppa sconfinata ce n’è anche per Attila. Un altro che te lo consiglio. Ebbene, ci sono due vecchietti siciliani, più improbabili che eccentrici, i quali, relegata in soffitta l’immagine di Leone I a cavallo con tiara e pastorale, inneggiano al flagello di Dio al pari di molti paesi d’Europa (Ungheria, Turchia, Islanda e Scandinavia) che ancor oggi gli nominano neonati e strade. Basta rifarsi al brano che segue, dove le enne, seppur diluita fra 38 vocali, la fa da padrona assoluta del campo: “Nonnino Enea (à un neo nano!) e nonnina Anna (à una iena non nana!) ànno un inno unno a Enna”. 30 enne in una frase di 30 consonanti, non è male in quanto a potere assoluto! Addentriamoci adesso in un vaporoso e maleodorante laboratorio chimico per considerare che N potrebbe intendersi come la metà di NO. E dunque “metà NO”. E, insomma, “metano”. Ma identico ragionamento vale per la O. Se ne deduce che partendo indifferentemente da un atomo di azoto (simbolo chimico N) o di ossigeno (simbolo chimico O), si giunge ad un atomo di carbonio e quattro d’idrogeno. Che significa un’auto a metano con targa CH4 (la formula dell’idrocarburo in questione, per chi non sapesse). Come a dire che da Avogadro a Proust, passando per Lavoisier, Gay-Lussac e Dalton, è un tutto da rifare di bartaliana memoria! Non sarà invece che è Edipo a non raccontarla giusta? E allora, che ne direste di togliergli il sottile camice bianco, strapparglielo di dosso se occorre, e mettergli piuttosto una solida camicia di forza? Una nota per concludere. Anzi, tante note. E tutte musicali. La enne è la nona lettera della parola “Beethoven”. Contare per credere. E dunque è anche la “Nona di Beethoven”. Beh, confessatelo, una sinfonia in enne non l’aveva mai sentita e tanto meno ascoltata nemmeno quell’antipatico melomane di vostro cugino, non è vero?

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

sabato 3 maggio 2008

UN INEDITO ‘VACCABOLARIO’ TRECCANI DESTINATO – MANZONI DOCET - A QUATTRO GATTI, DOVE I LEMMI SONO INVECE DILEMMI


ARCIGNO? LO ERA ROSSINI
QUANDO NON GLI GIRAVA


Se l’ “addiaccio” è un addio più brutto che triste, se l’”apostolo” è un discepolo maniaco dell'ordine e se “arcigno” era Rossini quando non gli girava, c’è qualcosa di strano nell’aria. Non l'aria della cavatina del genio di Pesaro, beninteso, ma nel vocabolario. E “Atollo”? Che fosse davvero il figlio di Atelle che aveva una talla di telle di tollo? Qui più che sciogliersi la lingua si liquefà il cervello. Inoltre, se “baccalà”, di due bacche poste sul tavolo, è quella più lontana e “balalaica”, in veneto 'se capise', è bugia detta da chi non fa parte del clero, le cose non volgono al sereno (anche nel senso di per niente tranquillo). Scartabellando, ci s’imbatte nel “ghiottone”. Il mustelide dal nome scientifico “Gulo gulo” che se lo pronunciasse Biscardi ci sarebbe di che ricorrere al MOIGE, il Movimento Italiano Genitori? Macchè! Si tratta della lega composta da ghirame e ghizinco. E a proposito di movimenti, lo sapevate che il “gollismo” e quell’azione convergente di più tifosi del calcio, volta a combattere gli zero a zero?. Come a dire "Quelli che il calcio … senza reti fa schifo". Se credete che “piegare” sia l’infinito d’un verbo che equivale a modificare la forma piana e rettilinea d’un oggetto, prendereste una cantonata, pardon, una brutta piega, perché “piegare” sono le dispute d’una sorta d’olimpiade dello Stato del Vaticano. Ora et la gara, per capirci. Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, che l’oro nero è il petrolio e che dal petrolio si ricava la benzina. Bene, vi siete mai svegliati al canto del “gallone”? Ma sì, quel grosso gallo che fà "coccorocò". E “indù”? Ci scommettereste una rupia bucata che a Calcutta è il numero minimo di litiganti? Adesso spostiamoci un po’ più a est per imbatterci in “salmone”. No, non parliamo di quel pesce che risale eroicamente la corrente per deporre le uova e morire. Quell’oncorhynchus che in Québec chiamano “chinook” o “steelead” e i francesi – sempre coloriti loro! – “Truite onc en ciel”. Ci riferiamo al corpaccione sudaticcio del lottatore di Sumo appena schiattato dopo un combattimento. Pace all’animona sua. Restando fra gli occhi a mandorla, “samurai” è la loro tivù nazionale. A proposito di mandorla, che ne dite di quella essiccata, a forma ovale arrotondata che contiene un olio aromatico? Quella che viene anche detta lo stupefacente dei poveri? Tagliando corto, non occorre grattugiarla la noce moscata, era di essa che parlavamo, per accorgersi che in realtà è una notte insonne in un albergo di Madrid a causa d’un dannato moscone che non la smette di ronzare e vellicare la nostra pelle con le sue zampette. Incubo dai mille occhi, tanti dicono ne abbia l’insetto che non ne fa chiudere uno all’uomo. Lemma dopo lemma si va a sbattere in “tinozza” col rischio di rovesciarla. Beh, sappiate che non è quel recipiente che si mette sotto il tino per raccoglierne il liquido che esonda. Niente affatto. E’ invece il sacerdote che celebra uno sposalizio. E precisamente il tuo. E “tycoon”? Non è il semisconosciuto termine che condensa in poche lettere il magnate dell’economia e dell’industria, ma l’assai meno prosaica parte anatomica del bassoventre dove mai, e si sottolinea mai, vorrebbe prendere la pallonata il calciatore in barriera. Per oggi sospendiamo la rassegna con “sospensione”. Che non vuol dire il banale fatto di appendere e nemmeno lo spettacolare tiro del cestista che si solleva da terra come una gazzella. Bensì il disperato acronimo di “Save Our Souls” (“Salvate le nostre anime”) lanciato dall’ex lavoratore che deve restare a galla con tre, quattrocento euro mensili. Sì, questo nostro “Vaccabolario” dai lemmi che sono piuttosto dilemmi non è degno della Treccani. E forse – Manzoni docet - nemmeno di quei quattro gatti che avranno l’ardire di consultarlo.

http://dentroilmondodileonedacagli.blogspot.com/2008/03/il-vaccabolarietto-di-leone-da-cagli.html

Leone Pantaleoni*
*Enigmista