Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

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Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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L'ANIMA NEL TEMPO

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INNO AL TARTUFO. Cagli 23 e 24 novembre 2019

RADUNO ANA A CAGLI

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MOSTRE D'ARTE

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

mercoledì 29 aprile 2009

ANCORA NIENTE WEBCAM


No, ancora niente web cam, purtroppo. Ma non vi preoccupate, arriveranno !

Intanto gustatevi questa bella immagine del nostro Palazzo Pubblico.


Anche perché è qui che il prossimo 9 maggio verranno conferite le Civiche Benemerenze a ben 7 personaggi che per diversi motivi hanno in qualche modo "giovato a Cagli, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni".


Infatti il Comune di Cagli, interprete dei desideri e dei sentimenti della cittadinanza, ritiene essere compreso tra i suoi doveri anche il necessario compito di designare alla pubblica estimazione l’attività di tutti coloro che indipendentemente dalla cittadinanza, con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, dell’economia, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, con particolare collaborazione alle attività della pubblica amministrazione, con atti di coraggio e di abnegazione civica, abbiano in qualsiasi modo giovato a Cagli, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.
Allo scopo sono istituiti speciali segni di benemerenza destinati a premiare le persone (o la memoria delle persone) e gli enti che si sono particolarmente distinti nei campi e per le attività di cui al precedente articolo uno.
Le Civiche Benemerenze della città di Cagli assumono le seguenti forme e priorità;
-Medaglia d’Oro
-Attestato di Civica Benemerenza.
E’ altresì prevista -per casi del tutto eccezionali e di straordinario valore– la speciale benemerenza costituita dalla Placca d’Oro. Non può essere conferita la Placca d’Oro a persona o ente che non abbia in precedenza ricevuto la Medaglia d’Oro.
Le Civiche Benemerenze, nel numero annuo prefissato dall'apposito Regolamento approvato il 29.11.2005, sono conferite con provvedimento del Sindaco su decisione conforme del Consiglio Comunale a cui compete accolgliere le prosposte formulate su tale specifico argomento.

Albo delle benemerenze pubblicamente conferite in passato:

MEDAGLIA D'ORO
- Vittorio Sgarbi, pubblicamente conferita il 26 aprile 2008

ATTESTATI
- Augusto Amatori (alla memoria di), pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Massimo Barra, pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Lorenzo Leoni (alla memoria di), pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008
- Enzo Mancini, pubblicamente conferito il 9 febbraio 2008

AL 9 MAGGIO IL PIACERE DI CONOSCERE I NOMI DEI 7 PERSONAGGI GIUDICATI MERITEVOLI, QUEST'ANNO, DI TALI ONORIFICENZE.

domenica 5 aprile 2009

FIERA PRIMAVERA


Organizzata dal Movimento Ragazzi per L’Unità ed Umanità Nuova, parte del movimento dei Focolari, in collaborazione con il progetto Schoolmates (sorta di gemellaggio tra scuole che, attraverso il movimento dei Focolari, coinvolge oltre 180 paesi nel mondo) e con gli istituti scolastici protagonisti, la Festa di Primavera di Cagli è stata la terza organizzata nella Regione Marche, in contemporanea con quelle di Ascoli e San Benedetto (in tutta Italia sono state trenta le città che ieri hanno ospitato una manifestazione analoga).
Varia e colorata la mercanzia esposta dalle bancarelle allestite dalle varie scuole, in vendita per la raccolta fondi: dai dolci alle piantine di stagione, passando per oggetti artigianali in legno, peluche, tipicità gastronomiche, e molto altro ancora.

lunedì 3 novembre 2008

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA VOGLIONO RIMANDARE ANCORA L'APPLICAZIONE DEL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO

“Si alla Ztl ma se non ci penalizza”

Dal Corriere Adriatico del 1 novembre
di G.Bartoli
Le associazioni di categoria scrivono al Comune ponendo condizioni imprescindibili

Rivolgendosi al vice sindaco Alberto Mazzacchera le associazioni Confcommercio, Confturismo e Cna, hanno formulato alcune osservazioni.
Si condividono gli obiettivi di dotare il Comune di uno strumento di razionalizzazione della viabilità e della sosta.
Si pensa che le linee guida esposte nella bozza siano per buona parte condivisibili, ma, per quanto riguarda soprattutto le norme relative alla introduzione della Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico, subordinate a due condizioni imprescindibili:
1) una indagine approfondita che analizzi i flussi del traffico;
2) la preventiva realizzazione di alcune aree di sosta, in particolare quella ubicata nell'ex distributore Agip e il parcheggio multipiano di fronte a Porta Massara.
In assenza, qualunque intervento istitutivo della Ztl nel Centro Storico, seppure a fasce orarie, sarebbe fatalmente penalizzante per tutte le attività economiche che vi operano.
“Da ciò deriva la nostra richiesta di procedere con opportuna gradualità rinviando la parte dei Criteri relativa alla istituzione della Ztl ad un periodo successivo alla realizzazione delle condizioni illustrate ai punti 1 e 2 delle presenti osservazioni.
Conseguentemente, anche l'ipotesi formulata dalla amministrazione comunale durante l'incontro con le associazioni del 9 ottobre, e cioè di far partire comunque subito la Ztl nel solo Corso XX Settembre nel tardo pomeriggio, si ritiene non opportuna in mancanza della realizzazione delle condizioni preventive sopra richiamate.
Suggeriamo invece di procedere con altri strumenti atti a regolare i flussi di traffico nel centro storico quali:
istituzione nel Corso XX settembre a partire dal tardo pomeriggio (dalle ore 17,00) di un divieto di transito per tutti i mezzi adibiti al trasporto e al carico e scarico di merci;
istituzione della zona a 30 km all'ora nel Centro Storico.
“Infine, le proposte che aumentano il numero delle aree di sosta a disco orario nel Centro Storico trovano il nostro apprezzamento come quella che differenzia a seconda delle aree le tariffe della sosta a pagamento”.
°°° * °°°
Le Associazioni di categoria continuano quindi ad intralciare l’applicazione di qualsiasi iniziativa rivolta a razionalizzare la viabilità e la sosta nel centro storico.
Mentre da un lato si dicono favorevoli ad affrontare la questione, dall’altro oppongono condizioni inutili e fuorvianti quali l’analisi dei flussi, come se si parlasse di una rete stradale metropolitana complessa, ed obiettivi a lunga scadenza, come la realizzazione preventiva delle aree di parcheggio dell’ex AGIP e di Porta Massara, progetti notoriamente di lungo termine.
Appare quindi evidente che queste sono solo inutili scuse per rimandare ulteriormente il problema.
Fa poi sorridere il suggerimento del divieto di transito ai mezzi di trasporto in Corso xx settembre dopo le ore 17.00 (e perché non anche nei giorni festivi?). Interdire un fenomeno quasi inesistente è certamente un provvedimento brillante !
Quanto all’istituzione della zona a 30 Km/ora, che naturalmente trova consenso da parte dei nostri stimati organismi di rappresentanza, mi permetto di far notare che se un pazzo si mettesse a girare attorno alla vasca di piazza o lungo certe viuzze a 30 Km/ora in certe ore del giorno, farebbe una strage.
Allora caro Vice Sindaco Mazzacchera, coraggio, si faccia qualche piccolo opportuno ritocco al piano già pronto e lo si cominci ad applicare progressivamente, come annunciato, partendo subito dalla ZTL. I cittadini si abitueranno ben presto e tutto filerà liscio anche per le attività commerciali com’è successo dappertutto, perché nei negozi si entra a piedi, e il piacere di quattro passi in centro rilancia la vita di una città.

martedì 14 ottobre 2008

PER FARE IL PUNTO SULLA QUESTIONE DEL PIANO DEL TRAFFICO

Gli obiettivi principali da perseguire con un nuovo piano della viabilità nel centro storico dovrebbero essere:
*Restituire al nucleo centrale della città, luogo che da sempre rappresenta il centro di aggregazione e di relazione fra i cittadini e di accoglienza per i forestieri, un migliore livello di vivibilità come ormai avviene da tempo per tutti i centri storici delle città di tutta Europa e del mondo civile.
*Liberare gli immobili ubicati nel centro storico dalla morsa dell’inquinamento atmosferico ed acustico prodotto da eccessive concentrazioni del traffico veicolare al fine di rilanciarne il ripopolamento, offrendo ai residenti particolari agevolazioni per l’accesso e la sosta all’interno della città.
*Creare i presupposti per una diversa concezione delle attività commerciali da adottare nel centro storico, più in linea con quanto avviene altrove e meno legata alle vecchie abitudini notoriamente poco produttive.
*I criteri adottati dovrebbero fare in modo di salvaguardare le entità commerciali e produttive che operano all’interno delle zone interessate dal riordino della viabilità, affinché esse non abbiano a subire danni economici.
Un evidente ostacolo alla realizzazione di una adeguata soluzione del problema è rappresentato dalla momentanea carenza di aree di sosta perimetrali destinate ad accogliere i veicoli dei non residenti che devono accedere al nucleo della città. Appare evidente allora quanto sia per ora necessario consentire l’accesso al centro storico dei veicoli dei non residenti, offrendo loro anche la possibilità di brevi soste per il disbrigo di veloci pratiche o di rapidi acquisti. È altresì evidente che tale esigenza può e deve essere limitata alle ore del mattino.

Alla luce di quanto sopra, la bozza del nuovo piano per la viabilità presentato dall'Amministrazione comunale alle Associazioni di categoria, che si può leggere nella versione integrale cliccando sul link che segue

http://dentrovivereacagli.blogspot.com/2008/10/criteri-per-la-disciplina-della.html

affronta efficacemente i temi sopra brevemente descritti introducendo:
-una ZTL (viabilità riservata solo ai veicoli autorizzati, fra i quali quindi i residenti) di due tipi, uno a fasce orarie che può essere divisa in Stanze, ed uno permanente (0-24) che interessa principalmente le strade minori; (vedi tabella 1)
-una Zona 30, dove è interdetto l’accesso ai mezzi pesanti e dove l’andatura deve essere contenuta a limiti compatibili con la presenza dei pedoni; (tutto il centro storico)
-la realizzazione di un percorso alternativo al Corso XX Settembre costituito dall’asse di Via Lapis (attualmente spezzato in due tratti all’altezza di Via Fonte del Duomo);
-una maglia di aree pedonali (AP) estesa ai cosiddetti “cantoni” permanente (fortemente integrata dalle ZTL 0-24) attraverso la quali si mira anche a costruire un percorso pedonale che attraversa interamente la città da est ad ovest favorendo la continuità con i percorsi pedonali provenienti dalle zone di espansione in particolare dal Ponte di Via Mameli sul Burano.

In una fase successiva alla presente, potrebbero altresì essere individuate delle ZTR (zone a traffico residenziale) dalle quali devono essere allontanate tutte le componenti di traffico non strettamente locali, recuperando condizioni di piena sicurezza per la circolazione dei pedoni e dei ciclisti. Le ZTR verrebbero introdotte dapprima in casi limitati e molto circoscritti ed in via del tutto sperimentale per poi, in caso di gradimento dei cittadini, estenderle non solo al capoluogo ma anche a talune frazioni o porzioni di esse.

È stato inoltre seguito il concetto che, essendo il suolo pubblico un bene comune, l’utilizzo ai fini della sosta di mezzi privati deve avvenire favorendo la rotazione dell’occupazione temporanea dell’area. Per questo sono state individuate all’interno del centro storico aree di sosta a pagamento ed aree di sosta a disco orario. Non esistono quindi nel centro storico, salvo qualche eccezione, stalli di sosta libera se non nei giorni festivi.

Ecco come i quotidiani locali hanno titolato la notizia dell’incontro sul tema della viabilità avvenuto il 9 ottobre fra l’Amministrazione comunale e le Associazioni di categoria: “Traffico e nuova ZTL: al via…i primi litigi” (Il Resto del Carlino) oppure “Nuovo piano del traffico: prima i parcheggi, poi la ZTL” (Il Corriere Adriatico). Praticamente hanno evidenziato una ferma opposizione delle associazioni di categoria (o meglio della Confcommercio, unica presente) alla applicazione del piano proposto dalle Autorità comunali. Sarebbero stati richiesti “indispensabili rilievi sui flussi di traffico giornalieri e orari nel centro storico” ed il rinvio alla discussione del nuovo piano del traffico a “dopo che questa analisi avrà fatto emergere quali siano le necessità di nuovi parcheggi da attivare”. Quindi dalle Associazioni di categoria nessuna proposta costruttiva ma solo critiche e banali scuse per rimandare ancora una volta il problema.

A mio modesto avviso il piano oggi proposto evidenzia i seguenti problemi:

1. penalizzazione dei residenti nel settore ovest del centro storico (Tiratori, via Luzi, via Tiranni e via Purgotti) per una eccessivo incanalamento del traffico di attraversamento nord-sud in quell’area (dove peraltro sarebbero stati individuati gli unici stalli di sosta libera presenti dentro il centro storico) oltre alla soppressione dell’uscita verso nord rappresentata oggi dal sacrificato benché utile doppio senso di marcia di via Luperti.
2. penalizzazione dei residenti in tutto il centro storico con la soppressione di quasi tutte le aree si sosta libera, soluzione, questa, auspicabile solo quando saranno pronti i parcheggi dell’ex area Agip e della palestra di Porta Massara.
3. inadeguata offerta di spazi per la sosta ai veicoli dei non residenti nelle ore di ZTL aperta;

Al primo problema si potrebbe ovviare apportando le seguenti varianti:
- inversione del senso di marcia di via Purgotti e del tratto percorribile di via Bonclerici;
- esclusione di via di Porta Vittoria e di Piazza Nicolò IV dalla ZTL per consentire l’accesso a via Purgotti;
- introduzione della ZTL 0-24 in via Mazzini e nel tratto adiacente di via Luperti fino alla chiesa di San Bartolomeo;
- mantenimento del doppio senso di marcia in tutta via Luperti, con la particolarità di consentire la libera viabilità per chi scende nel tratto fra piazza del Seminario e Corso xx settembre e di introdurre la ZTL 0-24 per chi sale da Corso xx settembre verso piazza del Seminario;


Il secondo problema si potrebbe risolvere mantenendo l’attuale stato di fatto per le aree di sosta fin dopo la realizzazione dei parcheggi in programma.

Al terzo problema si potrebbe ovviare individuando ulteriori stalli dove consentire la sosta a pagamento in piazza Matteotti, in piazza Nicolò IV e nelle strade adiacenti. Spazi che possono essere individuati dove ora sostano abusivamente, ogni giorno, le auto e dove solo saltuariamente gli agenti di Polizia Municipale intervengono elevando le multe. In tali spazi però dovrebbe essere interdetta la sosta nelle ore di applicazione della ZTL. In tal modo si eliminerebbe anche il pessimo principio di imporre dei divieti senza poi farli rispettare.

Rimane il fatto che le Autorità comunali non sembrano voler adottare il piano senza l’avvallo delle Associazioni di categoria e che queste, ostili alla ZTL, ben si guardano dal lasciarsi coinvolgere in una analisi costruttiva del problema che dovrebbe portare ad una approvazione concordata del piano.

Allora all’Amministrazione comunale non resta che procedere da sola, guadagnando così la fiducia di molti cittadini che non sono rappresentati da nessuna associazione di categoria, ma che non aspettano altro da tanto tempo.

venerdì 10 ottobre 2008

ECCO LE TABELLE DELLA BOZZA PER IL NUOVO PIANO DEL TRAFFICO A CAGLI

TAVOLA 1 - Circolazione nel centro storico








TAVOLA 2 - Sosta nel centro storico










TAVOLA 3 - Zona di espansione del capoluogo




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giovedì 11 settembre 2008

PIAZZA MATTEOTTI: BUMM !

Questa sera verso le 20.30 un botto sinistro è risuonato in Piazza Matteotti, destando una improvvisa quanto giustificata preoccupazione sulle poche persone presenti nei dintorni a quell’ora, assalite subito dal sospetto di un incidente stradale.
l'area dell'incidente
in una foto di repertorio
I più tempestivi ad affacciarsi dalle porte dei bar e dalle poche finestre animate hanno potuto rendersi subito conto dell’accaduto: uno dei quattro lampioni che illuminano la piazza, quello sud ovest, vicino a via Leopardi, oscillava ancora paurosamente, mentre sotto, un SUV grigio metallizzato (e chi se no ?), con il portellone posteriore visibilmente ammaccato, manovrava avanzando dal lampione verso la facciata del Palazzo Pubblico, ma non per sostare onde verificare i danni subiti e prodotti, ma per eseguire una rapida retromarcia verso la fontana di piazza e ripartire in tutta fretta imboccando via Leopardi per sparire furtivamente dalla scena e dagli occhi esterrefatti dei presenti. Insomma è scappato: come se fosse possibile passare inosservati girando nei dintorni con quel SUV ammaccato. Minimo minimo gli toccherà rivolgersi ad un carrozziere fuori zona. Ma mi piacerebbe chiedere a quel signore se si sarebbe comportato allo stesso modo se al posto del lampione avesse incontrato nella sua stolta retromarcia quelle due bambine che si trovavano a due metri dall’incidente. Forse mi si risponderà che c’è un limite che impedisce alle persone di comportarsi in modo incivile e che quel limite è sicuramente soggettivo. Ciò ammesso e non concesso, rimane il fatto che questo è stato un comportamento oggettivamente incivile.

martedì 2 settembre 2008

QUESTI CATTOLICI DI SINISTRA

CAGLIFESTA, la festa del PD nel centro storico di Cagli, ha esordito con la conferenza del Monaco Camaldolese Alessandro Barban, priore dell’Eremo di Santa Croce di Fonte Avellana.
Con questa iniziativa il PD cagliese ha voluto dare un segnale forte ai propri concittadini, chiedendo ad un noto e stimato predicatore cattolico di trattare delle attuali dottrine sociali del cattolicesimo, per un confronto, su tali temi, con le posizioni della sinistra e del PD in particolare.

E Padre Barban ha parlato di Costituzione, ricordando Dossetti e gli altri costituzionalisti cattolici, ha parlato del lavoro quale fondamento della nostra Repubblica, del valore dell’educazione, del principio di libertà religiosa, della solidarietà intesa non come elemosina ma come concessione dei diritti comuni. Ha parlato con la consueta fluidità e chiarezza in una conversazione a braccio di circa due ore. Fino a quando, verso la fine della conferenza, alcuni presenti, notoriamente mossi, ancora oggi, da un radicato, viscerale anticomunismo, hanno trasalito nell’ascoltare dalla bocca di Padre Barban la sua manifesta vicinanza alla sinistra.
Ma se costoro fossero stati attenti uditori delle omelie che il Monaco ogni domenica recita dal pulpito di Santa Croce di Fonte Avellana, non si sarebbero dovuti meravigliare.
Perché da quelle omelie, nelle quali naturalmente mai traspare qualsiasi riferimento di natura politica, ma che sempre trattano dei temi evangelici con approfondimenti di rara chiarezza, i fedeli trovano immancabilmente ispirazione ai sentimenti fondamentali di ogni cristiano: amore, fratellanza, solidarietà, carità. Sentimenti, questi, subito condivisi da tutti, ma che poi, puntualmente, vengono spesso disattesi, quando si tratta di esercitare le più comuni scelte di vita o quando ci si schiera a sostegno di iniziative politiche che poco hanno a che vedere con l’amore, la fratellanza, la solidarietà, la carità, ma che sembrano tutelare meglio certi interessi privati.
Non so se Padre Barban abbia o meno fatto una cosa saggia a schierarsi così apertamente davanti al pubblico della festa del PD: la sua figura istituzionale potrebbe trarne qualche danno. Ha tuttavia dimostrato grande onestà intellettuale e disinteresse personale, nella speranza, forse, che l’esempio porti beneficio alla causa.

lunedì 18 agosto 2008

LA FESTA DI S. EMIDIO

Venerdì 22 agosto, alle ore 17.30, presso l’omonima chiesetta dislocata nei pressi del Borgo, si svolgerà la tradizionale Festa di S.Emidio.
La chiesetta è lì sorta “…nel 1781 in occasione del seppellimento in quel luogo dei cadaveri di quanti restarono vittime del terremoto del 3 giugno, tanto nella cattedrale quanto nella città. Ogni anno in ricorrenza di sì luttuosa calamità soleva farsi una processione di penitenza e suffragio a detta chiesa, ma questa cerimonia andò in disuso dopo la venuta del Governo Italiano, come pure andarono in disuso la festa di S.Emidio con relativa processione, e la Compagnia, che vi era eretta” (Sac. Gottardo Buroni “La Diocesi di Cagli” – Tipografia Bramante – Urbania – 1943).
Maria Paradisi, custode della chiesetta

La tradizione vorrebbe quindi che questa ricorrenza si celebrasse il 3 giugno.
Attualmente invece la data di questo evento cambia di anno in anno: quest’anno è stata fissata al 22 agosto. Invece il giorno in cui la Chiesa festeggia il Santo è il 5 agosto.
Nel pomeriggio di venerdì prossimo, quindi, alle ore 17.30 verrà celebrata una messa.
Seguirà il tradizionale sobrio rinfresco.


Notizie su S.EmidioEmidio nacque, nell’anno 273, da nobile famiglia di Treviri, città del nord-ovest dell' attuale Germania, ai limiti dell’Impero Romano. All’età di 27 anni, lui che era di famiglia pagana, stando a contatto coi suoi coetanei cristiani, si accostò alla vera Fede ricevendo il battesimo. Per volere divino partì per l’Italia assieme a tre suoi amici, Euplo, Valentino e Germano, giunto a Milano ebbe un incontro molto importante con il vescovo S. Materno che lo istruì adeguatamente e l’ordinò sacerdote. Trasferitosi a Roma, vi dimorò con spirito apostolico, associando prodigi sorprendenti. Fu ricevuto dal papa S. Marcellino, il quale ritenendolo idoneo ad assumere le responsabilità episcopali, lo consacrò vescovo destinandolo ad Ascoli, dove risiedeva una comunità che ardeva dal desiderio di avere un Pastore. Ascoli, distrutta da Pompeo Strabone e ricostruita dal figlio Pompeo Magno, era un’importante città posta lungo la strada consolare “Salaria”, che univa a Roma e al mare Adriatico. Contava oltre ottantamila abitanti, ed era un centro commerciale e militare molto importante. Emidio con slancio accolse il desideri del papa e partì per Ascoli assieme ai suoi amici. Lungo il tragitto, venne informato che qui si era risvegliata un’attività persecutoria verso i cristiani, quindi non c’erano le migliori condizioni per svolgere la sua missione. Si indirizzò allora verso il vicino Abruzzo, convertendo alla Fede la città di Pitino ed altre vicine.
Ristabilitasi la calma ad Ascoli vi si recò e fu accolto con grande gioia dai martoriati cristiani. Il giovane Emidio iniziò, allora, la sua opera pastorale con grande fervore: predicava, istruiva, confortava i sofferenti, convertiva e battezzava, raggiungendo anche centri limitrofi; raggiunse anche Fermo, dove assieme ad una comunità di cristiani preesistente, aprì al culto del vero Dio un tempietto pagano. Dopo appena tre anni d’intenso e proficuo lavoro, confortato da prodigi, nel 303, tornato ad Ascoli, quando ormai tanti pagani si erano convertiti alla Fede e, tra questi anche Polisia, la figlia del Prefetto della città, fu catturato dai persecutori, condannato a morte e decapitato nel luogo dove oggi sorge il tempietto di “S. Emidio Rosso”.
Caduto a terra in un lago di sangue, il Martire – secondo la tradizione – raccolse il capo, si alzò, mettendosi in cammino per raggiungere l’Oratorio delle Grotte, dove radunava i fedeli per le sacre funzioni; qui si adagiò per il riposo eterno. Mani pietose poi lo composero in un rude sepolcro scavato nel tufo. Gli ascolani, successivamente, lo esumarono e portarono nella cripta della Cattedrale, ove è particolarmente venerato come Protettore contro il flagello del terremoto. Ciò deriverebbe dal fatto che "Egli, già in vita, aveva dal Cielo il potere di disporre, a sua volontà, del terremoto che, quando entrava in qualche città, come a Pitino in Abruzzo, o in Ascoli, il terremoto si scatenava d'improvviso e faceva crollare i templi e le statue degli dèi... ma non le case! e anche oggi, queste, il Santo le prende in sua tutela" (Dalla Lett. past. "O Beate Emigdi" di Mons. Ambrogio Squintani)

domenica 17 agosto 2008

OGGI "L'ALTRA FESTA" AL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO

L’iniziativa è dell’Associazione Villaggio Globale Solidale di Cagli.
L’associazione si prefigge ogni anno un progetto da finanziare con il ricavato della festa che si tiene presso il Chiostro di San Francesco.

Per quest’anno, nei giorni di sabato 16 e domenica 17 agosto 2008, ci si occuperà della “Mikombe Secondary School”: il progetto riguarda la costruzione di una nuova ala della scuola secondaria attraverso il reperimento della strumentazione necessaria ad una biblioteca e all’insediamento di un laboratorio per il recupero della tradizione orale. Attraverso registratori, videocamere e computer si effettuerà la raccolta di fiabe, leggende e storie locali per poterle raggruppare in un libro che verrà scritto in inglese e chichewa in Malawi, mentre in Italia verrà stampato in inglese ed italiano. Si tratta di un elaborato che verrà diffuso come libro di narrativa per ragazzi anche nelle scuole con l’obiettivo di valorizzare una cultura altrimenti dimenticata.


negozio di materiali elettrici


Questo progetto assume un’interesse particolare poiché diverge dai soliti percorsi che noi tutti conosciamo. Mentre siamo abituati a vedere l’occidente esporare la propria cultura altrove, questa volta sarà un paese quasi dimenticato a farlo. E proprio per questo verrà attivato anche un corso di formazione e in una seconda fase si darà il via anche a dei laboratori che daranno spazio all’espressione artistica Malawiana e non solo alle tradizioni orali.Per questo progetto è già stato richiesto il cofinanziamento di enti pubblici ed altri eventi hanno già contribuito alla sua realizzazione.



laboratorio teatrale
Nelle due giornate potremo assistere a due conferenze; sabato si parlerà dello stato di attuazione dei progetti finanziati e ci sarà la presentazione del filmato “appenninum nostrum”, mentre domenica la discussione sarà incentrata sull’esperienza di Cagli nei gruppi di acquisto solidale. Alle 19.00 verrà aperta la mensa sociale con cucina etnica, tradizionale, biologia ed equosolidale e dalle 21.30 in poi le due serate verranno allietate da spettacoli e musica dal vivo.

giovedì 14 agosto 2008

VIVERE A CAGLI AUGURA A TUTTI BUON FERRAGOSTO

...A CHI SI UNIRA' AL BRANCO
e
...A CHI LO TRASCORRERA' IN SOLITUDINE

martedì 12 agosto 2008

IL TEATRO COMUNALE.............. DI…VENTA POESIA

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Mercoledì 13 agosto alle ore 21.00 torna al Teatro Comunale

di…vento poesia


la tradizionale rassegna di poesia contemporanea ideata a curata da Ninel Donini.
Ingresso libero.
L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura e dall’Istituzione Teatro.

I protagonisti della serata saranno i poeti Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi, Serse Cardellini, Antonio Cerquarelli, Silvia Faggi Grigioni e Vanessa Marras.
L’ideazione ed il coordinamento sono di Ninel Donini.


Ninel Donini
Ninel Donini, cagliese, è stata docente di Lettere per molti anni presso gli Istituti superiori di I e II grado fino al primo settembre 2003. Laureata in Psicologia, frequenta l’ ultimo anno di un corso di specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la sede di Falconara (Ancona).
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. E’ stata Consigliere provinciale della Provincia di Pesaro e Urbino e Capogruppo dal 1975 al 1990, Assessore provinciale alla Sanità dal 1978 al 1980, Consigliere regionale e Capogruppo dal 1995 al 2000.
Organizza eventi di poesie e come critico letterario ha recensito numerosi testi di poesie ed ha presentato nuovi e famosi poeti.
E’ impegnata come relatrice in numerose iniziative culturali. Fa parte del direttivo dell’Associazione Culturale “Contemporaneo” di Cagli (Pesaro e Urbino).
Coltiva un appassionato interesse per la politica.
Nel 2003 ha pubblicato il libro di poesie “Note a margine”.
Umberto Piersanti
Ad Umberto Piersanti, che con la sua poesia ha trasformato Urbino, le Cesane, i suoi luoghi dell’infanzia in luoghi dell’anima, di recente, tra i tanti riconoscimenti, è stato assegnato il premio Mario Luzi. È nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura.
Le sue raccolte poetiche sono La breve stagione (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), Il tempo differente (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), L'urlo della mente (Vallecchi, Firenze, 1977), Nascere nel '40 (Shakespeare and Company, Milano, 1981), Passaggio di sequenza (Cappelli, Bologna, 1986), I luoghi persi (Einaudi, Torino, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, Torino, 2002). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l'antologia Per tempi e luoghi curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. L’ultima sua opera poetica è L’albero delle nebbie, edizioni Einaudi
Umberto Piersanti è anche autore di tre romanzi, L'uomo delle Cesane (Camunia, Milano, 1994), L'estate dell'altro millennio (Marsilio, Venezia, 2001) e Olimpo (Avagliano, 2006), di due opere di critica - L'ambigua presenza (Bulzoni, Roma, 1980) e Sul limite d'ombra (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l'antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986). Ha realizzato un lungometraggio, L'età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un'altra estate, Ritorno d'autunno, 1988), e quattro "rappresentazioni visive" su altrettanti poeti per la televisione. Le sue poesie sono apparse sulle principali riviste italiane e straniere come "Nuovi Argomenti", "Paragone", "il verri", "Poesia", "Poetry" etc. In Spagna, nel 1989, presso l'editore Los Libros de la Frontera, collana El Bardo, è uscita l'antologia poetica El tiempo diferente (testo italiano a fronte, traduzione di Carlo Frabetti). Un'altra antologia tradotta da Emanuel di Pasquale è stata pubblicata negli Stati Uniti con il titolo Selected Poems 1967-1994 (Gradiva Publications - Stony Brook, New York, 2002). E' presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l'Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici L'età breve, Nel dopostoria e Sulle Cesane insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume Cinema e poesia (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi.Attualmente dirige la rivista Pelagos.

Francesco Scarabicchi
Francesco Scarabicchi, nato ad Ancona il 10 febbraio 1951, dove vive, è stato annoverato, da un prestigioso quotidiano nazionale, tra i venti autori più letti negli ultimi cinque anni. Il suo amore per la poesia non è limitato alla produzione ma anche all’organizzazione di eventi con importanti poeti nazionali ed internazionali.
Ha pubblicato, in versi: La porta murata, Residenza, Ancona, 1982, introduzione di Franco Scataglini; Il viale d'inverno, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1989, con un saggio di Massimo Raffaeli; Il prato bianco 1988-1995, Edizioni L'Obliquo, Brescia, 1997 - poi raccolti nella selezione de Il cancello 1980-1999 (Ancona, Pequod, 2001). E inoltre: Asfalti, Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2002, con fotografie di Daniele Maurizi; L’esperienza della neve, Roma, Donzelli, 2003. Il suo ultimo testo Il segreto è edito da L’obliquo di Brescia.E' uscita nel marzo 2001 una autoantologia che raccoglie testi scelti dal 1980 al 1999 (Il cancello, Pequod, Ancona, 2001), con una nota di Pier Vincenzo Mengaldo.In collaborazione con il pittore Giorgio Bertelli: Via crucis, Sestante, Ripatransone, 1994, introduzione di Vincenzo Consolo; Diario di Càlena, Stamperia dell'Arancio, Grottammare, 1995, introduzione di Claudio Piersanti; Brume, Agrapha, Tremestieri Etneo, 1999, con una nota di Gilberto Severini.
Ha tradotto testi da Antonio Machado e da Federico Garcìa Lorca in parte raccolti in Taccuino spagnolo (L'Obliquo, Brescia, 2000) e in Gli istanti feriti (Ancona, Università degli Studi, 2000).Seguendo una sua personale inclinazione, si è a lungo occupato di arti figurative curando, fra le altre, monografie su Ernesto Treccani, Valeriano Trubbiani e Giorgio Bertelli.

Da segnalare la raccolta: L'attimo terrestre: cronache d'arte 1974-2006 (Ancona, Affinità elettive, 2006). Ha ideato e coordina, dal 2002, la rivista semestrale di scritture immagini e voci «Nostro lunedì».


Gli altri autori, marchigiani anche loro, affidano alla voce degli interpreti contributi meno noti ma non meno significativi. I testi saranno letti dagli attori della Pioletta, compagnia teatrale: Agnese Anniballi, Giannicola De Sanctis, Silvia Fumelli, Metella Ragni.

Gli intermezzi musicali di jazz sono affidati alla creatività ed alla competenza del Vittorio Gennari Quartet.

lunedì 11 agosto 2008

TRADIZIONALE CONCERTO D’ESTATE DEL CORPO BANDISTICO CITTÀ DI CAGLI.

Questa sera, lunedì 11 agosto, alle ore 21.15 in Piazza Matteotti a Cagli la Banda cittadina si esibirà in un repertorio brillante e coinvolgente. Il corpo bandistico cittadino vanta all’ interno del suo organico circa cinquanta elementi. Questo è possibile grazie all’esistenza del corso musicale di orientamento bandistico e grazie anche al lavoro svolto dal Maestro Felici per portare avanti questo corso, insieme ai componenti del consiglio direttivo e agli insegnanti designati. Sotto l’entusiasmante direzione del Maestro Raffaele Felici, ben dieci brani verranno eseguiti questa sera in Piazza Matteotti. In caso di pioggia il concerto verrà eseguito all’interno del Teatro Comunale.

venerdì 8 agosto 2008

LA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA A PALAZZO MOCHI ZAMPEROLI


A partire da oggi, 8 agosto 2008, sei artisti attivi a Roma, Laura Barbarini, Oreste Casalini, Claudio Givani, Maurizio Pierfranceschi, Vincenzo Scolamiero e Alfredo Zelli, espongono i loro lavori nelle sale del pianterreno di Palazzo Berardi Mochi Zamperoli, una delle dimore gentilizie più preziose del territorio nonché maggiore esempio di architettura civile a Cagli.
Nell’audacia di un confronto e nell’affinità di intenti profondi si cela il contenuto stesso della mostra, che appare non come una tradizionale collettiva, ma come un’espressione corale di più caratteri e stili. Il gruppo non è frutto di una posizione critica che nei linguaggi dei sei artisti ha visto omogeneità stilistica o affinità di intenti, o li ha riuniti in vista di una scelta tematica definita a priori. La storia di Barbarini, Givani, Casalini, Pierfranceschi, Scolamiero e Zelli è ben diversa; anzi è la storia stessa a nutrire le ragioni di un percorso, di una ricerca comune. La mostra sta in loro, nella loro amicizia ventennale, nello sforzo di accomunare – se pure con ricerche diverse - obiettivi morali, fondamenti della propria vita espressiva, necessità didattiche o etiche, nella felicità di farlo, nella constatazione che sia possibile. Il titolo di “antico e novissimo”, infine, muove dal confronto ultimo, il più impegnativo e stimolante: quello con le magnifiche sale seicentesche, alcune decorate con stucchi e affreschi, che danno dimora ai lavori senza sigillarli in nuclei monografici, ma mostrandoli alternati e integrati lungo le nobili e armoniose pareti. Solo nel vestibolo d’ingresso ai saloni, un grande affresco su carta riassumerà in un’unica opera i dipinti dei sei artisti. La città di Cagli, luogo di origine di Pierfranceschi e perfetta sintesi tra bellezze paesaggistiche e monumentali, è l’habitat ideale per ambientare questa coralità di amicizia e creatività artistica. Qui gli artisti svelano la propria esperienza “antica” e la propria “novissima” sperimentazione. I testi del catalogo sono di Michela Scolaro, docente di Arte Contemporanea all'Università di Macerata, sede di Fermo; di Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore; di Francesca Bottari, storica dell'arte.


"Antico e Novissimo"Progetto per Cagli
Palazzo Berardi Mochi Zamperoli
8 agosto - 21 settembre 2008
Mostra d'arte contemporanea


Sarà possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari:
dal mercoledì al venerdì ore 16,30 - 19,30;
sabato, domenica e festivi mattino ore 10,30-12,30 e pomeriggio ore 16,30-19,30
(settimana di Ferragosto aperto tutti i giorni).

L’ISOLA PEDONALE ALLARGATA E’ UN ERRORE DA NON FARE ? MOLTI COME ME SOSTENGONO IL CONTRARIO

Questo è l’articolo pubblicato ieri 7 agosto su Il Resto del Carlino, in risposta al mio intervento di domenica scorsa:

COME OGNI estate, nel periodo agostano, il problema dei parcheggi e l'ipotesi dell'isola pedonale torna ad essere d'attualità. Dopo le esternazioni di un cagliese, Lucio Palazzetti, arriva anche una presa di posizione di Egidio Cecchini, segretario della Confcommercio e di Confturismo di Cagli: «Proporre – si legge nella nota dl Cecchini - di anticipare l'isola pedonale addirittura alle ore 13 per tutto il periodo estivo, come da alcuni suggerito, è una proposta così inconcepibile da fuorviare completamente il dibattito su questi temi. Che sono quelli di fare di Cagli una città viva e accogliente e non un sito archeologico a ricordo di un glorioso passato e di un malinconico presente in cui si trasformano spesso molte piazze e centri storici italiani quando vengono fatte sperimentazioni improvvisate sul traffico, come certo sarebbe l'ipotesi di anticipare l'isola pedonale alle ore 13. In questo spirito Confturismo Confcommercio di Cagli ha più volte rappresentato alla amministrazione comunale la necessità di modifiche sia per quanto riguarda l'isola pedonale che per il regime degli orari. In particolare abbiamo richiesto di posticipare di un'ora l'inizio dell'isola pedonale (portandolo alle 20,30) e di modificare l'ordinanza che regolamenta gli orari di chiusura dei pubblici esercizi la quale non permette alcuna deroga alla chiusura delle ore 2 in nessun periodo o giorno dell'anno. In tal modo potrebbe essere approntato un calendario che in occasione di manifestazioni, eventi, festività o in particolari giorni o periodi dell'anno permettesse la deroga con la chiusura alle ore 3».

ma. ca.
Penso mi si debba concedere il diritto di replica, sperando di non annoiare:
Non stupisce l’azione mediatica intrapresa da alcuni commercianti cagliesi a supporto della loro insistente richiesta all’amministrazione di modificare le ordinanze relative all’isola pedonale ed agli orari di chiusura dei pubblici esercizi: si trincerano dietro le facciate istituzionali di Confcommercio e di Confturismo, senza tenere conto dei tanti altri commercianti ed operatori turistici che non la pensano come loro. Come non sono d’accordo con loro i tanti, ma tanti, cittadini che di solito non hanno voce sulle pagine dei quotidiani, ma che al contrario mi hanno dimostrato piena approvazione e sostegno dopo l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino domenica scorsa. Per questo desidero che gli amministratori sentano, attraverso questo mio modesto ulteriore intervento, anche la loro voce.
Stupisce invece la logica che guida il segretario di Confcommercio, Egidio Cecchini, il quale sostiene che aprire la città al turismo pedonale pomeridiano è una sperimentazione improvvisata, col rischio di trasformare Cagli in un malinconico sito archeologico. Grazie a Dio questa sperimentazione è già stata fatta altrove, ed i risultati hanno sempre portato alla nascita di centri graditi ai cittadini e di spiccata vivacità commerciale. Certamente non si ottengono i risultati voluti dall’oggi al domani, c’è un periodo di transizione durante il quale si può procurare qualche scompenso agli operatori commerciali. Per questo forse gli amministratori potrebbero studiare qualche forma di ammortizzatore, come qualche provvisoria agevolazione fiscale, ad esempio. Ma se non si comincia mai, tutto rimane com’è: le risorse sono poche, rimangono poche e, soprattutto, rimangono distribuite solo a quei tre o quattro che, per questo, vogliono che tutto rimanga così com’è.
Lucio Palazzetti
...e questo era stato il mio intervento sul Resto del Carlino di domenica 3 agosto:
Forse a Cagli l’Amministrazione in carica non gode pieno consenso sull’isola pedonale…ma l’opposizione non promette davvero niente di buono.

Lo si capisce dall’articolo apparso sul Corriere Adriatico e su Tutto Flaminia, dove il consigliere Maidani ha criticato l’isola pedonale (notturna e temporanea) introdotta a Cagli.
Infatti questa soluzione farebbe, a suo dire, molti danni: disturberebbe gli automobilisti, costringendoli a cercarsi a fatica un parcheggio (ma non elenca gli altri danni).
Come se non bastasse, ha anche auspicato il prolungamento dell’orario di apertura dei bar fino alle 3 di notte e l’istituzione di ronde private (con spese a carico dei baristi, voglio sperare).
Direi che il nostro consigliere di opposizione va proprio contro corrente. Mi spiego.
Nell’isola pedonale di Cagli, la sera, non viene nessuno perché i forestieri che percorrono di giorno le vie della città per lavoro o per diporto, o magari per visitare qualcuno dei nostri bei palazzi (che ovviamente sono aperti di giorno, non di notte), si trovano in mezzo ad un traffico fastidioso e disordinato. Questa immagine di Cagli non li invita certamente a venire a mangiarsi tranquillamente un gelato o una pizza a Cagli la sera, col rischio di trovarsi invece in mezzo allo stesso casino che hanno visto al mattino.
Per questo, dico io, sarebbe meglio anticipare l’isola pedonale alle ore tredici, per consentire ai forestieri di godere in pace la visita di Cagli, fermarsi a cena (possibilmente senza dover sborsare 18 € per un piatto di salame) e tornarsene a casa con un buon ricordo della nostra città, facendoci anche buona pubblicità.
Ma ci vuole costanza, perché le isole pedonali a singhiozzo o notturne non sono conosciute: il passa parola richiede tempo.
Quanto alla chiusura dei locali alle 2 di notte, non credo proprio che dopo quell’ora circoli per le strade di Cagli un turismo selezionato…! E non esito a definire immorale pensare di sostenere l’economia di una città incentivando ed incrementando la vendita di alcolici.

lunedì 4 agosto 2008

LA PERSONALE DI STANISLAO PACUS ALLA QUADRERIA CESARINI DI FOSSOMBRONE


Inaugurata sabato 2 agosto alle 18,30 nella Quadreria Cesarini di Fossombrone, la mostra fa parte della rassegna “Segnali d’arte 2008”, lanciata quest’anno dallo Spac, il Sistema provinciale di arte contemporanea della Provincia (assessorato alle attività culturali) ed è stata organizzata insieme al Comune di Fossombrone.


Stanislao Pacus - Il pasto degli Dei
Satanislo Pacus: "Artista eclettico e visionario che crea, con materiali semplici, opere complesse dal profondo significato simbolico, fotografa l'idea e dipinge i sogni". Un profilo che sintetizza la ricerca espressiva di Stanislao Pacus, maestro di body-art e di comportamento nato a Cagli nel 1938 e che attualmente vive e lavora a Milano.
Stanislao Pacus - Laguna dell'incanto

La personale di Stanislao Pacus si articola in quattro sezioni : I raspi, Il salto del tempo, Fuss e infine le Installazioni.
I raspi, sono come dice l'artista stesso un malessere esistenziale, un fatidium vitae e rappresentano nel loro splendore informale uno splen esplicativo e suggestivo.
Il salto del tempo, sono un gruppo di opere di pittura che vorrebbero vedere il tempo non scorrere nelle umane vicende, poiché la bellezza delle cose terrene e la loro rappresentazione racchiudono un senso alto della vita come se l’uomo fosse immortale.
Fuss, sono un gruppo di fotografie in cui la rappresentazione è basata esclusivamente sulla partecipazione all'evento e non sull'estetica del fatto compiuto. L'artista, infatti, in una recente intervista afferma che la fotografia è "bella" se è partecipativia e non estetica. Fuss è un acronimo scurrile che non è svelato in quanto si riferisce a sbandati e tossici che nel 2002 bruciarono l'atelier dell'artista.
Le Installazioni, sono le evidenze più arcane e sensibili del modo con il quale l'artista interpreta il sentimento dell'arte, le Installazioni di Pacus rispecchiano sempre un ordine architettonico.Pacus è anche poeta e scrittore, da più di trent'anni con coraggio sperimenta il connubio tra Arte Concettuale e la realtà contadina della terra cagliese, che esalta e valorizza con le sue multiformi creazioni.
Stanislao Pacus - Temperare la mente
La produzione artistica di Pacus colpisce lo spettatore per la forza espressiva e la singolarità dell'idea. Un'idea, in questo caso, in movimento, un flusso d'immagini, sensazioni e parole dal profondo significato simbolico.
''L' Anima s' incanta l' Arte no"

Stanislao Pacus
Quadreria Cesarini di Fossombrone
2 - 24 agosto 2008

Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì,

dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19

venerdì 25 luglio 2008

Piano dei trasporti: chi lo ha pensato?

È stato approvato qualche settimana fa il piano provinciale dei trasporti, atto lodevole che punta alla razionalizzazione e al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico... però, come molte volte accade, per i motivi più diversi, non sempre i due obiettivi sono raggiunti, o almeno non del tutto. Si ha la sensazione che il primo obiettivo possa essere perseguito, per quello che riguarda le zone interne della provincia, partendo sempre da un diritto di livello più basso rispetto agli abitanti delle zone costiere.

Aumentare il numero delle corse è indubbiamente un potenziamento del servizio, ma sul miglioramento permangono dubbi. Infatti se all’aumento delle corse da e per Pesaro, ovvio punto di riferimento, gli abitanti dell’entroterra debbono effettuare cambi a Calmazzo, Bivio Borzaga, o altri punti intermedi, e a Fano senza nodi di scambio attrezzati, quasi in campi di grano, diventa difficile individuare tale miglioramento.

Gli abitanti “montani” debbono accontentarsi? Debbono vivere ogni richiesta come una pretesa? Si ha la sensazione, a volte, che coloro che hanno contribuito alla realizzazione del piano non conoscano adeguatamente le zone interne e che comunque non abbiano esperienza diretta come utenti di trasporto pubblico. Lo stesso assessore provinciale ai trasporti, persona generalmente attenta e sensibile, originario di zone interne, non credo che usi abitualmente servizi pubblici.

Quindi per chi proviene dall’interno corse potenziate significano tempi indefiniti privi di riparo, con valigie a terra e allungamento della percorrenza. Obbligare il cambio a Fano poi, oltre ad aumentare i disagi, riduce enormemente la positività dei capolinea alla stazione ferroviaria di Pesaro. Non credo sia difficile capire come per persone non più giovanissime, arrivare alla stazione di Pesaro sia un’impresa ardua, piena di numerosi e pesanti disagi.

Molti pendolari hanno già espresso sulla stampa le loro giuste rimostranze e qualcuno li ha perfino definiti “ingrati”. Ma se si peggiora la corsa più utilizzata dai pendolari a poco vale l’aumento delle corse... a meno che non sia una strategia, che nulla ha di razionale ed economico che punti ad un maggior ingorgo del traffico.

E poi non è stato coinvolto il Comitato che aveva raccolto oltre mille firme per il mantenimento della corsa Pesaro-Roma, risultato conseguito.

Possibile che la partecipazione disturbi?
Ninel Donini
Alle giuste critiche della Donini aggiungerei anche una mancanza di attenzione verso chi dall’entroterra deve prendere il treno diretto a Sud: sarebbe logico servirsi della stazione ferroviaria di Fano, ma non sono previste corse dirette che transitano per di là.