Nuove promesse sulla Sanità Regionale.

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Cambio di passo o vuota propaganda?

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San Leo. Un toponimo da recuperare.

MOSTRA A PALAZZO BERARDI MOCHI-ZAMPEROLI

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L'ANIMA NEL TEMPO

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INNO AL TARTUFO. Cagli 23 e 24 novembre 2019

RADUNO ANA A CAGLI

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MOSTRE D'ARTE

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Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli - Dal 2 al 24 settembre 2017

giovedì 27 dicembre 2007

NUOVO ACCORDO FRA PROVINCIA E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SULLA QUESTIONE DEI CONTROLLI ALLE CALDAIE NEL TERRITORIO PROVINCIALE.

Per gli impianti più potenti (oltre 35 Kw) nel biennio 2007-2008 la scadenza per il certificato è il 30 giugno 2008, mentre per quelli inferiori a 35 KW nel quadriennio 2007-2010 la scadenza è il 31 dicembre 2009.
Successivamente all’autocertificazione non ci saranno più controlli per chi ha inviato il rapporto di controllo tecnico (e questo è male, primo perché così nessuno controlla più il lavoro dei manutentori che rilasciano il rapporto di controllo tecnico e per alcuni di questi signori l’importante è prendersi i soldi; e poi ora che all’invio dell’autocertificazione non seguono più i controlli a cosa servono i quindici euro di tassa?).
Mentre resteranno i controlli su chi non si è certificato (quindi sarebbero questi che dovrebbero eventualmente farsi carico delle spese per i controlli).
Per le famiglie bisognose, segnalate in apposite liste dai comuni, i manutentori firmatari dell’accordo si impegneranno a svolgere la prestazione a condizioni agevolate o gratuite.

Ma resta ancora aperto il caso delle verifiche Itagas relative al biennio 2005/06.
L’assessore all’Ambiente Capponi annuncia che lo scorso 10 dicembre la Provincia ha inviato una diffida all’Itagas a sospendere i controlli che andavano interrotti già dall’8 ottobre.
Ma la società appaltatrice sta continuando ad effettuare le ispezioni, nonostante sia fuori dai tempi.
Nessuno, a partire dall’amministrazione provinciale, però, vuole dire espressamente ai cittadini di non far entrare l’Itagas in casa.
E un cittadino dell’entroterra che rifiuta il controllo, si vede arrivare a casa un decreto ingiuntivo di 600 euro circa.

Ma «Da oggi parliamo tutti lo stesso linguaggio», afferma Capponi. «Faremo una grande campagna di comunicazione», aggiunge Fausto Baldarelli della Cna.
E il presidente Ucchielli ribadisce i principi alla base dell’accordo: «Effettuando una corretta manutenzione degli impianti si risparmia fino a 60 euro. C’è più sicurezza e minore inquinamento, guadagnandoci in salute». Sul tema ambientale Andrea Giuliani della Confartigianato fa presente che «l’11% delle polveri sottili sono provocate dal cattivo funzionamento delle caldaie».

Per gli impianti domestici con potenza inferiore a 35 kw quindi la scadenza dell’autocertificazione, è fissata al 31 dicembre 2009.
Il costo del bollino è sempre di 15 euro, ma copre quattro anni. Con la clausola di eliminare la spesa se la legge regionale lo prevederà.
«Cittadini, aspettate fino all’ultimo prima di autocertificare la caldaia, potreste evitare di pagare i 15 euro», è l’appello della Foschi.

Per le caldaie sopra i 35 kw scadenza al 30 giugno 2008.

lunedì 24 dicembre 2007

IL MESSAGGIO DI NATALE DEL VESCOVO DALLA PRIMA PAGINA DEL SETTIMANALE DIOCESANO IL NUOVO AMICO


Messaggio di Natale 2007
Coraggio! Dio continua a scommettere su di noi.
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Buon Natale! Dio è sceso in questo mondo disperato. E all’anagrafe si è fatto chiamare con un nome incredibile: Emmanuele – Dio con noi.
Coraggio! Ai tempi di Adamo “egli scendeva ogni meriggio nel giardino e passeggiava con lui” (Gen 3,8). Ma ora ha deciso di starsene sempre quaggiù, perché non si è ancora stancato di nessuno e continua a scommettere su di noi.


Mi domando che effetto faranno gli auguri di Natale, formulati così, su tanta gente appiattita dal consumismo, resa satura dallo spreco, devastata dalle passioni; sulla moltitudine di giovani incerti del domani, travagliati da drammi interiori, incerti nelle scelte affettive. Mi chiedo se riderete su questi auguri.
Mi chiedo cosa pensino coloro che si sono costruiti idoli di sicurezza.
Dovremmo forse appiattire il desiderio, spegnere la speranza? No!
Anzi dovremmo ancora chiedere la grazia di essere capaci di annunciare speranze sempre eccedenti su tutte le attese del mondo. Lui solo può restituire al nostro cuore indurito dalle amarezze e dalle delusioni rigogli di speranza.

Scriveva Angela da Foligno “Il mio Dio si è fatto carne per farmi Dio! O amore sviscerato: hai disfatto Te per fare me. Quando tu Gesù mi fai capire che sei nato per me, come è pieno di gloria il capire un tale fatto”.
Solo dopo aver contemplato la “buona volontà di Dio verso noi, possiamo anche occuparci della buona volontà” degli uomini, cioè della nostra risposta al mistero del Natale. Dio ha fatto consistere la sua gloria nell’amarci, nel rinunciare alla sua gloria per amore: anche noi dobbiamo fare lo stesso.
Dio non ha serbato rancore, non ha guardato il torto ricevuto, non ha aspettato che altri facessero il primo passo…Si è avvicinato a noi.
Lui è il “vale la pena della vita”: si può procedere con certezza e senza paura dentro la vita.

Il mistero si è fatto carne. Guai ad abituarci a tanto! Guai a pronunciare tale mistero senza che nei momenti più duri e fragili, in qualche modo non ci faccia esplodere il cuore, non ci rialzi la testa, non ci faccia sentire il brivido della vertigine della Grazia accadutaci.
“Ai piedi del Verbo incarnato deponiamo gioia e apprensioni, lacrime e speranze. Solo in Cristo, il mistero dell’essere umano trova vera luce” (Giovanni Paolo II).

Armando Trasarti, Vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola

giovedì 20 dicembre 2007

IL ROTARY ANIMA DUE SERATE PRE NATALIZIE CON DUE EVENTI MUSICALI

Il Rotary Club di Cagli – Terra Catria Nerone ha animato due serate della settimana che precede il Natale cagliese, proponendo lunedì 17 dicembre nella Concattedrale di Santa Maria Assunta il Concerto di Natale con l’Ensemble Musicale dell’Appennino Marchigiano che ha eseguito musiche di Bach, Biacchi, de Victoria, Vivaldi e Buxtehude e mercoledì 19 dicembre al Teatro Comunale dove il Gruppo Insieme ha interpretato lo spettacolo musicale Celebration, una fantasia di brani tratti dai musicals più famosi.

L’Ensemble Musicale dell’Appennino Marchigiano è un gruppo vocale/strumentale costituitosi nel 2006 che si propone di scoprire e valorizzare le risorse musicali dell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino con particolare riguardo agli interpreti ed ai compositori.
Per raggiungere i suoi obiettivi l’Ensemble si avvale di concerti pubblici, concerti-lezione per le scuole, pubblicazioni editoriali e registrazioni audio/video.

Il Gruppo Insieme di Urbino nasce ufficialmente nel 1996, ma già dal 1982 esisteva con la denominazione di Gruppo Teatro Musica. Si tratta di una compagnia teatrale amatoriale legalmente costituita senza scopo di lucro. Sin dalla sua costituzione, il Gruppo Insieme si dedica alla produzione di musicals inediti, scritti e interpretati dai componenti della compagnia che, nel corso degli anni, si sono accresciuti di numero.
Lo scopo principale del Gruppo Insieme è infatti quello di diffondere la cultura del musical e della commedia musicale non solo proponendo i propri spettacoli, ma anche accogliendo persone volonterose e desiderose di condividere esperienze teatrali in tal senso.
Tra i musical prodotti, alcuni sono completamente inediti, sia musica sia testi, altri invece sono originali nel soggetto e nella sceneggiatura e prevedono musiche tratte da famosi musical e commedie musicali del panorama nazionale ed internazionale.
Per statuto, il Gruppo Insieme devolve in beneficenza gli introiti che eccedono dalle spese di sostentamento. Pertanto il ricavato della serata al Comunale è stato devoluto all’Associazione S.Vincenzo de Paoli di Cagli. La signora Marta Santini, presidente dell’Associazione, ha rivolto parole di ringraziamento al pubblico presente ed al Rotary, promotore dell’iniziativa, nella persona del prof. Michele Papi, attuale presidente del sodalizio, nonché componente, scenografo e costumista del Gruppo Insieme.

Michele Papi



sabato 15 dicembre 2007

E’ Qui il Natale…



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Da “Un Nevone d’altri tempi” di Mario Carnali






...E’ Qui il Natale…




Oggi si può dire che inizia ufficialmente il Natale cagliese.


L’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Pro-Loco ed i commercianti propongono un nutrito programma che inizia oggi e si protrarrà fino al 6 gennaio.



Le luminarie sono già funzionanti da qualche giorno, le vetrine dei negozi sono già adeguatamente addobbate, i prezzi sono puntualmente lievitati per l’occasione e, si dice, quest’anno anche più del solito; grazie anche ai cari trasportatori che ci hanno fatto questo bel regalo dello sciopero appena concluso. Ma per fortuna a fare la spesa ci vanno anche le loro famiglie.






Tornando al nostro Natale cagliese, anche la neve appena arrivata contribuisce ad un’apertura delle feste all’insegna della tradizione più fedele, offrendo una cornice impareggiabile al paesaggio animato dalla foga dei preparativi. La neve, che in questo momento cade abbondantemente, produrrà anche i soliti problemi alla viabilità, ostacolando non poco il fuggi-fuggi che sempre a ridosso delle feste viene generato dalla nostra incorreggibile abitudine di rimandare le faccende all’ultimo momento.






Anche i Presepi sono quasi pronti, quelli nelle case e soprattutto quelli della 5^ Rassegna dei Presepi nelle Chiese ed in altri ambienti pubblici della città che ufficialmente inizierà domani.






Intanto questo pomeriggio Mirco Resta ci proietterà l’effetto natale sulle facciate dei palazzi di Piazza e sul Torrione mentre domani i bambini avranno a disposizione tutta la Sala dell’Abbondanza per i loro giochi creativi con l’assistenza degli operatoti della Ludoteca Ambaradan. Sempre domani, nel centro storico finalmente libero dal traffico, fatto questo talmente estraneo alla nostra cultura che non lo sappiamo neppure nominare, fra negozi aperti ed animazioni natalizie si aggirerà un generoso Babbo Natale assistito da una gigante mascotte in peluche, mentre nei soliti spazi caratteristici della città si esibiranno vari interpreti musicali in una specie di Cagli delle Musiche in versione invernale.



Allora non rimane che partecipare alla festa augurandoci reciprocamente




...Buon Natale !
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martedì 4 dicembre 2007

DISTRIBUITO IL N°1/2007 DI “IN COMUNE” - IL TRIMESTRALE DI INFORMAZIONE DIFFUSO DAL COMUNE



Lettera aperta del Sindaco Domenico Papi ai cittadini
“Carissimi concittadini, vi invito a scriverci..."

Carissimi concittadini,
il primo numero di In Comune che state sfogliando celebra un nuovo percorso che vuole essere occasione di una rinnovata apertura al dialogo tra I' Amministrazione Comunale e le famiglie residenti in questo Comune e fornire determinate informazioni circa le linee di fondo sulle quali abbiamo in animo di operare nell'immediato futuro. Metteremo sulla carta quanto è il nostro operato perché possa lasciare più spazio a discussioni, riflessioni e approfondimenti.
Una comunicazione aperta alla conoscenza, alla condivisione, allo stimolo e alla critica per il diritto di informare e di essere informati. Democrazia e libertà poggiano sul valore inestimabile della partecipazione, che vorremmo sempre più aperta e informata.
In Comune rappresenta un servizio al cittadino ma è altresì uno strumento attraverso il quale si fa più vivo il dialogo tra la pubblica amministrazione e la città e, sul quale poniamo il sincero desiderio di una partecipazione attiva della comunità nella costruzione futura della quotidianità che viviamo e degli spazi che abitiamo.
In questo nuovo percorso, vi chiediamo di seguirci, di informarvi, di partecipare alla vita democratica della città.
Nasce, quindi con In Comune, la necessità di scambiare messaggi con i cittadini che possono accogliere e giudicare, avendo tempo per riflettere.
In queste pagine troverete alcune proposte, opinioni ma soprattutto informazioni sull'attualità del nostro Comune e sulle decisioni da compiere.
Il valore dei nostri luoghi è sempre più riconoscibile all'esterno, sia nei rapporti, sempre più consolidati tra questa città e le istituzioni nazionali, regionali, provinciali, sia per I' immenso patrimonio artistico e culturale di cui disponiamo. Lo conferma la visita a Cagli del Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli, la quale, a chiusura della Mostra Francescana tra Montefeltro e Papato, ha suggellato I' entità e la grandezza della nostra città al centro di una politica integrale e d'insieme.
La visita del Ministro Rutelli è stata un evento straordinario che onora la Città e riconosce l'assoluto valore della "Mostra Francescana" a Palazzo Berardi Mochi Zamperoli e alla Chiesa S. Francesco.
Ma quello che ha maggiormente colpito il Ministro è stata la Città, colta nel breve ma significativo percorso nel cuore del centro storico.
Più volte mi ha espresso la sorpresa di vedere tanta storia, di un così elevato valore artistico e culturale, concentrata in una Città che conferma quell'idea di "Museo Diffuso" che rende bella e straordinariamente ricca, la nostra Provincia, le Marche, l'Italia.
Ha anche sottolineato la vitalità che ha colto, sui temi e attività culturali,
nell' Amministrazione Comunale, riconoscimento che desidero condividere con tutta la Giunta.
Ha ricordato di una sosta a Cagli, quando ventenne, con la sua mini minor andava verso il mare. Con grande cordialità e disponibilità ha accolto la mia richiesta di un prossimo incontro a Roma che è stata confermata entro l'anno.
Ed anche per questo, ancora una volta, lo voglio ringraziare.
Desidero, infine, porVi i miei saluti e invitare Voi tutti a inviare pareri, suggerimenti, aspettative, critiche anche, e tante segnalazioni sullo stato della nostra comunità, che possano essere centro di un dibattito costruttivo nei prossimi numeri.

Il Sindaco
Domenico Papi





Veramente mi lascia perplesso l’invito che il nostro sindaco rivolge ai concittadini dalle pagine del n° 1 /2007 del trimestrale di informazione “IN COMUNE” distribuito questi giorni alle famiglie: "In questo nuovo percorso, vi chiediamo di seguirci, di informarvi, di partecipare alla vita democratica della città. Nasce, quindi con In Comune, la necessità di scambiare messaggi con i cittadini che possono accogliere e giudicare, avendo tempo per riflettere".
Forse gli sfuggono gli articoli che su tutti i quotidiani locali e sui siti internet locali ripetutamente riferiscono il malumore diffuso, perché non mi pare che fino ad oggi siano mai giunte risposte alle domande, giustificazioni alle critiche o smentite alle accuse. E questo non va bene, perché la mancanza di chiarezza, di trasparenza non solo alimentano l’opposizione ma indeboliscono anche la fiducia di chi invece si aspetterebbe validi argomenti e sonore smentite.
Quindi bene se ora si vuole cambiare atteggiamento, ma non è necessario aspettare l’imput dei cittadini, che comunque ben venga: si diano subito le risposte attese dentro e fuori dalle pagine patinate del giornaletto, trovando spazio anche per un po’ di autocritica fra le notizie dei successi conseguiti e fra i buoni proponimenti ampiamente e talvolta inutilmente diffusi.

mercoledì 28 novembre 2007

PER NON ALLUNGARE IL BRODO DEL POST PRECEDENTE…

…sarà bene fare il punto: avevamo cominciato col chiederci se ai nostri amici cagliesi interessa ancora cosa succede nel palazzo o ne sono rimasti talmente schifati che non si allambiccano più neppure il cervello ad indicare ai rispettivi rappresentanti le proprie aspettative (tanto a quelli della maggioranza quanto a quelli dell’opposizione, aggiungo io). Ma avevamo anche azzardato il sospetto che un certo diffuso e malcelato benessere, un certo desiderio di protezione del proprio tornaconto, potesse essere di freno a pericolose uscite allo scoperto, che rischierebbero di apparire sgradite ad eventuali amministratori compromessi con non identificati poteri forti. Abbiamo però accertato che se manca l’azione propositiva, è però attiva e feroce la critica passiva, fatta ad alta voce ma da lontano, senza troppo impegno. Comportamento, questo, fermamente condannato dal nostro amico Atanasio.
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Poi c’è chi ritiene Atanasio un sognatore, ma lui insiste e si affanna a sostenere ad esempio il progetto per Cagli del Teatro Commission Marche che sarebbe stato finanziato con 450.000 euro. In fondo è una iniziativa che porta risorse a Cagli e non altrove, quindi perché criticare ancor prima che si sia a conoscenza di irregolarità. Ma Anonimo (pregherei Anonimo di darsi uno pseudonimo, altrimenti non sappiamo mai se stiamo ragionando sempre con la stessa persona o no) ribatte che quei soldi arrivano già assegnati: tot per la coop tale, tot per il compagno musicista, tot per la coop talaltra e via dicendo.
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Nonostante ciò si è anche auspicato che ben vengano a Cagli soldi o iniziative che, pur avvantaggiando i paggi di corte, portino risorse concrete alla nostra città. Ma non solo nel campo culturale, dello spettacolo e del patrimonio architettonico, MA ANCHE negli altri settori quali i lavori pubblici, la sanità, la scuola, il commercio, il lavoro, ecc. dove siamo molto ma molto messi male.
Mi sembra che il tema si stia facendo interessante, quindi…ricominciamo da qui.

martedì 20 novembre 2007

PAUSA DI RIFLESSIONE

Sono trascorsi diversi giorni dalla pubblicazione del mio ultimo post. Chiedo perdono ai miei fedelissimi. Siete una trentina, a quanto risulta dal contatore di contatti web che mi tiene informato sul traffico. Pochi ma buoni, certamente. Siete stati anche settanta-ottanta in certe giornate particolari, ma molti occasionali lettori non sono tornati. Forse non hanno trovato particolarmente stimolanti gli argomenti trattati, o magari non si sono ritrovati nelle non semplici procedure di navigazione del sito.
Sono trascorsi diversi giorni, dicevo, perché sto vivendo una pausa di riflessione, una crisi esistenziale, forse. Mi sto chiedendo a cosa serve questa mia iniziativa di raccogliere su questo spazio le notizie locali che mi sembrano più rilevanti per la generalità dei miei amati concittadini che frequentano la rete, se questi poi si limitano a leggere la notizia, magari condita da qualche mia discutibile considerazione, tenendosi per sé i commenti che dovrebbero sgorgare spontaneamente dal profondo del loro cuore.
Nel frattempo, durante questo mio silenzio, sono successe parecchie cose a Cagli, cose ampiamente trattate dai quotidiani, ma anche dai diversi siti di informazione locale, i quali fra l’altro si fanno sempre più attivi ed interessanti, quindi complimenti a loro.
Ma mi chiedo io se è mai possibile che di fronte ad una notizia qualunque che riguardi la vita nella nostra città, di fronte alla denuncia di un disservizio o di una inefficienza, di fronte alla notizia di un gradito evento che ci sfiora perché accade qui a Cagli, non si abbia mai niente da dire a sostegno dell’argomento o nel senso opposto, che non si senta il desiderio di contribuire con il proprio pensiero allo sforzo di muovere un po’ l’opinione generale, in modo palese, con il proprio nome e cognome se si vuole, ma anche in modo anonimo, magari identificandosi con uno pseudonimo per dare continuità ai propri interventi.
E se questo non è possibile nei siti che ho citato sopra - tranne uno che però è diventato organo di un partito e quindi nel suo caso si tende a rimanere condizionati pro o contro in maniera preconcetta già dal momento in cui si decide di entrare nel sito, prima di leggerne i contenuti - intervenire è invece possibile nel mio sito, dove si entra senza posizioni preconcette, dove si può parlare anche di politica, ma non solo, e non tanto per demolire l’amministrazione in carica quanto per confrontare diverse posizioni, per fare una critica costruttiva.
Ma come dicevo, nonostante il numero dei visitatori non proprio trascurabile, commenti zero.
Mancanza di tempo, pigrizia, disinteresse, difficoltà operative, timidezza, timore. Fatto sta che questo è il risultato, quindi sto meditando se abbandonare l’impresa. Peccato, pensavo di fare qualcosa di utile e per questo di trovare facilmente interessanti interlocutori. Evidentemente non è così facile come pensavo. A voi la parola.

IL COMUNE CERCA UN PARTNER PER LA PROSSIMA EDIZIONE DEI “DISTINTI SALUMI”

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L’amico Atanasio mi ha segnalato la notizia con questa e-mail:

Ti riporto il link del documento con il quale il Comune di Cagli ricerca un partner per la realizzazione di "Distinti Salumi". Tra l'altro è interessante leggere il documento in quanto c'è specificata l'entità della spesa che il Comune ha sostenuto direttamente e quanto è costata la manifestazione nel suo complesso. Ma non ti voglio rovinare la lettura.
http://www.comune.cagli.ps.it/servizi/avviso%20DISTINTI%20SALUMI.doc

Ringrazio Atanasio per la segnalazione.
Devo dire che l’impegno di spesa a carico del comune è notevole, ma non mi sorprende, considerato il successo ormai consolidato dell’iniziativa. Non conosco l’ammontare del contributo comunale ad altre iniziative importanti quali ad esempio i Palio dell’Oca o i Venerdì di Cagli o altre iniziative di forte richiamo turistico per poter giudicare se ci può essere uno squilibrio.
Comunque una spesa di 13.000 € per una iniziativa del genere penso ci possa stare.

E comunque questo è l’avviso del Comune:

RICERCA PARTNER PER ACCORDO DI COLLABORAZIONE
REALIZZAZIONE MANIFESTAZIONE “DISTINTI SALUMI”


PREMESSO che la Giunta Comunale con delibera n. 66 del 7/8/2007 ha deciso di riproporre, per l’anno 2008, la realizzazione della manifestazione “Distinti Salumi” che ha ottenuto un pregevole e crescente risultato nelle edizioni precedenti;

CHE si intende, sulla base delle precedenti esperienze, destinare una somma a carico del bilancio comunale di € 13.000,00, pari a quella della edizione 2007, e reperire le ulteriori risorse necessarie attraverso contributi, sponsorizzazioni e collaborazioni;

VISTO l’art.119 del T.U. n.267/2000 sull’ordinamento degli Enti Locali che prevede la possibilità di ricorrere, tra l’altro, alla stipula di accordi di collaborazione con soggetti pubblici o privati diretti a fornire servizi aggiuntivi;

RITENUTO di ricorrere, anche per il futuro, alle suddette forme di collaborazione vista la positiva esperienza delle passate edizioni;

SI AVVISA CHE

L’Amministrazione Comunale di Cagli ha in programma di organizzare, dal 25 aprile al 27 aprile 2008, la quarta edizione della manifestazione denominata “Distinti salumi”.
Il Comune di Cagli intende migliorare ed ampliare la manifestazione rispetto a quanto realizzabile con le risorse finanziarie di cui sopra, ricercando un partner pubblico o privato con il quale coprogettare, cofinanziare ed attuare l’iniziativa.

Il partner sarà individuata tenendo conto:
- che verranno presi in considerazione solo progetti economicamente sostenibili in relazione all’edizione 2007 che ha comportato una spesa complessiva di € 139.446,37;
- qualità del progetto;
- compartecipazione economica all’evento.


NOTIZIE GENERALI SULLA MANIFESTAZIONE

Distinti Salumi, Rassegna Nazionale del Salume, giunge alla sua IV Edizione e costituisce il più importante appuntamento del gusto dedicato all'artigianato norcino di qualità.La rassegna si colloca nell'ambito di un progetto di cultura sostenibile volto a promuovere la città e il territorio tra presente e memoria storica, a tracciare un percorso a tutela delle identità culturali legate alle tradizioni alimentari ed a candidare la città di Cagli mercato nazionale dei salumi di qualità nelle Marche e nelle confinanti Umbria, Toscana ed Emilia Romagna. Distinti Salumi apre le porte della Città all'esterno con i suoi palazzi, saloni, cortili, androni, teatro comunale offrendo alla tradizione e alla cultura rurale la possibilità di varcare le porte civiche e di integrarsi con il patrimonio artistico ed architettonico.
Nella disposizione degli spazi la rassegna richiama l'organizzazione tipica di un Salone del Gusto collocata in un'architettura autentica di prestigio.
La qualità è il filo d’Arianna che guida il visitatore tra le molteplici varietà di prodotti all'interno del labirinto del gusto che la città di Cagli offre nei giorni della rassegna: scuola di sapori, di educazione sensoriale per imparare a gustare e riconoscere le delizie della nostra gastronomia.

IMPEGNI DEL COMUNE

L’Amministrazione mette a disposizione risorse proprie, personale dipendente, mezzi ed attrezzature per collaborare nella realizzazione della manifestazione e si impegna ad intraprendere le azioni utili per ottenere sponsorizzazioni e contributi da Enti pubblici e privati.


IMPEGNI DEL PARTNER

Al partner sarà affidata la realizzazione della manifestazione sulla base del progetto di massima presentato e successivamente dettagliato in accordo con questa Amministrazione.

Il partner dovrà svolgere le attività di organizzazione, realizzazione e gestione della manifestazione compresa la richiesta delle necessarie autorizzazioni e permessi.
In particolare dovrà provvedere a:

1) progettazione, ideazione e realizzazione dei vari cortili e laboratori del gusto compreso l’allestimento e il disallestimento;
2) segreteria organizzativa;
3) promozione della manifestazioni con produzione di materiale a stampa e campagne media e ufficio stampa;
4) realizzazione e stampa del materiale pubblicitario;
5) pubblicità radiofonica, televisiva e affissioni;
6) bookshop ( allestimento e personale) e merchandising, marketing diretto;
7) organizzazione ed acquisto per degustazioni e laboratori;
8) biglietteria;
9) ospitalità;
10) attività di animazione;
11) compensi e rimborsi ai relatori;
12) pulizia ambienti;
13) servizi vari


Le ditte interessate dovranno presentare, entro 20 gg. dalla pubblicazione del presente avviso una dichiarazione di interesse alla stipula di un accordo di collaborazione corredata da:

- proposta progettuale di massima;
- Piano finanziario riferito sia alle spese che alle entrate evidenziando la quota di partecipazione in denaro e/o altri mezzi della ditta medesima.
- curriculum che evidenzi l’esperienza nella progettazione e gestione di manifestazioni nonché l’esito delle medesime;

La scelta del partner avverrà a cura di un apposito gruppo di lavoro.

Qualora l’Amministrazione ritenga di riproporre una successiva edizione della manifestazione la collaborazione potrà proseguire con il medesimo partner sulla base di un ulteriore progetto condiviso.

Il materiale e la documentazione riferita alle edizioni precedenti, di cui si consiglia la visione, è a disposizione degli interessati così come gli uffici saranno disponibili per ogni altra utile informazione.


Ai sensi dell’art.13 del Codice in materia di dati personali si informa che il trattamento dei dati personali forniti è finalizzato unicamente alla corretta esecuzione dei compiti istituzionali ed all’assolvimento degli obblighi previsti dalle leggi e dai regolamenti comunali in materia ed avverrà presso il Comune di Cagli, Titolare del trattamento dati, Piazza Matteotti n.1, con l’utilizzo di procedure anche informatizzate nei modi e nei limiti necessari per perseguire le predette finalità.
Il conferimento dei dati è obbligatorio per poter concludere positivamente il procedimento amministrativo e la loro mancata indicazione comporta l’impossibilità di beneficiare del servizio ovvero della prestazione finale.
I dati potranno essere comunicati o portati a conoscenza di responsabili ed incaricati di altri soggetti pubblici che debbano partecipare al procedimento amministrativo.
I dati potranno altresì essere comunicati o portati a conoscenza dei seguenti responsabili o incaricati del trattamento: Incaricati e responsabili del trattamento dati impiegati presso il Comune di Cagli.
Agli interessati sono riconosciuti i diritti di cui all’art.7 del citato codice ed in particolare il diritto di accedere ai propri dati personali, di chiederne l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione, la cancellazione, la trasformazione ed il blocco se incompleti, erronei o raccolti in violazione della legge, nonché di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi ivi compresi quelli di cui al comma 4 lett. b) del medesimo art.7, rivolgendo le richieste al Comune di Cagli, Piazza Matteotti n.1.
L’elenco dei responsabili del trattamento coincide con quello dei responsabili dei servizi ed è consultabile sul sito internet del Comune.


Contro il presente avviso è ammesso ricorso al TAR entro 60 gg. dalla pubblicazione ed al Presidente della Repubblica entro 120 gg. dalla medesima.

Responsabile unico del procedimento è il Segretario – Direttore generale Dr.ssa Veronica Balducci: Tel. 0721/780741- Fax 0721/780792 e-mail municipio@comune.cagli.ps.it-

Il presente avviso viene pubblicato nell’Albo pretorio del Comune di Cagli e sul sito Web del Comune di Cagli: www.comune.cagli.ps.it



Il Segretario Direttore Generale
(Dr.ssa Veronica Balducci )



Cagli, lì 6 novembre 2008

mercoledì 7 novembre 2007

VISITA UFFICIALE DEL VESCOVO A CAGLI

Domenica 11 novembre il Vescovo Armando celebrerà l’eucaristia nella Concattedrale di Cagli alle ore 11.30.
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Sarà questo il primo incontro ufficiale con la comunità cagliese, anche se il nuovo vescovo ha già celebrato sabato scorso in Duomo il rito funebre per mons. Antonio Ramaioli, il nostro concittadino sacerdote da anni trasferitosi a Pesaro.
Prima della celebrazione eucaristica in Duomo, il Vescovo si recherà in Municipio dove incontrerà il Sindaco con l’intera amministrazione comunale e le autorità civili e militari.
Nel pomeriggio poi il Vescovo si recherà ad Apecchio in occasione della festa del patrono S. Martino.
Mons. Armando Trasarti è nato a Campofilone (Ascoli Piceno), il 16 febbraio 1948. Ha compiuto gli studi classici e quelli filosofico-teologici nel Seminario Arcivescovile di Fermo (AP).
È stato ordinato sacerdote il 1° novembre 1974. Successivamente, ha conseguito la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense.
Il 7 ottobre 2007 viene consacrato vescovo di Fano Fossombrone Cagli Pergola nel Duomo di Fermo. Il 21 ottobre 2007 fa l’ingresso canonico e l’avvio dei ministero pastorale nella diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola
Incarichi pastorali più significativi da lui svolti:
1974-1979: Vicario Cooperatore nella Parrocchia di S. Pio X e Vicario Curato nella Parrocchia S. Luigi Gonzaga, a Porto S. Elpidio (AP);
1979-1988: Parroco della Parrocchia di S. Pio X in Porto S. Elpidio (AP);
1988-1999: Parroco della Parrocchia di S. Liborio a Montegranaro (AP);
1994-1999: Vicario Foraneo nella Forania di Montegranaro;
1999-2000: Amministratore Parrocchiale della Parrocchia di S. Lucia in Fermo;
1999-2005: Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Fermo;
dal 2000: Presidente dell’Opera di Religione dell’Arcidiocesi per l’Animazione Cristiana; Consigliere Ecclesiastico della Coldiretti;
dal 2001: Rettore della Basilica Cattedrale Metropolitana di Fermo;
dal 2003: Canonico Presidente del Capitolo Cattedrale di Fermo;
dal 2003: Presidente della Commissione per i lavori straordinari dell’Ente Seminario di Fermo;
dal 2004: Presidente del Collegio dei Consultori;
2005-2006 Amministratore Diocesano di Fermo;
dal 2006 Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Fermo.
È pure Docente di Teologia presso l’Istituto Superiore Marchigiano.

martedì 6 novembre 2007

CERIMONIA DI APERTURA DELL’ANNO ACCADEMICO DELL’UNILIT DI CAGLI NELLA SALA DEGLI STEMMI DEL PALAZZO PUBBLICO

Giovedì 8 novembre alle ore 16.00
Nel Salone degli Stemmi del Palazzo Municipale, la Sezione cagliese dell’UNILIT, collegata all’Ateneo urbinate “Carlo Bo”, inaugura con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cagli il 14° Anno Accademico.
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alcuni frequentatori in visita culturale a Bevagna con il prof. Valentino Ambrosini



Alla cerimonia di apertura saranno presenti il Sindaco di Cagli Domenico Papi, l’Assessore ai Beni e Attività Culturali della Regione Marche Luigi Minardi, il Presidente UNILIT provinciale Sergio Pretelli, il Coordinatore UNILIT locale Valentino Ambrosini e Stefano Papetti dell’Università degli Studi di Camerino che tratterà il tema “Il paesaggio marchigiano nella pittura del ‘600”.
Le lezioni si svolgeranno presso l’Aula Magna della Scuola Media F. Michelini Tocci in Piazza San Francesco nei consueti giorni: lunedì e giovedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00.
La partecipazione è aperta ad ogni persona che ne faccia richiesta con la semplice modalità di iscrizione senza alcuna esclusione di età, esperienze culturali, appartenenza sociale. Prerogativa è la disponibilità a perseguire comuni obiettivi alla luce dei principi fondamentali della Costituzione Italiana ed Europea. La modica quota di iscrizione dà diritto alla frequenza dell’intero corso che avrà termine il 27 maggio 2008.
Il nutrito ed articolato programma si snoda all’interno del ‘800 e dintorni con particolari approfondimenti sulle Marche quali crogiuolo di avvenimenti storici e culla di personaggi di ampio respiro culturale.
Lo staff dei docenti si compone di 42 qualificati esperti a garanzia di una programmazione nutrita in ogni dettaglio formale e contenutistico.
Parallelamente al programma di base potranno essere seguiti, facoltativamente, anche i laboratori di informatica, di recitazione, di lingua inglese e di disegno.
La prima relazione sarà tenuta lunedì 12 novembre dalla prof.ssa Ivana Baldassarri sul tema Tamara de Lempicka: la Baronessa Volante tra eleganza e trasgressione. Seguirà giovedì 15 il prof. Valentino Ambrosini con Impressionismo e post impressionismo. Parigi: Ville Lumière. Per il mese di novembre si avvicenderanno: Francesco Pierpaoli, Marcello Fagioli, Giovanni Martinez Augusti, Fabio Tavianucci.

venerdì 2 novembre 2007

IL COMUNE IGNORA LA FRAZIONE DI TARUGO MA QUALCUNO PROPONE NIENTEPOPODIMENO CHE UN AEROPORTO PER LA RIDENTE FRAZIONE DI CAGLI

Dal Corriere Adriatico edizione del 2 novembre 2007:



Il parroco accusa: “Ci sentiamo abbandonati”
CAGLI - Nel corso di un incontro con i cittadini, nella Sala del Gran Consiglio, il sindaco Domenico Papi ha presentato il bilancio sociale 2004 – 2005, un opuscolo distribuito ai presenti e poi inviato casa per casa ai cittadini per informarli sulle attività svolte, in quel periodo dal Comune, sul funzionamento dei servizi alle famiglie.
Da un controllo accurato anche da parte dei cittadini, nell’elenco delle frazioni del Comune di Cagli, ne manca una, quella di Tarugo, che dista oltre 20 chilometri dal capoluogo.
Le frazioni menzionate a pagina 9: Acquaviva, Pianello, Secchiano, Smirra, Cerreto, Massa, Moria, Naro, Pieia Paravento; e ancora altri nuclei e case sparse che non possono essere considerate alla stregua di Tarugo, che è stata una frazione viva, importante, con una numerosa presenza di cittadini, con una parrocchia e un parroco.
Ed è appunto questo parroco, don Otello Cini (foto), nativo di Tarugo, dove ha trascorso la gioventù e poi, una volta diventato prete, vi è ritornato come parroco, che racconta: “Tarugo era una frazione molto popolata, oggi sono rimasti solo gli anziani e qualche giovane; abbandonata l’agricoltura la gente si è rifugiata nell’industria, trasferendosi dove c’è lavoro.
Siamo abbandonati completamente - commenta il parroco di Tarugo - questa frazione, come constatato, non è più nemmeno inserita tra le frazioni cagliesi elencate nell’opuscolo del Comune che non è arrivato ad alcuna famiglia di questa frazione...”.Don Otello Cini si lascia andare ad una protesta: “Nessuno del Comune si fa vedere, ci sono delle buche enormi sulle strade, da diversi anni che non portano un camion di breccia; anche perché Tarugo racchiude altre frazioni vicine, come Montescatto, Molleone, Fenigli, Montegherardo, che fanno riferimento proprio alla nostra frazione. Una volta avevamo la scuola elementare, il negozio di generi alimentari, sali e tabacchi, il bar, l’associazione Acli, un distributore di carburante per la motorizzazione e per l’agricoltura. Nel nostro piccolo c’era davvero tutto. Ora per le necessità degli anziani, siano medicinali o beni di consumo e di prima necessità come il pane, bisogna andare a Cagli, nostro Comune, ma anche ad Acqualagna o a Pergola: sette 7 chilometri rispetto ai 20 e più per raggiungere il nostro capoluogo”.
Una frazione abbandonata a se stessa anche dal Comune che pure dovrebbe prestare attenzione a tutti i suoi cittadini. Una lettera di scuse per dimenticanza e abbandono sembra il minimo. Oppure vuole provvedere di persona il sindaco?
GIOVANNI BARTOLI

MA IL CONSIGLIERE REGIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
MICHELE ALTOMENI
NON E’ DELLO STESSO AVVISO DEL PARROCO DEL TARUGO PERCHE’ SU SPIRITO CAGLIESE, IN DATA 21 OTTOBRE, SI LEGGEVA QUANTO SEGUE:

Tarugo è un ridente paesino situato nel comune di Cagli, alla confluenza di importanti reti viarie, quella appunto proveniente da Cagli e passante per Molleone, quella che conduce a Pergola, città dei Bronzi Dorati, quella che la collega ad Acqualagna, città del tartufo, passando alle pendici del monte Paganuccio e ai confini del Parco naturale della Gola del Furlo, e quella che porta a Fossombrone, lambendo lo spettacolare borgo di Torricella.
Tarugo presenta una fiorente attività agricola in evoluzione verso la multifunzionalità, e quindi in grado di sfruttare le enormi potenzialità turistiche ed enogastronomiche determinate dall’ubicazione e dalle caratteristiche locali.
Già presente a Tarugo una rinomata sala da ballo, “La Capannina”, che potrebbe facilmente evolversi in un centro del divertimento di livello europeo.
Gli imprenditori agricoli da tempo ritengono che uno scalo aereo permetterebbe di esportare i prodotti agricoli sui mercati internazionali, con grandi potenzialità di sviluppo.
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Altrettanto sarebbe possibile, con un adeguato aeroporto, far arrivare imprenditori ed investitori portatori di capitali freschi e progetti innovativi. Per non parlare poi degli enormi flussi turistici.
Gli ambientalisti disfattisti di Tarugo 'afferma Altomeni' si stanno opponendo al progetto di realizzazione dell’aeroporto. Tra le altre cose affermano che gli aeroporti sono infrastrutture di grande scala, che non possono essere realizzati in ogni luogo, e che quindi quelli di Falconara e Rimini sarebbero sufficienti e che forse è un po’ esagerato e pretenzioso costruire un nuovo aeroporto a Tarugo.
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Ma noi respingiamo con forza queste affermazioni fatte da ignoranti che non capiscono nulla di economia e delle necessità dello sviluppo a cui tutti i territori, anche Tarugo, hanno diritto, e di cui gli enti pubblici sono tenuti a farsi carico con i soldi della collettività.
Ci aspettiamo quindi che alle nostre richieste seguano pronte risposte e che finalmente si riconoscano le concrete necessità di una vivace classe imprenditoriale e le potenzialità di sviluppo dell’area dotandola di una indispensabile infrastruttura aeroportuale.
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Seguono subito i commenti.

Mattia Ragusi 25/10/2007

Ma siete favorevoli all'earoporto a Tarugo e lottate contro la realizzazione dell'aeroporto di Fano???????? Io non ho parole.

Basta 25/10/2007

Anche io sono senza parole.tra un po' dovremmo costruire un aeroporto per ogni citta'!immagino i fiumi e fiumi di turisti che verrano a tarugo in aereo.per andare a ballare alla capannina! ma per favore!ma pensate alle cose serie!pensate prima a completare le infrastrutture che attendono di essere completate da decenni.mi meraviglia che un politico del suo schieramento antepongai ll'interesse di pochi all'interesse della maggior parte dei cittadini della provincia che ancora e' costretto a forti disagi negli spostamenti da citta' a citta.

Michele P. 25/10/2007

Michele si è dimenticato di evidenziare anche i notevoli benefici che, dalla realizzazione dell'areoporto, deriverebbero al vicino santuario mariano del Pelingo. Onde evitare code di pullman in fila davanti al santuario, si potrebbe istituire un bus navetta dal Pelingo all'areoporto con orari compatibili con i voli :D


MA PRESTO (PURTROPPO) È ARRIVATA LA SMENTITA DEL CONSIGLIERE REGIONALE:

Michele Altomeni 26/10/2007

Certo che dover intervenire per confermare che era un comunicato ironico e paradossale già fa ridere di per sè e dimostra come qualcuno possa prendere sul serio anche assurdità totali come l'idea di fare un aeroporto a Tarugo. Il problema è che l'aeroporto di Fano non è meno assurdo e le motivazioni che ci vengono date per giustificarle sono le stesse, assurde, che ho usato io per giustificare un "impossibile" aeroporto a Tarugo.

Mi dispiace per gli amici del Tarugo.






giovedì 1 novembre 2007

E’ MORTO MONS. ANTONIO RAMAIOLI

Nella giornata di mercoledì 31 ottobre 2007 è tornato alla casa del Padre Mons. Antonio Ramaioli, sacerdote della diocesi e residenti da diverso tempo a Pesaro. Mons. Ramaioli era nato a Cagli il 25 agosto 1924 e ordinato presbitero, nel cattedrale della sua città, il 21 dicembre 1947. E’ stato membro del Capitolo dei Canonici della Concattedrale. Le esequie si svolgeranno sabato 3 novembre 2007 alle ore 10 a Cagli, in Cattedrale.

mercoledì 31 ottobre 2007

“VIA CELLI È UN PERICOLO PER I PASSANTI”

La protesta dei residenti: “Oltre ai rischi una pessima immagine”.
E una signora cagliese vince la scommessa con il sindaco: è morta senza riuscire a vedere sistemata la strada.

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Con questi argomenti Gianni Batoli riporta in evidenza il degrado di via don G. Celli nelle pagine del Corriere Adriatico del 30 ottobre.
Come non aderire a questo ennesimo segnale di protesta? Ha fatto bene Batoli a riproporre la annosa questione che veramente rischia di venire accettata con rassegnazione dai cittadini, che cominciano ad abituarsi a questo disagio come ci si abitua alla miseria. Ma poi magari ogni tanto qualcuno reagisce.
Viene da chiedersi cosa si nasconde dietro a questo atteggiamento di menefreghismo assunto dall’Amministrazione comunale: non è possibile che in tanto tempo non ci sia mai stato un momento favorevole per trovare i soldi per questa esigenza, che ogni volta sia sopraggiunto un problema più urgente da risolvere, che nonostante la continua presenza di cantieri lungo la via non si riesca a realizzare il rifacimento almeno parziale della pavimentazione procedendo per lotti. Ad esempio non si potrebbe realizzare ora, nonostante la presenza del cantiere del palazzo Luzi Rigi Luperti, la pavimentazione del Casalino alias via Felici? O del primo tratto di via don G. Celli, vicino alla piazza?
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Ma no, questo non si fa, si può andare avanti così, tanto oramai ci abbiamo fatto l’abitudine. Ci sono altri problemi da risolvere, magari molto più remunerativi.
Ma al degrado di via don G. Celli e di via Felici (e perché non il tratto sud di via Lapis?) se ne aggiungono altri non meno importanti, come i marciapiedi dei ponti, la pericolosità di alcuni incroci stradali (il piazzale ESSO completamente privo di segnaletica orizzontale è il più evidente ! ! !).
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All’insufficienza generale della segnaletica stradale supplisce discretamente l’esperienza dei cittadini che circolano “a memoria” o “per abitudine” senza bisogno di segnaletica, ma quante volte si vedono forestieri che circolano contro mano o non si fermano agli stop per segnalazioni stradali insufficienti.
Per non parlare poi del famoso piano per il traffico che sembra essere come la tela di Penelope: lo si rimanda di anno in anno per non fare torto a nessuno, tanto ormai la gente si è abituata al casino vigente, quindi anno più, anno meno, si può andare avanti così.
Ma è possibile che dai nostri amministratori non ci debba mai pervenire un segnale di amore e di rispetto per la nostra città e per noi cittadini?
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lunedì 29 ottobre 2007

LA FAMA DI BRUTO SORDINI HA VARCATO L’OCEANO ED HA RAGGIUNTO L’AMERICA

Una rivista specializzata racconta della sua produzione e della festa della pipa di Cagli
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Pipes and tobaccos Magazine
5808 Faringdon Place ~ Suite 200
Raleigh, NC 27609-3930
Phone: (919) 872-5083
Fax: (919) 876-6531
The Cagli pipe show was two days away, one of which would be spent driving. The GPS system tried to divert us through Austria, but we were too wise for that and found our own way. Bruto and Rosaria Sordini of Don Carlos pipes live and have their workshop in Cagli, and we spent a few hours with them. I’ve always been impressed with the quality and reasonable price of Don Carlos pipes so I was particularly interested in seeing their workshop. Bruto Sordini has an energy and charisma that is difficult to describe. I couldn’t understand a word he said, but I loved hearing him speak, always with enthusiasm and profound expression. He moves quickly and surely, is creative and accurate in shaping pipes, and is confident and detail oriented in his finishing work. His wife, Rosaria, is no amateur, either. She demonstrated remarkable skill as well and is equally professional. Together they make an unbeatable team that provides the world with high-quality pipes representing, in my opinion, one of the best values available. The Cagli pipe show was held in the courtyard of an ancient building in the old part of the city, but because it was raining, the tables were gathered around the courtyard in the loggia, a portico-style structure surrounding the courtyard. There were dozens of pipemakers there whom I had never heard of before, as well as those known worldwide. Paolo Becker was doing very well and his table was always surrounded by people. He was the only one there to sell out of stock, though most did a very brisk business. Despite the rain and cold, laughter and happy conversation echoed across the courtyard all day. David and Jan looked with interest at many of the pipes, but because production numbers were so low for most of them, they were not good contenders for national distribution in the U.S. That evening everyone from the show gathered at a local restaurant for the big pipe smokers’ banquet. Food is very important in Italy. Because of the new no-smoking laws, the restaurant filled with pipe enthusiasts who seemed lost because they could not smoke—until Bruto Sordini arrived with lit pipe in mouth, moving from table to table greeting everyone. He was completely unconcerned with any pathetic smoking regulations and provided an example for everyone to follow. Gradually, pipe after pipe was lit until the entire banquet hall was filled with the aromatic haze of every variety of pipe tobacco. It was civil disobedience at its best, and we were never told to stop smoking. We were not evicted; we were tolerated and not made to feel unwelcome in the least. The food was excellent, the wine was plentiful, the fellowship was unparalleled. It was the end of a perfect excursion.
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Complimenti a Bruto ed a sua moglie Rosaria.

domenica 28 ottobre 2007

A PROPOSITO DI MARCHE MULTISERVIZI S.P.A.

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FORTI CRITICHE ALL’IPOTESI DI AZIENDA UNICA ERANO STATE SOLLEVATE DA TEMPO IN UN DOCUMENTO RISERVATO INVIATO A SINDACI, UCCHIELLI, VERTICI DELLE MUNICIPALIZZATE E SEGRETARI DI DS E MARGHERITA .
I “partitini” del centrosinistra, tramite i loro segretari provinciali, avevano da tempo inviato ai sindaci interessati, al presidente della Provincia Ucchielli e ai vertici di Aspes, Aset e Megas e ai segretari di Ds e Margherita, un documento, definito “riservatissimo” in cui si mettevano parecchi paletti all’unificazione delle società erogatrici di servizi sotto l’egida di Hera, accompagnati da forti critiche sul processo che ha portato il colosso emiliano-romagnolo a controllare una consistente quota di Aspes Multiservizi.
Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi, Comunisti Italiani, Sdi e Repubblicani Europei, “l’ala sinistra” del Pri, non volevano che la Provincia venisse “colonizzata” da Hera.
Anche perchè, secondo loro, i primi effetti deleteri per i cittadini, sotto forma di aumento delle tariffe, erano già visibili nei comuni azionisti di Aspes, società controllata congiuntamente da Hera e dal Comune di Pesaro, e rischiavano di estendersi sia per le dimensioni economiche che per quelle geografiche.
Il documento sottolineava anche come il procedimento di privatizzazione Aspes sembrasse essere stato dettato, come linea politica, dalla Casa delle Libertà, visto che ha anticipato di due anni una legge del governo Berlusconi.
Difficile capire, però, quanto sull’iniziativa, decisamente “forte” dei partitini, abbiano pesato altri motivi oltre alla tutela dei servizi e degli interessi dei cittadini.
Nonostante tutto la fusione Megas-Aspes è stata approvata il 9-10-2007
L’ha votata l’83% dei soci proprietari di Megas e Aspes, le due società che gestivano i servizi pubblici nel territorio di Pesaro e Urbino.
Società che, d’ora in poi, saranno accorpate in un’unica, grande, realtà: Marche Multiservizi S.p.a., ovvero la Società unica per la gestione dei servizi pubblici, che aveva già ricevuto l’approvazione del 91,47% dei Comuni interessati.
All’assemblea del Megas era presente l’83% dei Comuni e la mozione a favore della fusione è stata votata, praticamente, all’unanimità (un solo astenuto).
La società unica servirà così un bacino di circa 300mila abitanti, accreditandosi, a pieno diritto, nella rosa delle aziende più significative delle Marche:
Marche Multiservizi S.p.A.
Il capitale azionario della società sarà detenuto:
per il 41,81% da Hera;
per il 34,35% dal Comune di Pesaro;
per il 6,08% dalla Provincia di Pesaro e Urbino;
per il 3,64% dal Comune di Urbino.
La restante quota del 14,12% di capitale sociale sarà detenuta da vari enti locali della Provincia di Pesaro Urbino, con quote inferiori al 4%.
La società risultante dalla fusione sarà amministrata da un cda composto da sette consiglieri, di cui:
due nominati da Hera;
due dal Comune di Pesaro;
uno dalla Provincia di Pesaro Urbino;
uno dal Comune di Urbino;
uno dagli altri Comuni soci.
L’Amministratore Delegato sarà eletto tra i due membri di nomina Hera.
Il Presidente sarà indicato dalla Provincia di Pesaro e Urbino.

ANCHE IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAGLI HA APPROVATO IL PROGETTO DI INTEGRAZIONE SOCIETARIA

Oltre ai 5 voti contrari dell’opposizione si è schierato contro il consigliere di maggioranza del SDI, Gianni Roselli: una posizione pienamente condivisibile se non fosse fuori tempo.
Ormai che i giochi erano fatti con l’approvazione della fusione avvenuta in provincia il 9 ottobre scorso a cosa è servito tutto il clamore che si è voluto sollevare oggi ? perché non ci si è mossi prima ?
È pur vero che la nuova società di gestione avrà al suo interno Hera (41,81% del capitale azionario più 2 consiglieri su 7, uno dei quali sarà l’Amministratore delegato), quotata in borsa ed estranea alla nostra realtà territoriale e il cui principale obiettivo sarà quello di fare gli interessi degli azionisti e non degli utenti.
Ma forse a questo punto non rimaneva che la scelta operata dalla maggioranza di voler essere presente al tavolo delle decisioni, anche se non è chiaro quale sarà l’atteggiamento che il rappresentante dei comuni delle aree interne potrà prendere quando da una incontrastabile maggioranza costituita dai rappresentanti di Hera e da quelli pubblici più forti verranno prese decisioni a danno degli utenti dei comuni più deboli.
Si doveva agire prima ed il non farlo è stato un errore irreparabile.

ORA OCCORRE VIGILARE SULL'OPERATO DELL'ENTE GESTORE

Ora non rimane che auspicare che l’AATO, l’ente di controllo sulle gestioni dei servizi idrici, supplisca a questa situazione sfavorevole per il nostro territorio.
E' netta la distinzione di ruoli fra l'AATO, che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, e Marche Multiservizi S.p.a., il gestore che organizza il servizio e realizza gli obiettivi del piano.
L'AATO deve svolgere la sua attività di controllore per conto dei Comuni e per assicurare la tutela del consumatore.
Il controllo, pertanto, si esercita in primo luogo attraverso la verifica del raggiungimento degli obiettivi del piano e sull'applicazione della tariffa.

In caso di rilevanti inadempienze l'AATO può anche revocare l'affidamento.

Si ricorda che le funzioni della AATO sono:
1. Attività di analisi e di ricognizione delle reti acquedottistiche e delle altre componenti del ciclo integrale delle acque (dalle opere di presa, alla fognatura, alla depurazione).
2. Adozione del Piano di Ambito, strumento programmatorio che definisce gli standards di qualità del servizio, gli investimenti necessari, e le tariffe.
3. L'attività tecnico-amministrativa di controllo sui gestori e sul rispetto della Convenzione
4. La scelta dei soggetti cui affidare la gestione dei Servizi idrici nell'Ambito Ottimale, regolata dai contenuti della Convenzione e del Piano d'Ambito.

Nell’AATO il nostro comune partecipa con una quota del 4,40% all’assemblea consortile con gli altri 66 comuni del territorio Marche Nord, ed il nostro Sindaco è uno dei 10 consiglieri di amministrazione.

Ecco quindi legittime le richieste di Gianni Roselli di “valorizazione dell’AATO – a patto che i sindaci partecipino all’assemblea consortile ed al consiglio di amministrazione senza percepire alcuna indennità – e che le decisioni vengano prese da tutti i sindaci col sistema “una testa un voto” e si preveda una diversificazione delle tariffe in modo da favorire le popolazioni dell’entroterra penalizzate dalla carenza di servizi pubblici”.

Quanto all’occhio di riguardo auspicato dal sindaco Papi alle risorse idriche da falde profonde quali il Pozzo Burano sarebbe indispnsabile che su questa materia il gestore Marche Multiservizi non avesse alcun potere decisionale, che l’AATO avesse funzione di custodia e potere propositivo e che ogni decisione venisse presa dai Ministeri competenti attraverso gli organi tecnici di cui essi dispongono. A tal proposito leggansi

PREOCCUPAZIONI SULLA QUESTIONE DEL POZZO BURANO

LODEVOLE INIZIATIVA DEL PRESIDENTE UCCHIELLI

Ma oggi come oggi mi sorge un dubbio: chi ha le chiavi del pozzo Burano e degli altri pozzi da falde profonde? e da chi prende ordini?

sabato 27 ottobre 2007

ECHI SULLA SERATA DEDICATA A FERNANDO MENCHERINI

Benché in ritardo, pubblico volentieri il comunicato con foto dell’evento musicale gentilmente inviatomi da Dora Varnai.
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La sera del 12 ottobre scorso si è svolta a Cagli – nell’ambito della dodicesima edizione del festival di musica contemporanea “Il Suono di una Mano Sola” – la premiazione del Primo concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea “Fernando Mencherini”.
L’evento ha avuto luogo presso il Teatro Comunale di Cagli e ha visto l’affluenza, di un folto pubblico di estimatori dell’opera di Mencherini e di appassionati di musica senza confini.
La serata è stata introdotta dalle parole del sindaco di Cagli Domenico Papi che ha evocato con commozione la figura di Fernando Mencherini, seguite da quelle dell’assessore alla cultura Stefano Manfucci che ha illustrato l’iniziativa.

Sono poi saliti sul palco per consegnare i premi ai vincitori del concorso Tonino Tesei, compositore marchigiano presidente della giuria, e Italo Grilli, che rappresentava l’Istituzione Teatrale e la Cagli Teatro Commission.
Angelo di Giorgio e il giovanissimo anconetano Matteo Calosci hanno ricevuto la menzione speciale,

Chiara Parolo e Marco Simonacci, rispettivamente con i brani Crazy jay blue per clarinetto ed Eleven per violoncello, hanno vinto il secondo premio a pari merito,
il ventiduenne Matteo Cesari si è aggiudicato il primo premio con la sua interpretazione del brano per flauto Semen.
Alla premiazione è seguita una breve e intensa analisi dell’opera di Mencherini fatta dal critico musicale Renzo Cresti, direttore del conservatorio “Boccherini” di Lucca.
Cresti ha inoltre lodato l’iniziativa e ha esortato gli organizzatori a dar vita in futuro a nuove edizioni del concorso, trattandosi di una delle rare occasioni in Italia in cui sia possibile scoprire e dare spazio a giovani talenti della musica contemporanea.
Il programma del concerto prevedeva quindi l’esibizione dei vincitori, che – come sottolineato dai membri della giuria, che oltre a Tesei e Cresti comprendeva anche Fausto Bongelli, Claudio Jacomucci e Gastone Mencherini – hanno ulteriormente perfezionato le loro interpretazioni rispetto alle selezioni del concorso avvenute nel luglio scorso.
Il pianista Fausto Bongelli era presente anche in veste di ospite speciale del concerto, ed ha infatti chiuso la serata con una delle ultime opere di Fernando Mencherini, la struggente Canzone Periferica nella versione per pianoforte solo.
L’evento è stato reso possibile anche grazie al contributo degli sponsor: Intech di Macerata, e Damiani Petroli di Cagli.
http://www.fernandomencherini.com/

mercoledì 24 ottobre 2007

INTERVISTA AL NUOVO VESCOVO

Dal Corriere Adriatico del 20 ottobre l’intervista di Lorenzo Furlani a S.E. Trasarti:

Monsignor Armando Trasarti, con quale stato d’animo si appresta a giungere a Fano?

“Con commozione e trepidazione verso una comunità non lontana e non nuova”.

Lei, che durante l’ordinazione episcopale ha espresso devozione e gratitudine al suo predecessore, quale messaggio rivolge ai fedeli?

“Sono un uomo di popolo e intendo camminare con il popolo di Dio, insieme ai preti. Questo è il tempo migliore che mi è dato di vivere e questo è il popolo migliore che mi è stato affidato. Lo dico con intima convinzione. E’ come se vivessi un fidanzamento. Non sono un uomo eccezionale però intendo fare cose eccezionali nella vita ordinaria. Non per vile interesse, né controvoglia, né per ambizione, ma come atto d’amore. Mettendo al primo posto le persone e il loro benessere”.

Dopo l’insediamento, quale sarà il suo primo impegno?

“Voglio rispondere all’invito ricevuto dagli amministratori pubblici, oltre che dal clero, per essere presente sul territorio. Sarà mia cura visitare l’intera comunità. Conoscere le realtà ecclesiali e sociali, con l’atteggiamento dell’ascolto, del dialogo e dell’incoraggiamento”.

Quale ruolo affiderà ai laici, anche alla luce degli esiti del convegno di Verona?

“Intendo favorire, in due direzioni, un maggiore impegno dei laici nella Chiesa, nei vari consigli parrocchiali come collaboratori del clero, e un loro ruolo attivo nella società secolare, a servizio della civitas”.

Per quest’ultimo aspetto la situazione fanese è vivace, i cattolici sono impegnati in vario modo anche nella polis. Quale funzione pensa debba svolgere la Chiesa?

“Quello profetico del Vangelo, quello orante. Sta ai laici impegnarsi per applicare il messaggio evangelico nella città degli uomini”.

La realtà giovanile diocesana è viva, la promuoverà?

“I giovani sono la nostra speranza. Ho già avuto modo di apprezzare il gruppo fanese presente all’Agorà di Loreto. Intendo promuovere il rapporto dei sacerdoti con i giovani. Dobbiamo comunicare il Vangelo in modo piacevole, trasmettere gioia non divieti. La Chiesa non è la Chiesa del no ma è la Chiesa delle beatitudini, la Chiesa di Gesù che appunto dice “Beati voi”.

Poi occorre fare anche rinunce e scelte di vita ma la predicazione deve essere di compagnia, consapevole delle debolezze, misericordiosa, per capirci non bacchettona”.E la comunicazione, quale ruolo le assegna?

“Il Vangelo è comunicazione, è la buona notizia. Saluto con affetto i giornalisti, della stampa diocesana e degli altri organi, con cui conto di sviluppare un proficuo rapporto. Allestiremo un ufficio stampa diocesano e potenzieremo il sito Internet, perché diventi anche uno strumento di confronto tra le varie realtà diocesane. La diocesi non vuole farsi pubblicità, deve solo fare conoscere la verità con onestà”.
LORENZO FURLANI



La presenza nel territorio quindi è quanto è stato subito chiesto al nuovo Vescovo. La richiesta sembra essere stata raccolta: la speranza dovrebbe essere che per conoscere le realtà ecclesiali e sociali della sua grande diocesi Mons. Trasarti , forte della sua vitalità di uomo che “nel tempo migliore che gli è dato di vivere”, voglia esercitare la sua presenza nelle sedi condiocesane non solo con fugaci visite pastorali, bensì con prolungate presenze, con ricorrenti trasferimenti di sede, che oltre a favorire il contatto diretto con le realtà locali, contribuiscano a ridare pari dignità alle condiocesi, nessuna delle quali dovrebbe essere seconda alle altre.

Secondo le tavole cronologiche dei vescovi, redatte dagli storici, monsignor Armando Trasarti, 59 anni, già vicario della diocesi di Fermo, dovrebbe essere:

l’85° vescovo di Fano, a partire da quel Tolomeo consacrato nel 74 dopo Cristo

l’80° vescovo di Fossombrone

il 96° vescovo delle diocesi di Cagli e Pergola.


Tutte le quattro diocesi furono riunite nella sede episcopale fanese nel 1973. Da allora, sotto la guida pastorale di Costanzo Micci, il vescovo di Fano divenne anche vescovo di Fossombrone Cagli e Pergola.


CRONACA DELL’ACCOGLIENZA
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dal Corriere Adriatico del 22.10.2007
FANO - Il calore dimostrato dai cittadini ha avuto la meglio anche sul broncio del tempo che minacciava pioggia nell’area del Pincio, dove era stata predisposta la cerimonia di accoglienza di monsignor Armando Trasarti, nuovo vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola.
C’erano soprattutto i giovani dell’Agorà con i loro cappelli multicolori e gli scout che, oltre il largo antisante l’Arco di Augusto, gremivano con le loro insegne il tratto di strada che conduce in Cattedrale. Il vescovo è giunto puntuale, alle 16.15 come da programma, a bordo di una Lancia scura, accompagnato dal vicario generale della diocesi, monsignor Sergio Bertozzi, e scortato da un picchetto d’onore, formato da due carabinieri in motocicletta.

Ad attenderlo all’altezza di Porta Maggiore, c’erano il prefetto Luigi Riccio, il sindaco di Fano Stefano Aguzzi e soprattutto il vescovo emerito Vittorio Tomassetti, che lentamente aveva percorso a piedi la distanza che separa la casa del clero, dove ora risiede. C’erano poi molti sindaci dei 23 Comuni che fanno parte della diocesi, oltre il questore Benedetto Pansini, rappresentanti delle forze dell’ordine e consiglieri comunali. Il palco delle autorità era dunque ben affollato, così come il largo di Porta Maggiore, dover sfidando il freddo di una giornata quasi invernale si sono radunate poco meno di duemila persone.

Monsignor Trasarti è apparso sorridente. Subito è diventato simpatico alla gente che gli si stringeva attorno, dandogli il benvenuto. Con quegli occhialini che gli danno un’aria da intellettuale e il sorriso che annulla le distanze ha abbracciato simbolicamente la sua nuova città, anzi la sua nuova diocesi, comprensiva di circa 130.000 abitanti e, come ha notato monsignor Bertozzi, estesa dal Catria al Nerone, dalla valle del Cesano a quella del Metauro, dai primi contrafforti degli Appennini all’Adriatico.

Il primo saluto è stato espresso dal sindaco, il quale ha voluto rivolgergli un pensiero non solo formale: “I tempi che viviamo sono difficili ed esaltanti come ebbe a dire Papa Giovanni Paolo II e Fano non fa eccezione nel panorama generale delle comunità, così costantemente alla ricerca di valori, a volte deluse e disincantate. Noi oggi le apriamo le porte di un grande campo dove la Chiesa le ha chiesto di svolgere il suo servizio pastorale di vescovo. Sant'Agostino definiva il suo servizio “un servizio di amore”. E questo è il mio primo augurio e la mia certezza che lei sarà un pastore appassionato e attento di una diocesi non facile, dove alle antiche radici cristiane si è aggiunta la ricerca di una umanità laica, di una società attenta e sensibile ai valori umani e cristiani, ma nello stesso tempo una società che valuta le persone ed il loro operato, soprattutto dal lato della loro efficacia concreta. Le chiedo oggi, qui, come segno concreto del nuovo corso della Chiesa fanese, di pensare a tavoli comuni di ricerca, di dialogo e di collaborazione fattiva sia nel campo sociale che culturale, consolidando una tradizione che è già presente nell'opera di questi anni”.

La replica di monsignor Trasarti e allo stesso tempo, il suo primo discorso rivolto alla diocesi, è stata appassionata, semplice e tuttavia già pregna di quella autorità episcopale che vuol essere guida e servizio al tempo stesso. “Ognuna delle istituzioni – ha detto – dovrà operare nel suo specifico ordine e nella propria autonomia, in spirito di dialogo e di collaborazione sincera e reciproca, in vista solo del bene comune, fine di ogni azione, sia essa politica che sociale, culturale e religiosa”.
MASSIMO FOGHETTI

martedì 23 ottobre 2007

UNA PIAZZA PER AGIDE FAVA

L’omaggio della città al fondatore del basket pesarese
Sabato 27 ottobre 2007 alle ore 15.00 inaugurazione della piazza adiacente al nuovo parcheggio il “Curvone” intitolata ad Agide Fava

Agide FavaNato nel 1923, scomparso nel 1989, lo sport è stata la sua più grande passione.
Insegnante di educazione fisica, giocatore di pallanuoto, centromediano della Vis Pesaro Calcio, a lui si deve la fondazione della pallacanestro pesarese, della quale fu giocatore e allenatore dal 1950, portandola alla massima serie.
Accanto a lui, fra i firmatari del primo statuto della US Victoria (luglio 1946), altri illustri concittadini: Don Dario Mei, Gino Filippucci, Nicola Guardiani, Mario Panicali.
In quegli anni la pallacanestro – disciplina emergente che veniva da lontano - diventò un elemento di rottura perché non aveva le antiche radici popolari del calcio.
Era quindi necessario qualcuno che esercitasse un’azione mediatrice per consentire la saldatura fra il basket e la città.
Quel qualcuno fu proprio Agide Fava, per tutti “Aido” che riuscì ad andare oltre, a trasformare il semplice insegnamento sportivo in una pedagogia, in una pratica di vita e in un modo di vedere il mondo che tanto ha dato e continua a dare a Pesaro.


Alla fine degli anni ’50 Agide Fava insegnò educazione fisica qui a Cagli a noi giovani studenti delle scuole medie, e ci parlò della pallacanestro. Il seme dei suoi insegnamenti germogliò in Marcello Berardi, Giuseppe Petrucci ed altri per cui in un certo senso anche il Basket cagliese deve qualcosa ad Agide Fava.